
Antipasto
2012, 8 gennaioDomenica a pranzo dai miei genitori, ormai, da quando sono andata a vivere a casa mia questa è diventata una tradizione. Ho fatto più tardi del solito, infatti mio padre è arrivato prima di me, ma sta facendo una doccia, così mi metto allavello in cucina e preparo una mini insalata con i ravanelli-bio.
Mia madre è accanto al piano cottura, vicino a me. Ieri sera papà l’ha portata alla guardia medica per via dei dolori alla schiena che da quattro giorni hanno ripreso a torturarla. Il medico le ha detto che si tratta di due vertebre schiacciate e che questa volta non sarà semplice come a maggio, se ci sarà un intervento sarà più complicato, come più lenta sarà la ripresa. Mia madre, da quando ha subito l’intervento per la riduzione alla miopia che ha dato inizio a questo calvario di acciacchi da cui sembra proprio non uscirne più, sembra crogiuolarsi in questo stato di malattia, dà quasi l’impressione di goderci, come se sapesse che non c’è fine a questi malesseri, come se non fosse capace di reagire, come se tutto sommato lamentarsi perchè sta male quasi quasi le piacesse.
Ad un tratto s’interrompe e dice: Senti, ti faccio un assegno, che se mi succede qualcosa, io non voglio che tuo padre sappia di quei soldi che ho in banca.
L’ho guardata sbigottita: Ma che cazzo dici?
Tituba per un attimo, insiste.
Non devi neanche dirle queste cose cazzo! Va bene, fai un assegno, lo mettiamo nel mio cassetto e appena ti riprendi lo strappiamo, ok?
Ok, dice rasserenata.
Mi chiedo, quando noi eravamo piccoli loro avevano sempre la soluzione a tutti i mali, la febbre, il raffreddore, un ginocchio sbucciato, la tosse, il naso che cola, loro sapevano farci stare meglio, io non ho una soluzione ai loro mali, non ho suggerimenti, io sono impotente, non so squoterla, non so darle un pò di buon umore come facevano loro, come devo fare io?
Irene dice che noi dobbiamo farci la nostra vita che mio padre e mia madre dovrebbero prendersi cura l’uno dell’altra, ma non è così, mia madre non parla, non chiede, mio padre fa altrettanto, la loro è una strana convivenza. Io non riesco ad avere il giusto distacco, sono i miei genitori, ma non so cosa fare. Mi sento impotente anche nei loro confronti.

Non sei mica la Madonna! Tu sei la loro figlia! Mettiti nei loro panni e chiediti cosa vorresti dai tuoi figli.
E’ logico che se puoi fare qualcosa la fai! Ma in certi casi che vuoi fare? Ci sono i medici per la salute e la famiglia per l’amore.
La tua presenza è essenziale e penso che possa anche bastare. C’è solo che se tu fossi più felice sarebbe tutto molto piu facile. Tua sorella ha ragione.
Se hai bisogno scrivimi. Ciao Adry.
Sai cosa, io vorrei che loro parlassero un pò di più, che chiedessero e non questo perenne fare finta di nulla, fare finta che vada tutto bene.
Se io fossi più felici, bello si, ma quando??