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2009, 30 Gennaio

La mia amica Roberta, felicemente innamorata, mi ha conbsigliato di fare un elenco, si un elenco di quello che cerco in una persona, quello che so che mi fa stare bene e che vorrei trovare nell’uomo ideale…

Parola grossa uomo ideale, soprattutto se si è rimasti vittime di un travolgente cinismo che tutto distrugge e tutto fa guardare in modo disilluso. Un anno difficile, relazioni sbagliate in cui mi sono buttata a capofitto, amori impossibili nei quali ho investito più del dovuto, illusioni in cui ho volutamente creduto, sperando nel più classico degli happy ending. Storia vecchia!!

Due mesi, dopo il primo accenno ad un elenco delle qualità da ricercare, confesso a Roberta che io non sono capace di fare un elenco, che non so cosa cerco in un uomo, ma che, in compenso, so benissimo cosa non voglio. Nonostante ciò però è davvero sconfortante constatare il fatto che io mi vada costantemente ad impelagare in situazioni che contengano uno o più degli elementi delle seguenti categorie, quelle da evitare…

  • uomini sposati, e su questo non ci piove, almeno non dovrebbe se è vero che l’esperienza insegna, ma devo avere qualche ritardo nell’apprendimento, vedi Giuseppe, il Supremo, Gianni (e ora Giuseppe?);
  • uomini che hanno un BMW, perchè mi affascina quella macchina, leggera, dal profilo delicato, veloce, mi attira e…forse sarebbe meglio se la comprassi io, così eviterei di guardare chi la possiede!!
  • Uomini nati nel 1973, Walter, Francesco e il Supremo a rappresentanza della categoria sono il prototipo di uomo incapace di decidere, di coerenza, di chiarezza, concentrati di egoismo che, cocciuta, mi ostino ad ignorare, perchè convinta dell’esistenza della magia che solo noi donne possediamo, quella del cambierà per me, sceglierà me, amerà me: cazzate!
  • Continuo quindi con gli uonini nati sotto il segno della bilancia, categoria degnamente rappresentata da Walter e dal Supremo! Due campioni mondiali questi due! Sono loro quelli che mi hanno fatto più male di tutti, con la loro indecisione, il loro tergiversare, il loro giocare con i miei sentimenti, incarnazione dell’indecisione che lascia tutto in sospeso.
  • Ci sono poi i colleghi, perchè l’ambiente di lavoro è un pò come un piccolo paese dove tutti sanno tutto di tutti e viene meno la libertà, tutto subisce una brusca frenata che limita la pulsione verso l’altro, la naturalezza dell’amore…
  • Musicisti o uomini che a trent’anni suonati hanno ancora velleità da musicista, perchè ipercritici, incapaci di vedere i propri difetti, che nascondono le proprie incertezze, la propria debolezza in crudeli e spesso immotivati attacchi nei confronti di chi ci prova con umiltà solo perchè a suo tempo loro non hanno sfondato (ecco che uso anche il oro linguaggio!!);
  • Gli avvocati che, solo perchè sanno parlare bene, t’inculano sempre, vanificano tutti i tuoi perchè, le tue ragioni, ti fanno cambiare idea senza che neanche te ne accorgi;
  • amici del proprio ex che si nascondono dietro il dito dell’ipocrita amicizia del più classico: ma non vorrei ferirlo!

Fatta questa classifica di ciò che non voglio mi sento un pò infantile, ma non fa niente, lo sono nel profondo, come sono incoerente, come sono e resto sempre me stessa quando non mi proibisco di fare ciò che voglio, di prendere quello che desidero, di correre i rischi del caso, di sapere che dopo farà male, di riconoscere di aver sbagliato di nuovo restando sempre fedele a quello che provo…

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Cos’ho trovato mentre chattavo…

2009, 10 Gennaio

Ricordo il tempo,

lo sfioro,

vorrei imprimergli nuova vita.

Mi guardo attorno

solo aliti di vita.

Osservo ma non penso,

solo ricordi,

immagini intangibili.

Allungo le mani,

cerco i tuoi contorni,

li sfioro con la mente

e non apro gli occhi.

Aspetto e guardo ancora…

cantava “non ti scorgo più”.

Sta succedendo questo?

Un dubbio

La risposta?

