Archivio per la categoria ‘A tavola’

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Dipendenze

2009, 12 Agosto

Come sto questa sera? Non saprei, ho già all’attivo una Moretti e una Beck’s 66cl. Come sto? Leggera, direi! Non oso guardare il calendario, è passato un anno ormai dalla mia travagliata storia con Luca. Ho dimenticato? Ho metabolizzato? Non credo. Mi accorgo che lo penso ancora, lo cerco, aspetto ancora un suo cenno, consapevole che non arriverà. Lui non sa dire la verità, lui ama procrastinare, lui era e resta opaco, dice e non dice, ma soprattutto lui tace.

Sono leggera stasera mentre mangio un pò di pizza  secca, la scoperta dell’anno e la causa dei chili superflui! Fumerei un’altra sigaretta, ma fa caldo nonostante il cielo sia striato di nuvole. Dovrei cenare, ma non  ne ho voglia. La mia dieta ultimamente è a base di insalata, verde, rossa, caprese, col tonno, annegata nella glassa d’aceto…non riesco a mangiare altro, ma non mangerei altro!

Sono irrequieta e stanca. Vado a prendere il Golden Virginia…il fumo, si sa, porta dipendenza!

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Al ristorante

2009, 14 Luglio

Ma al ristorante, a fine pasto, quando ti chiedono se ti e’ piaciuto, puoi rispondere che ti ha fatto tutto schifo e che non tornerai mai piu’?

Riflessione dopo essere stata in un ristorante consigliato dalla guida Lonely Planet a Porto, dove due polpettine di soya erano accompagnate da non tanto scongelato e quindi affatto cotto misto di verdure. Sarebbe stato meglio saltare il pasto!!

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In cucina

2009, 23 Febbraio

E’ un periodo che trovo unico sfogo in cucina. Mi sto dilettando con nuove e vecchie ricette, e quando ne indovino una, o meglio, quando il risultato è soddisfacente, ripreparo quel dolce, perchè è di dolci che parlo, lo ripropongo a familiari, amici e colleghi ad oltranza, vale a dire  finchè non mi  viene la nausea.

Questa mia passione però ha con se alcuni problemi. Primo tra tutti, ovviamente, è il fatto che sto mettendo su peso in modo indefinibile, mi sento gonfia, se mi guardo allo specchio sento i brufoli sottopelle che spingono (!) e tutto questo non è solo perchè mi deve venire il ciclo!! Poi, quando ormai ho imparato a memoria la ricetta, mi rendo conto che il risultato è scadente. Cioè l’esperimento culinario è ben riuscito solo la prima volta, le successive sono solo delle brutte imitazioni, ma io mi ostino, mi ostino e mi ostino, fino a fare ingozzare i miei con chiacchere di carnevale, brownies, torte di mele e sentirli implorare pietà!!

Domani vittime predestinate saranno i miei colleghi con le chiacchere di carnevale, che in quell’ufficio se non ci pensassimo io e Donata potremmo patire la fame, nutrirci di solo caffè, mandarni o arance che ci portano i clienti…mi domando se questo non sia un modo per soddisfare la voglia di coccole che ho in questo periodo ed il senso di frustrazione che Giuseppe fa sorgere in me ogni giorno…

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Dopo cena

2009, 2 Febbraio

Nel rituale casalingo, quello della vita con i miei genitori, ci sono nuove abitudini da rispettare. Una tra queste è quella di cenare tutti insieme. La domenica, poi, si pranza e si cena insieme. Poco male, si dirà, la famiglia felice attorno alla tavola domenicale che si scambia opinioni, quattro chiacchere allegre, si gusta il non tanto frugale pasto che mamma ha preparato sin dal mattino presto, ci si alza satolli e soddisfatti della propria famiglia, di aver goduto di un pò di calore umano, felici di avere delle persone che ci amano e che si amano, delle persone sincere negli affetti e nelle parole…

Almeno è questo che le favole disneyane, la morale borghese, la pubblicità Mulino Bianco e Barilla ci hanno inculcato sin da piccoli. Manca però una componente del quadretto domenicale della famiglia felice a pranzo, il falso perbenismo borghese, quello che nasconde i peccati, che copre i silenzi, che maschera l’indicibile…

Qualche mese fa avevo scritto di un msg letto per caso sul cellulare di mio padre. L’amarezza di dover scoprire che ha un’altra donna guerreggiava con odio e amore, il dolore per mia madre, il desiderio di urlare, sbattere tutto per aria, andare via, scappare lontano. Era la prima volta che un sospetto prendeva corpo, che diventava realtà.

