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mal de vivre

2009, 6 Novembre

oggi è crollato tutto. l’umore sotto i piedi. sorrisi inesistenti o forzatamente stentati. di nuovo quella spiacevole senszione di inutilità. una sensazione che conosco bene, una forza che non so combattere, che non so cacciare, che non so spiegare. mi frana tutto sotto i piedi e io non riesco a reagire. ho spento il telefono. ho scritto a Nicola che stasera proprio non ce la faccio. ho pianto in macchina. mi sono chiusa, perchè non ce la faccio a spiegare, a riaffiorare in superficie. lui c’è ma non come desidero. lui adora il fine settimana. io lo odio. odio il venerdì sera, il sabato e la domenica di solitudine, di nulla assoluto. lui vorrebbe farmi sorridere, ma io non trovo nessun motivo per sorridere.

riflettevo. la vita è una e sola. alcune vite sono belle, altre banali e mediocri, fatte di routine e solitudine. vite che verranno dimenticate perchè non c’è nessuno che le ricorderà. avrei voluto che la mia vita fosse unica, emozioannte, meravigliosa, ricca e piena di ricordi. mi sarebbe piaciuto che prevalesse questa visione ottimistica ed essere felice. ma la mia vita è priva di valore, per me non ne ha alcuno, la mia vita scorre senza che io riesca a viverla.

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Il mio umore oggi

2009, 17 Settembre

Da stamattina ci sono un pò troppe domande che mi ronzano fastidiose in testa. Sarà per questo che sono di cattivo umore…

Stasera io e lui dovremmo uscire, il condizionale è d’obbligo, anche se lui me l’ha dato per certo. Si, certo che mi fa piacere, ma ancora una volta, in una relazione o pseudorelazione o come diavolo posso definire questa situazione in cui mi trovo, la mia volontà è pari a zero, i miei desideri vengono ricacciati in fondo, perchè io odio sentirmi dire di no, odio quella sgradevole sensazione che ho sempre quandpo sono io che chiedo, come se i desideri li avessi solo io e lui no. Mi viene il dubbio…magari lui non ha la stessa voglia che ho io. Poi razionalizzo, penso i suoi genitori, la exmoglie, la bambina, come la chiama lui…

Insomma, non posso arrabbiarmi, non posso dirgli che ho voglia di stare un pò con lui…tutto va a rallentatore e io non ci capisco più niente, perchè lui non si sbilancia mai!!!

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Ho fatto i conti senza l’oste!!

2009, 11 Settembre

Si, perchè io ero quasi certa che stasera saremmo stati insieme. Le paure mi erano improvvisamente passate ed io ero certa di voler stare con lui. Stranamente lui stamattina non ha fatto accenno alla possibilità di vederci, così mi sono presa di coraggio e l’ho buttata lì, ma stasera?? E lui tutto serafico mi dice che stasera è un casino, che ha già un altro impegno, con AMICI!!

E io che nella mia testolina malata avevo già pensato di cucinare la pizza, che avrei bevuto tanto, quasi fino a stordirmi per poi dormire con lui, farmi fare milioni di coccole, farci pure l’amore, se ne fossi stata in grado…e invece mi sono arrivati mille sacchi di patate sulla testa. Mi sono sentita un pò come Hello Spank!

spank

Ma va bene anche così, non devo dimenticare i suoi recenti trascorsi. Eppure brucia cazzo! Forse perchè sono una donna, e allora quando non riesco ad avere una cosa che fino a poco prima avevo a portata di mano, nel momento dell’assenza la bramo, la voglio…divento capricciosa!!

Attacco il vino bianco, accendo una sigaretta e spengo il cellulare, perchè io non lo voglio sentire! Stavolta sono arrivata all’odio prima del previsto, 3 appuntamenti, 2 settimane e delle sensazioni che mancavano da tempo…mannaggia a lui!!

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Postumi da rientro!

2009, 21 Luglio

Davvero, a volte non mi metti affatto a mio agio…

Ecco cos’ho scritto suduta in riva al mare a Giuseppe. Dopo soli 2 giorni di lavoro mi sento stanca, riconosco di essere distratta, particolarmente svogliata, e questo non va bene.

