Archivio per la categoria ‘Di notte’

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2009, 28 Ottobre

non trovo le parole per descrivere i miei stati d’animo, questi sbalzi d’umore. è quasi uno sforzo stare davanti alla tastiera, all’impiedi, per buttare giù due righe. è come se non riuscissi a mettere in ordine i miei pensieri, eppure in passato sono stata ben più contorta…

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Preparativi per un rientro temporaneo…

2009, 16 Agosto

Sono terrorizzata! Domani ritorno a  Modica. L’euforia di venerdì  ha lasciato spazio ad un pò di nervosismo. Lui non ha risposto al mio messaggio. Potevo immaginarlo. Lascio sempre uno spiraglio aperto? Non devo dimenticare che io vado a lavorare, una sostituzione, la vacanza deve essere uno stato mentale e io devo stare bene. Io voglio stare bene…ne riparliamo tra sette giorni!! Intanto finisco di comprimere vestiti, scarpe, trucchi, costume da bagno e quant’altro nel trolley che domani la sveglia è alle5:40!!

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Stanze vuote

2009, 6 Giugno

Stanze vuote. Un’altra casa mi ospita per la notte, forse solo un paio d’ore. Un albergo sarebbe, forse, più accogliente. Il suo nome mi sfugge, lo confondo con un altro, ma nel profondo, so che anche un altro non farebbe venir meno questa sensazione.

Ospite. Transitoria. Storia di poche ore notturne, che il giorno porta a galla le identità vere.

Deve esserci un modo, mi chiedo, per smettere di fingere, uscire da queste stanze, sfuggire da vuoti baci, mani sconosciute che s’insinuano nel mio corpo, fanno scivolare a terra i miei vestiti, mi accarezzano voluttuose. Si, scappare da questi uomini, con i quali poi, a dirla tutta, non raggiungo neanche un orgasmo di consolazione, mentre loro, concentrati, si spingono dentro di me fino a venire, dentro stanze vuote.

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Park life, una lista e un’altra scopata

2009, 4 Giugno

Park life

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo fatto Park life e poi tante birre al pub. Roberta mi ha fatto vedere la lista che aveva scritto poco tempo prima di incontrare Chris, una lista che conteneva tutte le caratteristiche del suo uomo ideale. Ogni aggettivo, col tempo, è stato spuntato. Roberta è felice!

Ha strappato un pezzetto di carta e ha scritto la mia lista. L’ho riletta poco prima d’imbarcarmi. Mi è sembrata tanto banale e mi sono sentita un pò sciocca.

Che ci credo poco in queste cose e al momento il pensiero di avere una storia o una relazione che sia, mi spaventa, non sono affatto pronta. Questo so non mi giustifica di acconsentire al primo cenno di un uomo, andare a casa sua, bere qualcosa e farci sesso. E’ successo di nuovo, è successo ieri sera, non è il Signor Ni, nè il tipo dei fiori, è un membro della categoria: a volte ritornano!

E la cosa che più mi dà fastidio è che a me, lo so, non importa nulla neanche di lui. Ieri sera mentre scopavamo io non ho raggiunto nessun orgasmo, ho finto, ma sono brava anche in questo, mentre speravo che venisse, che anche questa finisse, così da poter accendere una sigaretta, rivestirmi, tornare a casa e fare una doccia, che con questo caldo è stata più una sauna che una scopata!!

E tornando a casa, l’una di notte, pensavo che non potevo permettermi di essere arrabbiata, ma solo sempre più disgustata da me stessa, dalla facilità con cui mi concedo pur sapendo che al tipo di turno non importa nulla di Adriana, di quella che sono. Per loro sono la scopata di riserva e sono io che ho lasciato crederglielo, spingendo in fondo le mie pulsioni, i miei desideri, quel desiderio di coccole che non arrivano…

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Tutto si trasforma!!

