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Dilemmi da 14enne travestita da 32enne!!

2009, 7 Settembre

Mi sono svegliata inquieta stamane. Ero terrorizzata dalla possibilità che lui venisse in ufficio, come mi sarei dovuta comportare, fredda e distaccata o che?!? Per fortuna non è venuto, ma il mio umore era ormai compromesso.

Silenzio tutto il giorno, nervosa al telefono, mail brevissime e scritte in nero. L’ha notato. Sono terrorizzata. Ho paura del desiderio che sento, le sue mani sul mio corpo, essere baciata da lui, fare l’amore. Con gli occhi chiusi al mare ieri, era proprio questo quello a cui pensavo. Lui ed io. Ma non posso, non devo. Non lo so se ci riuscirei…

Così il cuore mi batte forte quando arriva una mail, quando sul display del telefono compare il suo nome. E non voglio sorridere. Non lo faccio neanche quando alzo il telefono e lui mi manda i baci e riattacca subito, solo per farmi sorridere. E il problema è che c’è pure riuscito!

Non so razionalizzare. Ho paura che siano solo bugie, ho paura, anzi HO IL TERRORE che si prenda gioco di me. Ma non resisto e rispondo alle mail, ai messaggi lasciati sul messenger, alle telefonate, perchè non so resistere, mentre il Grillo Parlante mi sussurra piano all’orecchio che sarebbe meglio se mantenessi le distanze…che fare??

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PizzAperitivo

2009, 31 Agosto

Insolitamente sorridente per un lunedì mattina ho dato nell’occhio ai colleghi. Peppe soprattutto mi ha osservata con una certa insistenza per capire cosa mi fosse successo nel we. Beh, nel we non è successo proprio nulla. Mi è venuto il ciclo, ho visto qualche film scaricato da internet, ho bevuto un paio di birre e mangiato qualche gelato, sono andata al mare e mi sono bruciata! Piuttosto piatto come fine settimana!

Nonostante ciò oggi sono stata sorridente, cortese e gentile con tutti! E sembra strano anche a me. E’ pur sempre lunedì mattina!

8:49, arriva una mail, quella del buon giorno! Rispondo e chiedo notizie per venerdì (si era accennato ad andare insieme a San Vito lo capo questo fine settimana). Altre mail, una telefonata troncata che ci sono i solito clienti scassamaroni e poi pranzo. Mi rendo conto che sto sorridendo, che sorrido anche  atavola, come se stamattina mi sentissi particolarmente bella, sicura di me, euforica, come se fossi innamorata, ma non lo sono, LO GIURO!!

Telefonata prima di andare via. Mi sputtano, gli chiedo ma un aperitivo quando?? Stasera? No, magari facciamo domani…va bene, ma domani mi dovrai raccogliere con il cucchiaino, che paghiamo le pensioni e non oso immaginare che cosa ci sarà, ma va bene. A domani.

Poi mi chiama, non ha scritto il contatto messenger. Ne approfitta per trasformare in presa diretta l’aperitivo in una pizza. Daccordo, a domani.

Forse sto esagerando, sottovaluto o non considero affatto che è pur sempre un uomo separato e che avrà sicuramente anche lui qualcosa che non va, solo così si può spiegare questa mia insistenza nei suoi confronti. Devo avere a portata di mano un post it con su scritto

 stai al tuo posto e non correre!!

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La prova del 9

2009, 26 Agosto

Beh, domani vado di nuovo a Modica per lavoro. Non si sa ancora se per uno o due giorni. Volevo modificare il messaggio del Messenger, ma dato che lui ha i paraocchi e che io non ho interesse a fargli sapere della mia presenza, non ho apportato nessuna modifica. Forse questa mia determinazione scaturisce dalla comparsa di un’altra persona che mi sta incuriosendo, con la quale ci stiamo studiando via msg e mail. Un altro uomo, stavolta separato, 40enne, una figlia, amante del mare, bel fisico. Stavolta però mi sono imposta una nuova regola:

Io prima di tutto!!

