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Due giorni

2008, 1 Maggio

Allora brindiamo ai “rimpatri”…un secondo di silenzio imbarazzato, poi “Allora hai letto…scusa, scusami…” E all’improvviso è di nuovo gennaio, siamo semèplicemente io e Roberto a casa mia, a bere una bottiglia di vino, chiaccherare, fumare e mangiare.

cazzo, abbiamo perso due mesi, due mesi che non ci restituirà nessuno, due mesi di tante mandate a quel paese, due mesi di quasi totale indifferenza. Due mesi che abbiamorivissuto appieno in questi due giorni. Due giorni che abbiamo vissuto come se fossero gli ultimi che restavano da vivere.

C’è amarezza, tristezza, consapevolezza che non torneranno più, neanche facendo i salti mortali. Non saranno più. Un lungo abbraccio al quale però ci sottraiamo, quasi per cacciare la certezza che non sarà più…

Un’altra serata…e io so che Roberto desidera…desidererebbe restare con me e allo stesso tempo sa che io non voglio, quindi se ne va. Apre la porta e mi abbraccia di nuovo. Socchiudo la porta come ho fatto stamattina con Peppe, ma sono due cose diverse. E’ un abbraccio che sugella un’amicizia, è un bacio rubato che nessuno deve vedere…

Ho paura, ancora una volta del dopo, della solitudine, dei miei pensieri che non saprò condividere, della mancanza delle sue parole, dell’essere paragonata ad un cucciolo di tigre…

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