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Strategia trilogy!

2009, 19 Luglio

Da appena cinque minuti ho finito di sistemare il casino che era riapparso nella mia stanza in seguito al mio rientro dal Portogallo. Non avevo avuto voglia sino a questo momento di disfare i bagagli, ordinare cassetti, sistemare guide e libri. A dire il vero non ne avevo neanche questo pomeriggio, ma le minacce di mia madre erano state abbastanza chiare stamattina prima che andassi al mare. Per forza di cose mi sono dovuta piegare al suo volere!

Ultimo giorno di ferie oggi. Qualche ora di mare e ora sto finendo di rimettermi a posto, rendermi degna di varcare domattina la soglia dell’ufficio ed affrontare questa fine mese e poi tutto agosto, in attesa di un misero week end che sono riuscita a ricavare a settembre per gli ultimi bagni.

Retorico dire che non ho affatto voglia di puntare la sveglia alle 6, ma è inevitabile, dato che i lavori in corso sulla strada principale per Lentini mi obbligheranno a fare l’unica strada alternativa che implica allungare di qualche chilometro, oltre a dover andare ad un’andatura pari a quella della formica!

Ho deciso che assumerò un atteggiamento diverso da domani in poi, sia con i colleghi che con i clienti. Da domani tenterò di far valere la mia parte riservata, poche chiacchere su me stessa, sulla mia vita, che lì non ci sono amici, solo curiosi ed invidiosi. Fredda e distaccata, così da tenere tutti lontani. Metterò anche il trilogy che mio padre mi ha regalato per i miei 30anni, così da tentare ulteriormente qualsiasi approccio da parte di clienti più o meno impegnati, perchè si, il mio fidanzato è particolarmente geloso…

Fredda, falsamente fidanzata e distaccata. Da domani voglio tentare di cambiare atteggiamento e pensare che è solo lavoro, che inizia alle 8:25 e finisce alle 16:50. Lavoro che mi permette di partire. Lavoro che mi rende indipendente. Lavoro che non è certo quello che mi sarebbe piaciuto fare, ma che, nonostante tutto, mi rende libera ed indipendente, anche se con un trilogy all’anulare!!

Io un pò imbronciata e riservata...

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2009, 18 Giugno

Sono stanca. Forse sono solo tremendamente annoiata. Magari sono solo queste temperature estive e umide. La mattina vorrei potermi girare dall’altro lato del letto e continuare a dormire. Mi sta prendendo davvero male andare a lavoro, mi pesa più che mai, mi sento in gabbia e la via di fuga è davvero lontana…Sono triste e voglio scappare da questa casa e dimenticare tutto quello che mi fa stare male, le telefonate a mio padre, il silenzio profondo dall’altro capo del telefono, mia madre, l’amore…a volte desidero morire…

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ma…

2009, 19 Maggio

Ma che cosa devo mettere? Mia madre mi guarda esterefatta, per lei tutto va bene, ma non mi guarda nemmeno, io sono nel pallone, e per fortuna che non m’interessa! Sghignazzo, mi vesto, passo davanti allo specchio, faccio una smorfia…mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!! Niente, nmon pervenuta, mi spoglio, passo in rassegna i cassetti…alla fine opto per i pantaloni a zampa, una magleittina nera e un maglioncino a righe rosso e bianco. Niente trucco, chissenefrega!! O no?!! Cazzo è arrivatoooooooooo!!!!

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Vino rosso, musica, patatine e sigarette

2009, 16 Maggio
Ellen Alien, Mendetz, Apparat, Bloc Party in sottofondo

Ogni sigaretta accesa è sintomatica di un’altra goccia che cade nel vaso della sopportazione. So che presto anche questo sarà pieno. Temo il traboccare dell’acqua, la piena di parole che usciranno fuori e che provocheranno un’altra catastrofe, come i tracimamenti dei fiumi, i terremoti che lasciano crepe difficilmente recuperabili. Nella mia stanza, Ellen Allien, Mendetz, Apparat, Bloc Party in sottofondo, non sovrastano i rumori che provengono dalla cucina, il classico focolare della famiglia borghese italiana, per questo io voglio una fottuta living room con angolo cottura!! Niente problemi a casa mia, qualora dovessi trovarla. Si, perchè se sono tutte come quella che ho visto questo pomeriggio, e cioè con la maiolica azzurrata, la carta da parati dello stesso tono e la cucina in muratura ricavata in un balcone verandato con le piastrelle color acqua marina e il bagno rosa (!), credo che opterò per l’acquisto di un BMW serie 1 ed andrò a vivere in una casa di mia madre in collina, dato che lei non si deciderà mai a lasciare mio padre.