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Invisibile

2009, 9 Maggio

Invisibile sul messenger, cellulare spento, nascosta a casa o dietro giganteschi occhiali da sole, di spalle davanti allo specchio dei negozi declino cortese l’invito di una commessa a provare qualcosa. Ho dato un’occhiata al blog. Praticamente fermo da una settimana. Cosa mi sta succedendo? Non riesco a scrivere o più semplicemente non so di cosa scrivere? Certo questo non è di sicuro un periodo memorabile, la vita trascorre veloce tra il lavoro, gli appuntamenti per vedere delle case, l’entusiasmo che, come avevo previsto, sta scemando sempre più, qualche telefonata, un paio di msg con lui, un paio di aperitivi, Grantorino al cinema l’altra sera, mezzo litro di vino per crollare a letto e non pensare.

Rido ma sono infelice, circondata da superficiali ed occasionali compagni d’avventura interessati più ad una scopata che a me, a quello che sono. Mi sorge il dubbio che forse quella superficiale, noiosa e affatto interessante, agli occhi degli altri sia io.

Ieri i miei genitori sono andati a vedere la mostra a Palazzo Valle e mia sorella ha fatto loro da guida. Stamattina mia madre mi ha detto, fiera di sua figlia che Irene è proprio brava. Non c’è gelosia in queste parole, danno solo l’input ad una riflessione su di me, su quello che sono, quello che faccio e so che mia madre non potrà mai dire di me che sono brava anch’io, io non lo sarò mai.

Stasera sono triste, ma preferirei essere invisibile davvero…

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Giochi di parole

2009, 9 Marzo

Stasera non c’è nulla da fare. Su msn ci sono i soliti noti, per lo più gente con cui neanche parlo, che ce li avrò a fare allora mi chiedo sempre quando accedo, se poi non ci parlo neanche? Boh!!

Tra i contatti c’è anche il mio amico Vuc’s, ci scambiamo il primo msg contemporaneamente, e siccome non abbiamo meglio da fare, cominciamo a commentare i commenti che di volta in volta ci lasciano sui rispettivi blog. Arriviamo quindi a quello che ho trovato stasera in moderazione tra i miei commenti, lasciato sul post: una voglia. Vuc’s sostiene sia un complimenti, io storco un pò il muso, forse è perche sono nata polemica,ma lo pubblico e rispondo.

Cominciamo così, io e Vuc’s a giocare con uno dei username delle mail che arrivano dagli autori dei commenti. Uno in particolare attrare la nostra attenzione e dà il via ad una serie infinita di creazioni, tra cui, in ordine sparso:

vecchio com’è avrà l’ernia del discolo; la mia moto ha i freni a discolo; discolo la pasta e arrivo…; ti si è incantato il discolo?; il lancio del discolo (questa è di mia sorella!!); avvistato un discolo volante (anche questa è sua!!); devo portare avanti il discolo orario altrimenti mi fanno la multa…

Abbiamo passato così una mezz’oretta insieme e mi sono distratta, spero che nessuno discolo se l’abbia a male :)

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Un certo effetto…

2009, 21 Febbraio

Ieri a lavoro abbiamo fatto mezz’orario per lasciare spazio agli operai che dovevano rimettere a nuovo l’agenzia. Ne ho approfittato per una passeggiata a Modica ed andare a trovare Raffaella e Toti, avevo mandato un msg anche a Luca per un caffè, ma nel corso della giornata non eravamo riusciti a parlarci.

Prima di mettermi in macchina ho preso un caffè al bar con Giuseppe. Uomo indeciso che mi guarda negli occhi, per capire, forse, fino a dove può arrivare il desiderio, la spinta che ci fa stare vicini, l’attrazione che ci sta facendo giocare un gioco piuttosto pericoloso. Il pericolo sta nel fatto che prima o poi cederemo, prima o poi accadrà qualcosa, nonostante lui mi abbia promesso di smetterla con le battute, lo sfiorarsi delle mani, gli occhi negli occhi. Lui non ci riesce, io neanche! Ma io sento la sua paura, la sua indecisione che fa in modo che il lunedì riparta il loop di sguardi e frasi per finire il venerdì pomeriggio…

Toti l’ha definita ansia da prestazione, noia di una persona con la quale è si sposato da sei mesi, ma probabilmente fidanzato da anni, desiderio di novità e paura delle conseguenze. Raffaella sostiene che uno dei due si brucerà…io voto per me! Lui la sera dissimulerà tornando da sua moglie.