La mattina, seduta in quell’ufficio, penso che potrei benissimo essere seduta in spiaggia, ma è ancora martedì e ci sono ancora 3 giorni da passare chiusa lì dentro. Mi sento in gabbia più che mai, odio questa routine, ma non c’è un modo per fare andare le cose diversamente senza che tutto cambi radicalmente.

Forse devo solo ricordarmi che alle 5 del pomeriggio posso venire giù al mare e sentirmi ancora in vacanza, e non pensare a niente…

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Lisbona

2009, 7 Luglio

Ho odiato Lisbona il giorno del mio arrivo.

Ma la prima impressione e’ quasi sempre sbagliata. Ecco perche’ poi l’ho amata. I viottoli acciottolati, il sole caldo e il vento, la gentilezza dei portoghesi, il pesce, un italiano incontrato per caso mentre sfuggivo da un brasiliano, la notte trascorsa abbracciata a lui senza riuscire a lasciarlo.

E tornare in albergo dopo 24 ore solo per fare colazione, una doccia, il costume e raggiungerlo in metropolitana. Sorridere a questo giorno a Lisbona, sorridere mentre lui mi viene incontro e baciarlo come si baciano gli innamorati. Andare con lui a mare, mano nella mano, cercare da vicino i suoi occhi verdi, la sua bocca e sentirmi leggera e felice come non accadeva da tempo.

Amare Lisbona fino alle cinque del pomeriggio. Poi l’amore lascia spazio all’odio. Noi non abbiamo fatto l’amore. Lui dice che non c’e’ passione, non ci saranno piu’ baci, ne’ mani intrecciate.

Odio Lisbona e odio lui. Odio i miei impulsi, il desiderio di baciarlo, l’essere sempre una cosa da poco, una di quelle che si prede e si butta via come la carta di una caramella. Non ho neanche il valore di uno scontrino. Almeno quello prima di buttarlo via lo si degna di un ultimo sguardo.

Piangeva lui in metropolitana. Piangevo anch’io, sconfitta ancora una volta. Presa e butatta via senza riuscire ad essere totalmente me stessa. Odio Lisbona. Odio le sue lacrime. Odio le mie lacrime. Odio la mia sensibilita’.

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Ipocrisia

2009, 26 Aprile

Maledetta ipocrisa familiare in cui sono intrappolata. Combatto, oggi più che mai, con l’amore e l’odio verso i miei genitori, le menzogne, il fottuto perbenismo borghese, il loro giocare a nascondino, le chiacchere, le uscite con gli amici, la nausea che mi provoca vederli seduti allo stesso tavolo, addormentati nello stesso letto, fianco a fianco, quando sanno, quando so, che è tutto falso. Cazzo ci vorrebbe solo un pò di coraggio ed ammettere il fallimento, la fine dell’amore o qualsiasi cosa sia che ci ha portati tutti a questo punto. Lotto con il desiderio di andare via e il pensiero di loro due da soli, mia madre soprattutto che, temo, sappia tutto, ma che si trincera dietro un silenzio profondo che non so scuotere, che non voglio scuotere. Volto le spalle ad entrambi, sdegnata, eppure non riesco ad odiarli, non posso, dovrei?

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Terra bruciata

2009, 1 Aprile

Terra bruciata, quello che c’è attorno a me, quella che gli altri non vedono, quella che mi esclude dal resto del mondo, quella che involontariamente si è espansa sempre più, incontrollabilmente, senza che io abbia fatto qualcosa.

Io non ho fatto nulla per trattenere la gente. Io non ho fatto nulla per farla andare via. Io non ho fatto nulla.

