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2° livello nel gioco delle coppie!

2009, 3 Settembre

Che io non avevo realizzato tanto bene la sua situazione, forse. O forse mi illudevo che fosse già libero. Ho sottovalutato la sua situazione attuale. Una figlia di 13 anni. Lui e sua moglie si sono separati da poco più di 2 mesi. Nulla è ancora ufficiale. Io sono arrivata come il solito fulmine a ciel sereno, ma vengo al secondo posto dopo i doveri familiari. E’ giusto che sia così. Così deve essere. Lo scrivo e lo penso, ma poi mi comporto come una bambina capricciosa.

Lui ieri non mi ha dato notizie per il week end. Silenzio. Solo un msg di sera per dirmi che era a Modica O_o Silenzio anche stamattina. Ho taciuto anch’io. Almeno fino ad ora di pranzo, poi ho dovuto mandare una mail. Due parole per dirgli che si, insomma, c’ero rimasta di cazzo!

Lui forse era più dispiaciuto di me, ma ha degli obblighi, impegni. Cazzo la conosco la situazione, solo che adesso sono salita di livello, un pò come nei videogiochi. Peppe e Luca-il Supremo, erano il primo livello. Ora che sono alla fase 2 del gioco, mi è tutto un pò nuovo e non so come comportarmi.

Ho detto: per me non è successo nulla, magari domani vado a Palermo, ci saranno altre occasioni, altri giorni, altre sere, altri fine settimana. Mentivo, a lui e a voce alta a me stessa, sperando di convincermi che non fosse accaduto nulla, come se il contrattempo l’avessi avuto io. Solo che io so riconoscere le bugie, e non ci ho creduto neanch’io.

Sbaglio a valutare le situazioni, le persone. Sopravvaluto sempre me stessa. Vivo di illusioni e il contatto con la realtà è sempre stravolgente…Questo 2° livello del gioco è più difficile di quanto sospettassi!!

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Voglio un motivo

2009, 14 Febbraio

Silenziosamente ho guardato fuori dalla finestra. Macchine veloci che vanno chissà dove. Ho trattenuto il fiato e stretto i pugni per non pensare. Ho dimenticato e amato. Ho ciecamente creduto alle bugie che più mi ferivano. Ho amato e odiato. Ho irrispettosamente parlato di mio padre e della sua vita. Ho aspettato un uomo indeciso e sposato, solo perchè lo amavo. Ho messo al primo posto sempre gli altri pur proclamandomi egoista. Ho finto mentre facevo l’amore con il mio ex e con gli altri che sono venuti dopo. Ho fumato una canna solo per potermi coricare e dormire un sonno senza sogni. Ho bevuto fino ad ubbriacarmi per sentirmi libera e dire quello che pensavo davvero. Ho mentito a tutti. Ho preso un coltello e ho tagliato piano la pelle dei miei polsi per curiosità, vedere cosa accadeva, provare un dolore diverso da quello interiore. Mi sono truccata prima di andare a letto, rossetto rosso per un ultimo bacio con la sigaretta notturna. Ho mangiato le unghie per nascondere le mia mani. Ho attraversato la strada con gli occhi chiusi e le dita incrociate. Ho spento il telefono e premuto sull’accelleratore. Ho pianto senza perchè. Ho riso senza motivo per distrarmi dal resto. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Sono stata me stessa e mi sono sentita inadeguata. Ho sorriso e cantato canzoni a squarciagola. Ho la pelle d’oca e gli occhi rossi. Ho la frangia per nascondermi. Sono scappata. Mi sono persa e mi sono ritrovata. Mi nascondo per avere consapevolezza della solitudine per riapparire quando mi manca il respiro. Mi sono proclamata Crudelia, ho giurato di diventare cattiva, voglio essere cinica, voglio imparare a disprezzare, essere fredda, glaciale, fare scorrere tutto oltre, voglio essere indifferente, voglio un motivo per spiegare l’abbandono!

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Bugie

2009, 10 Febbraio

Quello che poi mi brucia più di tutto sono state le parole di  questo pomeriggio. Mi hanno fatto giurare che non ti avrei detto nulla, no, no, non posso dirtelo. Ho promesso che non ti avrei detto nulla. Ma tu sai bene che io non dirò nulla, dai, dimmelo, cos’è? Giurami che non lo dirai a nessuno…Lo giuro. Quello ha chiesto la separazione. E io mi sento malissimo!

