Archivio per la categoria ‘Pseudorelazioni’

h1

AltI&bAsSi

2009, 26 Novembre

Si, AltI&bAsSi che sono determinati dal lui del momento. So di sbagliare, so che la mia vita e i miei stati d’animo non possono e non devono essere in alcun modo determinati da un uomo. Mi ripeto che prima di conoscerlo avevo raggiunto un fantomatico equilibrio, quando ero arrivata alla consapevolezza che la mia felicità non dipende dalla presenza di un uomo al mio fianco.

Ecco, nell’ultima settimana me n’ero dimenticata e avevo lasciato che il mio umore seguisse le spirali dettate dai suoi silenzi, dalla sua assenza, dagli appuntamenti mancati. Ma non posso lasciare che sia così. Non posso dargli tutta questa importanza.

Vado avanti e ricomincio da me!!

h1

le conclusioni dell’antefatto…

2009, 12 Novembre

C’è sempre un antefatto a tutto. Anche stavolta ce n’è uno, ma, ai miei occhi è talmente banale, che lo sorvolerò. Dirò solo che, a causa di un mio msg, neanche troppo compromettente, l’EX moglie ha fatto una scenata al tipo, e il tipo se l’è riavuta su di me, accusandomi di aver “aggiunto casini su casini“;  che pensava “avrei avuto il buon senso di non fare questa minchiata“…Tacerò anche il mio stato d’animo degli ultimi due giorni, credo che chi mi conosce almeno un pò, riesca anche ad immaginare il senso di colpa, la frustrazione e la mortificazione che ho provato, ma poco importa, perchè: udite udite: IO HO DECISO CHE VOGLIO VIVERE UGUALMENTE!

Si, perchè per quanto le sue parole mi siano ancora appiccicate addosso, per quanto mi venga difficile sorridere, per quanto io sia dispiaciuta del suo successivo silenzio e della mancata possibilità di avere un chiarimento, una spiegazione, IO VADO AVANTI!

La vita è una e prima o poi qualcosa di bello accadrà. Può essere lui, potrà essere un altro, potrà anche non essere nessuno, ma chiusa in casa non accadrà mai nulla. E comunque vada con lui il tempo mi darà solo ragione!

grazie ad un Angelo per averemelo ricordato!

h1

Le voci

2009, 11 Novembre

voci di amici, estranei, gente conosciuta qui sul blog, colleghi, persone mai viste mi accarezzano piano e mi fanno pensare. voci che si sedimentano nel subconscio e mi fanno riflettere sulla situazione attuale.

sono di nuovo io e un altro lui. un altro lui dalla vita abbastanza incasinata che si divide tra lavoro, trasloco, figlia, ex moglie ed ex suocero, genitori inferociti per via della separazione e poi ci sono pure io. un lui che ultimamente è responsabile dei miei AlTi&BaSsI, con apparizioni e silenzi che io non so mai come interpretare, con i suoi sbalzi d’umore che collidono con i miei fino a quando arriviamo rovinosamente ad un punto di rottura in cui prevale solo il silenzio.

dovrei mollare tutto e non riudurmi come con il lui dell’anno scorso, dovrei mantenere le distanze ed essere più distaccata. le voci degli altri hanno ragione, ma la mia voce interiore è più testarda e caparbia, la mia volontà ne viene annullata. le voci degli altri mi si poggiano addosso e poi pare scivolino via senza lascaire altro che uno strano senso di consapevolezza di stare commettendo un errore cui però non sembro essere capace di porre rimedio…

h1

inspiegabili conseguenze

2009, 29 Ottobre

oggi siamo rimasti in silenzio quasi per l’intera giornata, forse è meglio così, forse…mi sento un peso che mi schiaccia dentro, gli occhi mi si riempiono di lacrime ad ondate, quasi non sorrido e parlo a stento. non capisco cosa sia successo tra ieri ed oggi. ho paura di aver sbagliato ad usare le mie parole, di aver superato qualche limite invisibile. di nuovo il silenzio di qualcuno mi ferisce, perchè mi esclude e mi piomba in un limbo senza contorni, in cui si acuisce la mia solitudine.

ho sbagliato a farmi cullare troppo dalle sue parole, ho sbagliato ad ascoltare i miei sentimenti.

h1

L’ombra della fine

2009, 25 Ottobre

Immobile leggo il suo msg. Impassibile, mentre scorro le sue parole: noi non possiamo portare avanti questa storia…Impotente. Ecco come mi sento in questa domenica pomeriggio, mentre fuori è già buio. Avvolta da un plaid mi pento di aver espresso ad alta voce un desiderio, di avergli dato corpo, trasmettendoglielo con un msg: avevo sognato che citofonavi all’improvviso, ma nn succederà, nn oggi.

