Archivio per Aprile 2008

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Rimpatrio

2008, 30 Aprile

“…mi mancherai…”

Diceva così la mail che mi ha mandato Roberto questa mattina. Due notti fa un sogno quasi premonitore, solo che riguardava me. Trasferimento a Barcellona Pozzo di G. Il trasferimento l’ha avuto lui…

Subito l’ho chiamato. Claudia laconica mi conferma al telefono che si, l’hanno trasferito a casa. Mi sento male. Mi sento una merda.

Parliamo al telefono. I miei occhi si riempiono di lacrime e mi chiedo come farò…E’ vero, negli ultimi mesi sono stata più iena ed instabile del solito. Ho sempre rimandato il dialogo, convinta che non lo volesse neanche lui. Adesso questo avere rimandato è irreparabile ed io mi rendo conto di aver perso tempo, di aver messo a repentaglio l’amicizia (la posso chiamare così?!) che ci lega.

So che entrambi sappiamo che questo inverno trascorso insieme non ci abbandonerà facilmente. Rimpiangerò le nostre serate a sbevazzare e chiaccherare. Non ci saranno più.

So anche che più tardinon riuscirò a dirgli che mi dispiace, che mi mancherà, che gli voglio bene, che “Scusa”…ecco quello che non dirò stasera a Roberto mentre festeggeremo il suo “rimpatrio”…

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Mezzanotte e

2008, 30 Aprile

A mezzanotte e otto minuti haichiuso da solo la porta alle tue spalle e te ne sei andato.

A mezzanotte e nove minuti ho finito il mio bicchiere di vino, hospento la sigaretta ed il telefono.

“Non fare così” e io avrei voluto dire VAFFANCULO! E ci sarebbe stato proprio tutto!

Abbiamo fatto l’amore. Sei andato in bagno. Ho rimesso le mutandine bianche da liceale e la maglietta. Fa freddo all’improvviso. Ho cambiato musica, quella che non ti paice, ma tanto stai andando via, quindi non m’interessa.

A mezzanotte e diciottominuti ho riacceso il telefono per puntare la sveglia. Sento sempre più freddo. Controllo con la coda dell’occhio il display, ma non arriva nessun msg. Starai correndo a casa. Il tuo letto già caldo, il mio ormai freddo…

Lo sai!

Sono incontri rubati che, come predetto, mi lasciano solo un vuoto irresistibile nel quale sprofondo addormentata. Mezzanotte e trentaquattro minuti.

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Temporale estivo

2008, 23 Aprile

Così hai definito la sensazione che hai provato dopo aver fatto l’amore con me questo pomeriggio.

Io mi sono sentita piena di te, dei tuoi umori, il tuo sudore sulla mia pelle, il tuo odore ancora addosso, il tuo corpo dentro il mio.

Come una bambina sciocca ho detto che non saresti potuto restare, quando in realtà quella che domani mattina parte con un altro sono io. Sai che non intendevo questo. Sai che le lacrime che ho trattenuto non erano per qeusto. Ci siamo promessi almeno un viaggio insieme.

Due settimane. E’ questo il tempo che ci è bastato per unirci, nonostante la distanza, nonostante i tuoi doveri, i tuoi impegni. Stiamo andando oltre. Fai quello che Walter mi rinfacciava di non fare mai. Non lo fai per scoparmi. Lo fai per te, lo fai per me.

Alle sette del mattino butti quasi giù la porta di casa mia per svegliarmi, per stare insieme solo un’ora. Anche meno.

Alle cinque del pomeriggio ti metti in macchina, fai 20km,  per prendere un caffè con me e scappare via.

Io sono stupita, attratta, desiderosa. Quasi innamorata…

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Prima telefonata

2008, 22 Aprile

Per amore io mi annullerei per te, se servisse a qualcosa. Se fosse amore…Sono solo le nostre parole su un futuro immaginario, quello che ci piacerebbe, quello che non sarà, quello che ci maltratterà, quello che mi farà piangere.

Sono ancora la tua forza, la tua lucidità, la tua determinazione che sconfiggono tutto, che mi trattengono.

Io vorrei e non vorrei…il mio dèja vu.

Anche stanotte sarai accanto a me ad asciugare le mie lacrime, perchè sto piangendo, perchè non sarà mai.

E ti odio.