2009, 21 Maggio

Darsi appuntamento alle otto e mezza di sera preclude la fattibilità di un aperitivo, almeno l’altra sera è andata così. L’uomo dei fiori è arrivato puntuale e mi ha portato a cena in un ristorantino sul mare. L’aperitivo quindi è diventato un invitoa  cena, si perchè io pensavo che magari tu avresti avuto fame e che poi magari non avresti cenato, mi ha detto. Sorrido imbarazzata. Lo ricordavo vagamente e, soprattutto, diverso!! Un pò più alto, un pò più magro, ma la sua compagnia è gradevole, se escludo i numerosi complimenti rivolti ai miei occhi che mi mettono sempre un pò a disagio, mi fanno volgere lo sguardo altrove o addittura abbassarli, dato che la frangia è stata spuntata alla perfezione e non posso più nascondermici dietro!!

Beviamo poi qualcosa al Nievskji dopo, un rum per me, ma il mio stomaco ha dato forfait e arrivata a casa non ho potuto fare altro che vomitare tutto!!

Capita quindi, l’indomani, di andare a lavoro desiderando di essere ancora a letto, al caldo, sotto le coperte, perchè anche se ci sono 25 gradi, io ho freddo e sto male!! La mattinata mi aiuta a riprendermi, riesco a tenere gli occhi aperti, a calmare il mal di testa e a mangiare qualcosa intorno alle undici del mattino. Mi sento talmente tanto bene che accetto l’invito di un collega per un aperitivo.

Anche questo aperitivo si trasforma in una cena, carne di cavallo e una serie di piccoli inconvenienti che mi danno spunto per altrettante piccole prese in giro, benchè lui sia un mio superiore. Chissenefrega, tanto non siamo a lavoro!! Dopo cena, indeciso, mi riaccompagna alla macchina, rimproverandomi di non voler continuare la serata…tanti punti interrogativi stampati in faccia, dico solo che mi ero offerta per un altro drink! E inauguro la stagione estiva dei mojito!

Ho risentito entrambi oggi, il Signor Ni da lavoro via mail, Giovanni al telefono. Chi dei due mi abbia fatto più piacere sentire non saprei dirlo, e poi stasera sono tanto stanca che penso solo a quando finalmente andrò a letto…

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Lui non lo sa!

2009, 25 Aprile

Stare abbracciata a lui per tutta la notte, svegliarmi con il suo odore addosso, le mani intrecciate, un bacio prima di alzarmi, sorridere appena sveglia, potergli parlare, musica piano in sottofondo, ballare davanti a lui, senza imbarazzo. Se tutto ciò potesse essere di nuovo realtà sarei la donna più felice del mondo. Era amore e non lo è più. La sua paura mi trattiene anche dal mandargli un messaggio, mentre è questa la cosa che più desidero, avere di nuovo un contatto con lui, l’uomo che forse amo ancora.

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Succede di notte e si riflette sul giorno

2009, 20 Marzo

Stanotte ho fatto l’amore con Walter. Per caso ci siamo incontrati per strada nel pomeriggio. Lui come sempre in vespa, io ferma ad un semaforo in attesa che scattasse il verde per attraversare. Lui sfrecciava veloce, mi ha vista, i nostri sguardi si sono incrociati. Ha rallentato, ha fatto inversione nella corsia preferenziale degli autobus ed è tornato indietro. Non me l’aspettavo, non pensavo l’avrebbe fatto, visto il modo in cui è finita la nostra storia ormai più di un anno fa. Ciao, come stai? Dove vai? Ti dò un passaggio? Una serie di domande a raffica che non mi lasciano il tempo di pensare una scusa plausibile e declinare quindi l’invito. Salgo sulla sua vespa rossa e mi faccio accompagnare. Starno, ma mi aspetta e mi propone di fare un giro con lui. Io non indago sul suo stato attuale, se sta ancora con Giuliana, non m’importa nulla, anzi, se stanno ancora insieme approfitto per sottrarre al loro idillio qualche ora! Dopo il male che mi hanno fatto entrambi questa è solo una piccola vendetta!

Abbiamo passato un paio d’ore insieme e non posso nascondere che sono stata bene. Finalmente un mio coetaneo, uan persona che mi conosce, che mi fa ridere e che, soprattutto, non mi fa sentire in imbarazzo! Abbasso le difese e…finiamo a letto!! Mi bacia come una volta, mi accarezza e io non so resistergli. Forse perchè non faccio sesso dal 18/01, forse perchè ho bisogno di un contatto fisico, di carezze, di essere baciata, di essere amata, anche se solo per un’ora, mi rilasso senza pensare al dopo, non ce ne sarà, approfitto di lui, dei suoi occhi verdi che mi guardano come una volta, delle sue mani che conoscono il mio corpo, del suo odore che all’improvviso mi si attacca alla pelle, approfitto del passato che all’improvviso si è ripresentato a me in un pomeriggio di marzo.