Sapevo sin da ieri che che non ci sarebbero state citofonate nè telefonate oggi, non ci saremmo visti oggi. E forse proprio questa consapevolezza ha fatto aumentare il mio desiderio di lui. E al telefono è silenzioso, mi sforzo di ridere, mentre sento sempre e solo più freddo. Inutile la tazza di te che, bollente, stringo tra le mani.

Priva di volontà, ancora una volta, devo accettare le scelte altrui, anche se non le capisco, anche se non le condivido, anche se mi piombano in un torpore noto in cui hanno la meglio solo le lacrime. Ma le lacrime stavolta stentano a venire fuori, forse perchè non è ancora finita, forse perchè ho ancora una possibilità, forse perchè tutto accade ora che avevo riconosciuto a me stessa che mi sto innamorando di lui.

h1

Sento che

2009, 15 Ottobre

Sento che devo andare via. Sento che ho bisogno di allontanarmi. Sento che la pressione si sta alzando un pò troppo e sono a rischio esplosione. Sento che il mio equilibrio è quotidianamente messo alla prova, la mia stabilità è come minata dall’interno. Apparenza e facciata dicono che qui va tutto bene, ma sono irrequieta. Fingo che lui non sia importante, mento a me stessa e a lui. Sono una donna e mi piacerebbe ricevere, anche una volta ogni tanto, mica sempre, delle attenzioni. Io sono ostinata, quasi masochista. Così lo chiamo, a modo mio quasi per mostrargli che io almeno una cazzo di telefonata la faccio, un msg lo mando, un pensiero per lui ce l’ho…ho troppe pretese, forse.

Devo andare via…

h1

da domenica ad oggi

2009, 14 Ottobre

L’inconscio fa brutti scherzi.

Nel corso dell’ultimo mese la frequentazione con questo nuovo uomo, per quanto a livello fisico sia davvero rarefatta, a livello telematico è invece divenuta una costante. Messaggi, mail e telefonate che, seppur brevi, hanno contribuito a far crescere dentro di me, il desiderio di stare con lui.

Questo desiderio però è spesso stato frustrato da impegni pregressi, i suoi, doveri familiari, bagarre con la EX moglie, l’EX suocero e via dicendo. Una situazione che ho dovuto silenziosamente accettare, sono pur sempre l’ultima arrivata, lui è sempre un uomo che sta riconquistando la sua libertà, siamo due persone che stanno bene insieme, ma che sono molto gelose del non comune privilegio di essere autonome ed indipendenti.

Fin qui il discorso, credo, non faccia una piega! Allora qual’è il problema? Il problema, ancora una volta, è il mio!! Sono costantemente combattuta tra il desiderio di vederlo e quello di voler rimanere da sola, un dilemma che puntuale, si è presentato domenica mattina, mentre lo aspettavo con i cornetti per fare colazione qui da me.

Vagavo per casa e non volevo che venisse. Mi sentivo fortemente a disagio, sapendo già che avremmo fatto l’amore nel mio letto a una piazza, da bambina!! Con una palpabile freddezza, ho lasciato che mi spogliasse e che s’infilasse dentro di me. Io pensavo sarebbe andata diversamente, mi aspettavo baci, carezze, un gioco alla scoperta dei nostri corpi, passione e sudore…

Non è stato così, nè la prima nè la seconda volta, quando io, mentre lui raggiungeva l’orgasmo, sono scoppiata a ridere!! Che mi vergogno pure ad ammetterlo, ma è andata così, e non so dire se fosse una risata dovuta al nervosismo o a chissà cos’altro, certo io l’orgasmo non l’ho visto neanche da lontano!

