Posts contrassegnato dai tag ‘Occhi’

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Tutto si trasforma!!

2009, 21 Maggio

Darsi appuntamento alle otto e mezza di sera preclude la fattibilità di un aperitivo, almeno l’altra sera è andata così. L’uomo dei fiori è arrivato puntuale e mi ha portato a cena in un ristorantino sul mare. L’aperitivo quindi è diventato un invitoa  cena, si perchè io pensavo che magari tu avresti avuto fame e che poi magari non avresti cenato, mi ha detto. Sorrido imbarazzata. Lo ricordavo vagamente e, soprattutto, diverso!! Un pò più alto, un pò più magro, ma la sua compagnia è gradevole, se escludo i numerosi complimenti rivolti ai miei occhi che mi mettono sempre un pò a disagio, mi fanno volgere lo sguardo altrove o addittura abbassarli, dato che la frangia è stata spuntata alla perfezione e non posso più nascondermici dietro!!

Beviamo poi qualcosa al Nievskji dopo, un rum per me, ma il mio stomaco ha dato forfait e arrivata a casa non ho potuto fare altro che vomitare tutto!!

Capita quindi, l’indomani, di andare a lavoro desiderando di essere ancora a letto, al caldo, sotto le coperte, perchè anche se ci sono 25 gradi, io ho freddo e sto male!! La mattinata mi aiuta a riprendermi, riesco a tenere gli occhi aperti, a calmare il mal di testa e a mangiare qualcosa intorno alle undici del mattino. Mi sento talmente tanto bene che accetto l’invito di un collega per un aperitivo.

Anche questo aperitivo si trasforma in una cena, carne di cavallo e una serie di piccoli inconvenienti che mi danno spunto per altrettante piccole prese in giro, benchè lui sia un mio superiore. Chissenefrega, tanto non siamo a lavoro!! Dopo cena, indeciso, mi riaccompagna alla macchina, rimproverandomi di non voler continuare la serata…tanti punti interrogativi stampati in faccia, dico solo che mi ero offerta per un altro drink! E inauguro la stagione estiva dei mojito!

Ho risentito entrambi oggi, il Signor Ni da lavoro via mail, Giovanni al telefono. Chi dei due mi abbia fatto più piacere sentire non saprei dirlo, e poi stasera sono tanto stanca che penso solo a quando finalmente andrò a letto…

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Corro

2009, 9 Aprile

Corro, corro sul lungomare, la musica a palla nelle orecchie. Corro veloce, corro e sento il mio respiro affannato. Butto l’aria con la bocca, non ce la faccio ad arrivere fino alla fine, ma devo, lo voglio fare, voglio stremarmi, tornare a casa e non avere più forze residue, buttarmi sotto al doccia, mangiare qualcosa e crollare a letto fino a domattina. Corro e canto in mente le canzoni degli Interpol, i pugni chiusi stretti, perchè sono triste. Corro e dimentico le lacrime di un’ora fa in macchina, lacrime per me, per non poter esaudire i miei desideri, desideri sempre sbagliati! Corro e non penso. Corro, gli occhi che incrociano quegli degli altri, sguardi che non sostenmgo mai, preferisco guardare il mare. Corro e arrivo alla mai meta, la fine del lungomare. Rallento il passo, si calma il respiro. Faccio un pò di esercizi, stretching soprattutto. Guardo le macchine che passano, dall’altro lato della corsia c’è una fila, famiglie, uomini, coppie, vecchietti, donne sole, amiche, sale la tristezza, la malinconia. Faccio esercizi, i Killers e il loro sound anni 80, mi piacciono. Alzo lo sguardo, passa un ragazzo, lo guardo da dietro…è lui! Cazzo è Luca, il Supremo…mi paralizzo, non respiro, perchè ho la piena consapevolezza che non può essere lui, io vorrei non fosse così, io vorrei e non vorrei. Lo guardo, torna indietro, non è lui e io, come una sciocca, comincio a piangere. Incontrollabili le lacrime scendono, so che non dovrei, che faccio la figura della pazza depressa. Dò le spalle alla strada, guardo il mare e piango, A Strange Education dei Cinematics, quella con cui mi sono svegliata quest’estate accanto a lui, nel mio letto, quando pensavo che non sarebbe mai arrivato il futuro, quando credevo sarebbe durato in eterno. Non può essere, mi ripeto, nel vano tentativo di calmarmi. Non posso essere ancora così legata a lui, al suo ricordo, non posso ancora desiderarlo dopo tutto quello che è successo, non può essere così, perchè non riesco ad andare avanti, perchè?!? Corrono veloci le persone e mi superano, sento l’aria che spostano, mentre il mio sguardo è fisso nel vuoto, la mente è corsa veloce da lui e io non so riportarla indietro.

