Posts contrassegnato dai tag ‘Frangia’

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Genitori, che brutto mestiere!

2009, 8 Agosto

Senza ombra di dubbio i miei genitori sono campioni mondiali di tatto.

Primi ad ex equo i Luciis hanno superato se stessi nel loro essere genitori questa sera. Pensavo che per oggi la palma spettasse a mia madre con il suo commento al mio taglio di capelli. “Mmm questa frangia così corta non mi paice affatto…no, no, non mi piace per niente…” Non grazie, io avevo appena manifestato una piccola perplessità, adesso sto molto meglio e medito se andare a fare fare un’extension!

Mio padre non poteva essere da meno, così mi ha detto che ha visto il caro Walter al semaforo, ma che non l’ha salutato. Io pensavo che non ci fosse nulla di male, ma lui ci ha tenuto subito a puntualizzare che non l’ha saluto perchè con me si è comportato troppo male.

Loro non lo capiscono, ma così mi sprofondano ancora di più in quel mare di insicurezza in cui vivo, rinnovano ricordi cui non pensavo da tempo. I miei genitori a volte sembrano avere tre anni, come se ci godesseroa  farmi i dispetti…

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Tutto si trasforma!!

2009, 21 Maggio

Darsi appuntamento alle otto e mezza di sera preclude la fattibilità di un aperitivo, almeno l’altra sera è andata così. L’uomo dei fiori è arrivato puntuale e mi ha portato a cena in un ristorantino sul mare. L’aperitivo quindi è diventato un invitoa  cena, si perchè io pensavo che magari tu avresti avuto fame e che poi magari non avresti cenato, mi ha detto. Sorrido imbarazzata. Lo ricordavo vagamente e, soprattutto, diverso!! Un pò più alto, un pò più magro, ma la sua compagnia è gradevole, se escludo i numerosi complimenti rivolti ai miei occhi che mi mettono sempre un pò a disagio, mi fanno volgere lo sguardo altrove o addittura abbassarli, dato che la frangia è stata spuntata alla perfezione e non posso più nascondermici dietro!!

Beviamo poi qualcosa al Nievskji dopo, un rum per me, ma il mio stomaco ha dato forfait e arrivata a casa non ho potuto fare altro che vomitare tutto!!

Capita quindi, l’indomani, di andare a lavoro desiderando di essere ancora a letto, al caldo, sotto le coperte, perchè anche se ci sono 25 gradi, io ho freddo e sto male!! La mattinata mi aiuta a riprendermi, riesco a tenere gli occhi aperti, a calmare il mal di testa e a mangiare qualcosa intorno alle undici del mattino. Mi sento talmente tanto bene che accetto l’invito di un collega per un aperitivo.

Anche questo aperitivo si trasforma in una cena, carne di cavallo e una serie di piccoli inconvenienti che mi danno spunto per altrettante piccole prese in giro, benchè lui sia un mio superiore. Chissenefrega, tanto non siamo a lavoro!! Dopo cena, indeciso, mi riaccompagna alla macchina, rimproverandomi di non voler continuare la serata…tanti punti interrogativi stampati in faccia, dico solo che mi ero offerta per un altro drink! E inauguro la stagione estiva dei mojito!

Ho risentito entrambi oggi, il Signor Ni da lavoro via mail, Giovanni al telefono. Chi dei due mi abbia fatto più piacere sentire non saprei dirlo, e poi stasera sono tanto stanca che penso solo a quando finalmente andrò a letto…

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Post-parrucchiere 3

2009, 2 Maggio

Dopo un primo maggio all’insegna del cazzeggio assoluto, oggi mi sono data una mossa, o meglio, me l’ha data mia sorella, coinvolgendomi sin dal mattino.

Abbiamo fatto colazione al bar, o meglio, l’ha fatta lei, io solo caffè che avevo già mangiato a casa, come al mio solito non avevo capito che si andava fuori! In sella di nuovo sulla vespa, sgataiolando nel traffico catanese raggiungiamo Palazzo Valle e Irene mi fa da cicerone per i saloni della mostra e scopro che in effetti ne so qualcosa pure io di arte contemporanea, non è stato del tutto perso quindi il tempo trascorso sui libri di arte contemporanea con l’intento di realizzare laboratori di didattica per bimbi…ops, divago!

