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Ho fatto i conti senza l’oste!!

2009, 11 Settembre

Si, perchè io ero quasi certa che stasera saremmo stati insieme. Le paure mi erano improvvisamente passate ed io ero certa di voler stare con lui. Stranamente lui stamattina non ha fatto accenno alla possibilità di vederci, così mi sono presa di coraggio e l’ho buttata lì, ma stasera?? E lui tutto serafico mi dice che stasera è un casino, che ha già un altro impegno, con AMICI!!

E io che nella mia testolina malata avevo già pensato di cucinare la pizza, che avrei bevuto tanto, quasi fino a stordirmi per poi dormire con lui, farmi fare milioni di coccole, farci pure l’amore, se ne fossi stata in grado…e invece mi sono arrivati mille sacchi di patate sulla testa. Mi sono sentita un pò come Hello Spank!

spank

Ma va bene anche così, non devo dimenticare i suoi recenti trascorsi. Eppure brucia cazzo! Forse perchè sono una donna, e allora quando non riesco ad avere una cosa che fino a poco prima avevo a portata di mano, nel momento dell’assenza la bramo, la voglio…divento capricciosa!!

Attacco il vino bianco, accendo una sigaretta e spengo il cellulare, perchè io non lo voglio sentire! Stavolta sono arrivata all’odio prima del previsto, 3 appuntamenti, 2 settimane e delle sensazioni che mancavano da tempo…mannaggia a lui!!

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Mal di testa

2009, 5 Settembre

Forse ho preso troppo sole. Forse sono state le due birre a stomaco vuoto. O magari è solo il caldo umido che mi sta tormentando stasera.

Ho mal di testa, una cefalea al alto destro della testa. Penso alla giornata di oggi, sei ore lunghissime trascorse velocemente. Velocemente perchè sono stata bene. Mi preoccupa la cosa. Mi preoccupa non poco…

Mi piace? Non lo so neanch’io. Parla a voce decidamente alta, mi sorride tanto, ma sento che c’è qualcosa che non va. Gode dei momenti che trascorre con me. Una telefonata a sua figlia. Una mezza verità. Silenzio sul dove si trovasse. Silenzio anch’io…

Sono terrorizzata dal desiderio di vederlo ancora. Mi spaventa la banalità che potrebbe trapelare dai racconti di me stessa. Insicurezza. L’ha capito. Non devi esserlo…

Ho mal di testa. L’ultima sigaretta e vado a letto, lo giuro.

Domani torno al mare. Stavolta da sola.

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Primo giorno di lavoro: a volte ritornano!

2009, 17 Agosto

Lunedì mattina, primo giorno di lavoro ancora a Modica. E’ solo una sostituzione temporanea, ma sono già due giorni che sono in agitazione per i troppi pensieri collegati a quella città. Sveglia impostata alle 5.40 che ovviamente non sento. Apro gli occhi casualmente alle 6 e mi butto giù dal letto imprecando. Per fortuna la mia roba l’avevo già preparata ieri sera, così raccolgo le ultime cose al volo ed esco. In macchina premo a fondo sull’acceleratore nel tentativo di recuperare il tempo perduto. Nel tragitto non riesco a non pensare a Lui che ovviamente non ha nemmeno risposto agli sms che gli ho inviato in questi ultimi giorni per avvisarlo del mio ritorno. Forse non è nemmeno in città, forse è al mare con la famiglia o a consolare qualche giovane troietta nel tentativo di sentirsi ancora giovane anche lui. Con questi pensieri fumo nervosamente un paio di sigarette, Placebo e Kaiser Chief in sottofondo mi aiutano a stemperare la tensione.

Alle 8 e 10 in punto entro in agenzia puntualissima, parecchi colleghi sono ovviamente in ferie, ma quelli che ci sono mi fanno delle gran feste come fossi rientrata dopo un mese di ospedale per un brutto incidente. Trovo quasi tutti i loro abbracci falsi tranne quelli di Raffaella che è un’amica vera e con cui ho mantenuto i contatti in questi mesi di lontananza. Con lei non c’è bisogno di tante parole, sa tutto di me e mentre ci guardiamo negli occhi lei intuisce all’istante i tormenti del mio animo, siamo quasi sul punto di piangere tutte e due ma il lavoro ci richiama alle nostre responsabilità.

