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Sto diventando un uomo??

2009, 10 Settembre

Non ho scritto nessun resoconto sulla serata di ieri. Non so se ci sia qualcosa di interessante da raccontare, che a volte mi sento una quattordicenne che scrive il suo diario segreto!

C’è solo una cosa da scrivere. Una cosa che non mi accadeva da tanto tempo, una cosa che mi ha bloccata e fatto fermare a riflettere. Lui ha provato a baciarmi. L’ho guardato negli occhi e gli ho detto: Ma lo senti come batte il mio cuore?? Merda pensavo stesse per uscirmi dal petto. E questa è una cosa che io non so spiegare, una sensazione che avevo quasi dimenticato. E non so se sia dovuto al desiderio che in effetti avevo di essere baciata da lui o più semplicemente dalla paura che d’un tratto mi ha sopraffatta!

Io sono confusa. Forse mi faccio un pò troppe paranoie in merito. Lo guardo e non so dire cosa voglio. O forse semplicemente, caratterialmente parlando, sto diventando come gli uomini e mi bastano queste carezze al mio ego,  avere la consapevolezza di essere desiderata, sedurre ed abbandonare, prendere solo quello che voglio e tirar dritto…

Eppure so che non è possibile. Temo sia solo una fottutissima paura di iniziare qualcosa di nuovo, qualcosa cui non sono ormai più abituata…

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Lui non lo sa!

2009, 25 Aprile

Stare abbracciata a lui per tutta la notte, svegliarmi con il suo odore addosso, le mani intrecciate, un bacio prima di alzarmi, sorridere appena sveglia, potergli parlare, musica piano in sottofondo, ballare davanti a lui, senza imbarazzo. Se tutto ciò potesse essere di nuovo realtà sarei la donna più felice del mondo. Era amore e non lo è più. La sua paura mi trattiene anche dal mandargli un messaggio, mentre è questa la cosa che più desidero, avere di nuovo un contatto con lui, l’uomo che forse amo ancora.

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Prima di partire

2009, 3 Aprile

Oggi ultimo giorno in agenzia di Giuseppe. Domenica partirà per Fano, dove starà per due mesi. La giornata a lavoro è praticamente volata tra milioni di problemi. Lui è rimasto barricato nella sua stanza quasi tutto il giorno, riemergendo solo per pranzo. Un pranzo fatto all’inpiedi al bar. Io ammutolita dalla stanzhezza, lui e Marco che tentavano di farmi sorridere. C’è riuscito solo il banconista, porgendo a Giuseppe una tazzina vuota: il suo caffè molto stretto! Il pomeriggio è volato ed io sono stata catatonica fino alle cinque, quando avevamo finito ed erano andati tutti via.

Io e Giuseppe da soli in ufficio. Lui doveva sistemare i sospesi, io gli arretrati! Siamo rimasti fino a dopo le sei del pomeriggio, poi in macchina;, ci vediamo al solito posto. Io vado avanti e scoppio a piangere in macchina. Piangevo senza perchè, o forse il perchè c’era. Il fatto che si era instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e doppi sensi che non hanno portato da nessuna parte, per fortuna, e che ci hanno fatto legare abbastanza.

Posso dire che mi conosce, che mi ha capita, che, senza leggere il mio blog, è riuscito a penetrarmi. L’ho aspettato ferma nella corsia di emergenza, i bassi che facevano rimbombare l’abitacolo della macchina, un occhio allo specchietto retrovisore, lui che arriva, abbaglia e io che riparto dietro di lui. Un paio di lacrimoni escono quasi incontrollati, mi guardo nello specchietto, gli occhi rossi, speriamo non se ne accorga, uso la sciarpetta per ascigarmi gli occhi. Per fortuna in ufficio mi ero lavata la faccia ed avevo eliminato il trucco. Sarei stata un mascherone inguardabile e lui mi avrebbe chiesto perchè avessi pianto.