Allora non era amore. Non lo è mai stato. Brucia la promessa infranta, tu mi puoi aspettare? Io ti aspetto, certo, io ti amo, io voglio stare con te, perchè con te ci sto bene, perchè io quando sono con te non ho bisogno di nient’altro, io mi sento completa quando sono con te.

Io ho preso ed allegramente, ma non troppo, buttato nel cesso quattro fottutissimi mesi della mia vita per aspettare lui. Cazzo, le bugie, l’opacità di questa persona, tutto l’amore che provavo per lui, tutto inutile. Brucia rendermi conto oggi che lui non ha avuto rispetto per me, che lui è stato senza pietà, lui, il Supremo che si è portato via un pezzetto del mio cuore. Lui che lascerà sua moglie perchè ama una troia torinese del cazzo. Lui che per questa grandissima puttana che lo ha tradito ha deciso di mollare moglie e l’intoccabile principessina sua figlia.

IN CULO A TUTT’E QUATTRO!!!

Per me non era amore, per me non c’è amore, per me solo prese per il culo più o meno esplicite. Sono amareggiata, sono delusa da me stessa, per avergli concesso quattro mesi della mia vita. Ma a questo punto mi pare pure inutile piangere sul latte versato. Devo solo dimenticare, nient’altro!

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Una svolta, la mia nuova vita!

2009, 25 Gennaio

Lui fa finta di niente, pensa che io sia riuscita da andare oltre, crede che noi due possiamo essere amici. Mi tratta come se nulla fosse accaduto, cerca il mio sostegno, dopo il suo silenzio di cinque mesi, dopo le bugie, dopo l’attesa, dopo aver lasciato marcire il mio amore. Sul messenger io ricambio le sue parole con ironia. Vorrei dirgli che non deve cercarmi più, che io non ho più piacere a parlare con lui, che se sta male non m’interessa, che non posso in nessun modo essere sua amica, non ora. Lui mi ha disprezzata, mi ha mentito, mi ha trattata come mai nessuno prima mi aveva trattata. Bugie e silenzio prima, ricerca di conforto e di sagge parole che mitighino il suo dolore. Posso dargliele? Non credo proprio, lo escludo in modo certo.

Ma nonostante ciò brucia questo suo essere tanto ottuso, questo strano attegiamento. Cazzo, cos’è stupido, mi chiedo quando si illumina la finestra di conversazione con il suo nome. Supremo…non chiamarmi così…no, come cazzo devo chiamarti? Volpe, dato che sei stato bravo, davvero bravo nel tenermi così in sospeso. Sarebbe meglio forse coglione, e non nascondo che se sta male forse mi fa pure un pò di piacere, ma alla fine neanche tanto, dato che il male che mi ha fatto non ha paragoni.

Ha perso l’amore più grande che una donna potesse dargli, che una donna volesse dargli, incondizionatamente, perchè lo amavo così com’è. Ma adesso lui è il passato e non sarò più io, in futuro, a contattarlo, anche se fa male vedere ogni volta quell’uomino verde nel messenger, sapere che lui è là, sapere che non è lì per me, che non è con me che vuole parlare, rendermi conto che io ho perso definitivamente tutte le spinte che mi travolgevano e mi facevano tendere a lui.

La mia nuova vita, senza amore e senza bugie, andrà bene anche senza di lui. Ne sono certa!!

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E il male che mi ha fatto gli è tornato tutto indietro

2009, 17 Gennaio

Sabato mattina, mi sveglio illudendomi di aver sentito il telefono suonare, che sia lui, che sia rinsavito, che sia venuto da me dopo aver letto il msg che gli ho mandato stanotte mezza ubbriaca? No, ovviamente, sono solo le campane della chiesa di san Giorgio, quella che si vede dalla finestra del bagno. Va bene anche così, mi dico, meglio non avere distrazioni, devo finire il trasloco e mio padre arriverà tra un’oretta per portare via la maggior parte delle mie cose.

