Archivio per la categoria ‘Week end’

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i miei quando

2009, 8 Novembre

i miei quando non arrivano mai. io ho pure paura ormai di chiedergli QUANDO? QUANDO VIENI, QUANDO CI VEDIAMO, QUANDO POTREMO. QUANDO.

e lui stamattina era freddo, e io non ho saputo parlare. mi sono ammutolita, non ho voluto chiedere quando, e ora sto male.

perchè ostinatamente m’illudo di fare parte, in qualche modo, della sua vita, di essere compresa nei suoi pensieri, ma non è così. lui va avanti. io resto indietro. lui non può salvarmi da questa solitudine. lui ha una vita e io non ne faccio parte in alcun modo. io resto ammutolita dalle mie stesse domande. io resto sola anche questa domenica, mentre gli altri vanno avanti, mano nella mano, sorridenti.

io desidero solo che finisca tutto, perchè non ho la forza di continuare, facendo finta che vada tutto bene.

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L’ombra della fine

2009, 25 Ottobre

Immobile leggo il suo msg. Impassibile, mentre scorro le sue parole: noi non possiamo portare avanti questa storia…Impotente. Ecco come mi sento in questa domenica pomeriggio, mentre fuori è già buio. Avvolta da un plaid mi pento di aver espresso ad alta voce un desiderio, di avergli dato corpo, trasmettendoglielo con un msg: avevo sognato che citofonavi all’improvviso, ma nn succederà, nn oggi.

Sapevo sin da ieri che che non ci sarebbero state citofonate nè telefonate oggi, non ci saremmo visti oggi. E forse proprio questa consapevolezza ha fatto aumentare il mio desiderio di lui. E al telefono è silenzioso, mi sforzo di ridere, mentre sento sempre e solo più freddo. Inutile la tazza di te che, bollente, stringo tra le mani.

Priva di volontà, ancora una volta, devo accettare le scelte altrui, anche se non le capisco, anche se non le condivido, anche se mi piombano in un torpore noto in cui hanno la meglio solo le lacrime. Ma le lacrime stavolta stentano a venire fuori, forse perchè non è ancora finita, forse perchè ho ancora una possibilità, forse perchè tutto accade ora che avevo riconosciuto a me stessa che mi sto innamorando di lui.

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Attesa&desideri

2009, 2 Ottobre

L’attesa non fa aumentare il desiderio. L’attesa è continua e logorante frustrazione. L’attesa è infinita e spossante.

Ho aspettato questo fine settimana dalla scorsa domenica. Sapevo che i miei ed i suoi impegni non ci avrebbero permesso di vederci durante la settimana e confidavo che domenica saremmo riusciti stare insieme. DOMENICA LUI ESCE IN MOTO CON I SUOI AMICI! Bene, giusto che sia così, peccato che non riesco ad essere sufficientemente razionale per farmi scivolare addosso questa notizia.

Sono una donna e non resisto, è quasi più forte di me, o forse vorrei che si esponesse, che esprimesse anche lui ogni tanto il desiderio di voler stare con me. Tra i due pare che sia solo io a voler stare con lui. Forse perchè è sempre lui a decidere QUANDO, lui conosce i suoi impegni, lui dispone. E io lascio che disponga della mia vita.

Così dimentico che deve riprendere possesso della sua vita e che io non ne faccio parte. Ho sbagliato. Avrei forse dovuto dirgli di non chiamarmi più, lasciarmi stare, dimenticarmi e farmi dimenticare. Disporre quindi io della mia vita e mettere fine all’attesa. Ma non ne ho avuto il coraggio, perchè non è ciò che voglio.

E’ il mio desiderio che si nutre di quest’attesa, mi svuota, m’inaridisce, mi strappa il sorriso.

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Il quotidiano è il mio problema!!

2009, 12 Settembre

Il problema che tento costantemente d’ignorare è la realtà che ho quotidianamente sotto agli occhi.