Ma stamattina il risveglio è stato amaro, perchè avevo permesso a Walter di intrufolarsi nei miei sogni, di dimenticare l’offesa subita, il dolore che mi aveva provocato, gli avevo permesso di amarmi e mi ero concessa il piacere di stare bene con lui. Così, imbronciata sono andata a lavoro, annoiata ancora prima di arrivare, desiderosa di fuggire appena varcata la soglia, sorridente appena un attimo quando ho dato a Giuseppe un bacio per gli auguri di buon onomastico di ieri, poi il nulla!

Per fortuna il prolungarsi dei lavori mi ha concesso un altro mezzo pomeriggio di libertà, iniziato con un caffè con Giuseppe, una sigaretta e una telefonata con il Supremo, quel lui che ogni tanto riappare e al quale non so dire di no, due chiacchere pre-week end con Giuseppe nella sua macchina e lunedì se ne parla…

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Accade

2009, 15 Marzo

Accade poi che per un’inezia, una parola sbagliata, la parola bugiardo, mio padre s’infuri, alzi la voce, perda il controllo, si arrabbi con mia madre e vada via.

Accade così, senza preavviso, che io debba assistere al silenzio di mia madre che, ancora una volta, non ha preso una posizione ed è rimasta muta, seduta ad ascoltare le parole che mio padre le rovescia addosso.

Accade mentre io e mia sorella siamo allibite di fronte a quest’ennesima lite familiare nata senza un vero perchè. Mute entrambe, intimorite dall’ipotesi di fare accalorare ulteriormente mio padre. C’è solo un blando tentativo, ma la sua ira è tutta rivolta a mia madre, così noi ci arrendiamo.

Accade quindi che lui vada via a fare due passi. Che se ne vada pure affanculo, penso io, può anche non tornare più, stronzo! Che se ne vada da quella grandissima puttana con cui se la fa in questo periodo, chi se ne fotte! Tanto in questa casa la sua presenza è come quela di un dittatore che tutto sa, che tutto vuole dirigere e controllare, che non accetta il confronto, che non ammette mai di sbagliare, che non chiede scusa, perchè lui ha sempre ragione!

Accade in ultima battuta che io mi volti a guardare mia madre, ancora sprofondata nel suo silenzio, che le dica che così non può andare avanti, che cazzo, non può farsi trattare così, che se lui alza la voce, altrettanto deve fare lei, che non può permettergli queste perpetue mancanze di rispetto, che…Mia madre si mette a piangere e io sento un odio grandissimo che monta dentro di me.

Accade di domenica sera. Accade che non so più se sia normale che io lo odi, accade che non posso odiare mio padre, accade che tutto mi pare inutile, accade che non trovo un motivo, una ragione che avvalori la mia vita, accade che più che mai vorrei andare via, accade che vorrei essere morta per non dover affrontare questa vita di merda, quest’atmosfera, i risvegli, le lacrime, i silenzi…

Accade che vengono meno tutte le basi e lecertezze e io sono di nuovo allo sbando.

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Esperimenti poetici a quattro mani e a km di distanza

2009, 18 Febbraio
Sarebbe difficile
trovare le parole e spiegare
l’intermittente battito del cuore,
una pausa per pensare dura poco.
Ricomincia a battere follemente il cuore,
e mi perdo nei respiri.
Sarebbe difficile
guardarti e pensare di baciarti,
toccarti e pensare di fermare
il nostro adesso che è già passato.
Proprio mentre ti ho sfiorato
un brivido mi ha gelato
mentre calda la tua pelle si scioglieva.
Sarebbe difficile
ignorare il tempo,
le nostre vite lontane,
i desideri che timidi restano nascosti
dentro lacrime destinate a non uscire,
in una mano che vorrebbe tremare,
mentre ferma tiene la mia.
E non mi lascerò andare,
per paura che possa finire.
Sarebbe difficile fare altrimenti…
di Adryena&Vicozzarecors
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per sopravvivere

2009, 17 Gennaio

Uscita dall’ufficio asciugo le lacrime che sono uscite abbracciando Raffaella e torno a casa. C’è una confusione tremenda e io non so da dove iniziare. Vestiti sparpagliati, buste con la spesa, piatti, bicchieri, bagnoschiuma, piastra, fazzoletti, biscotti…Una tazza di te in mano, mi poggio ad un mobile e osservo tutto. Fumo un’altra sigaretta, dato che ho scoperto che questo è l’unico modo per non piangere.