La mattina scorre via abbastanza tranquilla dato che, come immaginavo, il 17 agosto non c’è in giro quasi nessuno. Meglio così, anche se i pochi che ci sono, forse incazzati perchè non sono in ferie, sono davvero fastidiosi. Quando non ho niente da fare chiamo l’interno di Raffaella e le chiedo lumi su come stanno andando le cose nei mesi della mia assenza, se Lui si fa vivo spesso, se chiede di me, ovviamente mi dice di no, e insomma le solite cose di cui discutevamo anche prima della mia partenza.

Alle 11 arriva finalmente il momento di fare un break. Intorno alla macchinetta del caffè ci sono due colleghi che parlano delle loro vacanze con moglie e figli, dei problemi delle meduse per i bambini al mare e sciocchezze simili che cerco di non ascoltare, poi c’è anche Giulio, un nuovo impiegato assunto da un paio di mesi. E’ sui trent’anni, carino e dai lineamenti gentili. Mi dice che gli avevano detto che sarebbe arrivata una ragazza carina e ora che mi ha davanti capisce che gli hanno detto la verità. Ringrazio e arrosisco, poi quasi inconsapevolmente i miei occhi si posano sulle sue mani dove noto il solito cazzo di cerchietto giallo intorno al dito che mi ha creato solo problemi in questi ultimi anni. Mi irrigidisco subito, esco a fumare gli dico allontanandomi da lui.

Mentre sto per uscire in strada vedo passare una macchina a me nota, è una BMW, è la SUA BMW la conosco troppo bene per sbagliarmi. Sento le gambe cedere per un istante, il cuore mi si ferma. Allora non è fuori città, comunque non è detto che debba venire in ufficio da noi, mi dico sperando il contrario. Fumo nervosamente la mia quinta sigaretta della giornata con la mente che lavora freneticamente su mille ipotesi finchè lo vedo in lontananza che cammina verso di me, verso la filiale. Mi sbaglio, perchè entra nel bar poco distante. Non mi ha visto, meglio così. Dovrei tornare al lavoro, ma ho il cuore che mi batte all’impazzata, è inutile mentire a me stessa, ho un desiderio irrefrenabile di vederlo. Mi specchio nella vetrina della gastronomia qua vicino, ho la faccia molto stanca per l’alzataccia, non sono proprio al massimo del mio splendore, ma non importa. Mi aggiusto alla meglio la frangia e mi passo un pò di rossetto nervosamente mentre il pollo allo spiedo di fronte a me mi guarda con tenerezza convinto anche lui che stia per fare l’ennesima cazzata.

Entro nel bar e lo vedo al banco che beve un caffè e conversa amichevolmente con la barista, una ragazza giovane che non c’era lo scorso anno. Lui gli fa gli occhi dolci e il solito sorrisetto da stronzo che conosco molto bene! Avrei voglia di andare là e fingendo di essere sua moglie ricordargli che deve andare a prendere sua figlia dalla nonna, ma queste cose accadono solo nei film, purtroppo! Mi avvicino anch’io al banco e ordino un caffè, mi giro verso di Lui e lo saluto. Lui ricambia il saluto senza scomporsi troppo. Si è rotta la macchinetta in ufficio? mi chiede con una voce un tantino troppo ironica per i miei gusti, ma forse ho solo i nervi troppo scoperti in questa situazione. No, gli rispondo con voce fintamente calma, è solo che il caffè dell’ufficio fa schifo, tu tutto bene? Sì tutto bene, mi risponde pagando il caffè, scusami ma ora devo andare che siamo in partenza e devo finire di fare un paio di commissioni. Ci si vede, eh? Sì, ci si vede un cazzo, avrei voglia di urlargli in faccia, ma riesco solo a fare un cenno di assenso con la testa mentre sento che sono sul punto di crollare del tutto. Ancora una volta.

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Dipendenze

2009, 12 Agosto

Come sto questa sera? Non saprei, ho già all’attivo una Moretti e una Beck’s 66cl. Come sto? Leggera, direi! Non oso guardare il calendario, è passato un anno ormai dalla mia travagliata storia con Luca. Ho dimenticato? Ho metabolizzato? Non credo. Mi accorgo che lo penso ancora, lo cerco, aspetto ancora un suo cenno, consapevole che non arriverà. Lui non sa dire la verità, lui ama procrastinare, lui era e resta opaco, dice e non dice, ma soprattutto lui tace.

