
Misunderstandings_2
2008, 7 LuglioPoi lui scappa a telefonarle, lasciandomi qui, da sola a guardarlo.
Penso che nessuno, per me, ha fatto questo. nessuno è mai corso via per me. Nessuno mi ha ritenuta sufficientemente imporetante. La invidio. Vorrei in qualche modo poter essere ancora il suo centro, ma il nostro tempo è passato.
Lui mi ha mollata qui, sotto il sole, per recuperare una persona che non si è degnata neanche di rispondere ad un suo msg, sapendo cbene che lui stava male. La mia storia con Walter, il mio corrergli dietro, la sua indifferenza.
Da sola penso e al suo ritorno non dirò niente e niente chiederò, perchè non voglio sapere.
Sigarette a farmi compagnia. Niente musica in questi giorni, solo il canto delle cicale.
E fingerò, per quanto sia possibile, sapendo che è difficile per me dissimulare, che tutto va bene. Godrò della sua compagnia che so non ci sarà più, sebbene a parole lui sostenga il contrario. Sono promesse, come quelle con cui Peppe mi stordiva e mi lasciava ad aspettare. Il capione delle promesse da marinaio…lo sfottevo dicendogli che aveva promesso sull’altare alla sua futura moglie, fedeltà, amore e rispetto, senza dimenticare un bel paio di corna!!! Divago, mi distraggo. Sarà questo sole, il mare lucido della Grecia. Non andate a Creta, a meno che non vogliate rompere con al vostra fidanzata o rovinare un’amicizia come abbiamo fatto noi!
Da sola, sotto il sole, decido che, tornata a casa, tirerò giù la mia ormai eccessivamente lunga frangetta e riprenderò il controllo della solitudine e del silenzio.
Odio questa vita fatta di negatività, ma non riesco a scrollarmela di dosso.
Odio questa vacanza. Un incubo di otto giorni che si è materializzato con le mie parole. Avrei dovuto restare in silenzio e tenere per me i consigli.
“Dille la verità!“
Brutta bestia la verità. Un boccone di carne troppo grosso che difficilmente si riesce ad inghiottire. Sarebbe quindi forse meglio ingozzare gli altri di bugie e, incuranti, pensare al proprio ego. Perchè nient’altro esiste!
Lo guardo. Misto di tristezza e arrabbiatura. tento di parlare per squoterlo, per cacciare quest’ombra che ci tortura dal nostro arrivo, ma le mie parole non hanno la forza, non possono averne.
E’ così che mi lascio travolgere dal silenzio, accompagnata, ancora, dal canto delle cicale.