Stranamente non ho il magone, mi sa che ho metabolizzato ormai l’idea della partenza, il fatto di dover iniziare un nuovo capitolo della mia vita, e lui pare sia proprio scomparso dai miei pensieri, almeno stamattina. Lo è almeno fino a pranzo, quando mi vedo con Bianca e le racconto delle evoluzioni. Si, lui è partito, se n’è andato da quella troia torinese e sono stati insieme dieci giorni, è un bastardo, non è venuto neanche a salutarmi ieri in ufficio. Mi annoio da sola a ripetere sempre la stessa storia, così finiamo di pranzare e facciamo un ultimo giro di ronda dalle parti di casa sua, ammiriamo il mio regalino…Bianca vede la sua macchina posteggiata nel cortile. Quella cazzo di BMW che mi tormenterà a vita.

Chiamalo, chiamalo, ma è inutile, tanto non mi ripsonderà…Allora mandagli un msg. Inutile anche questo, se non risponde al telefono figurati se legge il msg. Va bene, allora aspettiamo ancora che secondo me adesso esce, dice Bianca fiduciosa…Abbozzo un msg, Bianca scruta il portone ed esclama: Sta uscendo qualcuno! E’ LUI!! Ho i battiti accellerati, mi sta uscendo il cuore fuori dal petto, è l’ultima volta che lo vedo e non posso fare a meno di dire che mi piace, ancora, Alan, Vuc’s perdonatemi!!

Esce dal cancello automatico, mi attacco al telefono, Bianca rimette in moto, inseguilo, suonagli, abbagliagli, fallo fermare, devo venire io da te per farmi salutare? fermati va…è un inseguirsi di input, il cuore mi sta scoppiando. Si ferma e scende. L’hai lasciata tu quella scritta? L’ho vista adesso con la coda dell’occhio, che c’è scritto? Recito i due versi e lui mi dice che adesso il male l’hanno fatto a lui…

Non capisco, immagino i soliti cazzi con la moglie, ma qui non possiamo parlare, io non posso andare in macchian con lui, quindi ci precede e finiamo in una stradina poco battuta.

Scendo, mi avvicino e gli chiedo cosa sia successo…In due parole: la troia torinese ha lasciato memorizzato il suo username e password sul suo pc, lui ha dato una controllatina alle sue mail, ha trovato una corrispondenza inequivocabile con un altro e foto compromettenti. lei l’ha tradito. Lei gli ha fatto quello che lui ha fatto a me. Lui è distrutto, mi abbraccia e sento che sta per piangere, ma non piange per me, cerca in me conforto, perchè io sono l’unica a sapere, l’unica che può capire.

Io non so che dire, ricordo solo le sue parole dopo il distacco forzato a settembre, che stava bene con me, che lo capivo appieno, che fare l’amore con me era la cosa che aveva desiderato dal primo momento che mi aveva vista, che avrebbe parlato con l’avvocato, e poi i baci rubati sul collo, noi due a letto un sabato mattina, l’ultima persona che vedevo prima di addormentarmi, la prima a vedere l’indomani…

Ho la mente annebbiata. Mi spiace, ma non posso fare a meno di dirgli che lei gli ha fatto quello che lui ha fatto a me, nè più nè meno. Lo abbraccio, gli sussurro all’orecchio che è lui il padrone della sua felicità e che deve lottare per ottenerla, che se la ama deve riprendersela, decidere se stare ancora con sua moglie o da solo, che io lo amo ancora, ma che ho capito che di questo amore lui non se ne fa niente…

Risalgo in macchina, Bianca mi guarda, le dico tutto, le faccio vedere il bracciale che mi aveva dato a natale e che gli avevo lasciato in macchina. Ha insistito perchè lo tenessi. Io non capisco ancora bene. Cerco nella borsa il Golden Virginia, rullo una sigaretta e Bianca me la frega dalle mani. Ne rullo un’altra per me.

Tanto è finita, adesso è davvero finita, quindi basta…io spero per te che tu possa trovare una persona normale…

Ecco cosa mi dice Bianca salutandomi. Io entro nella mia macchina, vado a finire il trasloco. Non piango, giuro che non ho versato neanche una lacrima. Sono solo amareggiata per le sue bugie, per la totale assenza di sincerità, per aver fatto marcire così i miei sentimenti, perchè a lui non interessava un cazzo di me, per la mia ingenuità che mi resa così fragile e adesso molto più dura.

