Posts contrassegnato dai tag ‘Caffè’

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Rientro anticipato

2009, 27 Agosto

La trasferta di 2gg è stata ridotta ad 1! Meglio così? Boh!

Sono nella mia stanza, musica e una birra, la secodna 66cl della serata. Per fortuna i miei genitori non ci sono, così posso stare svaccata e fare un pò il cazzo che mi pare!!

Penso che sarebbe stato bello vedere la sua faccia trovandomi al mio solito posto. Arrivata a Modica sono andata a prendere il caffè al Caffè dell’Arte, ma ho trovato solo Ettore. va bene…ho confidato sugfli sconfinamenti della giornata, ma lui non c’era. Bene, ma Toti lo chiama…lui è fuori, ho sentito una voce femminile accanto a lui, parlava ad un cellulare. STOP. Penso che è con la 24enne con le mutande di pizzo comprate da Yamamay…penso alle mie mutande…certo semplici e affatto ispiratrici di sesso, colorate, con stampe improbabili per una 32enne, ma mi piacciono così!!

Bene, lui non c’è e io vengo rispedita alla casa base. Un giorno solo a Modica, ma è un bel giorno ugualmente, libero e spensierato, con 250km sulle spalle e tanta stanchezza. Lui è stato solo un pensiero fugace che ha attraversato la mia mente oggi. L’altro? Beh, solo qualche mail, una telefonata e una domanda in sospeso che non ho avuto il coraggio di porre e che devo tenere per me: ma come sei messo ora?!?

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La parola fine

2009, 24 Agosto

Partita per Modica avevo ancora un barlume di speranza dentro di me. Lo sciocco desiderio che lui, vedendomi, rinsavisse, che i ricordi delle tre settimane di agosto_2008 trascorse insieme riemergessero, che le sue promesse e le mie spudorate dichiarazioni d’amore riaffiorassero e lui tornasse da me, sono stati tutti spazzati via da un temporale estivo pomeridiano.

Lui è venuto a lavoro. Con la scusa di offrirgli un caffè l’ho portato al bar. Pagato il caffè abbiamo chiaccherato qualche minuto fuori dall’ufficio, il teen ager era in agguato e non mi andava affatto che facesse due più due, anche perchè stavolta non sarei riuscita a spiegargli che, contro tutte le regole della matematica, il risultato non era 4!!

Risultato della conversazione? Confessa di frequentarsi con la pettoruta Salvatrice, ma che anche lei è piuttosto gelosa, sebbene la parola piuttosto sia un eufemismo, data l’occhiataccia che mi era stata lanciata da dietro i suoi occhiali da sole, rigorosamente di marca, che con lui si accompagnano solo ragazze che vestono firmato, se poi sono commesse è un dettaglio! Che ironia!! E sulla scia di quest’ironia ipotizzo le loro future nozze, certo tra qualche anno, il tempo di divorziare ed educare per bene la piccola Marta ad accettare l’idea che il suo papà sta con un’altra donna! Solo che al matrimonio interverrò io ad interrompere nel più classico dei momenti del matrimonio, nella più classica scena da film americano. “E se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre” “Luca, ma nell’autunno 2008 mi avevi candidamente chiesto se ti avrei aspettato…beh, io ti ho aspettato…“. Lui fa una pausa e si sincera se io l’abbia aspettato davvero. Beh, in effetti si, dico sorridente e sicura che lui resterà impassibile. E in effetti è talmente impassibile da ammutolirsi e non riuscire a dire nulla!

Intervengo io, che tanto il ritorno a Modica mi serviva solo per capire se era davvero finita o meno. Accertatami che posso scrivere la parola fine a quest’agonia che avevo mirabilmente travestita da storia d’amore e della quale ero in attesa del lieto fine da ormai troppo tempo, lo guardo sorridente. Non provo rabbia nè dolore. Mi sento risollevata, pronta a voltare pagina, ricominciando da me.

Domenica sera ho visto due stelle cadenti. Spero di essere felice, ho sussurrato la prima volta. La seconda volta…non posso dirlo!

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Primo giorno di lavoro: a volte ritornano!