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Il giorno della marmotta

2009, 7 Aprile

Banale, cercare i suoi occhi. Banale, l’attesa quando è vana. Banale, il rumore dei miei pensieri. Banale, desiderarlo. Banale tutto quando tutto s’infrange su di me, si ricompone nottetempo e torna a tormentarmi l’indomani. Il mio giorno della marmotta che dovrei imparare ad ignorare…

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Prima di partire

2009, 3 Aprile

Oggi ultimo giorno in agenzia di Giuseppe. Domenica partirà per Fano, dove starà per due mesi. La giornata a lavoro è praticamente volata tra milioni di problemi. Lui è rimasto barricato nella sua stanza quasi tutto il giorno, riemergendo solo per pranzo. Un pranzo fatto all’inpiedi al bar. Io ammutolita dalla stanzhezza, lui e Marco che tentavano di farmi sorridere. C’è riuscito solo il banconista, porgendo a Giuseppe una tazzina vuota: il suo caffè molto stretto! Il pomeriggio è volato ed io sono stata catatonica fino alle cinque, quando avevamo finito ed erano andati tutti via.

Io e Giuseppe da soli in ufficio. Lui doveva sistemare i sospesi, io gli arretrati! Siamo rimasti fino a dopo le sei del pomeriggio, poi in macchina;, ci vediamo al solito posto. Io vado avanti e scoppio a piangere in macchina. Piangevo senza perchè, o forse il perchè c’era. Il fatto che si era instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e doppi sensi che non hanno portato da nessuna parte, per fortuna, e che ci hanno fatto legare abbastanza.

Posso dire che mi conosce, che mi ha capita, che, senza leggere il mio blog, è riuscito a penetrarmi. L’ho aspettato ferma nella corsia di emergenza, i bassi che facevano rimbombare l’abitacolo della macchina, un occhio allo specchietto retrovisore, lui che arriva, abbaglia e io che riparto dietro di lui. Un paio di lacrimoni escono quasi incontrollati, mi guardo nello specchietto, gli occhi rossi, speriamo non se ne accorga, uso la sciarpetta per ascigarmi gli occhi. Per fortuna in ufficio mi ero lavata la faccia ed avevo eliminato il trucco. Sarei stata un mascherone inguardabile e lui mi avrebbe chiesto perchè avessi pianto.

Accosta. Spegne la macchina, lo guardo scendere dalla sua macchina e salire nella mia. Mi sento in imbarazzo, deve esserci puzza di sigarette, lui dice che è il mio odore, io non voglio sia così, non voglio sia questo che ricordi di me. Abbasso il finestrino. Mi guarda e resta in silenzio. Io non riesco a parlare e lotto con me stessa per sostenere il suo sguardo senza piangere.

Comprati il BMW, stasera che fai? Esci, devi uscire, non chiuderti nella solitudine; hai allentato con le tue amiche dopo che sei stata a Modica? Si vede che sei triste, e forse è questo che ti rende affascinante.