Per ora io continuo a ballare da sola e mi sta bene così, non chiedo altro stasera!! Solo altro vino, musica, patatine, una sigaretta se voglio e ancora musica!!

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Una contraddizione

2009, 14 Maggio

Oggi andava tutto bene, cioè non è successo niente di che, soliti maniaci al lavoro, un appuntamento per vedere una casa saltato, mia madre nrvosa al telefono, un pò di incolonnamento nel traffico…praticamente routine. Sto bene, anzi, sto normale.

Ma deve esserci una regola per cui io non possa stare così, tranquillina nel mio bel limbo senze che niente e nessuno venga a smuovere la mia quiete. No, no, non è proprio così!

Viste le temperature ho smesso il te e mi sono data al succo d’ananas, ho dato un’occhiata al blog e poi alla posta in arrivo, che tanto non mi scrive nessuno, a parte lo spam e inviti a serate della pseudo movida cittadina. 11 messaggi non letti, beh, diamo un’occhiata. Apro la cartella e trovo, tra gli altri un messaggio di un ragazzo che si, una volta eravamo piuttosto legati, poi lavoro, trasferte, varie ed eventuali, ci siamo allontanati. Apro un pò incuriosita, ma certa che sarà l’invito a qualche suo concerto. E invece non è l’invito ad un concerto, ma la partecipazione al suo matrimonio e…cazzo!! Penso solo e contemporaneamente due cose:

1: ma chi glielo fa fare?

2: io resterò da sola.

Lo so che è una riflessione che contiene una bella contraddizione, ma è quello che ho pensato. Mi vado a riempire un altro bicchiere di succo d’anas. E io che avevo pensato di non voler scrivere più!!

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Invisibile

2009, 9 Maggio

Invisibile sul messenger, cellulare spento, nascosta a casa o dietro giganteschi occhiali da sole, di spalle davanti allo specchio dei negozi declino cortese l’invito di una commessa a provare qualcosa. Ho dato un’occhiata al blog. Praticamente fermo da una settimana. Cosa mi sta succedendo? Non riesco a scrivere o più semplicemente non so di cosa scrivere? Certo questo non è di sicuro un periodo memorabile, la vita trascorre veloce tra il lavoro, gli appuntamenti per vedere delle case, l’entusiasmo che, come avevo previsto, sta scemando sempre più, qualche telefonata, un paio di msg con lui, un paio di aperitivi, Grantorino al cinema l’altra sera, mezzo litro di vino per crollare a letto e non pensare.

Rido ma sono infelice, circondata da superficiali ed occasionali compagni d’avventura interessati più ad una scopata che a me, a quello che sono. Mi sorge il dubbio che forse quella superficiale, noiosa e affatto interessante, agli occhi degli altri sia io.

Ieri i miei genitori sono andati a vedere la mostra a Palazzo Valle e mia sorella ha fatto loro da guida. Stamattina mia madre mi ha detto, fiera di sua figlia che Irene è proprio brava. Non c’è gelosia in queste parole, danno solo l’input ad una riflessione su di me, su quello che sono, quello che faccio e so che mia madre non potrà mai dire di me che sono brava anch’io, io non lo sarò mai.

Stasera sono triste, ma preferirei essere invisibile davvero…

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Ipocrisia

2009, 26 Aprile

Maledetta ipocrisa familiare in cui sono intrappolata. Combatto, oggi più che mai, con l’amore e l’odio verso i miei genitori, le menzogne, il fottuto perbenismo borghese, il loro giocare a nascondino, le chiacchere, le uscite con gli amici, la nausea che mi provoca vederli seduti allo stesso tavolo, addormentati nello stesso letto, fianco a fianco, quando sanno, quando so, che è tutto falso. Cazzo ci vorrebbe solo un pò di coraggio ed ammettere il fallimento, la fine dell’amore o qualsiasi cosa sia che ci ha portati tutti a questo punto. Lotto con il desiderio di andare via e il pensiero di loro due da soli, mia madre soprattutto che, temo, sappia tutto, ma che si trincera dietro un silenzio profondo che non so scuotere, che non voglio scuotere. Volto le spalle ad entrambi, sdegnata, eppure non riesco ad odiarli, non posso, dovrei?