Accosta. Spegne la macchina, lo guardo scendere dalla sua macchina e salire nella mia. Mi sento in imbarazzo, deve esserci puzza di sigarette, lui dice che è il mio odore, io non voglio sia così, non voglio sia questo che ricordi di me. Abbasso il finestrino. Mi guarda e resta in silenzio. Io non riesco a parlare e lotto con me stessa per sostenere il suo sguardo senza piangere.

Comprati il BMW, stasera che fai? Esci, devi uscire, non chiuderti nella solitudine; hai allentato con le tue amiche dopo che sei stata a Modica? Si vede che sei triste, e forse è questo che ti rende affascinante.

E io volevo solo piangere. Invece ho preso una sigaretta e l’ho accesa, perchè questo è l’unico modo che conosco per dissimulare e non piangere, non l’avrei potuto fare davanti a lui, l’avrei messo in imbarazzo, non avrei saputo spiegargli perchè stessi piangendo, non volevo nè comprensione nè compassione, non sarei riuscita a smettere e l’avrei messo in imbarazzo. Così sono rimasta in silenzio, non trovavo neanche le parole per dire le mie solite cazzate per sviare il discorso. In silenzio ho lasciato che continuasse a guiardarmi, ho continuato a guardarlo, perchè passeranno due mesi prima che potrò farlo ancora, prima che potrà farlo di nuovo, e mi mancherà, anche se non gliel’ho detto.

Mi ha dato un bacio sulla guancia prima di scendere dalla macchina, ho rimesso in moto e sono andata via, liberandomi da tutta la tristezza accumulata, liberandomi di tutte le parole che avrei voluto dirgli e che ho taciuto. Gli ho mandato un messaggio quando ho svoltato per una traversa mentre lui andava dritto: Una sigaretta per non piangere davanti a te. Mi spiace che parti e so che mi mancherai. Poi ho spento il telefono, per evitare una sua chiamata, ma lui non l’ha fatta.

Persevera l’amaro in bocca, per lui che mi legge così, per me che non so reagire, per tutto quello che vorrei e per cui non so lottare

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Succede di notte e si riflette sul giorno

2009, 20 Marzo

Stanotte ho fatto l’amore con Walter. Per caso ci siamo incontrati per strada nel pomeriggio. Lui come sempre in vespa, io ferma ad un semaforo in attesa che scattasse il verde per attraversare. Lui sfrecciava veloce, mi ha vista, i nostri sguardi si sono incrociati. Ha rallentato, ha fatto inversione nella corsia preferenziale degli autobus ed è tornato indietro. Non me l’aspettavo, non pensavo l’avrebbe fatto, visto il modo in cui è finita la nostra storia ormai più di un anno fa. Ciao, come stai? Dove vai? Ti dò un passaggio? Una serie di domande a raffica che non mi lasciano il tempo di pensare una scusa plausibile e declinare quindi l’invito. Salgo sulla sua vespa rossa e mi faccio accompagnare. Starno, ma mi aspetta e mi propone di fare un giro con lui. Io non indago sul suo stato attuale, se sta ancora con Giuliana, non m’importa nulla, anzi, se stanno ancora insieme approfitto per sottrarre al loro idillio qualche ora! Dopo il male che mi hanno fatto entrambi questa è solo una piccola vendetta!

Abbiamo passato un paio d’ore insieme e non posso nascondere che sono stata bene. Finalmente un mio coetaneo, uan persona che mi conosce, che mi fa ridere e che, soprattutto, non mi fa sentire in imbarazzo! Abbasso le difese e…finiamo a letto!! Mi bacia come una volta, mi accarezza e io non so resistergli. Forse perchè non faccio sesso dal 18/01, forse perchè ho bisogno di un contatto fisico, di carezze, di essere baciata, di essere amata, anche se solo per un’ora, mi rilasso senza pensare al dopo, non ce ne sarà, approfitto di lui, dei suoi occhi verdi che mi guardano come una volta, delle sue mani che conoscono il mio corpo, del suo odore che all’improvviso mi si attacca alla pelle, approfitto del passato che all’improvviso si è ripresentato a me in un pomeriggio di marzo.