Sono leggera stasera mentre mangio un pò di pizza  secca, la scoperta dell’anno e la causa dei chili superflui! Fumerei un’altra sigaretta, ma fa caldo nonostante il cielo sia striato di nuvole. Dovrei cenare, ma non  ne ho voglia. La mia dieta ultimamente è a base di insalata, verde, rossa, caprese, col tonno, annegata nella glassa d’aceto…non riesco a mangiare altro, ma non mangerei altro!

Sono irrequieta e stanca. Vado a prendere il Golden Virginia…il fumo, si sa, porta dipendenza!

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Rapina a mano…disarmata!!

2009, 1 Luglio

Primo del mese. Primo del mese e strada interrotta. Primo del mese io e Peppe andiamo insieme a lavoro, istruiamo marco sull’operatività: fino al nostro arrivo. Primo del mese e fuori dalla porta dell’agenzia, alle 8:50 ci sono almeno venti persone.

Ho preso solo un caffè e fumato solo una sigaretta stamattina. Sono un pò scoglionata perchè la sveglia è suonata alle 6:15, dovrò affrontare tutti sti pensionati del cazzo che vengono il primo del mese a prosciugarsi la pensione, mentre fuori c’è il sole e io devo chiudermi in ufficio!

Stranamente alle 11 l’agenzia si svuota, mi faccio un caffè copn Donata e chiacchieriamo cinque minuti, ma di nuovo entra qualcuno. Io spero sempre che non venga a sfracellarmi i coglioni al mio sportello, che se ne vadano tutti da Marco, che io in questi giorni non ho voglia di fare nulla, aspetto solo che sia venerdì e che inizino le mie ferie!! Ma le mie speranze sono immediatamente vanificate. Entra un’altra signora e viene subito al mio sportello. Cazzo vuoi da me?!! I SOLDI!

Entra a ruota un ragazzo e si avvicina al bancone. Guarda cosa stiamo facendo. Penso sia il figlio della signora che è allo sportello di Marco. Ma no, perchè poi sbircia anche il mio sportello. Controlla. Non è normale. Temporeggio e quello fa il giro e s’infila nel box dove stiamo io e Marco. Cazzo, mi si è gelato il sangue e il cuore appena ha ripreso a battere andava velocissimo. Sono rimasta seduta mentre questo apriva i cassetti per non trovare nulla dentro!! “Tranquilli…non abbiamo famiglia…” dice a un certo punto. Beh, tranquilla si, tanto in mano non aveva altro che una busta di platica bianca e vuota, aperta perchè speravano, lui e il suo complice, di poterla riempire.

Una volta usciti il mio cuore ha ricominciato a battere più piano, fino a calmarmi. E oggi simao stati battezzati in quattro con questa rapina, anzi tentata rapina a mano disarmata …

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Park life, una lista e un’altra scopata

2009, 4 Giugno

Park life

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo fatto Park life e poi tante birre al pub. Roberta mi ha fatto vedere la lista che aveva scritto poco tempo prima di incontrare Chris, una lista che conteneva tutte le caratteristiche del suo uomo ideale. Ogni aggettivo, col tempo, è stato spuntato. Roberta è felice!

Ha strappato un pezzetto di carta e ha scritto la mia lista. L’ho riletta poco prima d’imbarcarmi. Mi è sembrata tanto banale e mi sono sentita un pò sciocca.

Che ci credo poco in queste cose e al momento il pensiero di avere una storia o una relazione che sia, mi spaventa, non sono affatto pronta. Questo so non mi giustifica di acconsentire al primo cenno di un uomo, andare a casa sua, bere qualcosa e farci sesso. E’ successo di nuovo, è successo ieri sera, non è il Signor Ni, nè il tipo dei fiori, è un membro della categoria: a volte ritornano!

E la cosa che più mi dà fastidio è che a me, lo so, non importa nulla neanche di lui. Ieri sera mentre scopavamo io non ho raggiunto nessun orgasmo, ho finto, ma sono brava anche in questo, mentre speravo che venisse, che anche questa finisse, così da poter accendere una sigaretta, rivestirmi, tornare a casa e fare una doccia, che con questo caldo è stata più una sauna che una scopata!!