Ritornata a casa mi faccio un’insalata che davvero sono diventa una palla e tra poco mi sa che comincio a volteggiare su nel cielo! Non prendo neanche il caffè che alle 14 ho appuntamento dal parrucchiere. La frangia è diventata un muro di capelli che mi offuscano la vista, per non dire che praticamente m’impediscono di vedere, costringendomi ad assumere strane posizioni per le qualo la mia cervicale non ringrazia affatto!!

Mi consulto brevemente con Giovanni, decidiamo il colore, il taglio lo fa lui, io non metto bocca! Così resto immobile sulla poltroncina anni sessanta quasi due ore, talmente tanto che rischio pure di addormentarmi! Ma alla fine ne è valsa la pena! La frangia sembra essere stata tagliata con un righello tant’è dritta!! Adesso manca solo una mano di rossetto e tanta matita nera nera…

Forbici e righello!

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Categorie ‘73 e Bilancia

2009, 27 Aprile

Dopo il lavoro sono andata al centro commerciale dove lavora Walter, il mio ex ragazzo, l’indeciso che per quattro mesi mi ha bellamente cornificata, maltrattando il mio amore, preferendomi una nana, che, come tutti i nani, ha in se il gene del male congenito!! Bene, Walter, l’uomo della mia vita, o almeno così credevo, quando accecata dalla gelosia gli avevo pure chiesto di sposarmi, gli avevo giurato amore eterno, solo per garantirmi il suo possesso, ma, a mia discolpa, ero semplicemente accecata dalla gelosia.

Il tempo risana le ferite e saperlo lontano, perchè lontano è stato negli ultimi quindici mesi, mi ha fatto andare avanti e dimenticare quello che mi aveva fatto. Così questo pomeriggio lo vedo oltre la mia frangia, ma non ho alcuna intenzione di entrare in negozio e salutarlo, non sia mai che per caso entrasse la nana e con un colpo di tette mi scaraventi al suolo! Oltrepasso le vetrine e sento un tintinnio di chiavi che so, sono le sue! Le abitudini sono difficili da cambiare, figuriamoci da eliminare!

Un colpetto sulla spalla, il mio cognome, mi giro e con una bella faccia tosta rispondo al saluto. Ci accomodiamo fuori dal centro commerciale, quattro chiacchere. Stai bene, sto bene, che si dice, che fai qui, ti hanno trasferita, allora sei più vicina, tu, tutto bene, suoni sempre…Insomma, domande di circostanza, cui rispondo con il mio sorriso più bello, mentre penso che non è cambiato affatto, che è rimasto lo stesso, che saremmo rimasti ad un punto fermo, che è un’altra persona che si rifiuta di crescere, che comunque sarebbe finita, prima o poi.

Lui chiacchera, ma il tempo è tiranno e deve rientrare a lavoro, magari ci vediamo per un caffè…ahahahahahahahah! Che ridere! Si, ci vediamo per un caffè, ti chiamo io!!! Anzi no, forse è meglio se mi chiami tu, non vorrei che la nana, ops, la tua fidanzata vedesse il mio nome e si gonfiasse fino a travolgermi con le sue tette!

Sono rientrata in macchina un pò incredula. Irene mi ha detto che non chiamerà. A me non importa se lo farà o meno, chi se ne frega. Lui non è cambiato affatto e ad oggi non saprei cosa farmene di un uomo volubile come lui, del 73 e del segno della bilancia!!

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Postumi sorridenti

2009, 26 Marzo

Ieri dicevo, anzi scrivevo di come mi stessi godendo la tranquillità di casa mia vuota. Tutti fuori, dentro io, una bottiglia di vino, Golden Virginia e un pò di musica. Avevo scritto di quattro bicchieri di vino, che poi sono diventati cinque e poi sei e poi sette, credo. Non ho scritto della mia cena, ero infatti abbastanza ubbriaca e non mi sono neanche resa conto di cosa avessi nel piatto. So per certo che non vedevo l’ora di finire quello che c’era dentro, qualunque cosa fosse, anche se ad ogni forchettata mi rendevo conto che mi stavo autoinfiggendo un supplizio, che io non avevo più voglia di mangiare, che dovevo andare immediatamente a letto, che non ce la potevo più fare a stare seduta. Invece testarda ho finito tutto, ho sparecchiato e riapparecchiato poi per i miei genitori che, al ritorno dal teatro, avrebbero dovuto cenare e sono fuggita in bagno. Seduta sul cesso (che brutta immagine) gli occhi chiusi, non ho neanche sentito mia sorella che era rientrata. Ha dovuto quasi buttare giù la porta perchè mi accorgessi della sua presenza…Si, altro che ubbriaca, ero cotta a puntino! Sono emersa dal bagno e l’ho raggiunta in cucina, gli occhi pesti, la frangia stirata bene, mal di pancia…

