Gravida dei suoi umori, pregna del suo odore laverò via un pomeriggio di amore rubato.
Posts contrassegnato dai tag ‘amore’

La parola fine
2009, 24 AgostoPartita per Modica avevo ancora un barlume di speranza dentro di me. Lo sciocco desiderio che lui, vedendomi, rinsavisse, che i ricordi delle tre settimane di agosto_2008 trascorse insieme riemergessero, che le sue promesse e le mie spudorate dichiarazioni d’amore riaffiorassero e lui tornasse da me, sono stati tutti spazzati via da un temporale estivo pomeridiano.
Lui è venuto a lavoro. Con la scusa di offrirgli un caffè l’ho portato al bar. Pagato il caffè abbiamo chiaccherato qualche minuto fuori dall’ufficio, il teen ager era in agguato e non mi andava affatto che facesse due più due, anche perchè stavolta non sarei riuscita a spiegargli che, contro tutte le regole della matematica, il risultato non era 4!!
Risultato della conversazione? Confessa di frequentarsi con la pettoruta Salvatrice, ma che anche lei è piuttosto gelosa, sebbene la parola piuttosto sia un eufemismo, data l’occhiataccia che mi era stata lanciata da dietro i suoi occhiali da sole, rigorosamente di marca, che con lui si accompagnano solo ragazze che vestono firmato, se poi sono commesse è un dettaglio! Che ironia!! E sulla scia di quest’ironia ipotizzo le loro future nozze, certo tra qualche anno, il tempo di divorziare ed educare per bene la piccola Marta ad accettare l’idea che il suo papà sta con un’altra donna! Solo che al matrimonio interverrò io ad interrompere nel più classico dei momenti del matrimonio, nella più classica scena da film americano. “E se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre” “Luca, ma nell’autunno 2008 mi avevi candidamente chiesto se ti avrei aspettato…beh, io ti ho aspettato…“. Lui fa una pausa e si sincera se io l’abbia aspettato davvero. Beh, in effetti si, dico sorridente e sicura che lui resterà impassibile. E in effetti è talmente impassibile da ammutolirsi e non riuscire a dire nulla!
Intervengo io, che tanto il ritorno a Modica mi serviva solo per capire se era davvero finita o meno. Accertatami che posso scrivere la parola fine a quest’agonia che avevo mirabilmente travestita da storia d’amore e della quale ero in attesa del lieto fine da ormai troppo tempo, lo guardo sorridente. Non provo rabbia nè dolore. Mi sento risollevata, pronta a voltare pagina, ricominciando da me.
Domenica sera ho visto due stelle cadenti. Spero di essere felice, ho sussurrato la prima volta. La seconda volta…non posso dirlo!

Un gelato è insufficiente
2009, 12 AgostoAscoltando Offlaga Disco Pax: Curtatone
…e visto che ho pure una gran voglia di fare l’amore ma nessun compagno, stasera farò da sola! Magari gli Offlaga Disco Pax non saranno la migliore colonna sonora, ma non mi dispiacciono! Non è bastato un gelato per placare il bisogno d’affetto!

Lisbona
2009, 7 LuglioHo odiato Lisbona il giorno del mio arrivo.
Ma la prima impressione e’ quasi sempre sbagliata. Ecco perche’ poi l’ho amata. I viottoli acciottolati, il sole caldo e il vento, la gentilezza dei portoghesi, il pesce, un italiano incontrato per caso mentre sfuggivo da un brasiliano, la notte trascorsa abbracciata a lui senza riuscire a lasciarlo.
E tornare in albergo dopo 24 ore solo per fare colazione, una doccia, il costume e raggiungerlo in metropolitana. Sorridere a questo giorno a Lisbona, sorridere mentre lui mi viene incontro e baciarlo come si baciano gli innamorati. Andare con lui a mare, mano nella mano, cercare da vicino i suoi occhi verdi, la sua bocca e sentirmi leggera e felice come non accadeva da tempo.
Amare Lisbona fino alle cinque del pomeriggio. Poi l’amore lascia spazio all’odio. Noi non abbiamo fatto l’amore. Lui dice che non c’e’ passione, non ci saranno piu’ baci, ne’ mani intrecciate.
Odio Lisbona e odio lui. Odio i miei impulsi, il desiderio di baciarlo, l’essere sempre una cosa da poco, una di quelle che si prede e si butta via come la carta di una caramella. Non ho neanche il valore di uno scontrino. Almeno quello prima di buttarlo via lo si degna di un ultimo sguardo.
Piangeva lui in metropolitana. Piangevo anch’io, sconfitta ancora una volta. Presa e butatta via senza riuscire ad essere totalmente me stessa. Odio Lisbona. Odio le sue lacrime. Odio le mie lacrime. Odio la mia sensibilita’.

