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Postumi di una sbronza casuale!

2008, 14 Giugno
Mentre ascolto: Offlaga Disco Pax, Sensibile

Non so da dove cominciare cazzo! Non so neanche se ho davvero voglia di scrivere, di raccontare. E’ passato un pò dall’ultima volta che l’ho fatto.

Peppe mi ha chiesto se avessi scritto qualcosa. No. C’è troppo da dire, o forse troppo poco…

L’11/06 è passato. Digerito. Lui e la sua carica di aspettative. Lui e un altro maledettissimo anno con cui fare i conti. I bilanci del cazzo che si fanno a fine anno o per il compleanno. Tento di ignorarli, come i bambini che nascondono le porcellane della mamma che involontariamente hanno rotto. Ma a 31 anni non sono più una bambina. Posso mentire a me stessa, vestirmi da ragazzina, Gazzelle ai piedi, una frangetta “sbarazzina” (e il vocabolario della maestra!!) per nascondere il mio sguardo, borsette con Topolino, calze a righe, fermagli colorati, ma non basta per sviare l’inconscio. Quello, traditore, fa lo slalom tra i miei trucchi e s’insinua nella mia leggerezza o presunta tale.

Così, senza un apparente motivo, crollo!

E’ venerdì! Se esci ti porto il regalino. In culo a te e al fottuto regalino! Il contentino, il vuotissimo simbolo cui ti appigli per credere in un’amicizia che non esiste. La tua illusione, la vostra illusione che si scontra con il mio cinismo, la mia solitudine che non capite. Perchè non ci siete.

Al bancone, da Ernesto, bevo una Tennent’s Super (gradazione 9°). Poi una sigaretta fuori e i dolori mestruali che non passano. A casa non c’era Novalgina, solo stupidissime fialette Oki che non m’inculo di striscio! Odio il sapore dei medicinali. Datemi solo pillole, pasticche lisce che scivolano in gola e si portano via il dolore…

Inutilissime chiacchere. Io non ho nulla da raccontare, non c’è niente che io ritenga minimamente interessante. Non saprei spiegare perchè sto bene con Peppe, i sentimenti che provo per lui, le emozioni, il piacere di guardarlo negli occhi. Non ci provo neanche perchè so che in fondo l’interlocutore è davvero poco interessato!

Un’altra Tennet’s e ancora sigarette. Non dovrei con questa tosse, ma io non sono medico!! Quindi procedo con filtro, Rizla, Golden Virgina. La birra scende veloce mentre, annoiata, ascolto dissimulando interesse, per evitare di dover dire qualcosa! Col senno di poi mi reputo oltremodo una persona orrenda! Cazzo, le tue amiche…beh, non saprei se definirle tali. Ho giusto scoperto che sono tutti degli egoisti, che le persone, anche quelle che ami di più, non fanno altro che ricercare la propria felicità, nient’altro. La mia di felicità o infelicità è loro indifferente. Ma è questa la vita e perpetuo i miei errori e mi appiglio all’unica persona che non può essermi amica.

 Un’altra Tennent’s e un’altra sigaretta ad accompagnare altre parole, stavolta diverse perchè diverso l’interolcutore. Ma i 9°x3 fanno sentire i 27° risultanti e preferisco tornare a casa. Vista annebbiata, ma guido il vespone tra il traffico. L’ipod a tutto volume senza riuscire a distingure che canzone sia! So che vomiterò. So che la mia serata è solo a metà. Mi aspetta ancora un tête à tête con Adriana_Ubriaca in bagno!

Adriana_Ubriaca in bagno però non si guarda neanche allo specchio. Una pipì veloce e letto. ma il eltto, come nelle migliori tradizioni da sbronza: gira! E io corro, scalza, al buio, in bagno e vomito! La scena si ripete tre volte almeno. Se ce n’è stata un’altra non ricordo! Stravolta guardo Adriana allo specchio. Capelli disfatti. Frangetta tirata indietro. Occhi gonfi e rossi. Le mani mi tremano. Le gambe a stento mi portano a letto e crollo.

Ma il sonno non è stato ristoratore, perchè io sto peggio stamattina! Prima triste, poi addormentata e quindi contenta. Poi di nuovo triste e di nuovo addormentata, ma il risveglio non riporta il buon umore!

Non mi reggo in piedi. Vorrei uscire, ma ho troppo mal di testa, e allora resto confinata a casa, ancora in pigiama. I capelli puliti, la frangia lucida e stirata bene sugli occhi. Ma è inutile! Come sono inutili i pensieri, il desiderio di avere Peppe accanto a me ad accarezzarmi la testa, il desiderio di una vita piena, così da annullare il senso di vuoto che mi tormenta, l’assenza di amici, di volontà, di sorrisi. Una vita che non so definire. Una vita che osservo passare e non so darle una direzione. Una vita che, fosse per me, oggi, avrei trascorso a letto imbottita di sonniferi, solo per farla passare innocua, così da non accorgermene!

Mamma, mi dispiace. Che delusione. Papà…io non riesco ad essere felice. Io non riesco a controllare queste lacrime. Non so farle smetterle, non so spiegarle. Le trattengo e torno in cucina. Il Dottor Zivago su Rai3 e i miei occhi rossi nascosti dalla mia fedele ed unica amica frangia…

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