2009, 17 Agosto

Lunedì mattina, primo giorno di lavoro ancora a Modica. E’ solo una sostituzione temporanea, ma sono già due giorni che sono in agitazione per i troppi pensieri collegati a quella città. Sveglia impostata alle 5.40 che ovviamente non sento. Apro gli occhi casualmente alle 6 e mi butto giù dal letto imprecando. Per fortuna la mia roba l’avevo già preparata ieri sera, così raccolgo le ultime cose al volo ed esco. In macchina premo a fondo sull’acceleratore nel tentativo di recuperare il tempo perduto. Nel tragitto non riesco a non pensare a Lui che ovviamente non ha nemmeno risposto agli sms che gli ho inviato in questi ultimi giorni per avvisarlo del mio ritorno. Forse non è nemmeno in città, forse è al mare con la famiglia o a consolare qualche giovane troietta nel tentativo di sentirsi ancora giovane anche lui. Con questi pensieri fumo nervosamente un paio di sigarette, Placebo e Kaiser Chief in sottofondo mi aiutano a stemperare la tensione.

Alle 8 e 10 in punto entro in agenzia puntualissima, parecchi colleghi sono ovviamente in ferie, ma quelli che ci sono mi fanno delle gran feste come fossi rientrata dopo un mese di ospedale per un brutto incidente. Trovo quasi tutti i loro abbracci falsi tranne quelli di Raffaella che è un’amica vera e con cui ho mantenuto i contatti in questi mesi di lontananza. Con lei non c’è bisogno di tante parole, sa tutto di me e mentre ci guardiamo negli occhi lei intuisce all’istante i tormenti del mio animo, siamo quasi sul punto di piangere tutte e due ma il lavoro ci richiama alle nostre responsabilità.

La mattina scorre via abbastanza tranquilla dato che, come immaginavo, il 17 agosto non c’è in giro quasi nessuno. Meglio così, anche se i pochi che ci sono, forse incazzati perchè non sono in ferie, sono davvero fastidiosi. Quando non ho niente da fare chiamo l’interno di Raffaella e le chiedo lumi su come stanno andando le cose nei mesi della mia assenza, se Lui si fa vivo spesso, se chiede di me, ovviamente mi dice di no, e insomma le solite cose di cui discutevamo anche prima della mia partenza.

Alle 11 arriva finalmente il momento di fare un break. Intorno alla macchinetta del caffè ci sono due colleghi che parlano delle loro vacanze con moglie e figli, dei problemi delle meduse per i bambini al mare e sciocchezze simili che cerco di non ascoltare, poi c’è anche Giulio, un nuovo impiegato assunto da un paio di mesi. E’ sui trent’anni, carino e dai lineamenti gentili. Mi dice che gli avevano detto che sarebbe arrivata una ragazza carina e ora che mi ha davanti capisce che gli hanno detto la verità. Ringrazio e arrosisco, poi quasi inconsapevolmente i miei occhi si posano sulle sue mani dove noto il solito cazzo di cerchietto giallo intorno al dito che mi ha creato solo problemi in questi ultimi anni. Mi irrigidisco subito, esco a fumare gli dico allontanandomi da lui.

Mentre sto per uscire in strada vedo passare una macchina a me nota, è una BMW, è la SUA BMW la conosco troppo bene per sbagliarmi. Sento le gambe cedere per un istante, il cuore mi si ferma. Allora non è fuori città, comunque non è detto che debba venire in ufficio da noi, mi dico sperando il contrario. Fumo nervosamente la mia quinta sigaretta della giornata con la mente che lavora freneticamente su mille ipotesi finchè lo vedo in lontananza che cammina verso di me, verso la filiale. Mi sbaglio, perchè entra nel bar poco distante. Non mi ha visto, meglio così. Dovrei tornare al lavoro, ma ho il cuore che mi batte all’impazzata, è inutile mentire a me stessa, ho un desiderio irrefrenabile di vederlo. Mi specchio nella vetrina della gastronomia qua vicino, ho la faccia molto stanca per l’alzataccia, non sono proprio al massimo del mio splendore, ma non importa. Mi aggiusto alla meglio la frangia e mi passo un pò di rossetto nervosamente mentre il pollo allo spiedo di fronte a me mi guarda con tenerezza convinto anche lui che stia per fare l’ennesima cazzata.