Ma stamattina il risveglio è stato amaro, perchè avevo permesso a Walter di intrufolarsi nei miei sogni, di dimenticare l’offesa subita, il dolore che mi aveva provocato, gli avevo permesso di amarmi e mi ero concessa il piacere di stare bene con lui. Così, imbronciata sono andata a lavoro, annoiata ancora prima di arrivare, desiderosa di fuggire appena varcata la soglia, sorridente appena un attimo quando ho dato a Giuseppe un bacio per gli auguri di buon onomastico di ieri, poi il nulla!

Per fortuna il prolungarsi dei lavori mi ha concesso un altro mezzo pomeriggio di libertà, iniziato con un caffè con Giuseppe, una sigaretta e una telefonata con il Supremo, quel lui che ogni tanto riappare e al quale non so dire di no, due chiacchere pre-week end con Giuseppe nella sua macchina e lunedì se ne parla…

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Esperimenti poetici a quattro mani e a km di distanza

2009, 18 Febbraio
Sarebbe difficile
trovare le parole e spiegare
l’intermittente battito del cuore,
una pausa per pensare dura poco.
Ricomincia a battere follemente il cuore,
e mi perdo nei respiri.
Sarebbe difficile
guardarti e pensare di baciarti,
toccarti e pensare di fermare
il nostro adesso che è già passato.
Proprio mentre ti ho sfiorato
un brivido mi ha gelato
mentre calda la tua pelle si scioglieva.
Sarebbe difficile
ignorare il tempo,
le nostre vite lontane,
i desideri che timidi restano nascosti
dentro lacrime destinate a non uscire,
in una mano che vorrebbe tremare,
mentre ferma tiene la mia.
E non mi lascerò andare,
per paura che possa finire.
Sarebbe difficile fare altrimenti…
di Adryena&Vicozzarecors
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Voglio un motivo

2009, 14 Febbraio

Silenziosamente ho guardato fuori dalla finestra. Macchine veloci che vanno chissà dove. Ho trattenuto il fiato e stretto i pugni per non pensare. Ho dimenticato e amato. Ho ciecamente creduto alle bugie che più mi ferivano. Ho amato e odiato. Ho irrispettosamente parlato di mio padre e della sua vita. Ho aspettato un uomo indeciso e sposato, solo perchè lo amavo. Ho messo al primo posto sempre gli altri pur proclamandomi egoista. Ho finto mentre facevo l’amore con il mio ex e con gli altri che sono venuti dopo. Ho fumato una canna solo per potermi coricare e dormire un sonno senza sogni. Ho bevuto fino ad ubbriacarmi per sentirmi libera e dire quello che pensavo davvero. Ho mentito a tutti. Ho preso un coltello e ho tagliato piano la pelle dei miei polsi per curiosità, vedere cosa accadeva, provare un dolore diverso da quello interiore. Mi sono truccata prima di andare a letto, rossetto rosso per un ultimo bacio con la sigaretta notturna. Ho mangiato le unghie per nascondere le mia mani. Ho attraversato la strada con gli occhi chiusi e le dita incrociate. Ho spento il telefono e premuto sull’accelleratore. Ho pianto senza perchè. Ho riso senza motivo per distrarmi dal resto. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Sono stata me stessa e mi sono sentita inadeguata. Ho sorriso e cantato canzoni a squarciagola. Ho la pelle d’oca e gli occhi rossi. Ho la frangia per nascondermi. Sono scappata. Mi sono persa e mi sono ritrovata. Mi nascondo per avere consapevolezza della solitudine per riapparire quando mi manca il respiro. Mi sono proclamata Crudelia, ho giurato di diventare cattiva, voglio essere cinica, voglio imparare a disprezzare, essere fredda, glaciale, fare scorrere tutto oltre, voglio essere indifferente, voglio un motivo per spiegare l’abbandono!

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Cos’è l’Amore?