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Negli occhi

2008, 22 Aprile

Io l’ho letto nei tuoi occhi oggi pomeriggio.

Una telefonata. Hai tolto gli occhiali. Hai guardato da un’altra parte. Rivivo quel momento. Ti sono venuta  accanto, “Che c’è?” ho chiesto. Nel crepuscolo ti ho guardato negli occhi. Vicini. Lavoro, il tempo che vola, tu che deviandare e non vorresti, una canzone di sottofondo.

Noi non possiamo. Noi due che non dobbiamo.

Razionalmente penso che non può essere amore. Non può essere AMORE.

Vorrei che mi dicessi che sono tua…Piccola, tra le tue braccia. Tu solo mio ora. ma col pensiero ti immagino lì dov’è iltuo posto…

Mi faccio forte della tua forza. I nostri sentimenti, quelli che nessuno può portarci via.

E stanotte sono nei tuoi sogni. Tu accanto a me.

Io che vorrei ma non posso. Tu che vorresti ma non devi.

E non penso di chiederti nulla.

in silenzio ci siamo guardati negli occhi. Una promessa silenziosa. Un giuramento: “Prometto di odiarti…nel bene e nel male” perchè non posso amarti, perchè non puoi amarmi.

Ora penso tu sia innamorato di queste parole, dei miei silenzi.

Cos’hai letto nei miei occhi?

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Quanto basta

2008, 20 Aprile

Abbiamo scritto quanto basta per conoscerci.

Abbiamo detto quanto basta per capirci.

Abbiamo fatto quanto basta per cominciare a volerci bene.

So che per quanto forte mi proclami non lo sarò a suffcienza per allontanarti. Tu lo sai.

Attesa di un altro msg che mi faccia sorridere. Attesa di domani pomeriggio per averti solo per me, solo per due ore. Noi due. Il mondo fuori dalla porta di casa mia.

Non c’è più il tuo odore sui miei vestiti. Solo un vago ricordo e tante domande. Mi chiedo se il mio disiderio sia solo frutto dell’attesa. Mi proibisco di pensarti, così spengo la luce, mi corico da sola al buio e mi privo quanto basta di te, almeno fino a domani.

Farò quanto basta per non amarti

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Odio 2

2008, 19 Aprile

Odio la freddezza con cui riconosci che non puoi. Odio provare un sentimento dolcissimo per te. Odio riconoscere che oltre questo non ci sarà altro. Odio non avere quello che hai tu. Odio quello che hai. Odio la consapevolezza che non l’avremo insieme. Odio. Odio. Odio.

Ti guardo. Ti leggo. Ti ascolto. Ti odio. Odio la tua lucidità.

Tenero con me. Sincero. Affettuoso riconosci quasi a malincuore che ci sarà sempre un limite a NOI. Sai che io non ti chiederò MAI, perchè so che tu non potrai mai. Ti ho apostrofato italiano medio. Ti invidio per la forza con cui riconosci di dover sacrificare quello che di bello potremmo vivere insieme per qualcosa di più sacro, mille volte più importante di te, di me. Ti ho condannato, ma in fondo è quello che farei anch’io.

Così ti chiedo scusa qui, davanti a tutti. Un modo come un altro di riconoscere che sono infantile, una bambina sciocca, capricciosa e viziata. Faresti meglio a lasciarmi stare…ma non sarebbe più vita neanche così!

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Dopo…

2008, 18 Aprile

Dopo aver fatto l’amore c’è chi si accende una sigaretta, chi resta a letto a farsi le coccole, chi va a farsi una doccia, chi mangia, chi si rimette a guardare la televisione.

C’è poi chi come noi si riveste, prende un caffè, si rimette in macchian e riprende contatto con la vita. Tu ti sei attaccato al telefono. Io ho finito di preparare il trolley. Un bacio al volo, saliamo in macchina e un ci vediamo lunedì, ci sentiamo dopo.

Un msg carino letto mentre correvo per arrivare il prima possibile all’inaugurazione della mostra, una telefonata scansando le mille buche che costellano l’asfalto.

Ti chiamo appena arrivo. Non rispondi, offeso perchè non l’ho fatto mentre ero in macchina. Richiami. Ancora un pò intontito ma contento. Ci sentiamo dopo. Ok.

Msg. Francesco ha chiamato mentre ero al telefono con te. Non m’importa, semmai richiama. Non ho voglia di sentirlo. non mi chiedo neanche perchè abbia chiamato…lo saprò se richiamerà.