Luce immobile su di noi

immersi nel buio.

Ti cerco.

Anche tu.

Aspetto la luce

o il buio completo.

Aspetto,

cosa fare altrimenti.

 

Scrivevo anche negli anni ‘90, quando avevo all’incirca l’età di una persona che, sebbene io abbia conosciuto da poco, l’abbia vista solo in webcam e ci abbia parlato al telefono due o tre volte, riesco a sentire molto vicina, più di chi si professa mio amico o dice di volermi bene. Stasera lui aspettava notizie dai suoi amici per organizzare la sua uscita del venerdì sera, io, come accade ultimemente, ero troppo scoglionata per uscire, il solo pensiero di rimettermi in macchina, dopo aver dato forma alla prima tranche del mio trasloco ed aver guidato per quasi due ore, mi faceva stare male!! Ci siamo fatti compagnia, riaccendendo la cam, microfonini in posizione e scambio di file…un pò di canzoni, e su queste abbiamo litigato. Invio i Goose, storce il naso, machecagataè?!? Lui invia un mp3 dei Marilyn Mason o come cazzo si scrive: sai che ciulate con MM…perplessa accetto il file, si apre e…oddiocheorroremicascanoleorecchie!! Esprimo il mio disappunto e ci troviamo daccordo nel riconoscere che, muscalmente parlando, stasera siamo iun disaccordo!!

Cerchiamo entrambi qualcosa da mostrare l’un l’altro, troppa distanza impedisce la possibilità di un contatto differente. Eppure non sono riuscita a resistere dal chiedergli di farmi sapere, con un pò di anticipo, ovviamente, della prossima serata di musica…minimal, suggerisce lui, si, minimal, così magari salgo e andiamo a ballare insieme!! Si, sarebbe carino, ma nello stesso momento in cui lo dico penso di aver sbagliato. Sarebbe solo un’altra illusione, l’assaggio di una vita che non è la mia. Me ne accorgo quando leggo quello che scrive. E’ una vita completa la sua, con alti e bassi, come quella di tutti, amici e amiche, ex fidanzate, famiglia, feste, passeggiate nella neve…

Io vorrei che la mia vita fosse così, quella cazzo di normalità che vedo ovunque e che manca sempre. Mi piacerebbe andare, ma forse sarebbe un altro errore e io nel 2008 ne ho collezionati a sufficienza per tutto il 2009!!

Tutto sto cazzo di noiosissimo preambolo solo perchè a fine conversazione, quando i suoi amici stavano passando a prenderlo, ho trovato una cartella con dei file che ho scritto alla fine degli anni 90…praticamente avevo 22 anni…Mi ha detto che non vale pubblicarla come post perchè è di 10 anni fa (cazzo!!). Io invece la pubblico perchè la sento ancora attuale, e aggiungo che, rileggendola, l’ho, in parte modificata, tiè!!

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L’indomani o giù di lì…

2008, 2 Dicembre

Col senno di poi l’indomani ho capito che avevamo fatto sesso. Una scopata, nient’altro. Patti chiari e amicizia lunga, no? Una scopata con imprevisto. Imprevisto risolto da sola, perchè lui si è semplicemente limitato a rispondere al mio msg, scritto solo per dirgli che “avevo fatto”.

Nessuno sa, solo Raffaella e Vuc’s. Io non sono ancora capace di rendermi conto di quanto successo. Non ho avuto il tempo per fermarmi e pensare. Un errore di percorso, cose che possono succedere. Ha avuto un bel dire il medico: “Signorina questo non deve considerarsi un anticoncezionale“. Bravo! Davvero bravo, ma era sesso occasionale, ti pare fosse preventivato?! Coglione, scrivi la ricetta, mica possiamo far enotte! Ecco cosa pensavo.

L’indomani non resta niente, ancora vuoto, perchè il sesso, per quanto bello possa essere, è fine a se stesso e non ti lascia niente. Io ero anche incapace di capire cosa stesse accadendo. Le sue mani, i baci, lui che mi prende da dietro, io che non oppongo resistenza, sebbene non mi piaccia. E’ stato solo istinto, non quella ricerca di “calore”, come l’ha chiamata lui. Solo sesso. Una semplice scopata, nient’altro.

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Mi dovrei vergognare, ma racconto lo stesso!!

