Posts contrassegnato dai tag ‘Odore’

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Bagno caldo

2009, 27 Settembre

Gravida dei suoi umori, pregna del suo odore laverò via  un pomeriggio di amore rubato.

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Primo sole

2009, 23 Maggio

E stamattina mi sono svegliata alle sette e mezzo. Sudata. Un labbro gonfio, un brutto sapore in bocca. Fuori non c’è il sole, mi volto su un fianco e riprendo sonno, perchè non voglio alzarmi se non posso andare al mare. Mi rivolto nel letto per un’ora, esce il sole, mi alzo.

Il caffè è una botta di caldo sul labbro indolenzito dai baci e dai suoi morsi. Il caffè non fa andar via questo sapore dalla bocca, il suo sapore, il suo odore che sento ancora sulla mia pelle.

Controllo il cellulare, non pervenuto, un latro!! Sorrido ironica, perchè l’alternativa sarebbe mettermi a piangere, ma non ho voglia di farlo. Piuttosto vado al mare!

L’iPod conficcato nelle orecchie, il libro sulle gambe, il cellulare in borsa. Messaggio. …perdonami per ieri sera…ma credimi sono crollato. ho letto il tuo bigleitto. un bacio da quel grandissimo stronzo che non sei altro aggiungerei!! Lo ignoro, cioè non rispondo perchè devo elaborare qualcosa degno della sua persona, qualcosa che non mi faccia passare per una delle tante sprovvedute e desiderose di essere scopate ancora da lui…

Torno a casa, la pelle più che arrossata e una bozza in testa…scrivo: sn certa che è stato un puro caso O_o come sn certa che nn ti è capitato con le altre di nn ritrovarle nel tuo letto l’indomani mattina! E che si fotta!

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Lui non lo sa!

2009, 25 Aprile

Stare abbracciata a lui per tutta la notte, svegliarmi con il suo odore addosso, le mani intrecciate, un bacio prima di alzarmi, sorridere appena sveglia, potergli parlare, musica piano in sottofondo, ballare davanti a lui, senza imbarazzo. Se tutto ciò potesse essere di nuovo realtà sarei la donna più felice del mondo. Era amore e non lo è più. La sua paura mi trattiene anche dal mandargli un messaggio, mentre è questa la cosa che più desidero, avere di nuovo un contatto con lui, l’uomo che forse amo ancora.

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Prima di partire

2009, 3 Aprile

Oggi ultimo giorno in agenzia di Giuseppe. Domenica partirà per Fano, dove starà per due mesi. La giornata a lavoro è praticamente volata tra milioni di problemi. Lui è rimasto barricato nella sua stanza quasi tutto il giorno, riemergendo solo per pranzo. Un pranzo fatto all’inpiedi al bar. Io ammutolita dalla stanzhezza, lui e Marco che tentavano di farmi sorridere. C’è riuscito solo il banconista, porgendo a Giuseppe una tazzina vuota: il suo caffè molto stretto! Il pomeriggio è volato ed io sono stata catatonica fino alle cinque, quando avevamo finito ed erano andati tutti via.

Io e Giuseppe da soli in ufficio. Lui doveva sistemare i sospesi, io gli arretrati! Siamo rimasti fino a dopo le sei del pomeriggio, poi in macchina;, ci vediamo al solito posto. Io vado avanti e scoppio a piangere in macchina. Piangevo senza perchè, o forse il perchè c’era. Il fatto che si era instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e doppi sensi che non hanno portato da nessuna parte, per fortuna, e che ci hanno fatto legare abbastanza.

Posso dire che mi conosce, che mi ha capita, che, senza leggere il mio blog, è riuscito a penetrarmi. L’ho aspettato ferma nella corsia di emergenza, i bassi che facevano rimbombare l’abitacolo della macchina, un occhio allo specchietto retrovisore, lui che arriva, abbaglia e io che riparto dietro di lui. Un paio di lacrimoni escono quasi incontrollati, mi guardo nello specchietto, gli occhi rossi, speriamo non se ne accorga, uso la sciarpetta per ascigarmi gli occhi. Per fortuna in ufficio mi ero lavata la faccia ed avevo eliminato il trucco. Sarei stata un mascherone inguardabile e lui mi avrebbe chiesto perchè avessi pianto.

Accosta. Spegne la macchina, lo guardo scendere dalla sua macchina e salire nella mia. Mi sento in imbarazzo, deve esserci puzza di sigarette, lui dice che è il mio odore, io non voglio sia così, non voglio sia questo che ricordi di me. Abbasso il finestrino. Mi guarda e resta in silenzio. Io non riesco a parlare e lotto con me stessa per sostenere il suo sguardo senza piangere.