Entro nel bar e lo vedo al banco che beve un caffè e conversa amichevolmente con la barista, una ragazza giovane che non c’era lo scorso anno. Lui gli fa gli occhi dolci e il solito sorrisetto da stronzo che conosco molto bene! Avrei voglia di andare là e fingendo di essere sua moglie ricordargli che deve andare a prendere sua figlia dalla nonna, ma queste cose accadono solo nei film, purtroppo! Mi avvicino anch’io al banco e ordino un caffè, mi giro verso di Lui e lo saluto. Lui ricambia il saluto senza scomporsi troppo. Si è rotta la macchinetta in ufficio? mi chiede con una voce un tantino troppo ironica per i miei gusti, ma forse ho solo i nervi troppo scoperti in questa situazione. No, gli rispondo con voce fintamente calma, è solo che il caffè dell’ufficio fa schifo, tu tutto bene? Sì tutto bene, mi risponde pagando il caffè, scusami ma ora devo andare che siamo in partenza e devo finire di fare un paio di commissioni. Ci si vede, eh? Sì, ci si vede un cazzo, avrei voglia di urlargli in faccia, ma riesco solo a fare un cenno di assenso con la testa mentre sento che sono sul punto di crollare del tutto. Ancora una volta.

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Rapina a mano…disarmata!!

2009, 1 Luglio

Primo del mese. Primo del mese e strada interrotta. Primo del mese io e Peppe andiamo insieme a lavoro, istruiamo marco sull’operatività: fino al nostro arrivo. Primo del mese e fuori dalla porta dell’agenzia, alle 8:50 ci sono almeno venti persone.

Ho preso solo un caffè e fumato solo una sigaretta stamattina. Sono un pò scoglionata perchè la sveglia è suonata alle 6:15, dovrò affrontare tutti sti pensionati del cazzo che vengono il primo del mese a prosciugarsi la pensione, mentre fuori c’è il sole e io devo chiudermi in ufficio!

Stranamente alle 11 l’agenzia si svuota, mi faccio un caffè copn Donata e chiacchieriamo cinque minuti, ma di nuovo entra qualcuno. Io spero sempre che non venga a sfracellarmi i coglioni al mio sportello, che se ne vadano tutti da Marco, che io in questi giorni non ho voglia di fare nulla, aspetto solo che sia venerdì e che inizino le mie ferie!! Ma le mie speranze sono immediatamente vanificate. Entra un’altra signora e viene subito al mio sportello. Cazzo vuoi da me?!! I SOLDI!

Entra a ruota un ragazzo e si avvicina al bancone. Guarda cosa stiamo facendo. Penso sia il figlio della signora che è allo sportello di Marco. Ma no, perchè poi sbircia anche il mio sportello. Controlla. Non è normale. Temporeggio e quello fa il giro e s’infila nel box dove stiamo io e Marco. Cazzo, mi si è gelato il sangue e il cuore appena ha ripreso a battere andava velocissimo. Sono rimasta seduta mentre questo apriva i cassetti per non trovare nulla dentro!! “Tranquilli…non abbiamo famiglia…” dice a un certo punto. Beh, tranquilla si, tanto in mano non aveva altro che una busta di platica bianca e vuota, aperta perchè speravano, lui e il suo complice, di poterla riempire.

Una volta usciti il mio cuore ha ricominciato a battere più piano, fino a calmarmi. E oggi simao stati battezzati in quattro con questa rapina, anzi tentata rapina a mano disarmata …

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Primo sole

2009, 23 Maggio

E stamattina mi sono svegliata alle sette e mezzo. Sudata. Un labbro gonfio, un brutto sapore in bocca. Fuori non c’è il sole, mi volto su un fianco e riprendo sonno, perchè non voglio alzarmi se non posso andare al mare. Mi rivolto nel letto per un’ora, esce il sole, mi alzo.

Il caffè è una botta di caldo sul labbro indolenzito dai baci e dai suoi morsi. Il caffè non fa andar via questo sapore dalla bocca, il suo sapore, il suo odore che sento ancora sulla mia pelle.

