Posts contrassegnato dai tag ‘Lavoro’

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Senza respiro

2009, 30 Settembre

Mi è mancato il respiro, un macigno proprio al centro del petto, mi ha bloccata per qualche secondo. Lui dall’altro capo del telefono che tenta di capire cosa mi sia successo, cosa stia accadendo ora mentre siamo al telefono.

Io non lo so.

Sento solo all’improvviso la necessità di piangere ed andare via, lontano, fuori da questo ufficio, lontano dalla maleducazione e dalla prepotenza di colleghi e clienti. Ma è la vita, è il lavoro, devo solo stringere i denti e andare avanti, continuare come ho fatto fino ad ora, puntando solo su di me, sulle mie risorse, senza cercare il suo conforto, perchè lui per me ora non può esserci.

Devo mantenere le distanze perchè la sua assenza mi fa già male e io non so cosa voglio, so solo di non poter avere pretese da lui.

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Scarpe nuove

2009, 9 Settembre

Logan

Un acquazzone stamattina alle 5:30 mi ha svegliata. Il primo pensiero è stato: Merda che scarpe metto?!? Poi ho ricordato che giusto sabato avevo acquistato un paio di scarpe adatte a questa mezza stagione, così mi sono riaddormentata serena. Serena un corno! Alle 6:35 è suonata la sveglia ed io ho ricordato all’improvviso che le scarpe spono nuove, un 38 striminzito che so già mi farà soffrire.

E così è stato. Alle 8:30 mi siedo in postazione e…mi tolgo le scarpe! Lui arriverà per pranzo, devo cacciare questa smorfia di reale sofferenza!

Ci riesco, così si va tutti a pranzo, A PIEDI!! Una tortura! Si anche perchè stanno tutt’e cinque a guardarmi i piedi e quando dico che sono delle LOGAN lui mi guarda e dice: Allora sei Brook!! Chiiii?!? Mi spiegano si tratta di un personaggio di Beautiful, una che si è scopata mariti, suoceri, cugini, forse figli e che altro  ne so…bene! penso.

Le 17:30, vado via dall’ufficio, manca meno di mezz’ora all’arrivo a casa, a quando poptrò togliere questi strumenti di tortura, ma gli ultimi minuti in macchina alla ricerca di un posteggio vicino casa sono stati letali. Credo che sarei potuta svenire, e ora che ho i piedi stragonfi davvero non so cosa utilizzare stasera…magari le espadrillas…

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Un’ora prima

2009, 1 Settembre

Meno un’ora al nostro primo appuntamento. Nell’arco della giornata sono stata tentata più di una volta di fare marcia indietro. Un pò di panico, non ci sono abituata, o forse è semplicemente lui che dopo avermi detto di non avere avuto venerdì libero mi ha scritto che insieme faremo qualcosa nel fine settimana, ci organizzeremo, perchè lui ci teneva particolarmente

Beh, ma il mondo mica finisce questa settimana, magari è un segno del destino, volevo scrivergli, mentre pensavo che forse la cosa migliore sarebbe chiamare mia cugina e raggiungerla a Palermo giovedì sera dopo lavoro. Mi devo ricordare le due nuove regole del gioco: io vengo prima di tutto e non devo sentirmi forzata in alcun modo, MAI!!

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PizzAperitivo

2009, 31 Agosto

Insolitamente sorridente per un lunedì mattina ho dato nell’occhio ai colleghi. Peppe soprattutto mi ha osservata con una certa insistenza per capire cosa mi fosse successo nel we. Beh, nel we non è successo proprio nulla. Mi è venuto il ciclo, ho visto qualche film scaricato da internet, ho bevuto un paio di birre e mangiato qualche gelato, sono andata al mare e mi sono bruciata! Piuttosto piatto come fine settimana!

Nonostante ciò oggi sono stata sorridente, cortese e gentile con tutti! E sembra strano anche a me. E’ pur sempre lunedì mattina!

8:49, arriva una mail, quella del buon giorno! Rispondo e chiedo notizie per venerdì (si era accennato ad andare insieme a San Vito lo capo questo fine settimana). Altre mail, una telefonata troncata che ci sono i solito clienti scassamaroni e poi pranzo. Mi rendo conto che sto sorridendo, che sorrido anche  atavola, come se stamattina mi sentissi particolarmente bella, sicura di me, euforica, come se fossi innamorata, ma non lo sono, LO GIURO!!