Ho metabolizzato. Sono rimasta in silenzio per un pò, limitando i contatti con mio padre, cercando di stare un pò  più vicina a mia madre, convinta come sono che lei sappia tutto.

Dal 22/11 sono passati due mesi. Ieri sera, dopo cena tutti si sono alzati da tavola. Mio padre è andato a vedere la televisione in un’altra stanza, mia madre si è messa un pò al computer, mia sorella volava da Roma  a Catania. Sola in cucina mi passavo lo smalto sulle unghie, piccola vanità femminile! Ho messo su l’acqua per la camomilla otturna, ho visto il telefono di mio padre ed è stato un attimo. L’ho preso, ho aperto la cartella dei msg, ne ho trovati altri. Suoi, di lei, il sangue mi si è gelato nelle vene, ma lo sentivo pulsare forte nelle vene, paralizzata sulla soglia della porta della cucina controllavo che non arrivasse nessuno dei due.

Cazzo, lo odio! Ma posso odiarlo? L’ho visto piangere perchè la sua vita fa schifo, perchè sente di averla sacrificata, perchè proclama di essere infelice, perchè, a suo dire, quello che ha fatto per me e mia sorella non è servito a nulla, siamo due ingrate…Se ci penso trovo solo una frase da dire:

CAZZO PERCHE’ NON TE NE VAI?

Si, cazzo, perchè non prende tutto il suo coraggio e si va a fare un’altra vita? Perchè non smette quest’aura di falso perbenismo borghese del cazzo e ci lascia stare, lui e i suoi cambi d’umore, dovuti solo al fatto che vorrebbe essere altrove? Perchè non la pianta con le sue prediche del cazzo e non se ne va? Staremmo tutti molto meglio, credo, io non dovrei odiarlo, lo rispetterei solo di più, perchè non posso odiarlo. Mi fa solo una gran pena, lui e mia madre…

Così nel calore del mio sangue che scorreva veloce nelle mie vene ho deciso che semmai dovesse ricapitare di avere quel cazzo di telefono tra le mani, mi ricopio il numero di questa grandissima puttana, la chiamo, le dò un appuntamento e le dico che se lo ama davvero come scrive, brutta troia, che se lo prenda, che se lo porti via, che se lo goda lei, che qui è una vita a metà per tutti, una vita che io non riesco più a vivere così.

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La cena…

2009, 15 Gennaio

Le 19:10 di sera, sono in macchina, ferma davanti un ferramenta, devo comprare una bomboletta di svitol, uno di quegli  quegli spray che servono a sbloccare le serrature, dato che rischio di restare chiusa fuori di casa stanotte, e, viste le temperature, non mi pare il caso!! Spengo la radio e sento squillare il cellulare. Il suo numero. Guardo perplessa e mi domando: rispondo o non rispondo? Quattro squilli…rispondo!

Lui. Non lo sentivo dal 31/12, perchè non considero le telefonate di lavoro. Mi chiede del trasloco, a che punto sono, come mi sto organizzano. Rispondo, ma non controllo il mio istinto e gli dico, serenamente, che non mi aspettavo affatto questa chiamata, visto e considerato il modo in cui c’eravamo lasciati a fine anno. Mi dice del msg inviatomi quando ero a Roma…Continuiamo a chiaccherare, riprende il discorso del bracciale, non è stato giusto che io non l’abbia accettato. Beh, perchè, tu non me l’hai più dato, se me lo porti io l’accetto, o l’hai riciclato? STRONZA! Pure!! Beh, in sostanza dovrebbe rientrare domani sera e fooooorse ci vedremo venerdì…

Io non lo so, io non capisco, io non ho il tempo di fermarmi per pensare, io sono in stramegaritardo!! Entro nella bottega, compro quello che mi serve e corro all’appuntamento con Vincenzo. Aperitivo d’addio, o arrivederci? BOH!