Mi siedo e la ascolto mentre mi racconta del suo capo, delle colleghe inette, della quantità di lavoro che deve fare quotidianamente. La ascolto fino a che le sue parole si confondono da quelle che escono dalla televisione, ascolto solo rumori! Cazzo devo vomitare!! La interrompo, mi scuso e le dico che ho bisogno di vomitare. Mi alzo, vado in bagno, due fedelissime dita in gola e butto fuori quello che avevo mangiato, quello che avevo bevuto, credo ci fosse anche un pezzettino di anima…non ho avuto il coraggio di guardare bene!

Riemersa dal bagno la guardo con gli occhi ben aperti, sto meglio, riscaldo il cuscino con i noccioli di ciliegia e vado a morire a letto, priva di dignità, priva dei sensi crollo e mi addormento augurando a stento a mia sorella buona notte.

E stamattina mi sono svegliata un pò prima che la sveglia suonasse, nessun sintomo, niente mal di testa, niente mal di gola, no occhi pesti e soprattutto nessun ricordo! Un vago mal di pancia, ma è il ciclo, mi dico! Arriva un msg sul cellulare. Vuc’s che riesce a farmi arrossire, anche se non capisco bene a che cosa si riferisca, ho rimosso il post scritto ieri sera, l’umore stamattina non è desolato. Sono sorridente, ma ho stampato in faccia che ho bevuto tanto…urge maquillage, fondotinta, cipria, correttore, tanto (!), un pò di burrocacao che ho le labbra screpolate!

L’operazione trucco vanifica il fatto che mi sia svegliata prima, esco che sono le 7:25 e sono in ritardo, cazzo, cazzo, cazzo!! Ho imparato però a non spazientirmi quando guido, un dito alzato, la musica più forte che posso a superare il mal di testa latente, una sigaretta già rullata sul sedile passeggero, un bel sorriso fresco, mica posso arrivare a lavoro già di cattivo umore!

E corro, veloce sul rettilineo dei lidi alla playa, un BMW si materializza dietro la mia 106, i fari accesi, ma io vado veloce, 120/130, perchè sono in ritardo e sto superando. Appena finisco di superare rientro nella corsia di destra e gli lascio strada, questo sarà più in ritardo di me!! Alla fine di questa strada c’è un semaforo e io raggiungo il BMW, lo affianco e mi sporgo un pò in avanti, tanto per curiosare e vedere chi è che guida, è un ragazzo, ma dallo specchietto retrovisore mica si capiva bene! Scatta il verde e…passo prima di lui!! Ricominciamo a correre, le 7:55, superiamo camion e macchine con donne ligie ai limitio di velocità, ma non appena finiscono le macchine lui mi passa di nuovo davanti, alza la mano e mi saluta! Comincio a ridere e gli resto dientro, lui alza lo sguardo allo specchietto retrovisore e io sono curiosa, mi piacerebbe vederlo in faccia, e se si ferma, mi chiedo, e se scende dalla macchina e mi accorgo che è un tamarro numero uno? Per fortuna sono in ritardo. Per fortuna arriviamo alla rotonda, metto la freccia, alzo la mano, lo saluto e scappo a lavoro, sorridente nonostante la nottataccia di ieri!

