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Neda Saleh – In Memoriam

2009, 24 Giugno

Stasera non riesco a dormire. Sono stanca, ma sono ancora più turbata da un video che, curiosa, ho guardato su you  tube. Avevo sentito la notizia delle contestazioni in Iran dopo le elezioni e i timori di brogli elettorali, come avevo sentito la notizia degli spari sulla folla , gli scontri con la polizia, una giovane donna uccisa. Una donna uccisa. Sul sito di Repubblica leggo che i fedelissimi di Ahmadinejad sostengono  che il video non è altro che una montatura.

Clicco sul link: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/iran-5/iran-5/iran-5.html?ref=search e leggo. Leggo e poi, spinta da curiosità, voyerismo, crudeltà, quello che volete, clicco sul link che rimanda al video della morte di Neda Saleh.

37 SECONDI. Una giovane donna piegata sulle ginocchie. Si accascia. Il sangue è, a prima vista, solo una macchia sull’asfalto. Due uomini la sorreggono, la adagiano piano a  terra. Lei ha gli occhi aperti, per un attimo è come se stesse guardando l’obiettivo. Ha gli occhi aperti, e in un attimo il suo viso è inondato dal sangue. E ci sono urla e altri uomini che tentano di soccorrerla, mentre un uomo grida il suo nome. NEDA. In 37 SECONDI Neda Saleh muore.

E mi chiedo come si possa morire per delle idee. Come sia possibile. TRENTASETTE SECONDI. Poi nient’altro. Lord A. Tennyson scrisse un poema in occasione della morte di un amico. E’ questa l’unica cosa che riesco a pensare stasera per distrarmi da quelle immagini crude, senza dimenticare Neda:

Dark house, by which once more I stand
   Here in the long unlovely street,
   Doors, where my heart was used to beat
So quickly, waiting for a hand,

A hand that can be clasp’d no more –
   Behold me, for I cannot sleep,
   And like a guilty thing I creep
At earliest morning to the door.

He is not here; but far away
   The noise of life begins again,
   And ghastly thro’ the drizzling rain
On the bald street breaks the blank day.

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