Comprati il BMW, stasera che fai? Esci, devi uscire, non chiuderti nella solitudine; hai allentato con le tue amiche dopo che sei stata a Modica? Si vede che sei triste, e forse è questo che ti rende affascinante.

E io volevo solo piangere. Invece ho preso una sigaretta e l’ho accesa, perchè questo è l’unico modo che conosco per dissimulare e non piangere, non l’avrei potuto fare davanti a lui, l’avrei messo in imbarazzo, non avrei saputo spiegargli perchè stessi piangendo, non volevo nè comprensione nè compassione, non sarei riuscita a smettere e l’avrei messo in imbarazzo. Così sono rimasta in silenzio, non trovavo neanche le parole per dire le mie solite cazzate per sviare il discorso. In silenzio ho lasciato che continuasse a guiardarmi, ho continuato a guardarlo, perchè passeranno due mesi prima che potrò farlo ancora, prima che potrà farlo di nuovo, e mi mancherà, anche se non gliel’ho detto.

Mi ha dato un bacio sulla guancia prima di scendere dalla macchina, ho rimesso in moto e sono andata via, liberandomi da tutta la tristezza accumulata, liberandomi di tutte le parole che avrei voluto dirgli e che ho taciuto. Gli ho mandato un messaggio quando ho svoltato per una traversa mentre lui andava dritto: Una sigaretta per non piangere davanti a te. Mi spiace che parti e so che mi mancherai. Poi ho spento il telefono, per evitare una sua chiamata, ma lui non l’ha fatta.

Persevera l’amaro in bocca, per lui che mi legge così, per me che non so reagire, per tutto quello che vorrei e per cui non so lottare

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Succede di notte e si riflette sul giorno

2009, 20 Marzo

Stanotte ho fatto l’amore con Walter. Per caso ci siamo incontrati per strada nel pomeriggio. Lui come sempre in vespa, io ferma ad un semaforo in attesa che scattasse il verde per attraversare. Lui sfrecciava veloce, mi ha vista, i nostri sguardi si sono incrociati. Ha rallentato, ha fatto inversione nella corsia preferenziale degli autobus ed è tornato indietro. Non me l’aspettavo, non pensavo l’avrebbe fatto, visto il modo in cui è finita la nostra storia ormai più di un anno fa. Ciao, come stai? Dove vai? Ti dò un passaggio? Una serie di domande a raffica che non mi lasciano il tempo di pensare una scusa plausibile e declinare quindi l’invito. Salgo sulla sua vespa rossa e mi faccio accompagnare. Starno, ma mi aspetta e mi propone di fare un giro con lui. Io non indago sul suo stato attuale, se sta ancora con Giuliana, non m’importa nulla, anzi, se stanno ancora insieme approfitto per sottrarre al loro idillio qualche ora! Dopo il male che mi hanno fatto entrambi questa è solo una piccola vendetta!

Abbiamo passato un paio d’ore insieme e non posso nascondere che sono stata bene. Finalmente un mio coetaneo, uan persona che mi conosce, che mi fa ridere e che, soprattutto, non mi fa sentire in imbarazzo! Abbasso le difese e…finiamo a letto!! Mi bacia come una volta, mi accarezza e io non so resistergli. Forse perchè non faccio sesso dal 18/01, forse perchè ho bisogno di un contatto fisico, di carezze, di essere baciata, di essere amata, anche se solo per un’ora, mi rilasso senza pensare al dopo, non ce ne sarà, approfitto di lui, dei suoi occhi verdi che mi guardano come una volta, delle sue mani che conoscono il mio corpo, del suo odore che all’improvviso mi si attacca alla pelle, approfitto del passato che all’improvviso si è ripresentato a me in un pomeriggio di marzo.

Ma stamattina il risveglio è stato amaro, perchè avevo permesso a Walter di intrufolarsi nei miei sogni, di dimenticare l’offesa subita, il dolore che mi aveva provocato, gli avevo permesso di amarmi e mi ero concessa il piacere di stare bene con lui. Così, imbronciata sono andata a lavoro, annoiata ancora prima di arrivare, desiderosa di fuggire appena varcata la soglia, sorridente appena un attimo quando ho dato a Giuseppe un bacio per gli auguri di buon onomastico di ieri, poi il nulla!