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Voglio un motivo

2009, 14 Febbraio

Silenziosamente ho guardato fuori dalla finestra. Macchine veloci che vanno chissà dove. Ho trattenuto il fiato e stretto i pugni per non pensare. Ho dimenticato e amato. Ho ciecamente creduto alle bugie che più mi ferivano. Ho amato e odiato. Ho irrispettosamente parlato di mio padre e della sua vita. Ho aspettato un uomo indeciso e sposato, solo perchè lo amavo. Ho messo al primo posto sempre gli altri pur proclamandomi egoista. Ho finto mentre facevo l’amore con il mio ex e con gli altri che sono venuti dopo. Ho fumato una canna solo per potermi coricare e dormire un sonno senza sogni. Ho bevuto fino ad ubbriacarmi per sentirmi libera e dire quello che pensavo davvero. Ho mentito a tutti. Ho preso un coltello e ho tagliato piano la pelle dei miei polsi per curiosità, vedere cosa accadeva, provare un dolore diverso da quello interiore. Mi sono truccata prima di andare a letto, rossetto rosso per un ultimo bacio con la sigaretta notturna. Ho mangiato le unghie per nascondere le mia mani. Ho attraversato la strada con gli occhi chiusi e le dita incrociate. Ho spento il telefono e premuto sull’accelleratore. Ho pianto senza perchè. Ho riso senza motivo per distrarmi dal resto. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Sono stata me stessa e mi sono sentita inadeguata. Ho sorriso e cantato canzoni a squarciagola. Ho la pelle d’oca e gli occhi rossi. Ho la frangia per nascondermi. Sono scappata. Mi sono persa e mi sono ritrovata. Mi nascondo per avere consapevolezza della solitudine per riapparire quando mi manca il respiro. Mi sono proclamata Crudelia, ho giurato di diventare cattiva, voglio essere cinica, voglio imparare a disprezzare, essere fredda, glaciale, fare scorrere tutto oltre, voglio essere indifferente, voglio un motivo per spiegare l’abbandono!

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A scoppio ritardato!!

2009, 28 Gennaio

Che poi ieri sera, mentre ero in macchina, pensavo che Giuseppe era stato con me fino alle otto di sera a cazzeggiare facendo l’aperitivo. Mi chiedevo cosa avrebbe detto a sua moglie rientrando a casa: problemi a lavoro, improcastinabili scadenze, il traffico per strada, un incidente? Mi chiedevo e mi chiedo tutt’ora cosa lo abbia spinto a trattenersi con me fino a quell’ora. Può essere semplice curiosità? No, decisamente no, siamo colleghi, mica usciamo con le stesse persone, che motivo c’è di conoscermi al di fuori dell’ambiente di lavoro? Nessuno!

Resta però il fatto che lui abbia preferito trattenersi con me piuttosto che tornare a casa da sua moglie! A questo si aggiunge anche che, nonostante ieri si fosse detto che oggi non ci saremme parlati, stamattina l’ho visto in macchina, gli ho tagliato la strada (!) e siamo arrivati insieme a lavoro. In macchina sudavo freddo, ansia, felicità, puro piacere femminile di sapere di piacere ad una persona?

Non lo so! So solo che a lavoro abbiamo infranto la promessa del silenzio, ci siamo scambiati un paio di mail e qualche occhiata, Il suo problema? Pretendere di avermi inquadrata, di aver capito come sono fatta, di fraintendere le mie parole. Il mio problema? Dargli corda!!

Ho tagliato i capelli, ho rifatto la frangia e…non vedo l’ora che arrivi domani!!!

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Stati d’animo da we

2008, 26 Ottobre

I suoi contorni mi sfuggono. Il colore dei suoi occhi è vago eppure profondo. Costante resta la sua assenza, il suo silenzio. Un’abitudine anche questa alla quale non so più come reagire

Mi mancano le parole e dissimulo la tristezza, nascosta dietro la frangia. Sorrisi di circostanza, sigarette e un altro bicchiere di vino, mentre la conversazione mi scivola attorno. Annuisco distratta. Non m’interessa.

Lo aspettavo. L’ho aspettato conscia che non sarebbe venuto, che non avrebbe chiamato, tant’è che non ho pianto, sapevo già! Rido per sdrammatizzare mentre preparo il pranzo o la colazione, mentre desidero che lui venga da me.

Ma lui non arriva mai!

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Postumi di una sbronza casuale!

2008, 14 Giugno
Mentre ascolto: Offlaga Disco Pax, Sensibile

Non so da dove cominciare cazzo! Non so neanche se ho davvero voglia di scrivere, di raccontare. E’ passato un pò dall’ultima volta che l’ho fatto.

Peppe mi ha chiesto se avessi scritto qualcosa. No. C’è troppo da dire, o forse troppo poco…

L’11/06 è passato. Digerito. Lui e la sua carica di aspettative. Lui e un altro maledettissimo anno con cui fare i conti. I bilanci del cazzo che si fanno a fine anno o per il compleanno. Tento di ignorarli, come i bambini che nascondono le porcellane della mamma che involontariamente hanno rotto. Ma a 31 anni non sono più una bambina. Posso mentire a me stessa, vestirmi da ragazzina, Gazzelle ai piedi, una frangetta “sbarazzina” (e il vocabolario della maestra!!) per nascondere il mio sguardo, borsette con Topolino, calze a righe, fermagli colorati, ma non basta per sviare l’inconscio. Quello, traditore, fa lo slalom tra i miei trucchi e s’insinua nella mia leggerezza o presunta tale.