E io volevo solo piangere. Invece ho preso una sigaretta e l’ho accesa, perchè questo è l’unico modo che conosco per dissimulare e non piangere, non l’avrei potuto fare davanti a lui, l’avrei messo in imbarazzo, non avrei saputo spiegargli perchè stessi piangendo, non volevo nè comprensione nè compassione, non sarei riuscita a smettere e l’avrei messo in imbarazzo. Così sono rimasta in silenzio, non trovavo neanche le parole per dire le mie solite cazzate per sviare il discorso. In silenzio ho lasciato che continuasse a guiardarmi, ho continuato a guardarlo, perchè passeranno due mesi prima che potrò farlo ancora, prima che potrà farlo di nuovo, e mi mancherà, anche se non gliel’ho detto.

Mi ha dato un bacio sulla guancia prima di scendere dalla macchina, ho rimesso in moto e sono andata via, liberandomi da tutta la tristezza accumulata, liberandomi di tutte le parole che avrei voluto dirgli e che ho taciuto. Gli ho mandato un messaggio quando ho svoltato per una traversa mentre lui andava dritto: Una sigaretta per non piangere davanti a te. Mi spiace che parti e so che mi mancherai. Poi ho spento il telefono, per evitare una sua chiamata, ma lui non l’ha fatta.

Persevera l’amaro in bocca, per lui che mi legge così, per me che non so reagire, per tutto quello che vorrei e per cui non so lottare

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Postumi sorridenti

2009, 26 Marzo

Ieri dicevo, anzi scrivevo di come mi stessi godendo la tranquillità di casa mia vuota. Tutti fuori, dentro io, una bottiglia di vino, Golden Virginia e un pò di musica. Avevo scritto di quattro bicchieri di vino, che poi sono diventati cinque e poi sei e poi sette, credo. Non ho scritto della mia cena, ero infatti abbastanza ubbriaca e non mi sono neanche resa conto di cosa avessi nel piatto. So per certo che non vedevo l’ora di finire quello che c’era dentro, qualunque cosa fosse, anche se ad ogni forchettata mi rendevo conto che mi stavo autoinfiggendo un supplizio, che io non avevo più voglia di mangiare, che dovevo andare immediatamente a letto, che non ce la potevo più fare a stare seduta. Invece testarda ho finito tutto, ho sparecchiato e riapparecchiato poi per i miei genitori che, al ritorno dal teatro, avrebbero dovuto cenare e sono fuggita in bagno. Seduta sul cesso (che brutta immagine) gli occhi chiusi, non ho neanche sentito mia sorella che era rientrata. Ha dovuto quasi buttare giù la porta perchè mi accorgessi della sua presenza…Si, altro che ubbriaca, ero cotta a puntino! Sono emersa dal bagno e l’ho raggiunta in cucina, gli occhi pesti, la frangia stirata bene, mal di pancia…

Mi siedo e la ascolto mentre mi racconta del suo capo, delle colleghe inette, della quantità di lavoro che deve fare quotidianamente. La ascolto fino a che le sue parole si confondono da quelle che escono dalla televisione, ascolto solo rumori! Cazzo devo vomitare!! La interrompo, mi scuso e le dico che ho bisogno di vomitare. Mi alzo, vado in bagno, due fedelissime dita in gola e butto fuori quello che avevo mangiato, quello che avevo bevuto, credo ci fosse anche un pezzettino di anima…non ho avuto il coraggio di guardare bene!

Riemersa dal bagno la guardo con gli occhi ben aperti, sto meglio, riscaldo il cuscino con i noccioli di ciliegia e vado a morire a letto, priva di dignità, priva dei sensi crollo e mi addormento augurando a stento a mia sorella buona notte.

E stamattina mi sono svegliata un pò prima che la sveglia suonasse, nessun sintomo, niente mal di testa, niente mal di gola, no occhi pesti e soprattutto nessun ricordo! Un vago mal di pancia, ma è il ciclo, mi dico! Arriva un msg sul cellulare. Vuc’s che riesce a farmi arrossire, anche se non capisco bene a che cosa si riferisca, ho rimosso il post scritto ieri sera, l’umore stamattina non è desolato. Sono sorridente, ma ho stampato in faccia che ho bevuto tanto…urge maquillage, fondotinta, cipria, correttore, tanto (!), un pò di burrocacao che ho le labbra screpolate!