Coppie che camminano mano nella mano, nonni e nipoti, bambine e bambini, famiglie felici la cui vista mi fa storcere il muso. Non fa per me, mi ripeto, finchè il cuore non mi batte all’impazzata come l’altra sera e sono costretta a fermarmi per capire. decidere. Si, decidere che potrei anche provarci…solo che lui si tira indietro!! Allora arretro anch’io, ma faccio due passi indietro, perchè noi non siamo amici e l’abbraccio affettuoso non è ciò di cui ho bisogno, nè quello che volevo da lui, credo!!

E l’indomani sono sorridente, sorrido agli uomini che rubano uno sguardo alle loro compagne, ai bambini ancora ignari delle dianamiche familiari, al mare agitato che mi fa compagnia.

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Mal di testa

2009, 5 Settembre

Forse ho preso troppo sole. Forse sono state le due birre a stomaco vuoto. O magari è solo il caldo umido che mi sta tormentando stasera.

Ho mal di testa, una cefalea al alto destro della testa. Penso alla giornata di oggi, sei ore lunghissime trascorse velocemente. Velocemente perchè sono stata bene. Mi preoccupa la cosa. Mi preoccupa non poco…

Mi piace? Non lo so neanch’io. Parla a voce decidamente alta, mi sorride tanto, ma sento che c’è qualcosa che non va. Gode dei momenti che trascorre con me. Una telefonata a sua figlia. Una mezza verità. Silenzio sul dove si trovasse. Silenzio anch’io…

Sono terrorizzata dal desiderio di vederlo ancora. Mi spaventa la banalità che potrebbe trapelare dai racconti di me stessa. Insicurezza. L’ha capito. Non devi esserlo…

Ho mal di testa. L’ultima sigaretta e vado a letto, lo giuro.

Domani torno al mare. Stavolta da sola.

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Sottovalutazioni!!

2009, 2 Settembre

All’1:30 di notte è sorto un problema che io non avevo preventivato. Non volevo tornare a casa. Avevo trascorso una bella serata con lui e quasi mi dispiaceva finisse. Questo pensiero mi turbava. Questo pensiero mi turba tutt’ora!

Uscita dall’ufficio ho spento il cellulare, ma dopo mezz’ora l’ho riacceso, aspetto sue notizie per il week end. Mi sto contraddicendo, forse, pare che prima venga lui, o forse è che sono stata bene come non accadeva da tempo e vorrei trascorrere due giorni con lui…

Credo che spegnerò di nuovo il cellulare!!

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La parola fine

2009, 24 Agosto

Partita per Modica avevo ancora un barlume di speranza dentro di me. Lo sciocco desiderio che lui, vedendomi, rinsavisse, che i ricordi delle tre settimane di agosto_2008 trascorse insieme riemergessero, che le sue promesse e le mie spudorate dichiarazioni d’amore riaffiorassero e lui tornasse da me, sono stati tutti spazzati via da un temporale estivo pomeridiano.

Lui è venuto a lavoro. Con la scusa di offrirgli un caffè l’ho portato al bar. Pagato il caffè abbiamo chiaccherato qualche minuto fuori dall’ufficio, il teen ager era in agguato e non mi andava affatto che facesse due più due, anche perchè stavolta non sarei riuscita a spiegargli che, contro tutte le regole della matematica, il risultato non era 4!!

Risultato della conversazione? Confessa di frequentarsi con la pettoruta Salvatrice, ma che anche lei è piuttosto gelosa, sebbene la parola piuttosto sia un eufemismo, data l’occhiataccia che mi era stata lanciata da dietro i suoi occhiali da sole, rigorosamente di marca, che con lui si accompagnano solo ragazze che vestono firmato, se poi sono commesse è un dettaglio! Che ironia!! E sulla scia di quest’ironia ipotizzo le loro future nozze, certo tra qualche anno, il tempo di divorziare ed educare per bene la piccola Marta ad accettare l’idea che il suo papà sta con un’altra donna! Solo che al matrimonio interverrò io ad interrompere nel più classico dei momenti del matrimonio, nella più classica scena da film americano. “E se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre” “Luca, ma nell’autunno 2008 mi avevi candidamente chiesto se ti avrei aspettato…beh, io ti ho aspettato…“. Lui fa una pausa e si sincera se io l’abbia aspettato davvero. Beh, in effetti si, dico sorridente e sicura che lui resterà impassibile. E in effetti è talmente impassibile da ammutolirsi e non riuscire a dire nulla!