20:30. Telefono. Giuseppe…no, Francesco! Chiaccheriamo. Mi racconta della riunione, dei cazzi del lavoro, forse va a Malta il we e blablabla. Chiudo. Msg di Giuseppe. Ha chiamato. Lo richiamo. Subito vengo travolta dalle domande: mezz’ora al telefono? con chi eri? Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

LO GIURO!

“Cos’è, ti ha chiesto se lunedì eri libera, così vi vedete?”

Io non te l’ho detto, ma qua ci stava proprio un bel

MAVAFFANCULO!!

Ridimensiono il nostro pomeriggio. Le tue parole. Le mie sono state tutte fraintese. Ho ragione di fare questo anche e soprattutto dopo il tuo msg. “Pensavo fosse divertente se lui ti aveva chiamato pe chiederti se lunedì eri libera, così vi vedevate…” o una roba del genere.

Io mi trasformo. E’ Crudelia adesso a parlare. Perchè per me sarebbe davvero DIVERTENTE vederti rientrare a casa stasera, osservarti mentre parli con tua moglie vedertela baciare ed andarti a coricare insieme a lei, mentre pensi a me. Sei un grandissimo coglione, e lo sai!

Mi hai ferita. Più di quanto non lo abbia fatto Francesco. Abbiamo fatto l’amore e dopo due ore insinui che lunedì mi vedrò con Francesco per scopare con lui. Non sono una PUTTANA caro mio, e sai anche questo!

Non sei mio, e per quanto possa desiderare di essere tua non potrò esserlo mai. Sai anche questo…

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Senza

2008, 17 Aprile

Sono senza aspettative. So di non poterne avere inquesta situazione.

ma perchè ti piace? Non so!

Mi fa ridere. Sento che mi desidera…poi non so! Davvero non so. Forse il piacere di sentirmi desiderata. Forse perchè mi piace sentire le sue mani che mi accarezzano il viso. Grandi. Il suo odore. Dimentica il resto. E a me non interessa neanche se stasera farà l’amore con lei. E’ un pensiero cheneanche mi tocca. non posso avere l’esclusiva, lo so. non la cerco neanche. Non desidero.

Io non lo so cosa voglio. Magari è un capriccio . Io voglio tutto e, con coscienza, so di non meriare niente.

Io non avrò niente.

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Chiavi di casa

2008, 17 Aprile

“Merda, dove cazzo sono le mie chiavi di casa?”

Ora 13 di questo martedì post elezioni. Mi stoancora riprendendo dalla notizia che il nano psicotico ha vinto, che il popolo italiano è impazzito, che quello siciliano non riesce ancora a voltare pagina e dà fiducia ad un altro mafioso…

“Va bene, le cerco dopo. Chissà dove le ho messe.”

Il pomeriggio vola. Su msn con Giuseppe. Al telefono con Miriam. Poi di nuovo Giuseppe. discussioni senza senso. Inutili. Immotivate. Strano però, perchè non mi toccano. Scivolano via.

Poi un susseguirsi di ci vediamo non ci vediamo; è presto è tardi; posso non posso . Mi faccio una doccia che è meglio!

Ma dove le ho buttate quelle cazzo di chiavi? mamma, dove le hopotute mettere?

“Le hai cercate nella borsa?”

Merda! Ma è l’unica cosa che misia dire? E’ più che ovvio che la borsa è stato il primo posto dove ho cercato. Entra in camera e  commenta: “Certo, qua dentro c’è un casino…con tutto questo disordine le cose non si possono trovare…” Ecco, adesso mi sono incazzata!

Chiamo il padrone di casa. Appuntamento a metà strada e me ne vado. Sbatto la porta dell’ascensore.

In macchina mi ripeto che sono una deficente. Mi chiedo dove le abbia potute lasciare. Dove le ho perse. Non mi era capitato prima…

Quando finalmente entro a casa l’arrabbiatura è scomparsa. Sono una stronza. Mia madre non c’entrava niente. Intanto me la sono presa con lei. Sono una stronza. Sono pentita. Le mando un msg. “Mi dispiace per questo pomeriggio”. Risponde rassegnata: ormai mi sto abituando ad essere sgridata, anzi più lo fate prima mi abituo.

Mi odio. E lei non ha capito.