L’operazione trucco vanifica il fatto che mi sia svegliata prima, esco che sono le 7:25 e sono in ritardo, cazzo, cazzo, cazzo!! Ho imparato però a non spazientirmi quando guido, un dito alzato, la musica più forte che posso a superare il mal di testa latente, una sigaretta già rullata sul sedile passeggero, un bel sorriso fresco, mica posso arrivare a lavoro già di cattivo umore!

E corro, veloce sul rettilineo dei lidi alla playa, un BMW si materializza dietro la mia 106, i fari accesi, ma io vado veloce, 120/130, perchè sono in ritardo e sto superando. Appena finisco di superare rientro nella corsia di destra e gli lascio strada, questo sarà più in ritardo di me!! Alla fine di questa strada c’è un semaforo e io raggiungo il BMW, lo affianco e mi sporgo un pò in avanti, tanto per curiosare e vedere chi è che guida, è un ragazzo, ma dallo specchietto retrovisore mica si capiva bene! Scatta il verde e…passo prima di lui!! Ricominciamo a correre, le 7:55, superiamo camion e macchine con donne ligie ai limitio di velocità, ma non appena finiscono le macchine lui mi passa di nuovo davanti, alza la mano e mi saluta! Comincio a ridere e gli resto dientro, lui alza lo sguardo allo specchietto retrovisore e io sono curiosa, mi piacerebbe vederlo in faccia, e se si ferma, mi chiedo, e se scende dalla macchina e mi accorgo che è un tamarro numero uno? Per fortuna sono in ritardo. Per fortuna arriviamo alla rotonda, metto la freccia, alzo la mano, lo saluto e scappo a lavoro, sorridente nonostante la nottataccia di ieri!

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Succede di notte e si riflette sul giorno

2009, 20 Marzo

Stanotte ho fatto l’amore con Walter. Per caso ci siamo incontrati per strada nel pomeriggio. Lui come sempre in vespa, io ferma ad un semaforo in attesa che scattasse il verde per attraversare. Lui sfrecciava veloce, mi ha vista, i nostri sguardi si sono incrociati. Ha rallentato, ha fatto inversione nella corsia preferenziale degli autobus ed è tornato indietro. Non me l’aspettavo, non pensavo l’avrebbe fatto, visto il modo in cui è finita la nostra storia ormai più di un anno fa. Ciao, come stai? Dove vai? Ti dò un passaggio? Una serie di domande a raffica che non mi lasciano il tempo di pensare una scusa plausibile e declinare quindi l’invito. Salgo sulla sua vespa rossa e mi faccio accompagnare. Starno, ma mi aspetta e mi propone di fare un giro con lui. Io non indago sul suo stato attuale, se sta ancora con Giuliana, non m’importa nulla, anzi, se stanno ancora insieme approfitto per sottrarre al loro idillio qualche ora! Dopo il male che mi hanno fatto entrambi questa è solo una piccola vendetta!

Abbiamo passato un paio d’ore insieme e non posso nascondere che sono stata bene. Finalmente un mio coetaneo, uan persona che mi conosce, che mi fa ridere e che, soprattutto, non mi fa sentire in imbarazzo! Abbasso le difese e…finiamo a letto!! Mi bacia come una volta, mi accarezza e io non so resistergli. Forse perchè non faccio sesso dal 18/01, forse perchè ho bisogno di un contatto fisico, di carezze, di essere baciata, di essere amata, anche se solo per un’ora, mi rilasso senza pensare al dopo, non ce ne sarà, approfitto di lui, dei suoi occhi verdi che mi guardano come una volta, delle sue mani che conoscono il mio corpo, del suo odore che all’improvviso mi si attacca alla pelle, approfitto del passato che all’improvviso si è ripresentato a me in un pomeriggio di marzo.