Non so quindi spiegare come mai sia accaduto, perchè a trentun’anni io sia sola. Non saprei neanche da dove cominciare, dovrei andare indietro nel tempo, troppo indietro, ma sarebbe comunque inutile, non c’è una spiegazione. Le amiche, che poi non dovevano esserlo neanche tanto, sono scomparse poco a poco, chi per una telefonata non fatta, un appuntamento mancato, una parola sbagliata, un’incomprensione…non dovevano essere delle vere erano amiche, allora. Gli amici…gli uomini non sono mai amici delle donne, provano quasi sempre a portarsele a letto e quando ci riescono saluti e baci, quando non ci riescono tagliano i ponti per non rinnovare, ad ogni incontro, la coscienza del due di picche subito!

Sola quindi mi trovo a parlare con Giuseppe fuori dall’ufficio. Mi è venuto vicino, prima, mi ha cinta con un braccio e mi ha sussurrato all’orecchio di non provocarlo. Io avevo una mano occupata a tenere dei fogli, l’altra paralizzata in grembo, gli ho risposto: Guarda le mie mani, non sto facendo niente, e niente avrei fatto, non mi sarei fatta baciare, non dopo quello che mi ha detto qualche mese fa, lui ha scelto sua moglie, io non potrei mai essere nient’altro che una storia che nasce ed è già morta, finita, e io so che non è questo quello che voglio. Sola mi trovo ad ascoltarlo mentre mi parla, come un amico fa con una persona cui vuole bene, del rapporto che ha con sua moglie, di quanto stiano bene, della sfida che è rappresentata dal matrimonio, la convivenza, stare insieme tutti i giorni. E io, da sola combattevo con l’odio per lui, per quello che ha e che io non ho, quella felicità in cui non riesco comunque a credere. Da sola lo ascoltavo mentre mi diceva cosa pensa di me, che sono una bella ragazza, che sono più seria di quanto credesse, che dovrei avere avere più rispetto per me, che dovrei uscire, che da soli si rischia di impazzire e mentre parlava io non riuscivo a guardarlo in faccia. L’ho interrotto: Scusa, ma non ce la faccio ad ascoltarti ancora, se resto scoppio a piangere, scusami…a domani.

Da sola sono salita in macchina e ho cominciato a correre su quella strada, sperando di arrivare presto, sperando di riuscire a piangere, sperando che tutto questo finisca presto, ripetendomi, di nuovo, che io sono già da sola, che io sono già impazzita, ma questo non lo sa nessuno.

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Accade

2009, 15 Marzo

Accade poi che per un’inezia, una parola sbagliata, la parola bugiardo, mio padre s’infuri, alzi la voce, perda il controllo, si arrabbi con mia madre e vada via.

Accade così, senza preavviso, che io debba assistere al silenzio di mia madre che, ancora una volta, non ha preso una posizione ed è rimasta muta, seduta ad ascoltare le parole che mio padre le rovescia addosso.

Accade mentre io e mia sorella siamo allibite di fronte a quest’ennesima lite familiare nata senza un vero perchè. Mute entrambe, intimorite dall’ipotesi di fare accalorare ulteriormente mio padre. C’è solo un blando tentativo, ma la sua ira è tutta rivolta a mia madre, così noi ci arrendiamo.

Accade quindi che lui vada via a fare due passi. Che se ne vada pure affanculo, penso io, può anche non tornare più, stronzo! Che se ne vada da quella grandissima puttana con cui se la fa in questo periodo, chi se ne fotte! Tanto in questa casa la sua presenza è come quela di un dittatore che tutto sa, che tutto vuole dirigere e controllare, che non accetta il confronto, che non ammette mai di sbagliare, che non chiede scusa, perchè lui ha sempre ragione!

Accade in ultima battuta che io mi volti a guardare mia madre, ancora sprofondata nel suo silenzio, che le dica che così non può andare avanti, che cazzo, non può farsi trattare così, che se lui alza la voce, altrettanto deve fare lei, che non può permettergli queste perpetue mancanze di rispetto, che…Mia madre si mette a piangere e io sento un odio grandissimo che monta dentro di me.