Controllo il cellulare, non pervenuto, un latro!! Sorrido ironica, perchè l’alternativa sarebbe mettermi a piangere, ma non ho voglia di farlo. Piuttosto vado al mare!

L’iPod conficcato nelle orecchie, il libro sulle gambe, il cellulare in borsa. Messaggio. …perdonami per ieri sera…ma credimi sono crollato. ho letto il tuo bigleitto. un bacio da quel grandissimo stronzo che non sei altro aggiungerei!! Lo ignoro, cioè non rispondo perchè devo elaborare qualcosa degno della sua persona, qualcosa che non mi faccia passare per una delle tante sprovvedute e desiderose di essere scopate ancora da lui…

Torno a casa, la pelle più che arrossata e una bozza in testa…scrivo: sn certa che è stato un puro caso O_o come sn certa che nn ti è capitato con le altre di nn ritrovarle nel tuo letto l’indomani mattina! E che si fotta!

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Appuntamenti mancati

2009, 13 Maggio

Avevo un appuntamento per vedere una casa questo pomeriggio. A lavoro ho costretto il mio collega a mettere il turbo per riuscire ad arrivare a Catania in orario e non dover fare mille telefonate per scusarmi del ritardo, è che ho trovato il fantomatico traffico siciliano, scusiiiiiiiiii!! Anzi, entro in città con un’ora di anticipo, passo in fondazione da mia sorella, prendiamo un caffè, rullo una sigaretta e mi dirigo al fantomatico appuntamento. In grande anticipo per i miei standard, 10 minuti non sono pochi, scendo ed aspetto. Aspetto. Si, aspetto mezz’ora! Cazzo, ma la buona educazione? Non si fanno aspettare le donne, quantomeno una telefonata, ma non fare attaccare la segreteria telefonica quando, indispettita, chiamo io per avere notizie!!

Sarà il periodo degli appuntamenti mancati, delle persone che credono di dovermi dire qualcosa e poi scompaiono, di quelle che prendono appuntamenti e se ne dimenticano, di quelli che forse dovrei cominciare ad avere meno scrupoli e trattare come trattano me!!

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Post-parrucchiere 3

2009, 2 Maggio

Dopo un primo maggio all’insegna del cazzeggio assoluto, oggi mi sono data una mossa, o meglio, me l’ha data mia sorella, coinvolgendomi sin dal mattino.

Abbiamo fatto colazione al bar, o meglio, l’ha fatta lei, io solo caffè che avevo già mangiato a casa, come al mio solito non avevo capito che si andava fuori! In sella di nuovo sulla vespa, sgataiolando nel traffico catanese raggiungiamo Palazzo Valle e Irene mi fa da cicerone per i saloni della mostra e scopro che in effetti ne so qualcosa pure io di arte contemporanea, non è stato del tutto perso quindi il tempo trascorso sui libri di arte contemporanea con l’intento di realizzare laboratori di didattica per bimbi…ops, divago!

Ritornata a casa mi faccio un’insalata che davvero sono diventa una palla e tra poco mi sa che comincio a volteggiare su nel cielo! Non prendo neanche il caffè che alle 14 ho appuntamento dal parrucchiere. La frangia è diventata un muro di capelli che mi offuscano la vista, per non dire che praticamente m’impediscono di vedere, costringendomi ad assumere strane posizioni per le qualo la mia cervicale non ringrazia affatto!!

Mi consulto brevemente con Giovanni, decidiamo il colore, il taglio lo fa lui, io non metto bocca! Così resto immobile sulla poltroncina anni sessanta quasi due ore, talmente tanto che rischio pure di addormentarmi! Ma alla fine ne è valsa la pena! La frangia sembra essere stata tagliata con un righello tant’è dritta!! Adesso manca solo una mano di rossetto e tanta matita nera nera…

Forbici e righello!