2009, 12 Febbraio

Dopo come sarebbe? Io non lo so dopo come sarebbe, non so se ci sarà un dopo, io non so più nulla. Sento che lui è combattuto dentro, so che ha fatto l’amore con sua moglie per riappacificarsi silenziosamente con lei. Il tradimento può essere anche solo mentale, e certo questo è anche peggiore di quello fisico. Quello che non c’è ancora stato, quello che probabilmente non ci sarà.

Che cos’è l’Amore? L’Amore, quello con la a maiuscola. Cosa significa amare oggi? Io ho amato, ho amato tanto, e per me amare era perdermi in quella persona, sapere che per lui avrei fatto di tutto, sarei arrivata anche a sacrificare la mia vita per lui, sapere e sentire che non avevo bisogno di nient’altro all’infuori di lui, perchè lui mi completava, come io completavo lui…

La prima e credo l’unica persona che ho amato davvero e in ogni senso è stato Raimondo, dopo sono state solo più o meno bene riuscite imitazioni dell’amore. Confesso che mi sono spesso accontentata, mi sono adagiata sugli allori di storie rodate, uomini con cui si andava daccordo, con cui non c’erano grandi problemi, che mi facevano ridere, che è la cosa più importante, che mi rispettavano, che mi volevano bene, che dicevano di amarmi, mentre era solo abitudine…

L’amore oggi è difficile da trovare, ancora più difficile da mantenere integro. Tanti sono i pericoli in agguato. Uno sguado, una parola, il semplice contatto di due mani può far venire meno tutto. Lo so che a Giuseppe sta accadendo questo. Lo so che la colpa è la mia. Ogni mattina mi prometto di essere fredda, ma immancabilmente ogni mattina non ci riesco. Lui l’ha chiamata chimica. Attrazione, desiderio…e poi? Mi ha chiesto. E poi. Poi ci sarà solo il tormento. Il mio e il suo. Sensi di colpa, desiderio di possederlo pur sapendo che non sarà possibile. L’illusione di essere innamorata che sopraffà il desiderio di amore incondizionato.

Gli ho dato un soprannome. Lo steso che, credo, gli ha dato sua moglie. Cos’è, mi chiedo, un semplice caso? Lo guardo e sorrido. Lo guardo e vorrei non  essere lì a chiaccherare da una macchina all’altra. Lo guardo e non capisco. Lo guardo e vorrei trovasse il coraggio di baciarmi, perchè io non posso. Vuole o non vuole, che m’importa mi chiedo. Che m’importa? Lui farà l’amore con lei comunque ogni notte. Io conosco l’abbandono, so che pretendo l’amore, come so che non può darmelo. Un capriccio, allora suppongo. Un capriccio. E dopo? Dopo io non lo so. Dopo sarà diverso, dopo saremo diversi, dopo finirà…io non posso pensare ad un dopo, perchè il finale per me è un ormai noto dejà vu.

La sua razionalità lo trattiene e domani arriva il venerdì a salvarci. Il week end del siulenzio che redimerà l’amore. L’amore che allora diventa dissimulazione, senso di colpa, distrazione per non pensare, l’amore che altro non è se non perbenismo e cecità, l’amore che ci fa lottare con le nostre pulsioni, i desideri, perchè amore è sacrificare, sacrificio anche di una piccolissima parte di noi stessi per quel senso di rispetto che ci lega ad un’altra persona. Amore è allora non sapere mai come andrà a finire, se quel bacio avrebbe potuto farci provare altre emozioni, se le due mani che si stringevano avrebbero potuto far dimenticare tutto il resto. Amore. Amore che fa soffrire, amore incompleto, amore che bisogna difendere e per questo sacrificare il resto…

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E poi mi ha preso la mano

2009, 3 Febbraio

A fine giornata, le sette di sera abbondantemente passate, finalmente usciamo dall’ufficio. Facciamo strada insieme? Si, ma stavolta non mi mollra…Daccordo, questa volta ti aspetto. Stronzo, allora venerdì mi hai mollata…Giuseppe si arrampica sugli specchi, ma c’è poco da fare, tanto io non c’ero rimasta neanche male. L’avevo aspettato cinque minuti, forse anche sette e poi ero rientrata a casa, facendo la strada per i fatti miei!