2008, 19 Novembre

Per sopportare la stravagante compagnia di Emanuele ho dovuto bere prima di uscire. L e dieci di sera, ubbriaca entro nella sua macchina. Parte, io ho di nuovo bisogno di bere, ma lui vuole andare al mare. Tesa e chiusa sul sedile lato guida mi lascio trasportare.

Parlo a ruota libera, le soliet cazzate che si dicono quando non si ha niente da dire, quando piuttosto si preferirebbe essere a casa sotto le coperte, in pigiama.

Il mare di sera. Non lo vedevo da quest’estate con lui. Camminiamo al buio. Mi abbraccia da dietro. Io sempre più rigida, l’effetto alcool è sfuggito e mi rendopienamente conto di dove sono e con chi sono!! Mi bacia, ricambio fredda un bacio sulle labbra.

Si alza dallo scoglio e in un secondo è a terra…sono senza parole, dovrei essere io a terra, brilla e miope! Dice che si è fatto male, mi chiede di aiutarlo, di chiamare qualcuno…Sono interdetta, non gli credo. Come cazzo ha fatto a cadere così? Gli rido in faccia, cretino alzati, e me ne frego allegramente che mi dice che non può! Che coglione!! Io sto fumando e ti pare che butto la sigaretta per la crocerossina. La scena pietosa dura almeno 5 minuti e quando il poveretto capisce che non ho intenzione di stare al gioco si alza e ride. Cazzo ridi?

Torniamo in macchina e finalmente si decide ad andare a bere qualcosa. Qui ci sono solo degli sfigatissimi bar , già vuoti a mezzanotte. Ingollo un captain Morgan, mentre lui dice di volermi baciare…ma con la lingua stavolta! Io non ho parole per definire la stupidità…mi limito a rifiutare, siamo in un luogo pubblico, c’è gente. Ed ecco che arriva la proposta geniale: ci andiamo a baciare a casa tua?!! MA ZERO!!! Lo lascio in macchina e scappo a casa, mentre mi ripeto che sicuramente è meglio restare da sola piuttosto che dover affrontare un’altra serata con lui, mentre penso alle parole di mia sorella: “Ha 30anni ma cerebralmente è come se ne avesse 16…” ha ragione!!

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La verità 1.1

2008, 6 Novembre

Quello che di dolce c’è e che non so più dire.

Quello che i miei occhi tentano di esprimere, implorandoti silenziosamente. Tu dall’altro lato del bancone, lo sguardo duro.

Quel tenero sentimento che mi sta indurendo a cui non so oppormi.

Queste lacrime che, stanche, non riescono a venire fuori.

Questo amore martortoriato che mi sta spogliando di tutto.

Queste parole a cui tu non reagisci, mai.

Questa freddezza che cela la tua determinazione, la finzione, la verità che oggi ho capito e mi ha svuotata di tutto.

Lui non le lascerà mai, lui non me lo dirà mai, preferirà piuttosto farmi marcire in questo inferno che vivo quotidianamente. Un inferno fatto di silenzi, chiamate senza risposta, assenza, lacrime e dolore. Lui come Walter lascerà decidere me, sarò io a dire basta, sarò io a smettere di amarlo. Premerò il tasto OFF, imparerò a dimenticare anche lui, ricomincerò di nuovo e farà male. Farà male dimenticarlo perchè presente sarà sempre tutto il dolore che mi sta facendo provare ora.

Dovrei dare retta a chi mi consiglia di lasciare stare se mi rendo conto che non c’è niente da fare. Dovrei proprio fare così, perchè le sue promesse non vengono mantenute e la mia attesa potrebbe essere eterna, mentre io vorrei amarlo ora, ma non posso, non me lo permette.

Così trattengo le lacrime in ufficio, lui al telefono, mentre capisco che non ci sarà domani. Inondo il mio letto, mentre ad alta voce gli dico che può restarsene con lei che va a lavorare pomodori, che resta miracolosamente in cinta, che non gli parla, che lo comanda come un carabiniere, che ama i suoi soldi, che andrò all’inferno, io e tutti i miei errori.

Al buio, nella mia stanza, da sola, lui non capirà neanche questo.