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Accade

2009, 15 Marzo

Accade poi che per un’inezia, una parola sbagliata, la parola bugiardo, mio padre s’infuri, alzi la voce, perda il controllo, si arrabbi con mia madre e vada via.

Accade così, senza preavviso, che io debba assistere al silenzio di mia madre che, ancora una volta, non ha preso una posizione ed è rimasta muta, seduta ad ascoltare le parole che mio padre le rovescia addosso.

Accade mentre io e mia sorella siamo allibite di fronte a quest’ennesima lite familiare nata senza un vero perchè. Mute entrambe, intimorite dall’ipotesi di fare accalorare ulteriormente mio padre. C’è solo un blando tentativo, ma la sua ira è tutta rivolta a mia madre, così noi ci arrendiamo.

Accade quindi che lui vada via a fare due passi. Che se ne vada pure affanculo, penso io, può anche non tornare più, stronzo! Che se ne vada da quella grandissima puttana con cui se la fa in questo periodo, chi se ne fotte! Tanto in questa casa la sua presenza è come quela di un dittatore che tutto sa, che tutto vuole dirigere e controllare, che non accetta il confronto, che non ammette mai di sbagliare, che non chiede scusa, perchè lui ha sempre ragione!

Accade in ultima battuta che io mi volti a guardare mia madre, ancora sprofondata nel suo silenzio, che le dica che così non può andare avanti, che cazzo, non può farsi trattare così, che se lui alza la voce, altrettanto deve fare lei, che non può permettergli queste perpetue mancanze di rispetto, che…Mia madre si mette a piangere e io sento un odio grandissimo che monta dentro di me.

Accade di domenica sera. Accade che non so più se sia normale che io lo odi, accade che non posso odiare mio padre, accade che tutto mi pare inutile, accade che non trovo un motivo, una ragione che avvalori la mia vita, accade che più che mai vorrei andare via, accade che vorrei essere morta per non dover affrontare questa vita di merda, quest’atmosfera, i risvegli, le lacrime, i silenzi…

Accade che vengono meno tutte le basi e lecertezze e io sono di nuovo allo sbando.

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Dopo cena

2009, 2 Febbraio

Nel rituale casalingo, quello della vita con i miei genitori, ci sono nuove abitudini da rispettare. Una tra queste è quella di cenare tutti insieme. La domenica, poi, si pranza e si cena insieme. Poco male, si dirà, la famiglia felice attorno alla tavola domenicale che si scambia opinioni, quattro chiacchere allegre, si gusta il non tanto frugale pasto che mamma ha preparato sin dal mattino presto, ci si alza satolli e soddisfatti della propria famiglia, di aver goduto di un pò di calore umano, felici di avere delle persone che ci amano e che si amano, delle persone sincere negli affetti e nelle parole…

Almeno è questo che le favole disneyane, la morale borghese, la pubblicità Mulino Bianco e Barilla ci hanno inculcato sin da piccoli. Manca però una componente del quadretto domenicale della famiglia felice a pranzo, il falso perbenismo borghese, quello che nasconde i peccati, che copre i silenzi, che maschera l’indicibile…

Qualche mese fa avevo scritto di un msg letto per caso sul cellulare di mio padre. L’amarezza di dover scoprire che ha un’altra donna guerreggiava con odio e amore, il dolore per mia madre, il desiderio di urlare, sbattere tutto per aria, andare via, scappare lontano. Era la prima volta che un sospetto prendeva corpo, che diventava realtà.

Ho metabolizzato. Sono rimasta in silenzio per un pò, limitando i contatti con mio padre, cercando di stare un pò  più vicina a mia madre, convinta come sono che lei sappia tutto.

Dal 22/11 sono passati due mesi. Ieri sera, dopo cena tutti si sono alzati da tavola. Mio padre è andato a vedere la televisione in un’altra stanza, mia madre si è messa un pò al computer, mia sorella volava da Roma  a Catania. Sola in cucina mi passavo lo smalto sulle unghie, piccola vanità femminile! Ho messo su l’acqua per la camomilla otturna, ho visto il telefono di mio padre ed è stato un attimo. L’ho preso, ho aperto la cartella dei msg, ne ho trovati altri. Suoi, di lei, il sangue mi si è gelato nelle vene, ma lo sentivo pulsare forte nelle vene, paralizzata sulla soglia della porta della cucina controllavo che non arrivasse nessuno dei due.