La musica ad alto volume, passo le canzoni avanti una dopo l’altra, dovrei cambiare le tracce nell’iPod, ma avrò tempo per farlo. Stacco e metto un pò di radio. Non mi piace neanche questa. Metto su il cd dei Subsonica, torinesi maledetti, li odio ma mi piacciono tanto…

Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli tu
Il mio orgoglio che può aspettare
E anche quando c’è più dolore
Non trovo un rimpianto
Non riesco ad arrendermi
A tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli

Che se potessi gliela canterei in faccia, lui che aveva detto che ci saremmo visti, lui che si è fatto il viaggetto con la sua amichetta, lui che avrà di certo letto e non ha reagito, lui… Che si fotta, perchè mentre penso squilla il telefono…Gianni, un collega col quale ho preso confidenza per sbaglio un pomeriggio al telefono. Chiamava dal cellulare, era in macchina, e sentivo il plinplin che avverte che la cintuira di sicurezza non è stata allacciata. Lo stesso suono del BMW del Supremo, che mi divertivo ad imitare quest’estate, tanto che per un attimo l’avevo scambiato  per lui!!

Gianni, ce li avrà i suoi 43/44 anni, come ha anche una moglei e due figlie…mi viene da ridere mentre scrivo, cazo se sono recidiva!! Adriana basta con gli uomnini, soprattutto se sono sposati!! Me lo ripeto sempre a mò di grillo parlante, ma non è colpa mia se poi gli uomini fraintendono il mio essere civetta e pensano che me li porterei a letto, che li trovo affascinanti, insomma che gliela darei. Forse è sbagliato il mio approccio, ma Gianni vorrebbe vedermi per un aperitivo prima del trasloco di domani, gli farebbe piacere, e siccome io non ho la benchè minima intenzione di sistemare le mie cose, accetto l’invito, tolgo la tuta, mi rimetto carina com’ero oggi a lavoro (cretina avevo messo su la gonnellina perchè pensavo che il Supremo sarebbe venuto…donna stupida e innamorata…mi rimprovero da sola!!) e lo raggiungo per l’aperitivo.

Pioviggina, salgo in macchina e parte. Plinplinplin…cazzo! Mi avvolgo nella cintura di sicurezza, e mi strozzo quasi, ma è più importante fare cessare quel suono!! Chiaccheriamo, un negroni, un pò di noccioline, qualche oliva e le solite cagate che portano da mangiare. Conversazione piacevole tutto sommato. Mi fa notare che aveva davvero voglia di vedermi, nonostante la stanchezza dovuta ad una due giorni a Roma e oggi trasferta a Palermo. Penso…volere è potere. Mi chiedo ed ammetto che il Supremo non ha mai fatto niente di tutto ciò per me. Risale l’amaro in bocca, ma è solo il retrogusto del negroni. Io l’ho cancellato stasera dalla mia vita, non provo neanche il rimorso per questo appuntamento, a lui non frega un cazzo di me ed oggi la sua assenza me ne ha dato un’ulteriore prova.

Le dieci di sera, mi riporta a casa, non senza avermi prima preso la mano mentre eravamo in macchina. L’ho lasciato fare, tanto io sto andando via, tanto non m’interessa, e forse sono pure curiosa di essere baciata da lui, tanto per vedere cosa provo, se riescoa d emozionarmi. Ma si ferma alla mano, meglio così, anche perchè alla fine ho bevuto tre cazzo di negroni e io non li reggo…mi pentirei quasi sicuramente domani mattina!

Salgo a casa, l’ultima notte. Non ci penso. Finisco l’ultimo bicchiere di vino, rispondo ai msg che Gianni mi manda con tono di corteggiamento (!), un cicchetto di rum e letto…Confesso che ho mandato un msg al Supremo, ma tanto lui non risponderà…