Telefonata prima di andare via. Mi sputtano, gli chiedo ma un aperitivo quando?? Stasera? No, magari facciamo domani…va bene, ma domani mi dovrai raccogliere con il cucchiaino, che paghiamo le pensioni e non oso immaginare che cosa ci sarà, ma va bene. A domani.

Poi mi chiama, non ha scritto il contatto messenger. Ne approfitta per trasformare in presa diretta l’aperitivo in una pizza. Daccordo, a domani.

Forse sto esagerando, sottovaluto o non considero affatto che è pur sempre un uomo separato e che avrà sicuramente anche lui qualcosa che non va, solo così si può spiegare questa mia insistenza nei suoi confronti. Devo avere a portata di mano un post it con su scritto

 stai al tuo posto e non correre!!

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Rientro anticipato

2009, 27 Agosto

La trasferta di 2gg è stata ridotta ad 1! Meglio così? Boh!

Sono nella mia stanza, musica e una birra, la secodna 66cl della serata. Per fortuna i miei genitori non ci sono, così posso stare svaccata e fare un pò il cazzo che mi pare!!

Penso che sarebbe stato bello vedere la sua faccia trovandomi al mio solito posto. Arrivata a Modica sono andata a prendere il caffè al Caffè dell’Arte, ma ho trovato solo Ettore. va bene…ho confidato sugfli sconfinamenti della giornata, ma lui non c’era. Bene, ma Toti lo chiama…lui è fuori, ho sentito una voce femminile accanto a lui, parlava ad un cellulare. STOP. Penso che è con la 24enne con le mutande di pizzo comprate da Yamamay…penso alle mie mutande…certo semplici e affatto ispiratrici di sesso, colorate, con stampe improbabili per una 32enne, ma mi piacciono così!!

Bene, lui non c’è e io vengo rispedita alla casa base. Un giorno solo a Modica, ma è un bel giorno ugualmente, libero e spensierato, con 250km sulle spalle e tanta stanchezza. Lui è stato solo un pensiero fugace che ha attraversato la mia mente oggi. L’altro? Beh, solo qualche mail, una telefonata e una domanda in sospeso che non ho avuto il coraggio di porre e che devo tenere per me: ma come sei messo ora?!?

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La prova del 9

2009, 26 Agosto

Beh, domani vado di nuovo a Modica per lavoro. Non si sa ancora se per uno o due giorni. Volevo modificare il messaggio del Messenger, ma dato che lui ha i paraocchi e che io non ho interesse a fargli sapere della mia presenza, non ho apportato nessuna modifica. Forse questa mia determinazione scaturisce dalla comparsa di un’altra persona che mi sta incuriosendo, con la quale ci stiamo studiando via msg e mail. Un altro uomo, stavolta separato, 40enne, una figlia, amante del mare, bel fisico. Stavolta però mi sono imposta una nuova regola:

Io prima di tutto!!

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La parola fine

2009, 24 Agosto

Partita per Modica avevo ancora un barlume di speranza dentro di me. Lo sciocco desiderio che lui, vedendomi, rinsavisse, che i ricordi delle tre settimane di agosto_2008 trascorse insieme riemergessero, che le sue promesse e le mie spudorate dichiarazioni d’amore riaffiorassero e lui tornasse da me, sono stati tutti spazzati via da un temporale estivo pomeridiano.

Lui è venuto a lavoro. Con la scusa di offrirgli un caffè l’ho portato al bar. Pagato il caffè abbiamo chiaccherato qualche minuto fuori dall’ufficio, il teen ager era in agguato e non mi andava affatto che facesse due più due, anche perchè stavolta non sarei riuscita a spiegargli che, contro tutte le regole della matematica, il risultato non era 4!!

Risultato della conversazione? Confessa di frequentarsi con la pettoruta Salvatrice, ma che anche lei è piuttosto gelosa, sebbene la parola piuttosto sia un eufemismo, data l’occhiataccia che mi era stata lanciata da dietro i suoi occhiali da sole, rigorosamente di marca, che con lui si accompagnano solo ragazze che vestono firmato, se poi sono commesse è un dettaglio! Che ironia!! E sulla scia di quest’ironia ipotizzo le loro future nozze, certo tra qualche anno, il tempo di divorziare ed educare per bene la piccola Marta ad accettare l’idea che il suo papà sta con un’altra donna! Solo che al matrimonio interverrò io ad interrompere nel più classico dei momenti del matrimonio, nella più classica scena da film americano. “E se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre” “Luca, ma nell’autunno 2008 mi avevi candidamente chiesto se ti avrei aspettato…beh, io ti ho aspettato…“. Lui fa una pausa e si sincera se io l’abbia aspettato davvero. Beh, in effetti si, dico sorridente e sicura che lui resterà impassibile. E in effetti è talmente impassibile da ammutolirsi e non riuscire a dire nulla!