2009, 18 Giugno
Sono stanca. Forse sono solo tremendamente annoiata. Magari sono solo queste temperature estive e umide. La mattina vorrei potermi girare dall’altro lato del letto e continuare a dormire. Mi sta prendendo davvero male andare a lavoro, mi pesa più che mai, mi sento in gabbia e la via di fuga è davvero lontana…Sono triste e voglio scappare da questa casa e dimenticare tutto quello che mi fa stare male, le telefonate a mio padre, il silenzio profondo dall’altro capo del telefono, mia madre, l’amore…a volte desidero morire…

Il Signor Ni
2009, 23 MaggioIl Signor Ni si chiama così perchè alla mia domanda: sei innamorato di questa ragazza, ha risposto con un laconico ni che lasciava desumere un ben più difficile da pronunciare no!
Il Signor Ni non ha avuto l’insistenza del ragazzo dei fiori, ma la sua presenza è stata certo costante in questi due giorni, mail in ufficio e messaggi di sera.
Il Signor Ni e io ieri sera abbiamo cenato insieme a casa sua, abbiamo bevuto due bottiglie di vino rosso, abbiamo fatto quello che di solito si fa al secondo appuntamento; ci siamo studiati. Non ho praticamenmte fumato per tutta la durata della cena e solo quando abbiamo finito l’ho costretto ad uscirte in balcone per la mia prima sigaretta della serata. Un bicchiere di vino in mano, l’altra occupata con la sigaretta. Chiacchieriamo io e il Signor Ni, ma lui si avvicina sempre più, e io me ne accorgo, ma non ho davvero dove cercare una ritirata. Forse non la voglio ceracre neanche, perchè lascio che mi si avvicini ancora e che mi baci.
Mi precede a letto, io passo dal bagno. Faccio pipì non ricordo che altro, mi sarò guardata allo specchio come ogni volta che so di star combinando un’altra cazzata ed esco, almeno ci provo, si perchè non riesco ad aprire la porta! Credo di aver lottato per almeno cinque miniuti buoni, mentre tra gli sforzo mi guardavo imbarazzata allo specchio!
Salgo e lo trovo a letto. Mi guarda, mi avvicina di nuovo, mi bacia ovunque, mi toglie i vestiti, lo faccio anch’io mentre sento che geme sotto i miei baci, quando lo tocco, sento che prova piacere e, ad essere sincera, altrettanto piacere provo io! Facciamo l’amore, o forse solo del buon sesso e finiamo stanchi sul letto, fino ad addormentarci, come due estranei, io mi volto dall’altra parte, ma solo per riposare.
Le 3:15, mi sveglio all’improvviso, la bocca asciutta. Lo guardo mentre dorme e sento il suo respiro pesante, eufemismo, dato che russava! Cerco i miei vestiti. Lo giardo ancpora, non so se svegliarlo o meno. Scendo sotto e vedo, invitante il cellulare, quello che guardava impaziente la prima sera che abbiamo trascorso insieme. Lo so bene che è una violazione della privacy, ma l’ho ugualmente preso e dato un’occhiata ai messaggi. Nulla di male trovarne alcuni di una certa TiZI che dichiara il suo amore, terribile leggere solo l’incipit di altri, di altre donne che hanno certe idee strane su cosa vorrebero fargli, desideri di altri incontri, passione di altre donne che mi colpisce con una bella doccia fredda.
Abbandono il Sihgnor Ni nel suo letto addormentato, e chiudo la porta alle mie spalle. Scendo di corsa e di corsa entro in macchina, un’altra sigaretta accesa mentre scorrone veloci le parole appena lette, i miei pensieri su me stessa, su quanto io sia stata ancora una volta una sciocca a non capire, a farmi scopare da un altro che pare si diverta a conquistare le donne.
E’ di certo un problema, ma a me piacciono quelli che sono bastardi nel DNA!

