Nuovi ascolti un pò commerciali, ma chi se ne frega, l’importante è che mi facciano ballare anche se sto guidando!
Empire of the Sun, Royksopp, Ellen Alien e Gossip. In più ho riesumato Sam Sparro, Louis XIV e Killers! Oggi in macchina si balla!!

Nuovi ascolti un pò commerciali, ma chi se ne frega, l’importante è che mi facciano ballare anche se sto guidando!
Empire of the Sun, Royksopp, Ellen Alien e Gossip. In più ho riesumato Sam Sparro, Louis XIV e Killers! Oggi in macchina si balla!!

Ieri dicevo, anzi scrivevo di come mi stessi godendo la tranquillità di casa mia vuota. Tutti fuori, dentro io, una bottiglia di vino, Golden Virginia e un pò di musica. Avevo scritto di quattro bicchieri di vino, che poi sono diventati cinque e poi sei e poi sette, credo. Non ho scritto della mia cena, ero infatti abbastanza ubbriaca e non mi sono neanche resa conto di cosa avessi nel piatto. So per certo che non vedevo l’ora di finire quello che c’era dentro, qualunque cosa fosse, anche se ad ogni forchettata mi rendevo conto che mi stavo autoinfiggendo un supplizio, che io non avevo più voglia di mangiare, che dovevo andare immediatamente a letto, che non ce la potevo più fare a stare seduta. Invece testarda ho finito tutto, ho sparecchiato e riapparecchiato poi per i miei genitori che, al ritorno dal teatro, avrebbero dovuto cenare e sono fuggita in bagno. Seduta sul cesso (che brutta immagine) gli occhi chiusi, non ho neanche sentito mia sorella che era rientrata. Ha dovuto quasi buttare giù la porta perchè mi accorgessi della sua presenza…Si, altro che ubbriaca, ero cotta a puntino! Sono emersa dal bagno e l’ho raggiunta in cucina, gli occhi pesti, la frangia stirata bene, mal di pancia…
Mi siedo e la ascolto mentre mi racconta del suo capo, delle colleghe inette, della quantità di lavoro che deve fare quotidianamente. La ascolto fino a che le sue parole si confondono da quelle che escono dalla televisione, ascolto solo rumori! Cazzo devo vomitare!! La interrompo, mi scuso e le dico che ho bisogno di vomitare. Mi alzo, vado in bagno, due fedelissime dita in gola e butto fuori quello che avevo mangiato, quello che avevo bevuto, credo ci fosse anche un pezzettino di anima…non ho avuto il coraggio di guardare bene!
Riemersa dal bagno la guardo con gli occhi ben aperti, sto meglio, riscaldo il cuscino con i noccioli di ciliegia e vado a morire a letto, priva di dignità, priva dei sensi crollo e mi addormento augurando a stento a mia sorella buona notte.
E stamattina mi sono svegliata un pò prima che la sveglia suonasse, nessun sintomo, niente mal di testa, niente mal di gola, no occhi pesti e soprattutto nessun ricordo! Un vago mal di pancia, ma è il ciclo, mi dico! Arriva un msg sul cellulare. Vuc’s che riesce a farmi arrossire, anche se non capisco bene a che cosa si riferisca, ho rimosso il post scritto ieri sera, l’umore stamattina non è desolato. Sono sorridente, ma ho stampato in faccia che ho bevuto tanto…urge maquillage, fondotinta, cipria, correttore, tanto (!), un pò di burrocacao che ho le labbra screpolate!
L’operazione trucco vanifica il fatto che mi sia svegliata prima, esco che sono le 7:25 e sono in ritardo, cazzo, cazzo, cazzo!! Ho imparato però a non spazientirmi quando guido, un dito alzato, la musica più forte che posso a superare il mal di testa latente, una sigaretta già rullata sul sedile passeggero, un bel sorriso fresco, mica posso arrivare a lavoro già di cattivo umore!
E corro, veloce sul rettilineo dei lidi alla playa, un BMW si materializza dietro la mia 106, i fari accesi, ma io vado veloce, 120/130, perchè sono in ritardo e sto superando. Appena finisco di superare rientro nella corsia di destra e gli lascio strada, questo sarà più in ritardo di me!! Alla fine di questa strada c’è un semaforo e io raggiungo il BMW, lo affianco e mi sporgo un pò in avanti, tanto per curiosare e vedere chi è che guida, è un ragazzo, ma dallo specchietto retrovisore mica si capiva bene! Scatta il verde e…passo prima di lui!! Ricominciamo a correre, le 7:55, superiamo camion e macchine con donne ligie ai limitio di velocità, ma non appena finiscono le macchine lui mi passa di nuovo davanti, alza la mano e mi saluta! Comincio a ridere e gli resto dientro, lui alza lo sguardo allo specchietto retrovisore e io sono curiosa, mi piacerebbe vederlo in faccia, e se si ferma, mi chiedo, e se scende dalla macchina e mi accorgo che è un tamarro numero uno? Per fortuna sono in ritardo. Per fortuna arriviamo alla rotonda, metto la freccia, alzo la mano, lo saluto e scappo a lavoro, sorridente nonostante la nottataccia di ieri!