Intervengo io, che tanto il ritorno a Modica mi serviva solo per capire se era davvero finita o meno. Accertatami che posso scrivere la parola fine a quest’agonia che avevo mirabilmente travestita da storia d’amore e della quale ero in attesa del lieto fine da ormai troppo tempo, lo guardo sorridente. Non provo rabbia nè dolore. Mi sento risollevata, pronta a voltare pagina, ricominciando da me.

Domenica sera ho visto due stelle cadenti. Spero di essere felice, ho sussurrato la prima volta. La seconda volta…non posso dirlo!

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Primo giorno di lavoro: a volte ritornano!

2009, 17 Agosto

Lunedì mattina, primo giorno di lavoro ancora a Modica. E’ solo una sostituzione temporanea, ma sono già due giorni che sono in agitazione per i troppi pensieri collegati a quella città. Sveglia impostata alle 5.40 che ovviamente non sento. Apro gli occhi casualmente alle 6 e mi butto giù dal letto imprecando. Per fortuna la mia roba l’avevo già preparata ieri sera, così raccolgo le ultime cose al volo ed esco. In macchina premo a fondo sull’acceleratore nel tentativo di recuperare il tempo perduto. Nel tragitto non riesco a non pensare a Lui che ovviamente non ha nemmeno risposto agli sms che gli ho inviato in questi ultimi giorni per avvisarlo del mio ritorno. Forse non è nemmeno in città, forse è al mare con la famiglia o a consolare qualche giovane troietta nel tentativo di sentirsi ancora giovane anche lui. Con questi pensieri fumo nervosamente un paio di sigarette, Placebo e Kaiser Chief in sottofondo mi aiutano a stemperare la tensione.

Alle 8 e 10 in punto entro in agenzia puntualissima, parecchi colleghi sono ovviamente in ferie, ma quelli che ci sono mi fanno delle gran feste come fossi rientrata dopo un mese di ospedale per un brutto incidente. Trovo quasi tutti i loro abbracci falsi tranne quelli di Raffaella che è un’amica vera e con cui ho mantenuto i contatti in questi mesi di lontananza. Con lei non c’è bisogno di tante parole, sa tutto di me e mentre ci guardiamo negli occhi lei intuisce all’istante i tormenti del mio animo, siamo quasi sul punto di piangere tutte e due ma il lavoro ci richiama alle nostre responsabilità.

La mattina scorre via abbastanza tranquilla dato che, come immaginavo, il 17 agosto non c’è in giro quasi nessuno. Meglio così, anche se i pochi che ci sono, forse incazzati perchè non sono in ferie, sono davvero fastidiosi. Quando non ho niente da fare chiamo l’interno di Raffaella e le chiedo lumi su come stanno andando le cose nei mesi della mia assenza, se Lui si fa vivo spesso, se chiede di me, ovviamente mi dice di no, e insomma le solite cose di cui discutevamo anche prima della mia partenza.

Alle 11 arriva finalmente il momento di fare un break. Intorno alla macchinetta del caffè ci sono due colleghi che parlano delle loro vacanze con moglie e figli, dei problemi delle meduse per i bambini al mare e sciocchezze simili che cerco di non ascoltare, poi c’è anche Giulio, un nuovo impiegato assunto da un paio di mesi. E’ sui trent’anni, carino e dai lineamenti gentili. Mi dice che gli avevano detto che sarebbe arrivata una ragazza carina e ora che mi ha davanti capisce che gli hanno detto la verità. Ringrazio e arrosisco, poi quasi inconsapevolmente i miei occhi si posano sulle sue mani dove noto il solito cazzo di cerchietto giallo intorno al dito che mi ha creato solo problemi in questi ultimi anni. Mi irrigidisco subito, esco a fumare gli dico allontanandomi da lui.

