Bene, benissimo. Non è affatto vero, stasera non c’è nulla che vada bene, almeno nella mia testa.
Sopravvissuta al natale, allo scambio di doni, alla trasferta sui nebrodi, all’incontro con Adriano, ai messaggi beneauguranti, all’atmosfera d’inculcata felicità, mi ero quasi convinta che santo stefano, e cioè la giornata di oggi, sarebbe stata davvero una passeggiata. Niente di più errato, cazzo!!
La mattina è squagliata a letto a dormire, per svegliarmi intorno alle 11:30 con una strana sensazione addosso. Ero sudata e stanca. Si che ieri notte erano le 2:30 abbondanti, ma ho pur dormito…quasi nove ore, dovrei essere fresca e riposata come una rosa di maggio. Invece sento di puzzare, ho la spiacevole sensazione di avere i capelli appiccicati alla fronte e, in generale, mi sento insoddisfatta, e sono appena sveglia!!
Faccio del mio meglio per far migliorare l’umore, non commento il fatto che mia madre stia preparando cotolette alla milanese mentre io preferirei una bella insalata, tanto per togliermi di bocca il sapore del cibo di ieri (a questo mi ha dato una mano il mio neo amico Alan Pollo e il suo post di oggi: http://snaporazblast.wordpress.com/2008/12/26/consigli-per-gli-acquisti), non butto giù la porta del bagno accorgendomi che mia sorella sta lì dentro da un’ora abbondante, spengo il cellulare perchè è inutile tenerlo acceso, non chiama nessuno, aspetto un bel pò prima di accendere il computer evito le tentazioni!! Ma io sono una donna debole, per questo accendo il pc. Per fortuna mio padre rientra e ci sediamoa tavola. Cazzo, vista la durata che ha il nostro pasto temo che sia un revival del pranzo di ieri, mi vorranno mica fare alzare alle quattro pure oggi? Io non sono abituata a questa lungaggine, a casa mia mangio, di solito un’insalata, e non appena finisco scatto via come una molla. Non capisco quale sia quindi la necessità di stare seduti a tavola un’ora. Non si fa neanche conversazione. Tutti i tentativi di mia madre finiscono triturati da risposte scortesi di mio padre, frecciatine, sguardi affatto amabili. Mio padre ha lo sguardo perso nelle notizie del telegiornale locale. Io penso. Penso che questa realtà non riuscirò a reggerla a lungo, che io non posso tornare a vivere con i miei. Mi sento male. Sono combattuta.
So, infatti, che io e mia sorella siamo una sorta di ancora di salvezza per la loro pseudomoralità, quella bella ed intaccabile facciata di famiglia felice, quadretto Mulino Bianco che si ostinano ancora a mantenere in vita. Ma io non posso, non riesco più a sopportare tutte le loro bugie, quel costante lamentarsi l’uno dell’altro, quel parlare tra i denti senza ripetere cos’hanno detto perchè non li ho sentiti. Non è vero, io ho sentito bene, anzi benissimo quello che hanno detto, voglio solo che abbiano il coraggio di ripetere. Loro non lo fanno mai.
Ho i pugni chiusi, stretti. Io non sopravvivo se torno a vivere con loro. Io non posso. Il mio posto non è neanche qui. Io non posso e non voglio essere loro complice nel tenere in vita questa cazzo di farsa. Io li odio. Mangio un pezzetto di panettone e mi viene da vomitare. Dove cazzo è la mia felicità, un posto dove io possa dimenticarmi di tutto, dove possa essere me stessa. Dov’è?
Questa non è più casa mia ed è come se fossero venute meno tutte le certezze. La famiglia è solo un’illusione. Gli amici si sono trasformati tutti in conoscenti attaccati solo alla loro ottusissima visione delle cose e ad una personalissima interpretazione di fatti e pensieri espressi attraverso queste parole (Adriano carissimo parlo con te…chissà cosa capirai stavolta!!). L’amore è morto e sepolto. Lui non mi ama!! Certo, lui non l’ha detto, ma non ha detto neanche il contrario!
Ho bisogno di fumare. Almeno una cazzo di sigaretta stasera me la potrò fumare. Non ho neanche cenato. Solo un film con mia sorella. Ma a volte è come se ci fosse un muro con lei. Perfetto. Da metà gennaio saremo di nuovo tutti sotto questo tetto e io sono sempre più convinta che se fossi morta non mi dispiacerebbe, che questa vita, così com’è, non mi piace, che mi sento incompleta, che lui mi ha portato via quell’ultima speranza di essere felice, mi sento vuota, sempre più inadeguata. Mi gira la testa, e non è per la fame. Sono solo triste e, anche se lui è sul messenger, non gli dirò nulla, io non farò nulla. Io non voglio fare più niente. Io solo sono stanca di tutto…
Giochi di parole
2009, 9 MarzoStasera non c’è nulla da fare. Su msn ci sono i soliti noti, per lo più gente con cui neanche parlo, che ce li avrò a fare allora mi chiedo sempre quando accedo, se poi non ci parlo neanche? Boh!!
Tra i contatti c’è anche il mio amico Vuc’s, ci scambiamo il primo msg contemporaneamente, e siccome non abbiamo meglio da fare, cominciamo a commentare i commenti che di volta in volta ci lasciano sui rispettivi blog. Arriviamo quindi a quello che ho trovato stasera in moderazione tra i miei commenti, lasciato sul post: una voglia. Vuc’s sostiene sia un complimenti, io storco un pò il muso, forse è perche sono nata polemica,ma lo pubblico e rispondo.
Cominciamo così, io e Vuc’s a giocare con uno dei username delle mail che arrivano dagli autori dei commenti. Uno in particolare attrare la nostra attenzione e dà il via ad una serie infinita di creazioni, tra cui, in ordine sparso:
vecchio com’è avrà l’ernia del discolo; la mia moto ha i freni a discolo; discolo la pasta e arrivo…; ti si è incantato il discolo?; il lancio del discolo (questa è di mia sorella!!); avvistato un discolo volante (anche questa è sua!!); devo portare avanti il discolo orario altrimenti mi fanno la multa…
Abbiamo passato così una mezz’oretta insieme e mi sono distratta, spero che nessuno discolo se l’abbia a male
Pubblicato in Senza Categoria | Contrassegnato da tag Blog, Commenti, Messenger, Parole, Vuc's | 2 Commenti »