Accade di domenica sera. Accade che non so più se sia normale che io lo odi, accade che non posso odiare mio padre, accade che tutto mi pare inutile, accade che non trovo un motivo, una ragione che avvalori la mia vita, accade che più che mai vorrei andare via, accade che vorrei essere morta per non dover affrontare questa vita di merda, quest’atmosfera, i risvegli, le lacrime, i silenzi…

Accade che vengono meno tutte le basi e lecertezze e io sono di nuovo allo sbando.

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Voglio un motivo

2009, 14 Febbraio

Silenziosamente ho guardato fuori dalla finestra. Macchine veloci che vanno chissà dove. Ho trattenuto il fiato e stretto i pugni per non pensare. Ho dimenticato e amato. Ho ciecamente creduto alle bugie che più mi ferivano. Ho amato e odiato. Ho irrispettosamente parlato di mio padre e della sua vita. Ho aspettato un uomo indeciso e sposato, solo perchè lo amavo. Ho messo al primo posto sempre gli altri pur proclamandomi egoista. Ho finto mentre facevo l’amore con il mio ex e con gli altri che sono venuti dopo. Ho fumato una canna solo per potermi coricare e dormire un sonno senza sogni. Ho bevuto fino ad ubbriacarmi per sentirmi libera e dire quello che pensavo davvero. Ho mentito a tutti. Ho preso un coltello e ho tagliato piano la pelle dei miei polsi per curiosità, vedere cosa accadeva, provare un dolore diverso da quello interiore. Mi sono truccata prima di andare a letto, rossetto rosso per un ultimo bacio con la sigaretta notturna. Ho mangiato le unghie per nascondere le mia mani. Ho attraversato la strada con gli occhi chiusi e le dita incrociate. Ho spento il telefono e premuto sull’accelleratore. Ho pianto senza perchè. Ho riso senza motivo per distrarmi dal resto. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Sono stata me stessa e mi sono sentita inadeguata. Ho sorriso e cantato canzoni a squarciagola. Ho la pelle d’oca e gli occhi rossi. Ho la frangia per nascondermi. Sono scappata. Mi sono persa e mi sono ritrovata. Mi nascondo per avere consapevolezza della solitudine per riapparire quando mi manca il respiro. Mi sono proclamata Crudelia, ho giurato di diventare cattiva, voglio essere cinica, voglio imparare a disprezzare, essere fredda, glaciale, fare scorrere tutto oltre, voglio essere indifferente, voglio un motivo per spiegare l’abbandono!

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Bugie

2009, 10 Febbraio

Quello che poi mi brucia più di tutto sono state le parole di  questo pomeriggio. Mi hanno fatto giurare che non ti avrei detto nulla, no, no, non posso dirtelo. Ho promesso che non ti avrei detto nulla. Ma tu sai bene che io non dirò nulla, dai, dimmelo, cos’è? Giurami che non lo dirai a nessuno…Lo giuro. Quello ha chiesto la separazione. E io mi sento malissimo!

Allora non era amore. Non lo è mai stato. Brucia la promessa infranta, tu mi puoi aspettare? Io ti aspetto, certo, io ti amo, io voglio stare con te, perchè con te ci sto bene, perchè io quando sono con te non ho bisogno di nient’altro, io mi sento completa quando sono con te.

Io ho preso ed allegramente, ma non troppo, buttato nel cesso quattro fottutissimi mesi della mia vita per aspettare lui. Cazzo, le bugie, l’opacità di questa persona, tutto l’amore che provavo per lui, tutto inutile. Brucia rendermi conto oggi che lui non ha avuto rispetto per me, che lui è stato senza pietà, lui, il Supremo che si è portato via un pezzetto del mio cuore. Lui che lascerà sua moglie perchè ama una troia torinese del cazzo. Lui che per questa grandissima puttana che lo ha tradito ha deciso di mollare moglie e l’intoccabile principessina sua figlia.

IN CULO A TUTT’E QUATTRO!!!

Per me non era amore, per me non c’è amore, per me solo prese per il culo più o meno esplicite. Sono amareggiata, sono delusa da me stessa, per avergli concesso quattro mesi della mia vita. Ma a questo punto mi pare pure inutile piangere sul latte versato. Devo solo dimenticare, nient’altro!