Categorie ‘73 e Bilancia
2009, 27 AprileDopo il lavoro sono andata al centro commerciale dove lavora Walter, il mio ex ragazzo, l’indeciso che per quattro mesi mi ha bellamente cornificata, maltrattando il mio amore, preferendomi una nana, che, come tutti i nani, ha in se il gene del male congenito!! Bene, Walter, l’uomo della mia vita, o almeno così credevo, quando accecata dalla gelosia gli avevo pure chiesto di sposarmi, gli avevo giurato amore eterno, solo per garantirmi il suo possesso, ma, a mia discolpa, ero semplicemente accecata dalla gelosia.
Il tempo risana le ferite e saperlo lontano, perchè lontano è stato negli ultimi quindici mesi, mi ha fatto andare avanti e dimenticare quello che mi aveva fatto. Così questo pomeriggio lo vedo oltre la mia frangia, ma non ho alcuna intenzione di entrare in negozio e salutarlo, non sia mai che per caso entrasse la nana e con un colpo di tette mi scaraventi al suolo! Oltrepasso le vetrine e sento un tintinnio di chiavi che so, sono le sue! Le abitudini sono difficili da cambiare, figuriamoci da eliminare!
Un colpetto sulla spalla, il mio cognome, mi giro e con una bella faccia tosta rispondo al saluto. Ci accomodiamo fuori dal centro commerciale, quattro chiacchere. Stai bene, sto bene, che si dice, che fai qui, ti hanno trasferita, allora sei più vicina, tu, tutto bene, suoni sempre…Insomma, domande di circostanza, cui rispondo con il mio sorriso più bello, mentre penso che non è cambiato affatto, che è rimasto lo stesso, che saremmo rimasti ad un punto fermo, che è un’altra persona che si rifiuta di crescere, che comunque sarebbe finita, prima o poi.
Lui chiacchera, ma il tempo è tiranno e deve rientrare a lavoro, magari ci vediamo per un caffè…ahahahahahahahah! Che ridere! Si, ci vediamo per un caffè, ti chiamo io!!! Anzi no, forse è meglio se mi chiami tu, non vorrei che la nana, ops, la tua fidanzata vedesse il mio nome e si gonfiasse fino a travolgermi con le sue tette!
Sono rientrata in macchina un pò incredula. Irene mi ha detto che non chiamerà. A me non importa se lo farà o meno, chi se ne frega. Lui non è cambiato affatto e ad oggi non saprei cosa farmene di un uomo volubile come lui, del 73 e del segno della bilancia!!

Ipocrisia
2009, 26 AprileMaledetta ipocrisa familiare in cui sono intrappolata. Combatto, oggi più che mai, con l’amore e l’odio verso i miei genitori, le menzogne, il fottuto perbenismo borghese, il loro giocare a nascondino, le chiacchere, le uscite con gli amici, la nausea che mi provoca vederli seduti allo stesso tavolo, addormentati nello stesso letto, fianco a fianco, quando sanno, quando so, che è tutto falso. Cazzo ci vorrebbe solo un pò di coraggio ed ammettere il fallimento, la fine dell’amore o qualsiasi cosa sia che ci ha portati tutti a questo punto. Lotto con il desiderio di andare via e il pensiero di loro due da soli, mia madre soprattutto che, temo, sappia tutto, ma che si trincera dietro un silenzio profondo che non so scuotere, che non voglio scuotere. Volto le spalle ad entrambi, sdegnata, eppure non riesco ad odiarli, non posso, dovrei?
