
L’antidoto ad Adriana
2008, 25 GiugnoLa frangetta tirata, anzi stirata alla perfezione fino a coprirmi gli occhi. Una visiera dietro la quale mi nascondo per sfuggire alla mia stessa impotenza.
A lavoro ho pianto chiusa in bagno.
A casa ho confessato a me stessa che sto impazzendo di nuovo. Tra le lacrime ora riconosco che è tutto immotivato. Questo star male. Questo rifuggiarmi a casa. Questa vita.
La mia frangetta umida delle mie lacrime, quelle che non so trattenere, quelle che copiose raccolgo in un fazzoletto macchiato di mascara.
Accendo una sigaretta. Il fumo mi distrae dal pianto. Copre il suo profumo, quello che, egoista, mi ha regalato per il compleanno. Quello che, testarda, indosso la mattina per ovviare alla sua assenza. In effetti mi è stata riconosciuta un’ottima capacità di problem solving!!
Ma non basta! A stento controllo la mia vita. La lascio scorrere, impotente.
Non bastano le dichiarazioni di affetto di Roberto. Lui presto non ci sarà più per me. E’ inutile affermare il contrario. Io non lo riconosco più.
Io ho quest’assurda capacità di allontanare da me le persone, di servire loro l’antidoto ad Adriana…
lo troverà anche Peppe- lo trovano tutti e io sprofondo sempre più giù, sempre più sola.
Pettino la mia frangetta. Ho lavato via lacrime e trucco. Mi nascondo davanti allo specchio al mio stesso sguardo. ho paura di quello che vedrei. La mia infelicità. I miei occhi.
Io davvero, di nuovo, non so più cosa fare. Sono solo stanca.