Per fortuna il prolungarsi dei lavori mi ha concesso un altro mezzo pomeriggio di libertà, iniziato con un caffè con Giuseppe, una sigaretta e una telefonata con il Supremo, quel lui che ogni tanto riappare e al quale non so dire di no, due chiacchere pre-week end con Giuseppe nella sua macchina e lunedì se ne parla…

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Buoni presentimenti

2009, 10 Marzo

Lo so, si dice buone intenzioni, ma io da ieri sera ho dei buoni presentimenti, come se sapessi che ci sarà qualcosa di positivo che accadrà, devo solo aspettare, devo avere pazienza e qualcosa accadrà, ne sono certa!!

La scorsa settimana mi aveva telefonato lui, il Supremo, dicendomi che oggi sarebbe venuto a Catania per seguire un corso di aggiornamento e che, se fosse rimasto, gli sarebbe piaciuto andare a cena dov’eravamo stati insieme una volta. Beh si, con piacere, fammi sapere, e, non posso nascondere, che ci avevo quasi creduto, dimenticando che lui è l’uomo dai mille impegni, l’uomo che non ha mai tempo, neanche per le siue cose. Quindi oggi il suo non essere pervenuto non mi ha turbata più di tanto. Anzi, non l’ha fatto affatto!!

A lavoro ho conosciuto due tizi, il già nominato Francesco e il più timido Giuseppe Maria. Non posso nascondere che mi piacerebbe uscire con uno di loro. Oggi è venuto GM, solo per un’informazione…io facevo la seria seria, ma mi veniva troppo da ridere!! Quando è andato via ho visto il leaflet della mostra organizzata dove lavora mia sorella, e ho pensato: che stupida, avrei potuto chiedergli se gli piace l’arte contemporanea, magari sia ndava insieme!! Ma ormai era andato via e la mia attenzione era sollecitata da un’anziana signora che, impietosa mi ha riportato con i piedi per terra, lui andato!! L’altro, Francesco, l’architetto, non è più pervenuto dopo i msg della settimana scorsa. Doveri forse contattarlo io, mi chiedo…ma mi rispondo da sola: No!! Non voglio fare una cosa di cui so mi pentirei subito dopo, così aspetto.

Aspetto, ci sono abituata, ma stavolta l’attesa non ha il sapore amaro di questo autunno. L’attesa ha l’odore della primavera, mi solletica i sensi, mi fa sorridere, mi mette di buon umore. L’attesa, stavolta, non verrà frustrata ed io ho il presentimento che accadrà qualcosa…

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Una voglia

2009, 2 Marzo

è comparsa, all’improvviso, e quindi inaspettata, la voglia di baciare, di fare l’amore, non sesso, non una scopata, fare l’amore e sentirmi viva, il calore di un altro corpo sul mio, il sapore e gli odori sulla mia pelle, stare sfinita  a letto con un uomo accanto, poterlo accarezzare, farmi dare centinaia di baci, potermi stringere a lui e prendere sonno fino a domattina.

QUANTO DOVRO’ ASPETTARE?!?

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L’odore

2008, 2 Giugno

Ho l’odore del mare ancora addosso. Un paio d’ore al sole stamane, anche seil cielo era coperto.

Sveglia alle 5:10 per accompagnare Irene all’aereoporto. Tornata a casa stava albeggiando, ma sono riuscita a prendere sonno. La sveglia puntata alle 9. La precedo di dieci minuti. Le serrande mezzo abbassate filtrano la pallida luce del sole di questo giorno di festa che, nei miei progetti, doveva essere integralmente dedicato all’abbronzatura. Temporeggio fino alle 10. Aspetto che si faccia vivo, che venga fuori e finlmente eccolo!

Costume, telo da mare, Pinketts, ipod, protezione 10 e casco. Mare arrivo! Certo, S. G. Li Cuti non è l’ideale, ma per due ore di sole sono disposta a sopportare sporcizia, maleducazione, urla di ragazzini che godono di un giorno di festa senza neanche capire per quale motivo. La festa della republica…eppure in Italia abbiamo il re: Silvio, anzi no, l’Imperatore Silvio!!

Ad ogni modo riesco a dimenticare crisi, discussioni, imposizioni di silenzio ad oltranza, partenze, ritorni e quant’altro. La mia musica preferita e un bel libro. relax! Ecco cosa ci vuole!! A dire la verità l’occhio cadeva sul display del telefono di tanto in tanto, ma tutto attorno a me taceva, il rumore inghiottito dalle note.

L’odore del mare, della crema, della salsedine sulla mia pelle, un sorriso perchè oggi va tutto bene e io non chiedo altro!