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Doccia fredda

2008, 8 Settembre

Sebbene oggi faccia davvero caldo, la doccia fredda delle 3 del pomeriggio l’avrei evitata volentieri. “Anch’io ho una novità, vado a Taranto da mercoledì a lunedì“; “Ci vengo io!!!” dico contenta e già m’immagino in viaggio con lui. Ma l’errore colpisce ancora, infatti non avevo considerato un piccolo dettaglio, la famiglia Mulino Bianco, come l’ha chiamata lui.

SPLASH!

Acqua fredda che mi riporta alla triste realtà!

Lui che vuole parlare con me, qualunque sia la decisione. Lui che vuole che io lo consigli. Lui che nonostante il bene che mi vuole mi fa tremendamente male.

Sorgono centinaia di dubbi, tutti chiariti al suo ritorno. Pare che così abbia disposto il padre…Lo guardo negli occhi e gli dico solo che noi non abbiamo tempo e che vorrei baciarlo, ma non è possibile neanche questo! Vorrei dirgliche se dipendesse da me farei di tutto per farlo felice, ma mi trattengo. Ripeto solo che non può fare finta di niente, nei confronti di sua moglie, del silenzio in cui vivono, nei confronti di suo padre e delle sue decisioni. Provo rabbia perchè vorrei si scrollasse di dosso l’incapacità di parlare e decidere per sè, per la sua felicità, per la sua vita. Vorrei che non facesse come me e la mia famiglia, seppelliti da troppo tempo nel silenzio di chi tutto sa ma nulla dice, pensando che queto sia il modo migliore di affrontare i problemi.

Lo guardo e resto in silenzio, perchè anche per oggi il nostro tempo è scaduto.

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2008, 31 Agosto

E la domenica, dopo un mezzo accenno, scendo in spiaggia dove c’è lui. Indecisa fino all’ultim, è un’invasione di campo, e poi cosa potrebbe significare per me vederli insieme? Magari un’altra famiglia felice Mulino Bianco oppure…non so.

Posteggio e sono in spiaggia. Occhi bassi, ho paura che mi veda. Ho paura di vederlo. stendo il telo in riva al mare. Vado per spogliarmi e LO VEDO MENTRE CHIACCHERA CON UN AMICO, Marta gli si sta avvicinando. Panico! Mi siedo e goffamente mi spoglio. Non ho il coraggio di girarmi vrso il mare e spero solo che lui non mi veda.

Credo di aver sbagliato. Dovrei andare via. Dovrei mollare tutto. Ecco cosa dovrei fare.

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Ancora un errore…

2008, 30 Agosto

Anche stanotte è rimasto da me. Stanotte abbiamo fatto l’amore e avrei voluto tenerlo dentro di me per fare una scorta di lui ed ovviare l’imminente assenza.

Sono rimasta per avere dell’altro tempo con lui, perchè non riesco a farne ameno, perchè nonostante la stanchezza, non so farne a meno, non sa farne a meno neanche lui.

Mano nella mano ci siamo addormentati e vicini ci siamo svegliati. Ancora con gli occhi chiusi mi ha sussurrato all’orecchio buon giorno, mentre io speravo fosse ancora notte per non doverlo lasciare andare. A letto siamo rimasti fino alle 7:45 enon c’eravamo che noi due.. Per un’ora i nostri corpi non si sono staccati, lui dentro di me, le mie mani che cercavano le sue, centinaia di baci sul collo, le spalle, ovunque per saziarmi di lui, i sui occhi su di me. Ancora io e lui, il suo odore sulla mia pelle, il mio letto impregnato dei nostri umori, il suo sapore in bocca, e credoci sia stato di nuovo dell’amore.

Ma è tardi anche per un altro bacio. Deve andare a lavoro. Seduta sul letto aspetto che esca dal bagno e faccio un errore. L’errore da dilettanti che avevo fatto con Giuseppe e che mi ero ripromessa di non commettere più. L’errore di considerarlo nella sua interezza, l’uomo con cui ho appena fatto l’amore ha già una sua vita ed un posto in cui dovrebbe stare, se non per lei, quantomeno per Marta. Non riesco ad impedirmi di pensare e spero solo che lui esca dal bagno, che intervenga lui!! Ma ormai l’errore si è insidiato nella mia testa e continuo a pensare e mi chiedo se l’ami, mi chiedo come lei si possa sentire. Trascurata, perchè al primo posto c’è il lavoro, per questo durante la settimana non torna a casa. Per questo e per stare con me, ma lei questo non può saperlo. Immagino la solitudine e come lei possa sentirsi. Abbandonata, affatto amata, sposata eppure sola…una mantenuta.