Non so, adesso, cosa provo per lui, ma non posso negare che è quasi come se fossi stata vendicata. Non sono crudele, mi spiace sapere che soffre, ma solo così capirà davvero quello che mi ha fatto, il male che mi ha fatto…ma ormai è finita.

Gli mando un ultimo msg:

Ti auguro di trovare una donna che ti ami come ti ho amato e continuo ad amarti io. Mi chiedo se sia la fine di tutto, il tempo mi darà una risposta…

a seguire solo silenzio e un nuovo inizio.

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Sono solo stanca…

2008, 27 Dicembre

Bene, benissimo. Non è affatto vero, stasera non c’è nulla che vada bene, almeno nella mia testa.

Sopravvissuta al natale, allo scambio di doni, alla trasferta sui nebrodi, all’incontro con Adriano, ai messaggi beneauguranti, all’atmosfera d’inculcata felicità, mi ero quasi convinta che santo stefano, e cioè la giornata di oggi, sarebbe stata davvero una passeggiata. Niente di più errato, cazzo!!

La mattina è squagliata a letto a dormire, per svegliarmi intorno alle 11:30 con una strana sensazione addosso. Ero sudata e stanca. Si che ieri notte erano le 2:30 abbondanti, ma ho pur dormito…quasi nove ore, dovrei essere fresca e riposata come una rosa di maggio. Invece sento di puzzare, ho la spiacevole sensazione di avere i capelli appiccicati alla fronte e, in generale, mi sento insoddisfatta, e sono appena sveglia!!

Faccio del mio meglio per far migliorare l’umore, non commento il fatto che mia madre stia preparando cotolette alla milanese mentre io preferirei una bella insalata, tanto per togliermi di bocca il sapore del cibo di ieri (a questo mi ha dato una mano il mio neo amico Alan Pollo e il suo post di oggi: http://snaporazblast.wordpress.com/2008/12/26/consigli-per-gli-acquisti), non butto giù la porta del bagno accorgendomi che mia sorella sta lì dentro da un’ora abbondante, spengo il cellulare perchè è inutile tenerlo acceso, non chiama nessuno, aspetto un bel pò prima di accendere il computer evito le tentazioni!! Ma io sono una donna debole, per questo accendo il pc. Per fortuna mio padre rientra e ci sediamoa  tavola. Cazzo, vista la durata che ha il nostro pasto temo che sia un revival del pranzo di ieri, mi vorranno mica fare alzare alle quattro pure oggi? Io non sono abituata a questa lungaggine, a casa mia mangio, di solito un’insalata, e non appena finisco scatto via come una molla. Non capisco quale sia quindi la necessità di stare seduti a tavola un’ora. Non si fa neanche conversazione. Tutti i tentativi di mia madre finiscono triturati da risposte scortesi di mio padre, frecciatine, sguardi affatto amabili. Mio padre ha lo sguardo perso nelle notizie del telegiornale locale. Io penso. Penso che questa realtà non riuscirò a reggerla a lungo, che io non posso tornare a vivere con i miei. Mi sento male. Sono combattuta.

So, infatti, che io e mia sorella siamo una sorta di ancora di salvezza per la loro pseudomoralità, quella bella ed intaccabile facciata di famiglia felice, quadretto Mulino Bianco che si ostinano ancora a mantenere in vita. Ma io non posso, non riesco più a sopportare tutte le loro bugie, quel costante lamentarsi l’uno dell’altro, quel parlare tra i denti senza ripetere cos’hanno detto perchè non li ho sentiti. Non è vero, io ho sentito bene, anzi benissimo quello che hanno detto, voglio solo che abbiano il coraggio di ripetere. Loro non lo fanno mai.

Ho i pugni chiusi, stretti. Io non sopravvivo se torno a vivere con loro. Io non posso. Il mio posto non è neanche qui. Io non posso e non voglio essere loro complice nel tenere in vita questa cazzo di farsa. Io li odio. Mangio un pezzetto di panettone e mi viene da vomitare. Dove cazzo è la mia felicità, un posto dove io possa dimenticarmi di tutto, dove possa essere me stessa. Dov’è?

Questa non è più casa mia ed è come se fossero venute meno tutte le certezze. La famiglia è solo un’illusione. Gli amici si sono trasformati tutti in conoscenti attaccati solo alla loro ottusissima visione delle cose e ad una personalissima interpretazione di fatti e pensieri espressi attraverso queste parole (Adriano carissimo parlo con te…chissà cosa capirai stavolta!!). L’amore è morto e sepolto. Lui non mi ama!! Certo, lui non l’ha detto, ma non ha detto neanche il contrario!