Ho visto Luca, il fantomatico lui di tanti post, il Supremo…Ha qualche perplessità, dopo tutte le cose che ci siamo detto sul messenger qualche settimana fa, ma ora siamo insieme, lo volevamo entrambi, altrimenti io non gli avrei chiesto di vederci, e lui non avrebbe accettato. Seduti di fronte, mangia una fetta di torta alla frutta, lo guardo e lo ascolto, vagamente distratta perchè tento di capire se provo ancora qualcosa per lui. Ma non riesco a mettere a fuoco i miei sentimenti. Di sicuro c’è dell’affetto e lui? Chissà cosa pensa lui ora di me, cosa prova…Restiamo insieme una mezz’ora abbondante, ma ad un tratto finiscono le parole e restiamo in silenzio.

Ritorno a casa. Guido e sento di essere distratta. Sto pensando a lui, a Giuseppe, a questo fine settimana. Tento di mettere in ordine i pensieri, quando in realtà vorrei cacciarli tutti via, ma non ne sono capace.

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Una svolta, la mia nuova vita!

2009, 25 Gennaio

Lui fa finta di niente, pensa che io sia riuscita da andare oltre, crede che noi due possiamo essere amici. Mi tratta come se nulla fosse accaduto, cerca il mio sostegno, dopo il suo silenzio di cinque mesi, dopo le bugie, dopo l’attesa, dopo aver lasciato marcire il mio amore. Sul messenger io ricambio le sue parole con ironia. Vorrei dirgli che non deve cercarmi più, che io non ho più piacere a parlare con lui, che se sta male non m’interessa, che non posso in nessun modo essere sua amica, non ora. Lui mi ha disprezzata, mi ha mentito, mi ha trattata come mai nessuno prima mi aveva trattata. Bugie e silenzio prima, ricerca di conforto e di sagge parole che mitighino il suo dolore. Posso dargliele? Non credo proprio, lo escludo in modo certo.

Ma nonostante ciò brucia questo suo essere tanto ottuso, questo strano attegiamento. Cazzo, cos’è stupido, mi chiedo quando si illumina la finestra di conversazione con il suo nome. Supremo…non chiamarmi così…no, come cazzo devo chiamarti? Volpe, dato che sei stato bravo, davvero bravo nel tenermi così in sospeso. Sarebbe meglio forse coglione, e non nascondo che se sta male forse mi fa pure un pò di piacere, ma alla fine neanche tanto, dato che il male che mi ha fatto non ha paragoni.

Ha perso l’amore più grande che una donna potesse dargli, che una donna volesse dargli, incondizionatamente, perchè lo amavo così com’è. Ma adesso lui è il passato e non sarò più io, in futuro, a contattarlo, anche se fa male vedere ogni volta quell’uomino verde nel messenger, sapere che lui è là, sapere che non è lì per me, che non è con me che vuole parlare, rendermi conto che io ho perso definitivamente tutte le spinte che mi travolgevano e mi facevano tendere a lui.

La mia nuova vita, senza amore e senza bugie, andrà bene anche senza di lui. Ne sono certa!!

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Travelling Julia

2009, 2 Gennaio

Julia è scomparsa. Per una volta ha deciso che sarà lei ad essere: NON PERVENUTA, sa bene che lui non la cercherà, e finora le sue aspettative non sono state deluse. Anche lui risulta: NON PERVENUTO! L’unico che la tiene nel cuore è Jack, l’unico che ha mantenuto vivo l’interesse per lei. Julia si chiede se sia solo perchè non hanno ancora scopato, ma la risposta è ovvia, ed è no. Jack è diverso dagli altri, lui non è un uomo da scopata e via, nè tantomeno un uomo che ha bisogno di nascondere  il desiderio di sfogare la propria libido dietro uno squallido invito a prendere un caffè.

Ma quando Julia ha deciso di partire Jack non c’era, e non ci sarebbe stato per altri due giorni. Due lunghissimi giorni che, di certo, avrebbero ulteriormente scombussolato il già precario equilibrio di Julia. Per garantirsi la sopravvivenza Julia è fuggita, ha acquistato un biglietto a/r e…se n’è subito pentita! Ha chiamato il call center ed ha fatto cambiare la data di ritorno. Non avrebbe retto ioltre quattro giorni e già al secondo è pienamente soddisfatta della sua scelta.