Ma stamattina il risveglio è stato amaro, perchè avevo permesso a Walter di intrufolarsi nei miei sogni, di dimenticare l’offesa subita, il dolore che mi aveva provocato, gli avevo permesso di amarmi e mi ero concessa il piacere di stare bene con lui. Così, imbronciata sono andata a lavoro, annoiata ancora prima di arrivare, desiderosa di fuggire appena varcata la soglia, sorridente appena un attimo quando ho dato a Giuseppe un bacio per gli auguri di buon onomastico di ieri, poi il nulla!

Per fortuna il prolungarsi dei lavori mi ha concesso un altro mezzo pomeriggio di libertà, iniziato con un caffè con Giuseppe, una sigaretta e una telefonata con il Supremo, quel lui che ogni tanto riappare e al quale non so dire di no, due chiacchere pre-week end con Giuseppe nella sua macchina e lunedì se ne parla…

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Mezza brilla

2009, 26 Febbraio

Che io quando sto così forse dovrei semplicemente andare a letto e dormire piuttosto che bere a ripetizione colmi bicchieri di vino, cercando di rassettare le idee nella mia testa senza capirci un cazzo, perchè io vorrei e non vorrei, cerco conferme negli uomini mentre loro restano indifferenti. IO LI VOGLIO TUTTI AI MIEI PIEDI!! IO VOGLIO L’AMORE, QUELLO VERO…daccordo, ma resti tra noi, mi accontento anche di una parvenza d’amore, non voglio la scopata e via, non m’interessa, io voglio un uomo che sia interessato a  me, che sia curioso di conoscermi, che mi trovi affascinante, che mi apprezzi per quella che sono. Una donna confusa, insicura che dissimula la timidezza attaccando tutti senza pietà per non  dare spazio a nient’altro ed avere così l’illusione di controllare tutto.

E mentre scrivo penso a lui, ancora lui. Il sospeso impossibile da scaricare, lui che inconsapevole è ancora presente, lui che mi piacerebbe fosse con me, lui che vorrei fosse innamorato di me…non è così! E ritorno a terra, la realtà, fatta di uomini sposati, uomini impegnati, uomini alla ricerca solo di un’avventura, uomini affascinati SOLO DA UN PAIO DI OCCHI…

Va bene anche così, è che sono brilla. L’importante è che io sia lucida quando devo trovare delle plausibili giustificazioni per eludere le loro avances, i loro inviti, che non fanno bene neanche all’ego, dato che di loro non m’importa nulla! Va tutto bene, domani è venerdì e noi a lavoro chiudiamo l’agenzia alle 13:00, poi si va a casa!!

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A riparare

2009, 25 Febbraio

Nonostante l’avessi trattato malissimo, ieri Giuseppe mi ha scortata durante il tragitto di ritorno, mentre cercavo dentro di me le lacrime o un motivo per sorridere. Arrivati in città ho accostato la macchina nella piazzola dove di solito ci fermavamo a chiaccherare per ringraziarlo, nonostante le sue battutacce, nonostante il mio pessimo umore. Collega, ma va tutto bene, hai una faccia… dice sorridendo un pò beffardo. A pensarci bene il cattivo umore era scaturito anche da alcune sue uscite pomeridiane: la collega rimarrà da sola, che ormai suona più come una profezia dai più preannunciata e a cui io tento in tutti i modo di oppormi. O ancora che avevo al faccia piuttosto sbattuta, stanca oltre che mezzo sfregiata a causa del mio maldestro uso delle strisce depilatorie…

Preda ad una strana voglia di riparare ieri sera gli ho masterizzato un cd. Mi rendo conto che la gente non può essere vittima dei miei sbalzi d’umore, nè tantomeno lui può fare da capro espiatorio solo perchè da uomo sposato ha deciso che non tradirà sua moglie e quindi non accadrà nulla con me. Va bene, va benissimo, quindi io non posso essere gratuitamente dura e scortese con lui. Non fa una piega!

Per fortuna si è trasferito nella stanza del capo, in ferie per tutta la settimana, così non lo vedrò ogni volta che alzerò la testa! Meglio così, mi ripeto, e stamattina guidando per andare a lavoro ero anche piuttosto serena, non avevo la solita ansia da incontro di tutte le mattine.