Così, senza un apparente motivo, crollo!

E’ venerdì! Se esci ti porto il regalino. In culo a te e al fottuto regalino! Il contentino, il vuotissimo simbolo cui ti appigli per credere in un’amicizia che non esiste. La tua illusione, la vostra illusione che si scontra con il mio cinismo, la mia solitudine che non capite. Perchè non ci siete.

Al bancone, da Ernesto, bevo una Tennent’s Super (gradazione 9°). Poi una sigaretta fuori e i dolori mestruali che non passano. A casa non c’era Novalgina, solo stupidissime fialette Oki che non m’inculo di striscio! Odio il sapore dei medicinali. Datemi solo pillole, pasticche lisce che scivolano in gola e si portano via il dolore…

Inutilissime chiacchere. Io non ho nulla da raccontare, non c’è niente che io ritenga minimamente interessante. Non saprei spiegare perchè sto bene con Peppe, i sentimenti che provo per lui, le emozioni, il piacere di guardarlo negli occhi. Non ci provo neanche perchè so che in fondo l’interlocutore è davvero poco interessato!

Un’altra Tennet’s e ancora sigarette. Non dovrei con questa tosse, ma io non sono medico!! Quindi procedo con filtro, Rizla, Golden Virgina. La birra scende veloce mentre, annoiata, ascolto dissimulando interesse, per evitare di dover dire qualcosa! Col senno di poi mi reputo oltremodo una persona orrenda! Cazzo, le tue amiche…beh, non saprei se definirle tali. Ho giusto scoperto che sono tutti degli egoisti, che le persone, anche quelle che ami di più, non fanno altro che ricercare la propria felicità, nient’altro. La mia di felicità o infelicità è loro indifferente. Ma è questa la vita e perpetuo i miei errori e mi appiglio all’unica persona che non può essermi amica.

 Un’altra Tennent’s e un’altra sigaretta ad accompagnare altre parole, stavolta diverse perchè diverso l’interolcutore. Ma i 9°x3 fanno sentire i 27° risultanti e preferisco tornare a casa. Vista annebbiata, ma guido il vespone tra il traffico. L’ipod a tutto volume senza riuscire a distingure che canzone sia! So che vomiterò. So che la mia serata è solo a metà. Mi aspetta ancora un tête à tête con Adriana_Ubriaca in bagno!

Adriana_Ubriaca in bagno però non si guarda neanche allo specchio. Una pipì veloce e letto. ma il eltto, come nelle migliori tradizioni da sbronza: gira! E io corro, scalza, al buio, in bagno e vomito! La scena si ripete tre volte almeno. Se ce n’è stata un’altra non ricordo! Stravolta guardo Adriana allo specchio. Capelli disfatti. Frangetta tirata indietro. Occhi gonfi e rossi. Le mani mi tremano. Le gambe a stento mi portano a letto e crollo.

Ma il sonno non è stato ristoratore, perchè io sto peggio stamattina! Prima triste, poi addormentata e quindi contenta. Poi di nuovo triste e di nuovo addormentata, ma il risveglio non riporta il buon umore!

Non mi reggo in piedi. Vorrei uscire, ma ho troppo mal di testa, e allora resto confinata a casa, ancora in pigiama. I capelli puliti, la frangia lucida e stirata bene sugli occhi. Ma è inutile! Come sono inutili i pensieri, il desiderio di avere Peppe accanto a me ad accarezzarmi la testa, il desiderio di una vita piena, così da annullare il senso di vuoto che mi tormenta, l’assenza di amici, di volontà, di sorrisi. Una vita che non so definire. Una vita che osservo passare e non so darle una direzione. Una vita che, fosse per me, oggi, avrei trascorso a letto imbottita di sonniferi, solo per farla passare innocua, così da non accorgermene!

Mamma, mi dispiace. Che delusione. Papà…io non riesco ad essere felice. Io non riesco a controllare queste lacrime. Non so farle smetterle, non so spiegarle. Le trattengo e torno in cucina. Il Dottor Zivago su Rai3 e i miei occhi rossi nascosti dalla mia fedele ed unica amica frangia…