Davvero strani questi uomini…
La mattinata a lavoro è stata una continua processione di clienti, a stento ho potuto fare una telefonatina a Raffaella per sussurrarle di Giuseppe. Non esiste la possibilità di fare pausa pipì, figuriamoci quella caffè! Si che non si va al bar, dato che abbiamo una macchinetta in uno stanzino, ma cavolo, neanche tre minuti per fare pipì?! E quando dico una processione intendo una di quelle processioni sacre, quelle dove tutti i fedeli seguono silenziosi un fercolo con il busto del santo patrono. In quest’agenzia è un continuo riciclo di clienti, per uno che esce ne entrano altri due. Certo che la mattinata vola, in più devi in qualche modo soddisfare le richieste che arrivano via telefono, via e-mail, quelle che il capo ti lasci sul tavolo senza che neanche te ne accorgi, il collega che dice io chiudo un attimo che devo fare una cosa per Matteo, telefonare a Giuseppe per chiedere un’autorizzazione, sostenere il suo sguardo, cercare di risolvere problemi, certificare dei pallosissimi corsi sulla sicurezza sul posto di lavoro…oddio sono le 16, finalmente chiudiamo al pubblico, faccio pipì. Vorrei farmi una sigaretta, ma qui non si può fumare. Prego quindi che il mio collega non sbilanci, che almeno stasera riesca a quadrare, che non mi faccia uscire di nuovo alle 18:30 passate. E stasera le mie preghiere pare proprio che vengano esaudite, ma…c’è sempre un fottutissimo MA che impone un cambio programma!!
Stasera Matteo, il capo, mi ha chiesto di siustemare alcune cose in sospeso, di rilasciare alcune carte…ma cazzo!! Chiedo delucidazioni a Giuseppe per alcune cose che non so fare, gli mando una mail tanto per cazzeggiare, ed è la fine!! Si, perchè il tono delle mail diventa, verso la fine, ingestibile. Si, sempre carino, ma un’altra avrebbe probabilmente minacciato denunce per mobbing! Quando ti passo da dietro io te lo guardo il culo (perchè avevo accennato alle prese per il suddetto!!), sei intrigante e ti spoglierei (spero intendesse della maschera…), con te prenderei una cioccolata calda, perchè è più intima. E chi mi conosce sa che non sto inventando, che io le cose le ricordo bene!!
A quest’ultima “provocazione” non ho reagito, ho spento il pc, messo la giacca, rullato la mia sigaretta e salutato…Ma no, aspettaci, dicono lui e Marco…
Usciamo insieme, prelevo dal bancomat, salutiamo Marco, scendiamo dal marciapiede, lui mi guarda, io guardo le macchine che arrivano, fa un passo avanti…lo tiro per una manica che si stava fiondando sotto una macchina che non l’aveva visto! Ti ho salvato la vita, adesso tu mi devi più di un favore!! Va bene un aperitivo?
Salgo in macchina. Due negroni, finalmente accendo la mia sigaretta. Chiaccheriamo, ma non mi sento proprio a mio agio. E’ come se mi scrutasse, come se volesse capire come sono fatta, cosa c’è da aspettarsi da me…So di non potere essere un libro aperto, so che ci sono cose che non posso dire, che non voglio più raccontare. Mi aggrappo quindi ai luoghi comuni, le categorie di uomini con cui non voglio avere più niente a che fare, il cazzeggio a lavoro, alcuni miei attegiamenti…
Le otto di sera, mi riaccompagna in macchina, il negroni faceva schifo, la miopia non va via neanche mettendo gli occhiali, la vista resta annebbiata…sarà l’alcool!! Entrati in città lo perdo di vista, troppe macchine tra di noi!! Non ho il suo numero di telefono, altrettanto lui, meglio, così eliminiamo l’imbarazzo di doverci chiamare e salutarci così!
Sarà spunto, domattina per qualche battuta, anche se ha deciso che domani dovremo ignorarci…mah!