Cazzo, lo odio! Ma posso odiarlo? L’ho visto piangere perchè la sua vita fa schifo, perchè sente di averla sacrificata, perchè proclama di essere infelice, perchè, a suo dire, quello che ha fatto per me e mia sorella non è servito a nulla, siamo due ingrate…Se ci penso trovo solo una frase da dire:

CAZZO PERCHE’ NON TE NE VAI?

Si, cazzo, perchè non prende tutto il suo coraggio e si va a fare un’altra vita? Perchè non smette quest’aura di falso perbenismo borghese del cazzo e ci lascia stare, lui e i suoi cambi d’umore, dovuti solo al fatto che vorrebbe essere altrove? Perchè non la pianta con le sue prediche del cazzo e non se ne va? Staremmo tutti molto meglio, credo, io non dovrei odiarlo, lo rispetterei solo di più, perchè non posso odiarlo. Mi fa solo una gran pena, lui e mia madre…

Così nel calore del mio sangue che scorreva veloce nelle mie vene ho deciso che semmai dovesse ricapitare di avere quel cazzo di telefono tra le mani, mi ricopio il numero di questa grandissima puttana, la chiamo, le dò un appuntamento e le dico che se lo ama davvero come scrive, brutta troia, che se lo prenda, che se lo porti via, che se lo goda lei, che qui è una vita a metà per tutti, una vita che io non riesco più a vivere così.

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Primo giorno di lavoro

2009, 19 Gennaio

Primo giorno di lavoro nella nuova agenzia. Che dire?

La giornata è iniziata alle 6:28, amo puntare la sveglia qualche minuto prima per potermi girare nel letto qualche momento prima di alzarmi. Accendo il fornello con la caffettiera, pipì, rifaccio il letto, faccio colazione e sono in ritardo, cazzo!! Chiedo udienza a mia madre che con la menopausa ormai la mattina si sveglia all’alba, ma non mi caca neanche di striscio, così decido che un paio di jeans, un dolcevita smanicato e la giacca andranno benissimo per il primo giorno. Ciao, ciao, ci sentiamo dopo….

Ma dopo quando cazzo, che praticamente qui è un fiume, la gente entra senza pausa, i colleghi mi avevano avvertita e io li avevo sottovalutati, non si esce per prendere il caffè, di là c’è la macchinetta, da sfigati penso!! A pranzo restiamo in agenzia, e io mi sento morire, cazzo, praticamente dalle 8:20 alle 17 chiusa qua dentro senza fumare??? Non ce la posso fare!

Sento Raffaella e mi confida che Toti aveva espresso qualche perplessità nei miei confronti…temeva che mi sarei chiusa in bagno a piangere, Avendo il tempo forse l’avrei fatto! Ma ho solo il tempo, di tanto in tanto, per alzare lo sguardoe dare un’occhiata in sala. E’ capitato pure che mi sia voltata a guardare il collega. Che delusione non trovare Raffaella che parla al telefono, decide cosa preparare per pranzo, poterle raccontare di ieri sera con Saro, dei msg del Supremo, mandare tutti affanculo, dire tra i denti che li odiamo tutti…Certo in compenso se lui incrocia il mio sguardo mi sorride e mi fa l’occhiolino…Penso di aver fatto certe facce, tra lo sbigottito e lo schifato!!

Poi arriva il capo, mi chiama nella sua stanza. Penso, ma che cazzo c’avrà da dirmi? Dovrò essere cortese pure con questo, mentre io non voglio parlare con nessuno, voglio solo che questa cazzo di giornata finisca per tornare a casa e andare a letto, dato che ho dormito appena cinque ore! Invece no, devo sostenere il suo sguardo e dare risposte sensate, che non gli facciano pensare sin d’ora che sono una persona particolare. Lo guardo e…cazzo ha un leggero strabismo! Porca troia, quale occhio devo guardare? Merda merda merda!!! Allora abbasso gli occhi, ma mica posso stare così tutto il tempo, così guardo un pò un occhio e un pò l’altro…chissà se se n’è accorto!!

In compenso tutti questi input non mi hanno fatto pensare a lui, (cusa Vuc’s, ma aggiungo un tag con il tuo nome…). “Ti capisco quando stavi male, io sto una merda” avrei dovuto rispondergli e dirgli che lui, quando io stavo male se n’è fottuto alla grande, mi ha ignorata, mi ha preso in giro. Lui non lo sa come mi sentivo io, perchè lui mi ha bellamente ignorata…ma basta ora, è ora di andare a letto e non pensarci più!