Le 20:35, con i primi due bicchieri all’attivo vado a prendere Raffaella e andiamo al ristorante per questa cena con i colleghi, il cattivo umore è decisamente passato, sono più socievole e pronta al divertimento. Margaret scende dalla macchina del capo con in mano un pacchetto…gioielleria!! Figo, il mio regalo!!!

Insomma, la cena procede bene, mangiamo varie specialità della cucina romana, se mia madre sapesse che ho pure assaggiato la trippa, e mio padre, se gli dicessi che ho mangiato l’abbacchio, mi toglierebbero dallo stato di famiglia, dato che a casa, praticamente storco sempre il muso quando mi si presentano davanti queste pietanze!! Beviamo due bottiglie di vino, ridiamo prendendo per il culo la vittima che verrà al mio posto, povero ragazzo che brutta pubblicità gli sto facendo, ma anche chi se ne fotte!!! Finiamo di cenare e andiamo in una saletta fumatori. I colleghi hanno provveduto a fare nmettere una canzone: Bocca di rose di De Andrè, un chiaro riferimento a me, che bastardi!! Scherziamo un pò e finalmente riappare il pacchetto magico…

Prima apro il biglietto. Leggo la dedica di Raffaella, mi salgono le lacrime, anzi, i lacrimoni. Ma non piango. Cazzo, Margaret mi sta fissando, si aspetta questo, le mie lacrime, brutta stronza, e io non piango!!! Mi riprendo, leggo la dedica di Toti, che si salva con le sue parole dalle cattiverie che mi aveva detto questo pomeriggio. Faccio un breve discorso, li ringrazio, ma mi rendo conto che non riesco a spiegare che sono stata bene con loro, che in questo anno e dieci mesi sono stati come una famiglia per me, perchè il mio capo mi ruba la parola e comincia a fare una filippica (pippa!!) sul lavoro di squadra e sta cazzate varie…che si fotta!!!

Asciugate le lacrime vado a pagare il conto. Carta di credito…non passa. Ok, provo con il bancomat. Non funziona…Che sfiga del cazzo!! Raffaella mi presta 100 euro, paghiamo e andiamo via.

Mezze ubbriache io e Raffalla saliamo in macchina, l’accompagno io, ma prima urge una piccola deviazione. Stasera saremo Thelma & Louise. Ma, siccome sto raccontando a fatti avvenuti, siccome sono in ufficio e i cari colleghi mi stanno lasciando qui, il post lo perparerò stasera a casa e lo pubblicherò domani mattina, quindi, Vuc’s, mio caro, dovrai pazientare altre 24 ore!!

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L’ultima cena

2009, 14 Gennaio

Odio, che bel sentimento, se non ci fosse dovrebbero inventarlo!

Cavolo, sono davvero nervosa oggi. Mancano tre giorni al mio trasferimento. Qui i colleghi sono in fibrillazione. Chi chiede informazioni sul mio sostituto, chi mi dice che ancora non ci crede…l’unica sincera è Raffaella, come sempre!! L’unica che mi dispiace lasciare è lei. Gli altri…beh, con la distanza e con il tempo si dimenticheranno di me. Pare proprio che siano interessati solo alla cena che offrirò loro stasera…

Margaret, che in realtà si chiama Margherita, chissà perchè si fa chiamare così poi, secondo me il suo nome fa schifo, ma Margaret fa ancora più schifo, ieri mattina, ha insistito all’inverosimile per andare in un ristorante di novelle cousine, affermando che avremmo preso tutti, obbligatoriamente, solo un secondo e il dolce, altrimenti ti costa troppo, ha aggiunto in seconda battuta…Ma che cazzo, la cena è la mia, l’invito l’ho fatto io, sarò, porca troia, libera di decidere dove andare o no?!! Penso: ma perchè non ti ci fai portare da tuop marito a cena nel ristorante fighetto??? No, certo, tu con tuo marito sei rigida, tant’è che lui insiste per fare un aperitivo d’addio con me…chissà come mai!!!

