Mezzanotte meno un quarto del 31 dicembre 2007. Sono con Walter, una piccola vittoria, ha scelto di passare l’ultimo giorno dell’anno con me. M’illudo sia così perchè mi ama. Lui è cupo, mi dice che vuole andare via. Ha la testa altrove, si sente a disagio con le mie amiche, con mia sorella, solo perchè loro sanno tutto quello che mi ha fatto negli ultimi mesi e non capiscono come io lo ami ancora, come faccia a sorvolare sulle sue bugie, sul fatto che lui ami un’altra. Per me l’importante, stanotte, è stare con lui, quindi alla sua richiesta dico va bene. Saluto mia sorella senza incrociare il suo sguardo, mi farebbe sentire ancora più in colpa, perchè so che sto sbagliando, ma è amore, mi ripeto. Saluto Mirima, Ernesto e Francesca. Usciamo e andiamo in macchina. C’è ancora l’odore del mio timballo di risop che è rimasto alla cena di capodanno. Dove vuoi andare chiedo spaventata. Ho paura mi dica che vuole andare da lei. Risponde a casa, nonostante gli abbia proposto di fermarci da qualche pare a comprare una bottiglia di champagne e festeggiare al lungomare o da qualsiasi altra parte. Lui è fermo e andiamo a casa sua. Ci sono sua madre e suo marito. Mezzanotte meno cinque. Mettiamo su l’acqua per la pasta, tortellini con il dado Knorr, bella invenzione per le sere fredde, quando ci si sente un pò soli, quando si ha voglia di coccole e non c’è nessuno. Mezzanotte. Mi scambio degli auguri di convenienza con la non-suocera, con lui a stento un bacio sulle labbra. Ceniamo in silenzio, poi guardiamo un film, fumiamo un paio di canne e ci addormentiamo vicini. Nella mia ingenuità ho messo si pure la biancheria intima che a lui piace, quella più scomoda, ma è amore eccheccazzo!! Inutile anche questa per allettare il suo desiderio sessuale, questo risulta: NON PERVENUTO! Le otto del mattino, mi sveglio in questo 2008 accanto all’uomo che amo. Lui dorme ancora. Mi giro piano su un fianco per non svegliarlo. Tanti oggetti a me sconosciuti sono impilati accanto al letto. Libri soprattutto, libri che, conoscendolo, so non avrebbe mai comprato, sebbene si sia sempre dichiarato una persona curiosa. Ne prendo uno, piano. Sono sicura che l’ha comprato lei. Lo apro e trovo una dedica, scritta con calligrafia da sciocca ventiquattrenne. Faccio un pò di fatica a leggere nella penombra. Esco l’altra mano da sotto le coperte e lo sfoglio. Cade volteggiando una sua foto. Una foto che non ho fatto io, una foto in cui lui non era con me. Mi si gela il sangiue nelle vene. Mi sento male. poso il libro, piano. Non voglio che lui mi senta. So che in questa stanza ci sono ancora tanti segreti, soi che lui è talmente ingenuo da sottovalutare la curiosità femminile, cui, nel mio caso, vanno aggiunte anche la diffidenza della donna tradita e lo spirito da detective!! Guardo con attenzione i libri, il mio fiuto non fallisce. Ne prendo un altro. Stavolta niente dedica. Lo sfoglio ed ecco davanti ai miei occhi un’altra foto, ma lui mi ha sentita, mi strappa il libro dalle mani e mi dice che non dovrei curiosare, mentre in modo affatto naturale, mette il libro sotto il letto. Candida, con i battiti del cuore accellerati, dico che stavo dando un’occhiata ai suoi libri!! Ormai svegli decidiamo di affrontare questo primo giorno dell’anno insieme, ma non dobbiamo fare rumore per non svegliare sua madre che dorme nella stanza accanto. Insieme andiamo in bagno, ma manca la carta igienica, così, in punta di piedi, torno nella sua stanza per i fazzolettini!! Macchè fazzolettini! Mi fiondo a prendere il libro sotto il letto. Lo apro e mi cadono tra le mani le loro foto, nudi, a letto che stanno scopando. Il suo seno è più prosperoso del mio, le sue gambe sono magre, le mani intrecciate, le sue gambe la tengono stretta, le loro facce, i loro corpi…Con tutto il sangue freddo che posso rimetto le foto dentro il libro, trattendendo il forte desiderio di strapparle in centinaia di coriandoli, cacciando giù dentro di me quella voce che mi dice che me ne devo andare, che quello non è il mio posto, che lui non mi ama, che lo devo lasciare andare, lo devo dimenticare. Amore irrazionale. Amore cieco. Amore pazzo di gelosia mi annebbia la mente. Torno in bagno, ci diamo il cambio, mentre vorrei solo poter piangere, vorrei che qualcuno mi venisse a strappare via da qui, vorrei sapere chiedere aiuto, vorrei avere il coraggio di metterlo di fronte alla verità, porlo di fronte alla necessità di fare una scelta, di prendere, finalmente, una decisione. Amore debole, amore confuso, amore ingenuo mi fanno restare con lui, nella vana speranza capisca. Amore, inutile e sciocco amore. Amore frustrato e martoriato mi indebolisce. Resto. Nessuno dei due è abbastanza forte per decidere ed io so che, per amore, posso sopportare anche questo, sono certa che gli passerà, perchè lui ama me.
Ingenua. Allora ed ora mi aggrappo a qualcosa che non c’è più. Ricordi che non vanno via. Ferite che nascondo accuratamente e che vengono alla luce qui, quando sono sola.
Il 2008 finisce oggi. Oggi finiscono le illusioni e muoiono i desideri. Non mi basta il suo mai dire mai, il suo dirmi sei così sicura che ci metteresti la mano sul fuoco, a proposito di un nostro futuro insieme, per essere felice e smettere di piangere anche stasera. Resta il suo guardarmi, ormai, in modo diverso, il suo amore che adesso so non c’è più, che temo non ci sia stato prima, io davanti la porta del suo ufficio che, nella mia testa, prego mi prenda per mano e mi baci, pur sapendo non accadrà mai. Noi due ai lati opposti del corridoio ci scambiamo ancora battute finchè gli volto le spalle e vado via. Inutile sarebbe ancora la mia presenza, imbarazzante agli occhi di suo padre, fastidiosa per lui che ha così tante cose da fare, crudele per quel poco di dignità che mi è rimasta ancora.