Julia è andata a trovare un amico. Non che si conoscessero, ma per qualche mese, due anni fa, avevano passato un bel pò di tempo a chiaccherare sul messenger, lunghe telefonate quando lei stava attraversando un brutto momento. Julia pensava di trovare una persona diversa. Anche stavolta le aspettative sono andate deluse. Lui è più silenzioso del solito, la osserva e la fa sentire in imbarazzo, fa in modo che la conversazione verta sempre sulle cazzate che lei dice solo per non fare calare il silenzio. Ogni tanto la prende da sotto il braccio, le accarezza la gamba mentre stanno in macchina, la abbraccia o le dà un bacio sulla guancia. Julia è rigida, affatto a proprio agio, perchè ha bisogno di conversare e non monologare, vuole una persona con cui ridere, farsi due drink, passeggiare per il centro, anmzicchpè andare fuori città in un outlet dove tutti i negozi, da Salvatore Ferragamo a Loius Vuitton, le ricordano lui!

Anche stanotte Julia vorrebbe stare a cazzeggiare in giro con Jack, con lui forse andrebbe bene anche una serata a base di tarallucci e vino, il resto verrebbe da sè, le parole ed i silenzi sarebbero tutti naturali, non ci sarebbe imbarazzo.

Per crescere Julia sa che deve diventare indipendente e stare bene innanzitutto con sè stessa. Una strada in salita, una sfida come il silenzio che la fuga le ha imposto.

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Capodanno 2009

2009, 1 Gennaio

Le 23:30. Suona il silenzio nella caserma alle spalle di casa mia. Ancora mezz’ora e tutto sarà finito. Ci sarà quindi il tempo per dimenticare e ricominciare. Gli omini del messenger sono tutti grigi. Nessuno è on line. Prevedibile, saranno tutti a festeggiare. Io ho deciso di restare a casa. I miei sono andati in qualche ristorante, mia sorella è partita stamattina per Barcellona. Amici e amiche…no, zero! E sinceramente, dopo tre giorni massacranti al lavoro, i due negroni di ieri sera, mal di pancia stamattina, il suo reiterato silenzio, le urla del capo, l’imminente trasferimento, il trasloco da fare, gli approcci poco convenienti del marito della collega, cene indecenti a base di patatine, cetrioli, mozzarella e zuppe nel tetrapack, l’incontro con lui questo pomeriggio…insomma non ho avuto neanche l’impulso di chiamare qualcuno ed aggregarmi.

Poi lui appare. Si, lui si connette su messenger. Me l’aveva detto che non sarebbe uscito. Ci mettiamo a parlare e io davvero non so che atteggiamento avere con lui. Forte è il desiderio di dirgli ancora e ancora quello che provo, ma lascio stare. Perchè so bene che non è con me che vorrebbe essere stanotte. Mi viene quasi da chiedergli perchè stia qui a parlare con me. Ma in effetti non è necessario. I suoi gesti, da oggi pomeriggio, non saranno più fraintesi, e la nostra conversazione ai miei occhi, non conterrà alcun contenuto sommerso che solo io riesco ad estrapolare, che solo io vedo. Non c’è più niente da capire. Stavolta è tutto davvero chiaro, ma devo pur sempre trattenermi e tenere dentro le mie parole, stringendo i denti per non dire cose che lui non vuole sentire da me. Comincio ad ignorare i miei sentimenti. Questa è la terapia che mi impongo per il 2009! Ardua missione. So che cederò!

 Fuori sembrano tutti impazziti e non posso ignorare il count down che i miei vicini mi impongono, cominciando a sparare botti e mortaretti, forse anche qualche colpo di mortaio, sin dalle 23:45. Musica in sottofondo continuo a parlare con lui. Moglie e figlia probabilmente in un’altra stanza. Scrivo un altro messaggio, spengo l’ultima sigaretta del 2008. Le 23:54.

Il 2009 è già preso a fucilate dai miei vicini mentre lui è a brindare al fottutissimo anno nuovo…

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Sono solo stanca…

2008, 27 Dicembre

Bene, benissimo. Non è affatto vero, stasera non c’è nulla che vada bene, almeno nella mia testa.

Sopravvissuta al natale, allo scambio di doni, alla trasferta sui nebrodi, all’incontro con Adriano, ai messaggi beneauguranti, all’atmosfera d’inculcata felicità, mi ero quasi convinta che santo stefano, e cioè la giornata di oggi, sarebbe stata davvero una passeggiata. Niente di più errato, cazzo!!