Finisco di pensare che lui esce dal bagno e mi legge in faccia i pensieri. Accenno qualcosa. Innumerevoli sensi di colpa mi fanno dire che dovrebbe stare più con loro, almeno con Marta che dovrebbe essere la cosa più importante per lui, che dovrebbe non andare a lavoro, bensì da loro…

Ma è tardi. Le 8 e lui va via.

Da sola mi rimetto a pensare. Non avrei dovuto farlo. Non posso farne a meno e decido di non dirgli di farmi sapere se potremo vederci nel pomeriggio. Non sarebbe giusto. Ma non resisto e glielo chiedo ugualmente, perchè sono rimasta solo per avere dell’altro tempo con lui.

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Silenzio

2008, 24 Agosto

Così il tanto paventato silenzio è arrivato, di nuovo!

Sono diversi i silenzi che ho vissuto quest’anno.

C’era quello di Walter. Il primo silenzio che mi sono imposta per sfuggire alle sue bugie, quelle che mi propinava spacciandole per verità. Un silenzio, questo, che, per qunato doloroso potesse essere, mi ha fatto guarire e capire. E poi l’avevo scelto io!!

A questo è subentrato, subito dopo, quello di Francesco. Ci ho messo un pò per capire. capire che a lui di me non interessava altro che una scopata ogni tanto. E io ho permesso che il silenzio venisse rotto con scadenze mensili, solo per fare sesso.

Mi sono abituata al silenzio e l’ho utilizzato contro Roberto, quando forse era l’unica persona che mi avrebbe potuto aiutare. Era un modo per difendermi dalle mie stesse parole, parole che lui avrebbe contestato e criticato, solo per farmi capire i miei errori. A questo silenzio non c’è stato rimedio…

Ci sono stati poi i silenzi dei pomeriggi a casa con Ettore. Pomeriggi lunghi ad ascoltare musica, bere un te caldo, fumare qualche canna, quando c’era, e a nasconderci, in silenzio, nei nostri pensieri. Senza mai imbarazzo, ma con tanta tristezza per quello che si era perso.

Quindi, uno dietro l’altro, i silenzi giustificati di Giuseppe e Luca. Il fantomatico silenzio della domenica, quello da cui non si scappa, quello che lui mi ha chiesto di spiegargli…Il silenzio che annulla le notrti trascorse insieme a parlare, a fare l’amore, a scambiarcio affettuose carezze, a dormire abbracciati. bastano le 48 ore del fine settimana ad annullare la parvenza di normalità vissuta dal lunedì al venerdì mattina.

Il silenzio rinnova la coscienza dell’errore e la debolezza cui non so sfuggire. E’ tempo guadagnato per riflettere, ma io conosco già l’errore e conosco pure la via di fuga. Devo solo capire, ancora una volta, se un ulteriore silenzio mi saprà fare andare oltre e dimenticare, farne a meno. Mi dico che questa volta, nel mio personalissimo dèja-vu/veçu non ci sono sentimenti in mezzo, non i miei almeno, perchè io sono e resto, agli occhi degli altri, insensibile.

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Ancora una volta il nome sbagliato sulla punta della lingua, e stavolta l’ho pronunciato!

2008, 19 Agosto

Così alle 22:23 lo aspetto, la musica di sottofondo, una birra e il telefono a portata di mano.

Mi perdo tra i loro nomi!!

Lui che per errore ho chiamato Giuseppe…davvero un nome che dallo scorso fine settimana mi tormenta! Oggi ho chiamato tutti: colleghi e clienti con il suo nome, correggendomi subito e dissimulando il mio rossore!! Davvero il nome sbagliato sulla punta della lingua!

Io desideravo solo che fosse lui a rispondermi, materializzandosi non appena ptronunciavo il suo nome…per sentire il mio pronunciato da lui. Perchè lo fa con naturalezza. Quella naturalezza che, ai miei occhi, non ha un paragone recente, perchè chi lo faceva è lontano, chi lo faceva ormai non lo fa più…