Com’è andata oggi? Com’è andato il giorno di vacanza? La passeggiata a Taormina, il pranzo al mare? Com’è andata con l’archiettto classe 63? Boh!!
Lui come sempre gentile, prodigo di complimenti, cortese, galante, direi…Uno strano corteggiamento il suo, un assedio diverso dagli altri, fatto di msg carini, inviti, silenzi più o meno voluti, carezze sul viso, come se solo volesse sfiorarmi, improvvise apparizioni per andare a prendere il caffè.
Ma io non riesco ad essere naturale, a sciogliermi. E ci sono due motivi. Innanzitutto la sua famiglia. Lui e sua moglie sono separati da settembre, ma per via dei figli e del lavoro sono in buoni rapporti, e, a suo dire, il rapporto tra loro, dopo la separazione non si è sgretolato. Buon per lui, ma cosa cerca in me allora? Cos’è perchè gli ho raccontato dell’atmosfera che si vive a casa mia e gli abbia detto chiaramente come la penso riguardo il matrimonio, il tradimento e le storie finite che mi sente vicina, mi vede un pò come se fossi i suoi figli a trent’anni? Non lo so.
Quello che però mi turba di più è il fatto che lui mi abbia letta come un libro aperto. Che al primo appuntamento, praticamente senza conoscermi, mi ha descritta in pieno, il mio desiderio di innamorarmi, di essere amata, di darmi totalmente, la mia paura, la mia diffidenza, quello che sono. Tutto ciò mi turba e anzicchè farmi pensare che forse ho di fronte a me un uomo che mi ha capita, immagino qualche trucchetto nascosto che prima o poi mi farà cadere e fare male di nuovo.
Eccomi quindi sul sedile del suo BMW, tutta tesa che salto in aria non appena mi sfiora con la mano la mia, quando mi accarezza il viso, che nascosta dietro gli occhiali faccio le smorfie ai suo complimenti sei bellissima, tu mi piaci, sono contento che tui abbia acccettato il mio invito, sono stato davvero bene con te…per poi rimettere in moto e dirmi che basta, dobbiamo andare via perchè lo prendo trroppo. Io seduta in un silenzio abbastanza imbarazzato che non riesco a sentirmi del tutto a mio agio…
Mi riaccompagna a casa, gli dò un bacio sulla guancia e riprendo a respirare, perchè quando sono con lui non riesco a farlo in modo naturale.

Ieri a lavoro abbiamo fatto mezz’orario per lasciare spazio agli operai che dovevano rimettere a nuovo l’agenzia. Ne ho approfittato per una passeggiata a Modica ed andare a trovare Raffaella e Toti, avevo mandato un msg anche a Luca per un caffè, ma nel corso della giornata non eravamo riusciti a parlarci.
Prima di mettermi in macchina ho preso un caffè al bar con Giuseppe. Uomo indeciso che mi guarda negli occhi, per capire, forse, fino a dove può arrivare il desiderio, la spinta che ci fa stare vicini, l’attrazione che ci sta facendo giocare un gioco piuttosto pericoloso. Il pericolo sta nel fatto che prima o poi cederemo, prima o poi accadrà qualcosa, nonostante lui mi abbia promesso di smetterla con le battute, lo sfiorarsi delle mani, gli occhi negli occhi. Lui non ci riesce, io neanche! Ma io sento la sua paura, la sua indecisione che fa in modo che il lunedì riparta il loop di sguardi e frasi per finire il venerdì pomeriggio…
Toti l’ha definita ansia da prestazione, noia di una persona con la quale è si sposato da sei mesi, ma probabilmente fidanzato da anni, desiderio di novità e paura delle conseguenze. Raffaella sostiene che uno dei due si brucerà…io voto per me! Lui la sera dissimulerà tornando da sua moglie.
Ho visto Luca, il fantomatico lui di tanti post, il Supremo…Ha qualche perplessità, dopo tutte le cose che ci siamo detto sul messenger qualche settimana fa, ma ora siamo insieme, lo volevamo entrambi, altrimenti io non gli avrei chiesto di vederci, e lui non avrebbe accettato. Seduti di fronte, mangia una fetta di torta alla frutta, lo guardo e lo ascolto, vagamente distratta perchè tento di capire se provo ancora qualcosa per lui. Ma non riesco a mettere a fuoco i miei sentimenti. Di sicuro c’è dell’affetto e lui? Chissà cosa pensa lui ora di me, cosa prova…Restiamo insieme una mezz’ora abbondante, ma ad un tratto finiscono le parole e restiamo in silenzio.
Ritorno a casa. Guido e sento di essere distratta. Sto pensando a lui, a Giuseppe, a questo fine settimana. Tento di mettere in ordine i pensieri, quando in realtà vorrei cacciarli tutti via, ma non ne sono capace.