Mentre sto per uscire in strada vedo passare una macchina a me nota, è una BMW, è la SUA BMW la conosco troppo bene per sbagliarmi. Sento le gambe cedere per un istante, il cuore mi si ferma. Allora non è fuori città, comunque non è detto che debba venire in ufficio da noi, mi dico sperando il contrario. Fumo nervosamente la mia quinta sigaretta della giornata con la mente che lavora freneticamente su mille ipotesi finchè lo vedo in lontananza che cammina verso di me, verso la filiale. Mi sbaglio, perchè entra nel bar poco distante. Non mi ha visto, meglio così. Dovrei tornare al lavoro, ma ho il cuore che mi batte all’impazzata, è inutile mentire a me stessa, ho un desiderio irrefrenabile di vederlo. Mi specchio nella vetrina della gastronomia qua vicino, ho la faccia molto stanca per l’alzataccia, non sono proprio al massimo del mio splendore, ma non importa. Mi aggiusto alla meglio la frangia e mi passo un pò di rossetto nervosamente mentre il pollo allo spiedo di fronte a me mi guarda con tenerezza convinto anche lui che stia per fare l’ennesima cazzata.

Entro nel bar e lo vedo al banco che beve un caffè e conversa amichevolmente con la barista, una ragazza giovane che non c’era lo scorso anno. Lui gli fa gli occhi dolci e il solito sorrisetto da stronzo che conosco molto bene! Avrei voglia di andare là e fingendo di essere sua moglie ricordargli che deve andare a prendere sua figlia dalla nonna, ma queste cose accadono solo nei film, purtroppo! Mi avvicino anch’io al banco e ordino un caffè, mi giro verso di Lui e lo saluto. Lui ricambia il saluto senza scomporsi troppo. Si è rotta la macchinetta in ufficio? mi chiede con una voce un tantino troppo ironica per i miei gusti, ma forse ho solo i nervi troppo scoperti in questa situazione. No, gli rispondo con voce fintamente calma, è solo che il caffè dell’ufficio fa schifo, tu tutto bene? Sì tutto bene, mi risponde pagando il caffè, scusami ma ora devo andare che siamo in partenza e devo finire di fare un paio di commissioni. Ci si vede, eh? Sì, ci si vede un cazzo, avrei voglia di urlargli in faccia, ma riesco solo a fare un cenno di assenso con la testa mentre sento che sono sul punto di crollare del tutto. Ancora una volta.

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Preparativi per un rientro temporaneo…

2009, 16 Agosto

Sono terrorizzata! Domani ritorno a  Modica. L’euforia di venerdì  ha lasciato spazio ad un pò di nervosismo. Lui non ha risposto al mio messaggio. Potevo immaginarlo. Lascio sempre uno spiraglio aperto? Non devo dimenticare che io vado a lavorare, una sostituzione, la vacanza deve essere uno stato mentale e io devo stare bene. Io voglio stare bene…ne riparliamo tra sette giorni!! Intanto finisco di comprimere vestiti, scarpe, trucchi, costume da bagno e quant’altro nel trolley che domani la sveglia è alle5:40!!

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Oggi ho amato il mio lavoro!!

2009, 14 Agosto

Oggi sono felice, amzi credo di essere il superlativo di felice. Oggi sono felicissima!!

Tutto è cominciato ieri mattina quando il capo è venuto dicendo che la settimana prossima, FORSE, ci sarebbe stata la necessità di una sostituzione a MODICA! Vado io, vado io, CI VADO IO!! Credo di aver pure alzato la voce, immaginando già di tornare ad un anno fa, a Luca, agosto 2008 concentrato in una settimana.

La conferma è arrivata stamattina con la telefonata del capozona. Io già ridevo, mentre lui, sornione al telefono, mi diceva che gli devo un favore, e che non si spiega perchè io sia rimasta tanto legata Modica! Eh eh, non se lo spiega nessuno!

Alloggio trovato, non il collega teen ager, un altro che mi cede l’appartamento, si, ma è disabitato da un mese, ma chi se ne frega, io vengo in vacanza, mi scappa di dire!!

Lui ancora non lo sa, come io non so ancora cosa aspettarmi da questa settimana.

Un anno e il mio cuore rischia di frantumarsi di nuovo, spero solo che in chirurgia d’urgenza ci sia qualcuno, semmai avessi bisogno di qualche sutura…