Intervengo io, che tanto il ritorno a Modica mi serviva solo per capire se era davvero finita o meno. Accertatami che posso scrivere la parola fine a quest’agonia che avevo mirabilmente travestita da storia d’amore e della quale ero in attesa del lieto fine da ormai troppo tempo, lo guardo sorridente. Non provo rabbia nè dolore. Mi sento risollevata, pronta a voltare pagina, ricominciando da me.

Domenica sera ho visto due stelle cadenti. Spero di essere felice, ho sussurrato la prima volta. La seconda volta…non posso dirlo!

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Failed blind date

2009, 9 Agosto

Non avevo aspettative di nessun genere. Non mi ero soffermata a pensare come sarebbe stato, cosa avrei pensato appena l’avrei visto, come mi avrebbe guardata, cosa ci saremmo detti, se sarei riuscita ad essere me stessa. Non avevo pensato ad oggi pomeriggio e a come avrei douto comportarmi. Mi sentivo certo un pò incuriosita, dare un volto ad una persona di cui vado leggendo i post, un uomo di cui, nonostante la sommaria descrizione fattami, non riuscivo a delineare il profilo.

Forse c’era un pò d’aspettativa, forse era solo curiosità, forse era la voglia e il desiderio di conoscere che si realizzava.

Ma il nostro blind date è andato in fumo per via della sua febbre. Daccordo, mi spiace che stai male, non mancherà l’occasione per conoscerci…rispondo così al suo msg.

Vado ugualmente al mare e ci resto fin dopo le 16, ora del nostro fantomatico appuntamento. Mentirei se non scrivessi che mi è dispiaciuto.

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Genitori, che brutto mestiere!

2009, 8 Agosto

Senza ombra di dubbio i miei genitori sono campioni mondiali di tatto.

Primi ad ex equo i Luciis hanno superato se stessi nel loro essere genitori questa sera. Pensavo che per oggi la palma spettasse a mia madre con il suo commento al mio taglio di capelli. “Mmm questa frangia così corta non mi paice affatto…no, no, non mi piace per niente…” Non grazie, io avevo appena manifestato una piccola perplessità, adesso sto molto meglio e medito se andare a fare fare un’extension!

Mio padre non poteva essere da meno, così mi ha detto che ha visto il caro Walter al semaforo, ma che non l’ha salutato. Io pensavo che non ci fosse nulla di male, ma lui ci ha tenuto subito a puntualizzare che non l’ha saluto perchè con me si è comportato troppo male.

Loro non lo capiscono, ma così mi sprofondano ancora di più in quel mare di insicurezza in cui vivo, rinnovano ricordi cui non pensavo da tempo. I miei genitori a volte sembrano avere tre anni, come se ci godesseroa  farmi i dispetti…

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Mai più!!

2009, 27 Luglio

Mai più avventurarmi con un 20enne!! Ho notato un’eccessiva differenza nei modi di pensare, di comportarsi, negli attegiamenti, nelle scelte…insomma, mi sono trattenuta per quasi tre giorni dal criticarlo o dall’avere dibattiti sulle nostre divergenze d’opinioni!

Ma non posso nascondere che mi dava ai nervi…sarà perchè comunque le nuove generazioni sembrano più interessate al divertimento che ad altro, sarà che io ho 32 anni, sarà che se mi guardo indietro però io non ero come lui!! E per non fare la figura della nonna ho ceduto quando: mi ha chiesto di giocare con la xBox, fino alle 4 del mattino a dare calci e pugni; ha comprato le racchettine ed abbiamo giocato per un’ora abbondante in spiaggia; ho rinunciato a fare un pisolino sotto al sole per chiaccherare con lui.

Decisamente la prossima volta meglio un B&b!!