Di nuovo un’altra settimana. Sono carica stamattina, non averlo visto mi ha aiutata, sono stata bene questo fine settimana e il mio ego non ha risentito dell’assenza delle sue “attenzioni“, se così vogliamo chiamarle, se così posso definirle. Ma il lunedì porta scompenso, il lunedì devo svegliarmi alle 6:30, devo rendermi presentabile, devo fare lo slalom tra le macchine, pedoni rincoglioniti, mamme con i figli, autobus, spazzini ritardatari del mattino, la sigaretta che si sposta sul sedile, l’accendino che mi finisce sotto il culo, il sole negli occhi, il tempo che corre, corre, corre veloce e io sono di nuovo in ritardo!!
Il lunedì mattina io ho poca cognizionme di me stessa e di quello che mi aspetta per le successive otto ore lavorative o giù di lì! Quindi quando arrivo in ufficio, tarpelata più che mai, finisco la mia sigaretta, entro e Giuseppe è come se non esistesse, il week end ha fatto effetto e mi sono disintossicata!!
Col cavolo…Raffaella riderà, ne sono sicura!!
Ci parliamo a stento per tutta la mattinata, va bene, va benissimo! Colgo il suo sguardo un attimo prima che chiuda la porta, andiamo a prendere il caffè dopo pranzo, io,lui e Marco. Bocca di rose in macchina, in sottofondo, Marco scende per fare una telefonata, lui mi guarda negli occhi e canta
C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
“Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.
E’ di nuovo tardi. Rientriamo in macchina e per fortuna risciamo a fuggire dall’ufficio relativamente presto, le 17:40. Soliti saluti, a domani, ma con la coda dell’occhio vedo che mi ha aspettata, di nuovo faccio strada io!! Di nuovo mi fermo all’ingersso della città. Accosta vicinissimo, lo fulmino, mica vorrà toccare lo specchietto??
Vento freddo ci costringe e parlare con i finestrini mezzo alzati, veramente il mio è tutto abbassato, lui sta col cappotto!! Non dovrei fare di tutta l’erba un fascio, sono incatenata alle famose categorie di cui ho scritto e che gli ho svelato, cosa sono disposta a perdere, come mi ha cantato per tutto il pomeriggio dopo aver letto un post ( E poi mi ha preso la mano), cosa mi aspetto da lui. Domande, domande, ma io sono sincera e so che da lui non posso aspettarmi nulla, lui è un uomo impegnato. No, io non avevo visto la fede al dito, io non cerco l’anima gemella, ci credo poco, ma certamente neanche una storia così. Mi piace, anzi, mi piacerebbe conoscere una persona, avere la possibilità di scoprirla, di essere me stessa, di innamorarmi, ma non è certo questo il caso! Lo sappiamo entrami.
Cosa vuoi da me? Chiedo, mentre mi ripeto che io non farò nulla, mi priverò di agire perchè IO PRETENDO LA QUOTIDIANITA, sono stanca del tempo rubato! Allora lasciamo le cose come stanno. va bene, rispondo impassibile. Ero impassibile? La cosa mi ha lasciata impassibile? Io non lo so, io non lo so cos’ho provato. Dopo quasi quattro ore io non lo so cosa provo, mi ripeto però che è meglio così, mentre continuo a canticchiare
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
…perchè non riesco ad essere del tutto disfattista