Dopo pranzo lo chiamo: sei solo, posso venire? Vengo io? No, vengo io, aspetta…riconosco di avere un carattere di merda e mi spiace per ieri. Solo questo, ah, ti ho masterizzato un cd, tieni…ciao e scappo in sala, voltandomi prima un secondo e scorgendo i suoi occhi che, come un bambino guarda un regalo, una sorpresa, leggono curiosi i titoli delle 18 tracce…

Un modo per “riparare” il mio, ma mi chiedo poi, quando vengo investita dalla sua freddezza e dalla sua indifferenza, a che cosa sia servito, cosa mi apsettavo da questa mia apertura…per fortuna mi è venuto il ciclo, e anche se adesso ho il più classico mal di schiena, quantomeno sono più serena…

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Un certo effetto…

2009, 21 Febbraio

Ieri a lavoro abbiamo fatto mezz’orario per lasciare spazio agli operai che dovevano rimettere a nuovo l’agenzia. Ne ho approfittato per una passeggiata a Modica ed andare a trovare Raffaella e Toti, avevo mandato un msg anche a Luca per un caffè, ma nel corso della giornata non eravamo riusciti a parlarci.

Prima di mettermi in macchina ho preso un caffè al bar con Giuseppe. Uomo indeciso che mi guarda negli occhi, per capire, forse, fino a dove può arrivare il desiderio, la spinta che ci fa stare vicini, l’attrazione che ci sta facendo giocare un gioco piuttosto pericoloso. Il pericolo sta nel fatto che prima o poi cederemo, prima o poi accadrà qualcosa, nonostante lui mi abbia promesso di smetterla con le battute, lo sfiorarsi delle mani, gli occhi negli occhi. Lui non ci riesce, io neanche! Ma io sento la sua paura, la sua indecisione che fa in modo che il lunedì riparta il loop di sguardi e frasi per finire il venerdì pomeriggio…

Toti l’ha definita ansia da prestazione, noia di una persona con la quale è si sposato da sei mesi, ma probabilmente fidanzato da anni, desiderio di novità e paura delle conseguenze. Raffaella sostiene che uno dei due si brucerà…io voto per me! Lui la sera dissimulerà tornando da sua moglie.

Ho visto Luca, il fantomatico lui di tanti post, il Supremo…Ha qualche perplessità, dopo tutte le cose che ci siamo detto sul messenger qualche settimana fa, ma ora siamo insieme, lo volevamo entrambi, altrimenti io non gli avrei chiesto di vederci, e lui non avrebbe accettato. Seduti di fronte, mangia una fetta di torta alla frutta, lo guardo e lo ascolto, vagamente distratta perchè tento di capire se provo ancora qualcosa per lui. Ma non riesco a mettere a fuoco i miei sentimenti. Di sicuro c’è dell’affetto e lui? Chissà cosa pensa lui ora di me, cosa prova…Restiamo insieme una mezz’ora abbondante, ma ad un tratto finiscono le parole e restiamo in silenzio.

Ritorno a casa. Guido e sento di essere distratta. Sto pensando a lui, a Giuseppe, a questo fine settimana. Tento di mettere in ordine i pensieri, quando in realtà vorrei cacciarli tutti via, ma non ne sono capace.

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Desiderio e vita

2009, 17 Febbraio
Curioso viene vicino fino a sfiorarmi. I suoi occhi nei miei scendono poi fino alle mie labbra. Sussurro di non farlo, guardami negli occhi. Una sfida silenziosa. Dove vuoi arrivare? chiedo in silenzio. Una sfida all’amore che porta legato ad un dito. Un desiderio fin’ora spinto nel profondo. Desiderio dettato dall’attrazione, non saprei spiegarlo altrimenti. Desiderio e vita. Sopravviveremo al desiderio morendo un pò? Ci sentiremo più vivi saziando l’avidità del desiderio? Io non so.