Ho bisogno di fumare. Almeno una cazzo di sigaretta stasera me la potrò fumare. Non ho neanche cenato. Solo un film con mia sorella. Ma a volte è come se ci fosse un muro con lei. Perfetto. Da metà gennaio saremo di nuovo tutti sotto questo tetto e io sono sempre più convinta che se fossi morta non mi dispiacerebbe, che questa vita, così com’è, non mi piace, che mi sento incompleta, che lui mi ha portato via quell’ultima speranza di essere felice, mi sento vuota, sempre più inadeguata. Mi gira la testa, e non è per la fame. Sono solo triste e, anche se lui è sul messenger, non gli dirò nulla, io non farò nulla. Io non voglio fare più niente. Io solo sono stanca di tutto…

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Penelope

2008, 7 Dicembre

Fine settimana lungo, anzi, lunghissimo, grazie ad un giorno di ferie che avevo buttato lì durante la pianificazione ferie. Stavolta non ho potuto dimenticarmene, dato che il mio capo è stato solerte a compilare al posto mio la segnalazione dell’imminente assenza. Come tutte le volte sorge il problema di cosa fare, e stavolta il problema è davvero amplificato. Cazzo, stiamo parlando di venerdì, sabato, domenica e lunedì a casa con i miei. Non credo che sopravviverò. Ecco cosa pensavo giovedì sera mentre rientravo in macchina. Irene sarà oberata di lavoro, mr Simpatia mi lascerà qualche messaggio pieno di sarcasmo sul messenger, il supremo risulterà non pervenuto, mia madre sarà ossessionata dal cibo, mio padre riapparirà al calare delle tenebre, fuori c’è la minaccia spirito del Natale in agguato. Bel problema, cosa fare? Boh!

Per caso ho trovato della lana e l’inizio di un lavoro a maglia iniziato l’anno scorso e lasciato incompiuto. Glicine e mattone, due colori per una sciarpa che, nei miei progetti, doveva essere un regalo per Walter, una sciarpa che è stata iniziata, sfilata, riiniziata e poi dimenticata. La guardo e mi sento un pò Penelope, un pò Meredith Grey, un pò nonna, ma sono sempre io, quella che dà inizio a qualcosa e poi perde interesse, una bimba capricciosa che in fondo non sa bene cosa desidera!

Quantomeno vedo il lato positivo di questo fare e disfare, mi distraggo da tutto il resto, non sto davantio al pc in attesa che lui acceda sul messenger, che l’altro mi mandi qualche messaggio, che succeda qualcosa insomma! Che bugiarda sono! La verità è che sto davanti al pc, ma sono talmente concentrata sui punti, il filo che non deve attorcigliarsi, i ferri che scivolano da sotto le ascelle da dimenticare o quantomeno da fare passarte in secondo piano messenger, e-mule, il blog e tutto il resto!!

Sferruzzo e non penso. Non penso alla cena dell’altra sera, al fatto che sono andata di nuovo a letto con lui. Tiro un pò di filo e quasi dimenitico che mi sono rigirata nel letto per mezz’ora pensando a quello che era successo, al fatto che mi fosse piaciuto!! Cavolo, mi è piaciuto, e stavolta era sesso? Ho finito un ferro, mi concentro sul lavoro, sarà una sciarpa senza buchi, calda, mia!! Era sesso? Sono rimasta in mutande e maglietta seduta sul suo letto, lui già vestito, cazzo se faceva freddo, ecco quando mi sono raffreddata! Lui disteso, mi ringrazia per essere andata via l’altra volta, copione che si è rinnovato anche l’altra notte. Io non ho voglia di dormire qui, lui è sempre nella mai testa, lui non sa andare via, con lui non funziona se mi lasci ti cancello, perchè lui è in sospeso, io sono in sospeso, io non so se dire e fare, mi lascio trasportare nella vita e so che in profondità aspetto ancora che lui mi dia un segno, uno qualunque.

Fammi soffrire o dammi un motivo che possa giustificare la mia felicità.