Oggi siamo andati via prima dall’ufficio. Facciamo strada insieme di nuovo, ma stavolta davanti ci sto io!!
Mi manca il respiro, mi sento soffocare, mi viene da vomitare. Abbasso tutto il finestrino, tengo fuori una mano nella speranza che mi faccia lo stesso effetto dell’acqua fredda sui polsi quando si sta per collassare, la musica a tutto volume, una sigaretta accesa, come sempre, ma io non respiro lo stesso. Vorrei accostare, scendere e vomitare, ma lui mi sta dietro, non voglio.
Guido e penso. Penso e non dovrei pensare, perchè pensare mi fa solo stare male. Si perchè penso che anche quest’altro è sposato, sposato con una donna che dice di amare. Perchè allora non mi lascia stare? Perchè non mi tratta semplicemente da collega ed evita tutte quelle battutine, gli sguardi, i sorrisi, il semplice venirmi vicino? Lo sento che c’è attrazione, da entrambe le parti, questo è innegabile, ma…ma cazzo, se è innamorato perchè non mi lascia stare?
Vorrei trovare il coraggio di dirglielo, perchè io non credo di essere sufficientemente forte per vivere di nuovo una situazione in cui lui poi torna a casa da lei, i silenzi da week end, i msg mandati di nascosto, i baci rubati, come lo sarebbero gli incontri, gli appuntamenti. Io so di non potercela fare. Già ora mi dà fastidio il fatto che alla sera si torni ad essere se stessi, almeno lui, con i suoi impegni e quant’altro.
Ancora una volta è colpa dei miei occhi…Devo essere forte, almeno stavolta…

A fine giornata, le sette di sera abbondantemente passate, finalmente usciamo dall’ufficio. Facciamo strada insieme? Si, ma stavolta non mi mollra…Daccordo, questa volta ti aspetto. Stronzo, allora venerdì mi hai mollata…Giuseppe si arrampica sugli specchi, ma c’è poco da fare, tanto io non c’ero rimasta neanche male. L’avevo aspettato cinque minuti, forse anche sette e poi ero rientrata a casa, facendo la strada per i fatti miei!
Oggi mi ha aspettata, anzi, l’ho aspettato io e siamo andati insieme.
In macchina fumo la prima sigaretta dopo quella fumata dopo la pausa pranzo, sono passate praticamente cinque ore!! Musica a tutto volume, il cellulare sul sedile accanto, finestrino aperto e riscaldamento acceso, mica posso congelare solo per fumare una sigaretta e non fare impuzzolire la macchina!
Poco prima di entare in città mette la freccia e accosta. Lo accosto, abbasso il finestrino, abbasso il volume della radio. Io devo andare all’aereoporto. Ah, parti? Beh, scrivi quando arrivi, anzi no, telefona, oppure mandami una cartolina!! Le macchine sono abbastanza vicine, ma non a sufficienza. Dico quindi che se fossero state più vicine mi sarei affacciata dal finestrino passeggero e gli avrei dato un bacio per augurargli buon viaggio. Potrei anche scendere dalla macchina…ma non ne ho voglia, così passo dal lato passeggero e mi affaccio. Ci prova anche lui e…sbatte la testa!! Scoppio a ridere!!
Scendo dalla macchina, deve andare a prendere sua moglie. Perchè non le compri una macchina? Lo saluto, gli porgo una guancia, ciao…mi prende la mano e sento sbattere i nostri anelli, la sua fede e l’anello che mi regalato Raffaella per natale. La cosa non mi fa nessun effetto, non salto in aria come mi accade ultimamente e non tiro indietro la mano, la cos ami lascia indifferente…indifferente?
Non proprio, perchè mi chiedo fino a dove si spingerà, lui che è un altro, sposato stavolta solo da sei mesi, che sta giocando con me e che lo lascio fare, perchè non andrà da nessuna parte, non si spingerà mai oltre certi limiti. E credo che mi vada bene così!