Oggi mi ha aspettata, anzi, l’ho aspettato io e siamo andati insieme.

In macchina fumo la prima sigaretta dopo quella fumata dopo la pausa pranzo, sono passate praticamente cinque ore!! Musica a tutto volume, il cellulare sul sedile accanto, finestrino aperto e riscaldamento acceso, mica posso congelare solo per fumare una sigaretta e non fare impuzzolire la macchina!

Poco prima di entare in città mette la freccia e accosta. Lo accosto, abbasso il finestrino, abbasso il volume della radio. Io devo andare all’aereoporto. Ah, parti? Beh, scrivi quando arrivi, anzi no, telefona, oppure mandami una cartolina!! Le macchine sono abbastanza vicine, ma non a sufficienza. Dico quindi che se fossero state più vicine mi sarei affacciata dal finestrino passeggero e gli avrei dato un bacio per augurargli buon viaggio. Potrei anche scendere dalla macchina…ma non ne ho voglia, così passo dal lato passeggero e mi affaccio. Ci prova anche lui e…sbatte la testa!! Scoppio a ridere!!

Scendo dalla macchina, deve andare a prendere sua moglie. Perchè non le compri una macchina? Lo saluto, gli porgo una guancia, ciao…mi prende la mano e sento sbattere i nostri anelli, la sua fede e l’anello che mi regalato Raffaella per natale. La cosa non mi fa nessun effetto, non salto in aria come mi accade ultimamente e non tiro indietro la mano, la cos ami lascia indifferente…indifferente?

Non proprio, perchè mi chiedo fino a dove si spingerà, lui che è un altro, sposato stavolta solo da sei mesi, che sta giocando con me e che lo lascio fare, perchè non andrà da nessuna parte, non si spingerà mai oltre certi limiti. E credo che mi vada bene così!

 

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Io sono, io voglio

2009, 20 Gennaio

scritte x caso

si, lo so, lui potrebbe anche chiedermi il risarcimento danni, ma anche chi se ne fotte! io sono un’egocentrica e voglio che tutti sappiano di cosa sono capace, me ne frega davvero poco di tutto il resto! io sono una persona libera, e ora che il suo silenzio non mi sconvolge più, sono più serena. io sono una persona profonda, talmente tanto che non so, stasera da dove cominciare per spiegare i miei stati d’animo. io sono un’insicura, gioco con gli sguardi, cerco conferme. io sono una codarda che scappa sempre. io sono piena d’amore e di odio. io sento spingere tanta cattiveria, pronta ad uscire e ferire…io ho paura di me stessa a volte e cerco di ignorarmi. io ho bisogno di uno psicologo!!!

Vuc’s, non parlo di lui, parlo di me, certo Alan, lo faccio continuando a riflettermi nel passato, in quello che c’è stato. Ma sono io adesso che parlo, che tento di riemergere, e vi giuro ragazzi che sto tentando di ignorarlo, di non tenere in considerazione le informazioni che continuano a prevenirmi da Raffaella e Bianca: l’ho visto in macchina, era al telefono…è stato un sacco al telefono, era cupo, non mi ha chiesto di te…si vede che è davvero innamorato di questa…

A lavoro oggi, secondo giorno, ho preso confidenza col collega, il mio nuovo compagno di banco e di avventure…Mi è passato dietro la sedia, si è avvicinato, mi ha fatto un massaggio alle spalle, mi ha dato un bacio sul collo. Mi fa tenerezza, mi guarda negli occhi e dice che è meglio se si allontana. Già, penso, meglio se ti allontani. Sarebbe solo un bacio rubato scaturito solo dalla tenerezza che suscita in me, dal fascino che, credo, di esercitare su di lui…Toti, i miei occhi da cerbiatta hanno fatto la mia prima vittima!! Sono un verme!

Meglio non baciarsi. Non finchè non ci sarà qualcosa di differente dalla semplice attrazione. Io voglio l’amore!