La mattina è squagliata a letto a dormire, per svegliarmi intorno alle 11:30 con una strana sensazione addosso. Ero sudata e stanca. Si che ieri notte erano le 2:30 abbondanti, ma ho pur dormito…quasi nove ore, dovrei essere fresca e riposata come una rosa di maggio. Invece sento di puzzare, ho la spiacevole sensazione di avere i capelli appiccicati alla fronte e, in generale, mi sento insoddisfatta, e sono appena sveglia!!

Faccio del mio meglio per far migliorare l’umore, non commento il fatto che mia madre stia preparando cotolette alla milanese mentre io preferirei una bella insalata, tanto per togliermi di bocca il sapore del cibo di ieri (a questo mi ha dato una mano il mio neo amico Alan Pollo e il suo post di oggi: http://snaporazblast.wordpress.com/2008/12/26/consigli-per-gli-acquisti), non butto giù la porta del bagno accorgendomi che mia sorella sta lì dentro da un’ora abbondante, spengo il cellulare perchè è inutile tenerlo acceso, non chiama nessuno, aspetto un bel pò prima di accendere il computer evito le tentazioni!! Ma io sono una donna debole, per questo accendo il pc. Per fortuna mio padre rientra e ci sediamoa  tavola. Cazzo, vista la durata che ha il nostro pasto temo che sia un revival del pranzo di ieri, mi vorranno mica fare alzare alle quattro pure oggi? Io non sono abituata a questa lungaggine, a casa mia mangio, di solito un’insalata, e non appena finisco scatto via come una molla. Non capisco quale sia quindi la necessità di stare seduti a tavola un’ora. Non si fa neanche conversazione. Tutti i tentativi di mia madre finiscono triturati da risposte scortesi di mio padre, frecciatine, sguardi affatto amabili. Mio padre ha lo sguardo perso nelle notizie del telegiornale locale. Io penso. Penso che questa realtà non riuscirò a reggerla a lungo, che io non posso tornare a vivere con i miei. Mi sento male. Sono combattuta.

So, infatti, che io e mia sorella siamo una sorta di ancora di salvezza per la loro pseudomoralità, quella bella ed intaccabile facciata di famiglia felice, quadretto Mulino Bianco che si ostinano ancora a mantenere in vita. Ma io non posso, non riesco più a sopportare tutte le loro bugie, quel costante lamentarsi l’uno dell’altro, quel parlare tra i denti senza ripetere cos’hanno detto perchè non li ho sentiti. Non è vero, io ho sentito bene, anzi benissimo quello che hanno detto, voglio solo che abbiano il coraggio di ripetere. Loro non lo fanno mai.

Ho i pugni chiusi, stretti. Io non sopravvivo se torno a vivere con loro. Io non posso. Il mio posto non è neanche qui. Io non posso e non voglio essere loro complice nel tenere in vita questa cazzo di farsa. Io li odio. Mangio un pezzetto di panettone e mi viene da vomitare. Dove cazzo è la mia felicità, un posto dove io possa dimenticarmi di tutto, dove possa essere me stessa. Dov’è?

Questa non è più casa mia ed è come se fossero venute meno tutte le certezze. La famiglia è solo un’illusione. Gli amici si sono trasformati tutti in conoscenti attaccati solo alla loro ottusissima visione delle cose e ad una personalissima interpretazione di fatti e pensieri espressi attraverso queste parole (Adriano carissimo parlo con te…chissà cosa capirai stavolta!!). L’amore è morto e sepolto. Lui non mi ama!! Certo, lui non l’ha detto, ma non ha detto neanche il contrario!

Ho bisogno di fumare. Almeno una cazzo di sigaretta stasera me la potrò fumare. Non ho neanche cenato. Solo un film con mia sorella. Ma a volte è come se ci fosse un muro con lei. Perfetto. Da metà gennaio saremo di nuovo tutti sotto questo tetto e io sono sempre più convinta che se fossi morta non mi dispiacerebbe, che questa vita, così com’è, non mi piace, che mi sento incompleta, che lui mi ha portato via quell’ultima speranza di essere felice, mi sento vuota, sempre più inadeguata. Mi gira la testa, e non è per la fame. Sono solo triste e, anche se lui è sul messenger, non gli dirò nulla, io non farò nulla. Io non voglio fare più niente. Io solo sono stanca di tutto…