Quel coglione del mio capo pare quasi sia contento che me ne vada, dato che gli ho sempre risposto a tono, dato che non gli ho mai dato tanta confidenza, che sono sempre stata fredda nei suoi confronti e che l’ho trattato con superficialità, perchè è questo quello che si merita. Fa già le lodi del mio sostituto, non mi ha neanche detto che gli dispiace che vado via. Fanculo! E per giunta, oggi, neòl concordare l’orario mi ha guardata chiedendomi: Ma come mai, che dobbiamo fare stasera? Stronzo, stronzo, stronzo!!!

E infine, last but not least, Toti che, simpaticissimamente mi ha detto che dopo due giorni tutti si saranno dimenticati di me.

CAZZO!!

Se la vadano a prendere in culo, loro, il trasferimento, i clienti, la cena, la memoria corta, il Supremo (ad onor di cronaca risulta sempre: non pervenuto!!), il trasloco, tornare a casa con i miei , la vita da pendolare, i colleghi nuovi, il mondo intero!!!

Alle sette comincerò con un aperitivo, spero di arrivare ubbriaca alla cena e di dare un pò di spettacolo, sarà compreso nel prezzo della cena…li odio tutti!!!

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Torta Savoia

2008, 18 Dicembre

A un certo punto questo pomeriggio mi è venuta fame!! Fame di cioccolata, nonostante stamattina avessi avuto delle tremendi coliche che mi avevano fatto sbiancare ed avevano fatto preoccupare Raffaella, l’unica in ufficio! Bugiarda!! Non è vero, il capo si era prontamente offerto di farmi qualche manipolazione, lui che aveva seguito da poco il corso di pronto soccorso. Mi sono rifiutata, meglio uscire e prendere una boccata d’aria, mangiare qualcosa. Forse ieri sera ho ecceduto un pò, mi dico mentre esco con i colleghi per andare al bar.

Ieri sera alle otto passate ha chiamato Vincenzo, un collega, era appena uscito dall’ufficio, io l’avevo dato per disperso, un nuovo NON PERVENUTO!! Si scusa, problemi con i sistemi di sicurezza, andiamo a cenare insieme? Si, daccordo, ma bisogna bere (scusa Vuc’s, predico bene e razzolomale io!!). Pizza, una bottiglia di Cerasuolo di Vittoria, dolcino alla ricotta diviso a metà, un bicchiere di rum. Poi casa e letto. Serata normale, trascorsa a sparare cazzate di tutti i generi, con lui che osservava tutte le donne che forse si erano messe daccordo prima ed avevano indossato tutte cinture Piero Guidi Circus, che schifo, un orrore…meglio la mia borsetta con fantasia optical, molto anni Settanta, ma quello non capisce niente e snobba la mia borsettina…macchisenefotte!!

Dicevo…stamattina, forse la pizza mi aveva fatto male e stavo piegata in due sulla sedia, ma poi mi sono sentita meglio e, come nelle migliori occasioni, alle quindici del pomeriggio, mi viene fame!! Un cliente davanti aspetta che concluda l’operazione, mi osserva e mi chiede che cos’abbia: fame, rispondo laconica! Ho voglia di torta al cioccolato, e che cazzo, siamo nella patria meridionale del cioccolato artigianale, sarà pure lecito, di tanto in tanto, averne voglia, o no?!! Concludo l’operazione, vecchiette, rompicoglioni che si affollano dietro la porta, ma perchè’ non restano a casa, fuori piove!! Ma che vogliono tutti oggi pomeriggio? Io sto male!!

Piero va via. Ho fatto tutte le operazioni che mi aveva chieasto, ma dopo qualche minuto bussa al finestrone che affaccia sul corso e mi fa segno di uscire…ha un pacchetto nelle mani. Guardo Raffaella e le dico, mi sa che mi fidanzo con questo qua, prima lo faccio mollare con la sua tipa!! Ahahah! Apro la porta e mi dice: “Questo è per tutti voi…“Ringrazio e apro il pacchetto. TORTA SAVOIA!! Una figata che, purtoppo, devo condividere con i coleghi. Raffaella m’imbosca una fetta nella borsa: “L’ha portata a te, non la devi dare a quei due di là“, dice seria seria.

La generosità l’ha vinta sulla gola, il pezzetto residuo servirà per la merenda…il te del pomeriggio!