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Categorie ‘73 e Bilancia

2009, 27 Aprile

Dopo il lavoro sono andata al centro commerciale dove lavora Walter, il mio ex ragazzo, l’indeciso che per quattro mesi mi ha bellamente cornificata, maltrattando il mio amore, preferendomi una nana, che, come tutti i nani, ha in se il gene del male congenito!! Bene, Walter, l’uomo della mia vita, o almeno così credevo, quando accecata dalla gelosia gli avevo pure chiesto di sposarmi, gli avevo giurato amore eterno, solo per garantirmi il suo possesso, ma, a mia discolpa, ero semplicemente accecata dalla gelosia.

Il tempo risana le ferite e saperlo lontano, perchè lontano è stato negli ultimi quindici mesi, mi ha fatto andare avanti e dimenticare quello che mi aveva fatto. Così questo pomeriggio lo vedo oltre la mia frangia, ma non ho alcuna intenzione di entrare in negozio e salutarlo, non sia mai che per caso entrasse la nana e con un colpo di tette mi scaraventi al suolo! Oltrepasso le vetrine e sento un tintinnio di chiavi che so, sono le sue! Le abitudini sono difficili da cambiare, figuriamoci da eliminare!

Un colpetto sulla spalla, il mio cognome, mi giro e con una bella faccia tosta rispondo al saluto. Ci accomodiamo fuori dal centro commerciale, quattro chiacchere. Stai bene, sto bene, che si dice, che fai qui, ti hanno trasferita, allora sei più vicina, tu, tutto bene, suoni sempre…Insomma, domande di circostanza, cui rispondo con il mio sorriso più bello, mentre penso che non è cambiato affatto, che è rimasto lo stesso, che saremmo rimasti ad un punto fermo, che è un’altra persona che si rifiuta di crescere, che comunque sarebbe finita, prima o poi.

Lui chiacchera, ma il tempo è tiranno e deve rientrare a lavoro, magari ci vediamo per un caffè…ahahahahahahahah! Che ridere! Si, ci vediamo per un caffè, ti chiamo io!!! Anzi no, forse è meglio se mi chiami tu, non vorrei che la nana, ops, la tua fidanzata vedesse il mio nome e si gonfiasse fino a travolgermi con le sue tette!

Sono rientrata in macchina un pò incredula. Irene mi ha detto che non chiamerà. A me non importa se lo farà o meno, chi se ne frega. Lui non è cambiato affatto e ad oggi non saprei cosa farmene di un uomo volubile come lui, del 73 e del segno della bilancia!!

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LAvoro, stanchezza e un sorriso a fine giornata

2009, 6 Aprile

Il lunedì mi uccide! Il rientro a lavoro è una tragedia, sopreattutto se reduce da una trasferta di one day only a Palermo di cui risento ancora  i postumi! E rientrare a lavoro il lunedì è stato davvero drammatico!

E’ stata una processione interminabile di clienti e a stento sono riuscita a ritagliare dieci minuti per andare a prendere un caffè al bar con Donata. Era però necessario uscire un pò. Sigaretta e caffè! Caffè per mantenere alta l’attenzione alle molteplici ed assurde richieste delle persone che si avvicendavano allo sportello, e per inciso ci tengo a sottolineare che non lavoro alla posta!

Sono riuscita a fuggire dall’ufficio alle 18, stremata, non avevo neanche la forza di parlare. Squilla però il telefono, menre mi allontanavo dal bancomat, dato che le mie finanze ammontavano a tre euro! Guardo il numero, lo sfigato della settimana scorsa, l’altro quarantenne che è alla riscossa, che mi ha mandato un pò di messaggi, che ha fatto delle telefonate, a vuoto, e al quale rispondo, con le ultime forze. Ma, sono troppo stanca per sostenere una conversazione, il livello è davvero basso e non so come glissare alle sue proposte, ci vediamo uno di questi pomeriggi, magari prima di pasqua? Non so cosa rispondere alla sua domanda, per altro davvero imbarazzante: ma hai pensato all’altro giorno, come sei stata? Ma che cazzo! Ma che domande sono? CHE BANALITA, CHE IDIOZIA! Che torni da sua moglie!