Riprendo in mano i ferri, dò un’occhiata alle icone sulla barra degli strumenti, finestre di dialogo che arancioni richiamano la mia attenzione. Adriano, Peppe, mia sorella, Vuc’s, l’altro, ma lui no, cazzo lui non c’è!! Sferruzzo, sferraglio, arrotolo un pò il filo nella matassa, penso, inizio a scrivere, salvo e chiudo, ordino e disordino, tante bozze, neanche un post questo week end, il lavoro a maglia non mi sta aiutando, perchè io continuo a pensare e il raffreddore non solo mi costringe a stare confinata a casa, ma mi fa venire anche una voglia incredibile di coccole. Ovvio dire che farò un pò di fusa a mio padre, dimeticherò per un attimo quello che so, mi prenderò un bacino sulla fronte, gli volterò le spalle e mi rimetterò a completare un altro ferro…

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Arg!

2008, 11 Novembre

La sua macchina. Mi fermo. Una penna, della carta. Lo cerco dentro il bar, la ragazza al bancone mi guarda stranizzata. Non lo vedo. Non c’è. La carta. Scrivo. Un messaggio, tutto il mio odio, la sofferenza, il dolore calcato forte su un inerte foglio di carta. Odio e lacrime viola. Sposto la macchina. Scendo. Lascio un pezzetto di carta sul parabrezza. Tanto non servirà a niente. In macchina tremo. Urlo su una cazzo di canzone, mentre veloce vado a cena con i colleghi. Le piante grasse sono tutte morte. Ecco cosa penso mentre controllo il cellulare. Stupida e ingenua spero ancora in un suo segno. E’ finita urlo forte dentro di me. Non ne vale la pena. E’ solo un bugiardo e io lo odio davvero. Lui e la sua totale indifferenza nei miei confronti. Lo odio. Lui e la sua indecisione, lui e questo temporeggiare. Lui e il continuo rimandare. Lui e questo inutilissimo amore. Io li odio entrambi. ODIO! urlo nella notte desolata. Non riesco neanche a piangere, tanta è la rabbia. Rabbia che mi fa conficcare questa penna su un altro foglio di carta. stanotte. Stanotte ho capito cosa devo fare. Basta! Basta aspettare, basta stare male. Io so già dove mi rifuggerò. Tornerò da chi non mi ha mollata un attimo in questi ultimi quattro mesi. Saranno incontri fugaci, scoperemo o faremo l’amore, ma le carte sono in tavola e io non avrò aspettative, solo due occhi neri a guardarmi. Lui è lontano, lui da me non tornerà mai più, che si fotta, che si fotta il mondo intero, i buoni sentimenti, l’amore che illude, le bugie e le promesse, lui e il suo lavoro, le mie ferite, tutto l’odio che posso.

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…a continuare

2008, 2 Ottobre

Dicevo ieri, a conclusione dell’ultimo post: questa in mezzo alle altre. Facendo una sommata, il totale di tutto quello che sto vivendo ora c’è proprio da impazzire!!!

C’E’ SOLO DA IMPAZZIRE!!!

Lui è tornato ieri sera. Una telefonatina veloce veloce e poi rientro a casa dalla brutta copia della famiglia felice Mulino Bianco! Retorico dire che non ci saremmo visti oggi, anzi no! Lui ha detto che verrà per pagare non so che cosa e francamente neanche m’interessa! Si, non m’interessa se viene, se non viene, perchè non sono i 10 minuti allo sportello che ci permettono di parlare, di raccontare, di essere noi stessi. Io so, capisco, accetto, tutto quello che vuole, i rifiuti, le promesse infrante, i suoi impegni, il suo costante non potere…Gliel’ho detto, anzi gliel’ho scritto in un msg ieri sera.

Scusa se non sono entusiasta all’idea di vederti solo x 5min e poi dover aspettare fino a martedì. Non ci riesco proprio.

Retorico dire che lui non ha risposto, ma c’è una scusa anche per questo, a quell’ora era a casa e non poteva…E in effetti io neanche aspettavo una risposta!

Sono andata a letto, incazzata nera, ma è retorico dire anche questo! Per prendere sonno ho immaginato l’impossibile, trovarlo stamattina sotto casa mia ad aspettarmi, scendere insieme in ufficio, fare colazione insieme e poi finalmente mi sono addormentata!