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Cannoli a merenda

2008, 13 Novembre

Ho fame. Ho fame da stamattina alle 11:30. A pranzo insalata, mezzo panino e del prosciutto crudo. Insoddisfacente!

Alle 3 del pomeriggio ho di nuovo fame! E non è fame da soddisfare con un insulso pacchetto di crackers dimenticato in fondo ad un cassetto. E’ piuttosto vogli aid cioccolata calda, torta savoia, biscotti, pane e Nutella. Mi accontenterei anche di un panino con la mortadella!

Raffaella mi guarda e sorniona dice che questa fame “non è normale…“, si già, peccato che io non faccio l’amore da due mesi e mezzo…sarà appetito premestruale!

Potrei zittire lo stomaco con una sigaretta, ma ho finito il Golden Virginia per rullare la sigaretta post caffè, e non mi va di chiederne una al capo di là…

Mi trattengo. Non ci riesco! le 16:50, esco puntuale e con Raffaella andiamo da Bonaiuto. Un cannolo alla ricotta da portare via, chiedo sghignazzando, assaporando già l’idea di una cialda croccante, ricotta morbida…

Preparo un te, ma faccio fuori prima il cannolo!

Meglio, mi sento decisamente meglio!

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Non riesco…

2008, 18 Ottobre

Non riesco ad essere ottimista, non riesco a stamparmi un falsissimo sorriso in faccia e fare finta di niete. A stento trattengo le lacrime mentre a tavola con i miei mangio un insipido risotto ai funghi. Non posso piangere mi ripeto, come glielo spiego il motivo di questo dramma che sto vivendo? Non posso, così ingollo quattro forchettate, ringrazio e dico che sono sazia. Mi viene da vomitare, questa è la verità! Veloce preparo il caffè, mantenendo così invariato il copione del sabato, senza dare troppo nell’occhio e fuggo nella mia stanza.

Da brava maniaca depressiva controllo il cellulare, messenger, blog, posta, tutto ciò che potrebbe portarmi un suo segno. Ma tutto tace del silenzio più assoluto!

Ho letto il commento lasciato da vicozzarecords, ho dato un’occhiata al post che ha pubblicato stamattina. Serenità, ecco cosa riesce a trasmettermi in tutta quest’inquietudine che non sono riuscita a cacciare stanotte col rum, perchè troppo alte sono le mie barriere. Lontano eppure ancora vivo il nostro bacio alle spalle del duomo, le sue parole: ” Io ti ho baciata, ma lo volevi anche tu, non puoi negarlo…“, e aveva ragione.

Così sorrido a questo ricordo, ma non riesco a cacciare la malinconia, non ci riesco proprio. Seduta a questo cazzo di computer a scrivere aspetto. Mentre non riesco a controllare le lacrime e piango da sola come una sciocca, in silenzio per non farmi sentire da mio padre nell’altra stanza. Un nodo allo stomaco, il desiderio di essere altrove, lui sempre in testa, le telefonate senza risposta, sigarette per non piangere, domande, gli occhi gonfi, lui e ancora lui che resta invisibile…

Ho ripreso a ripetermi che:

 la vita è inutile e l’amore non esiste!

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Un’altra cena bruciata!

2008, 30 Maggio

Mi domando perchè Peppe sia restio, sempre, ad accettare quello che gli offro…

GLI OCCHI PIU’ BELLI CHE ABBIA AMATO

Dice così.

Intanto io penso che l’unica persona che potrebbe e vorrebbe amarmi ORA è lontana. Sfumato il sogno di “quest’estate”. Questa non sarà la nostra estate. Forse un viaggio. Cosa resta? Solo le mie parole e il mio rinnovato stare male per qualcuno che non può. Solitudine e alcun progetto.

ODIO, e non l’odio che ho manifestato. E’ quello interiore per la felicità altrui, quella che non ho io. Perchè non posso essere accanto a lui ora.

Ho messo un rossetto rosso per andare a lavoro, per dissimulare e nascondermi, AS USUAL! Altre menzogne. Quelle che dico a me stessa per convincermi che non è amore. Solo vuote, stupide e insignificanti parole sul niente. Mentre i messaggi arrivano chiari ad impotenti destinatari…e la mia cena è bruciata sul fuoco, cazzo! Ecco perchè Peppe non accetta quello che gli propongo!!