E stasera pioveva quando sono uscita dall’ufficio. Giuseppe, il mio collega nuovo, mi ha detto di aspettarlo che mi avrebbe insegnato una strada alternativa per rientrare in città. Piove cazzo. Io sono già abbastanza distratta quando guido, figuriamoci quando devo andare dietro ad un altro…accetto comunque la sua offerta, non si sa mai questa strada alternativa sia più c0nveniente e mi permetta di alzarmi anche solo cinque minuti dopo la mattina!!
Trentun’anni come me, già sposato, in carriera, simpatico, gentile. Lo osservo dallo specchietto restrovisore mentre guadiamo pantani creati dalla pioggia e penso…Squilla il cellulare, non si fa, ma rispondo le stesso e mi distraggo. Raffaella che mi racconta di aver incontrato la moglie, cornuta, del Supremo! Io davvero vorrei non sapere, ma sono informazioni che non lo riguardano direttamente, e, a pensarci bene, non interessano più neanche me adesso. Ora che è tutto finito a me non interessa più nulla di lui.
Entriamo in città, lui sempre avanti. La musica del cd che ho masterizzato stanotte in sottofondo. Ricomincio a pensare. Oggi è già giovedì. Ho dato il via ad una nuova vita e quasi non me ne sono accorta. La mia vita sembra di nuovo piena, trascorro un’ora e mezzo in macchina, pranzo in ufficio con i miei colleghi, imparo a conoscere le facce nuove, arrivo la sera stremata, le ultime forze per chiaccherare un pò con Vuc’s, gli occhi che mi si chiudono da soli. E’ già giovedì. Domani ultimo giorno lavorativo, poi il week end. Ma la mia vita non è affatto piena, la mia vita è vuota, piatta, la mia vita ruota attorno la stupidissima routine dei giorni lavorativi, del resto non so che farmene. In macchina, seguo Giuseppe. Torna a casa, sua moglie, una famiglia, un’esistenza parallela, una vita…Cerco una sigaretta, non devo piangere ora, non posso piangere così in macchina, non sarebbe ammissibile nè spiegabile.
Non posso piangere. Dimentico questi pensieri, mi affianco alla sua macchina, sorrido allegra, ma sto fingendo, lo odio, odio tutto il mondo, odio tutto quello che non posso avere perchè mi fa sentire inadeguata. Lo ringrazio, ci guardiamo negli occhi. Ci vediamo domani, si, poi il buio del we.

Ultimo viaggio sulla Catania-Ragusa. Un martedì sera uguale a tante domeniche da fuorisede…pendolare, dato che i tempi dell’università sono finiti nel 2003. Solita strada di merda, asfalto bagnato di pioggia, buche, pochi camion, , nebbia a tratti anche se siamo in Sicilia. Guido la mia pegeout 106 come tante altre sere, ma sono colta all’improvviso dalla consapevolezza che è l’ultima volta che percorro questa strada.
Una curva, l’asfalto illuminato dal sole di un pomeriggio d’aprile, sto rientrando dalla Turchia ed ho fretta; un appuntamento con Peppe…Una sera calda d’agosto e la telefonata di Luca per invitarmi a prendere un drink in notturna…Io e Roberto in macchina a cantare a squarciagola Charlie fa surf. Io e Raffaella a dire all’unisono che odiamo tutti, che non abbiamo capito…I cannoli di Bonaiuto a colazione…Io che scappo da Walter, io che corro a riprendermelo. E’ passato un anno. E stasera a casaguardo l’arredamento, le foto sul muro, i miei vestiti, lo specchio poggiato alla parete, le poltrone, la mia casa…
Brindo alla mia, a questo capitolo di vita bellissima e piena di emozioni che non tornerà. 7 GENNAIO, praticamente mancano 10 giorni, sono imperparata all’abbandono, sebbene ne abbia subiti tanti io NON RIESCO AD ABITUARMI ALL’IDEA CHE SIA FINITA. Tutto da lunedì 19 sarà finito. In alto il bicchiere colmo di vino, alla mia!
Seduta sul letto, una sigaretta a metà, lui non c’è, è partito come mi aveva detto. Un msg senza risposta stamattina. Non voglio piangere. Non vorrei, ma sono attraversata da troppi sentimenti. Questa casa, quello che è stata la mia vita, quello che non tornerà più. Inutile chiedere a Giuseppe di vederci ancora una volta, un aperitivo con Francesco, un giro con Bianca. E’ tutto finito, e io devo rimettere una maschera, quella da brava ragazza, e ricominciare, facendo solo più attenzione, chiudere a chiave il mio cuore e tentare di dimenticare IVECO e BMW, madri e figli, il mare a giugno, i msg inattesi, tutto quello che mi mancherà di più.