Ancora più retorico dire che stamattina lui non c’era, che quando ha telefonato non ha fatto alcun accenno al mio msg, che M’IGNORA CAZZO! E io, ovviamente, lo odio.

E sono stanca, arrabbiata per la sua insensibilità, il suo silenzio, tutte queste attese. Ho cancellato i suoi msg. Si comincia così la cura di disintossicazione, ma lui non reagirà, lui resterà immobile, non farà nè dirà nulla per farmi capire se c’è davvero qualcosa, una qualunque che mi faccia sorridere almeno un attimo…

Mi trincero dietro nuove bugie, dietro sciocchi silenzi che mi privano pure della voglia di sentirlo, dietro un falsissimo sorriso e la voglia di andarmene…

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Il boccone amaro che aveva riservato solo per me…

2008, 12 Settembre

Sono solo dolcissime parole quelle che restano. Parole di una dolcezza e di una tenerezza che, se devo essere sincera, mi avevano tratto in inganno. Ma ora, oggi, a 48 ore dalla nostra ultima telefonata, cui è seguito un infernale silenzio, io a quelle parole non so dare più nessun significato.

Non l’hai ancora capito che mi sono innamorato di te?

Tu sei mia.

Sono ricordi che ho impressi indelebili nel cuore più che nella mente.

Io non posso essere innamorato di te solo perchè non te l’ho detto mai.

E io ci avevo creduto. E io, nonostante questo silenzio, in fondo, dentro di me, so che sono vere, ma sento che sto impazzendo, che lo odio, che l’amore si sta inesorabilmente trasformando in qualcosa di crudele che riesce ad affascinarmi.

Il telefono staccato da giovedì mattina. Neanche un cenno. Io impazzisco. Preoccupata all’inizio, che gli sia successo qualcosa? Come sempre sono catastrofica io!! Indignata poi!

Faccio chiamare suo padre da Raffaella con una scusa per estorcergli notizie, ma lei si vergogna e così inventa banalissime scuse che giustifichino la telefonata! Le chiedo di portare il numero di telefono di sua moglie, chiamarla e dire di avere sbagliato numero, tentare di estorecere anche a lei informazioni. “Sei impazzita? Sarebbe come andarci con le dita negli occhi“.

Ingoio così l’amarissimo boccone che mi ha riservato. Lui sapeva che non ci saremmo sentiti, lo sapeva benissimo, lo testimonia il msg di martedì sera, in cui accenna soltanto a come mi sarei sentita nei giorni successivi. Ma non mi ha detto nulla, ha lasciato che anche questo mi piombasse addosso senza nessun preavviso. Cosa cazzo è un sadico?!

Ho telefonato, numero anonimo, numero dell’ufficio, un altro numero, a tutti i telefoni, staccato o non risponde. Lo odio. Lo odio. IO LO ODIO! E non so cosa fare. Davvero, non so se valga la pena spegnere il telefono, se fissare un appuntamento con Francesco, se non essere affatto prevenuta nei confronti di Roberto, se urlargli che io me li scopo tutti e che se ne deve andare affanculo, che mi ha presa solo in giro, che è un bugiardo, che è forse peggio degli altri, che mi ha ferita come solo Walter era stato capace di fare, che ha eguagliato tutti i suoi primati, che io questo da lui non me lo sarei aspettato mai, MAI!

Poi ricordo i suoi occhi, una foto rubata una sera col cellulare, e lo guardo, e mi dico che  la sensibilità è difficile da dissimulare, che non può avermi mentito. Ma restano sempre i dubbi e l’incapacità di decifrare, questo silenzio. Io non capisco. Io non posso credere che lui si diverta a ferirmi così. Io non voglio credere che sia come gli altri…

E sono arrabbiata da due giorni ormai. Non sorrido, in ufficio s’indaga il mio stato d’animo, ma mi trincero dietro un ulteriore silenzio, sono scortese con tutti e mi metto a piangere salita in macchina, finalmente da sola e neanche stavolta lui è con me. E tutto è confuso e burrascoso dentro di me.

Forse è meglio andare a letto, pensare ancora di noi due insieme e silenziosamente dedicargli il verso di una canzone degli Interpol che gli ho masterizzato per quando leggerà, perchè non posso essere arrabbiata con lui, non posso odiarlo, davvero non ci riesco, neanche stanotte…

All I want is to be the very best for you