Gli ultimi minuti di conversazione sono un totale black out, per fortuna! La stanchezza si è momentaneamente addormentata, sono andata a vedere la casa che mia sorella ha preso in affitto, poi abbiamo preso una birra al chiosco, fatto quattro chiacchere, io ho fumato una sigaretta e, mentre tornavamo a  prendere la vespa ho ricevuto un’altra telefonata, stavolta di Giuseppe. Mi ero promessa che non l’avrei chiamato, l’ha fatto lui, per dirmi che l’ho fatto andare via col cuore piccolo piccolo, per via di quel messaggio, che lui poi mia aveva chiamata, che non ero raggiungibile, che gli era dispiaciuto. Ho sorriso, ma non perchè fossi nervosa, solo per questa inaspettata manoifestazione d’affetto, nient’altro.

Vado a  letto sorridente stasera!!

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Magia, stregoneria o semplicemente malocchio?!

2009, 31 Marzo

Io a volte davvero non mi capisco! Non capisco come diavolo faccio a d attrarre solo ed esclusivamente uomini sposati! Davvero deve essere una magia al contrario, quindi una stregoneria, un maleficio. Ma ciò che ha davvero del perverso e che mi lascia sempre senza parole, sono le MIE reazioni!

Io, infatti, non riesco a dire di no, non riesco a dare voce ai miei pensieri che suonano press’a poco così: ma brutto coglione, perchè non te ne torni a casa e ti vai a fare una bella scopata con tua moglie, porti fuori il cane, fai fare i compiti a tuo figlio, porti tutta la tua famiglia a cena fuori o a mangiare una pizza…insomma, perchè stare qui a tentare di corteggiarmi non te ne vai affanculo?!? Queste frasi mi rimangono attorcigliate nella lingua, così io ringrazio per l’invito e…accetto!

Questo è successo anche questo pomeriggio! Ho accettato un invito ad andare a prendere un caffè con uno dei supervisori ai lavori in agenzia, nonostante la fede in bella mostra nell’anulare, una costante dei miei accompagnatori!! Così, mentre eravamo lì, seduti al bar, io un aperol, lui un bitter, io sorbivo sorridente e abbastanza stufata i suoi complimenti, lui ammiccava facendomi capire di avere già avuto altre storie extraconiugali, io che pensavo che potevano essere delle disperate, lui che dichiarava esplicitamente che tutte le volte che veniva in agenzia mi aveva osservata attentamente, io che mi domandavo silenziosamente cosa cazzo ci vedono in me gli uomini, che se mi guardo allo specchio non mi trovo affatto carina, figuriamoci bella! Lui che diceva di aver chiamato più di una volta ma che io non rispondo mai al telefono, io che ringrazio la mia buona stella per non avermi fatto rispondere quando c’era lui dall’altro capo del telefono, tanto per evitare qualche magra figura, della serie ma con chi parlo, chi sei, no, io non ti conosco, non mi ricordo!!

Insomma, uno pseudoaperitivo che desideravo finisse il più presto possibile! Lo desideravo solo perchè non credevo mio avrebbe poi chiesto, una volta scesa dalla sua macchina: ma allora ti posso chiamare? Mi puoi chiamare anche tu…che tristezza!! Che poi da un lato mi ha fatto tenerezza, dall’altro lato, se ci penso bene, m’incazzo pure, perchè allora davvero fanno tutti schifo gli uomini, almeno quelli che vanno alla ricerca di conferme fuori, che hanno bisogno di costanti massaggi dell’ego, passandosi il capriccio di portare una ragazza al bar o a cena fuori, tanto per impressionarla, per fare colpo! Con me non attacca! Ma loro non lo capiscono! Io voglio le follie, le cose da innamorati, mica quell’una tantum come negli abbonamenti alla linea adsl oppure i bonus statali, io voglio la costanza, l’esclusiva, il sempre, la quotidianità. Se non può essere questo non voglio altro!

Mi passerò certo qualche altro capriccio, tanto per avvalorare ulteriormente la tesi che i maschi fanno schifo e per farmi una scopata, sperando ne valga la pena (e il pene soprattutto!!) dato che non si batte chiodo dal 18 gennaio (!!), senza dare comunque troppa corda a queste strane storie che mi capitano e ai vari uomini con cui devo confrontarmi, cercando un antidoto alla stregoneria di cui sono vitttima, o forse è un semplice malocchio?!!