Eppure quando dopo la nostra gita a Castelmola scendevo dalla sua moto, non volevo andasse via, desideravo restare ancora con lui. Un desiderio che temo sia un capriccio, un desiderio che emerge ogni volta che siamo lontani e che, sempre più, tento di non manifestare, un desiderio che a volte si traveste e diventa gelosia, un desiderio che ieri sera mi ha fatto pensare alla possibilità di essere chiara con lui, proponendo una separazione, almeno finchè lui non potrà, perchè sono stata colta dalla paura di rappresentare solo un’ancora di salvezza in questo momento particolare della sua vita, il dubbio che lui sia semplicemente abbagliato, che non sia io la donna  che fa al caso suo, che presto si stancherà di me e che dovrò ricominciare tutto daccapo…

h1

Definizioni dell’attesa

2009, 6 Ottobre

Che poi l’attesa ogni tanto viene pure premiata. Io prendo un giorno di ferie e sto con lui, o almeno è questo il progetto inziale. Sto fremendo, ho un pò di tachicardia, sono emozionata come la prima volta, ma so che si tratta di un’emozione diversa.

Non ci vediamo da più di una settimana. L’ultima volta abbiamo fatto l’amore.

Ho avuto modo di affrontare con me stessa la sua situazione di uomo libero ma non proprio, un uomo che si sta ricostruendo una vita. E io non sono riuscita a collocarmi in nessun posto in questa sua vita. Sarà che sono troppo razionale e mi piace, o mi piacerebbe dare sempre un nome alle cose e alle situazioni, mi piacerebbe poter dire che abbiamo una storia, che stiamo insieme, che ci frequentiamo, insomma definire quello che stiamo vivendo ora. Ma causa forza maggiore allo stato attuale ogni definizione sarebbe limitativa e comunque inesatta.

Carica di tutti questi dubbi del martedì mattina mi stacco dalla postazione computer e comincio a prepararmi per trascorrere parte della giornata con lui, incapace di strapparmi questo sorrisino dalla faccia!!

h1

Attesa&desideri

2009, 2 Ottobre

L’attesa non fa aumentare il desiderio. L’attesa è continua e logorante frustrazione. L’attesa è infinita e spossante.

Ho aspettato questo fine settimana dalla scorsa domenica. Sapevo che i miei ed i suoi impegni non ci avrebbero permesso di vederci durante la settimana e confidavo che domenica saremmo riusciti stare insieme. DOMENICA LUI ESCE IN MOTO CON I SUOI AMICI! Bene, giusto che sia così, peccato che non riesco ad essere sufficientemente razionale per farmi scivolare addosso questa notizia.

Sono una donna e non resisto, è quasi più forte di me, o forse vorrei che si esponesse, che esprimesse anche lui ogni tanto il desiderio di voler stare con me. Tra i due pare che sia solo io a voler stare con lui. Forse perchè è sempre lui a decidere QUANDO, lui conosce i suoi impegni, lui dispone. E io lascio che disponga della mia vita.

Così dimentico che deve riprendere possesso della sua vita e che io non ne faccio parte. Ho sbagliato. Avrei forse dovuto dirgli di non chiamarmi più, lasciarmi stare, dimenticarmi e farmi dimenticare. Disporre quindi io della mia vita e mettere fine all’attesa. Ma non ne ho avuto il coraggio, perchè non è ciò che voglio.

E’ il mio desiderio che si nutre di quest’attesa, mi svuota, m’inaridisce, mi strappa il sorriso.

h1

Sono un satellite

2009, 24 Settembre

Lali Puna: Scary World Theory

Io avrei dovuto aspettarmi questo drastico abbassamento d’umore. Io di sicuro ho abbassato la guardia e sono andata un pò più avanti del dovuto. Io per un attimo ho dimenticato e le sue parole mi hanno trascinata a terra.

Le 11:15 del mattino. Mi chiama. Gli dico dell’appuntamento per sabato mattina per andare a vedere una casa. Dice: Beh, potrei farcela a venire, vederla con te, darti un bacio (e fin qui tutto bene, anzi sorrido pure!!) e poi rientrare a XXX che di sera sono ad una mangiata di pizza…Ed ecco che crolla tutto. Le 11:15 del mattino.

E io non mi sono ancora ripresa. Perchè si, insomma pensavo saremmo stati insieme, ma da brava cagnolina che si morde la coda, avevo dimenticato che c’è tutto un mondo che gli ruota attorno e io sono solo un satellite, quello più distante.

 E nella mia solitudine di satellite solo e lontano per un attimo mi ero sentita al centro del suo mondo, ma i satelliti ruotano attorno ai loro pianeti e vi si avvicinano di quando in quando. Devo godere di questi contatti, e  non posso e non devo in alcun modo dimenticare che sono io a ruotare e difficilmente ad essere il centro per qualcuno.