E tornando a casa, l’una di notte, pensavo che non potevo permettermi di essere arrabbiata, ma solo sempre più disgustata da me stessa, dalla facilità con cui mi concedo pur sapendo che al tipo di turno non importa nulla di Adriana, di quella che sono. Per loro sono la scopata di riserva e sono io che ho lasciato crederglielo, spingendo in fondo le mie pulsioni, i miei desideri, quel desiderio di coccole che non arrivano…

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Il Signor Ni

2009, 23 Maggio

Il Signor Ni si chiama così perchè alla mia domanda: sei innamorato di questa ragazza, ha risposto con un laconico ni che lasciava desumere un ben più difficile da pronunciare no!

Il Signor Ni non ha avuto l’insistenza del ragazzo dei fiori, ma la sua presenza è stata certo costante in questi due giorni, mail in ufficio e messaggi di sera.

Il Signor Ni e io ieri sera abbiamo cenato insieme a casa sua, abbiamo bevuto due bottiglie di vino rosso, abbiamo fatto quello che di solito si fa al secondo appuntamento; ci siamo studiati. Non ho praticamenmte fumato per tutta la durata della cena e solo quando abbiamo finito l’ho costretto ad uscirte in balcone per la mia prima sigaretta della serata. Un bicchiere di vino in mano, l’altra occupata con la sigaretta. Chiacchieriamo io e il Signor Ni, ma lui si avvicina sempre più, e io me ne accorgo, ma non ho davvero dove cercare una ritirata. Forse non la voglio ceracre neanche, perchè lascio che mi si avvicini ancora e che mi baci.

Mi precede a letto, io passo dal bagno. Faccio pipì non ricordo che altro, mi sarò guardata allo specchio come ogni volta che so di star combinando un’altra cazzata ed esco, almeno ci provo, si perchè non riesco ad aprire la porta! Credo di aver lottato per almeno cinque miniuti buoni, mentre tra gli sforzo mi guardavo imbarazzata allo specchio!

Salgo e lo trovo a letto. Mi guarda, mi avvicina di nuovo, mi bacia ovunque, mi toglie i vestiti, lo faccio anch’io mentre sento che geme sotto i miei baci, quando lo tocco, sento che prova piacere e, ad essere sincera, altrettanto piacere provo io! Facciamo l’amore, o forse solo del buon sesso e finiamo stanchi sul letto, fino ad addormentarci, come due estranei, io mi volto dall’altra parte, ma solo per riposare.

Le 3:15, mi sveglio all’improvviso, la bocca asciutta. Lo guardo mentre dorme e sento il suo respiro pesante, eufemismo, dato che russava! Cerco i miei vestiti. Lo giardo ancpora, non so se svegliarlo o meno. Scendo sotto e vedo, invitante il cellulare, quello che guardava impaziente la prima sera che abbiamo trascorso insieme. Lo so bene che è una violazione della privacy, ma l’ho ugualmente preso e dato un’occhiata ai messaggi. Nulla di male trovarne alcuni di una certa TiZI che dichiara il suo amore, terribile leggere solo l’incipit di altri, di altre donne che hanno certe idee strane su cosa vorrebero fargli, desideri di altri incontri, passione di altre donne che mi colpisce con una bella doccia fredda.

Abbandono il Sihgnor Ni nel suo letto addormentato, e chiudo la porta alle mie spalle. Scendo di corsa e di corsa entro in macchina, un’altra sigaretta accesa mentre scorrone veloci le parole appena lette, i miei pensieri su me stessa, su quanto io sia stata ancora una volta una sciocca a non capire, a farmi scopare da un altro che pare si diverta a conquistare le donne.

E’ di certo un problema, ma a me piacciono quelli che sono bastardi nel DNA!

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Vino rosso, musica, patatine e sigarette

2009, 16 Maggio
Ellen Alien, Mendetz, Apparat, Bloc Party in sottofondo

Ogni sigaretta accesa è sintomatica di un’altra goccia che cade nel vaso della sopportazione. So che presto anche questo sarà pieno. Temo il traboccare dell’acqua, la piena di parole che usciranno fuori e che provocheranno un’altra catastrofe, come i tracimamenti dei fiumi, i terremoti che lasciano crepe difficilmente recuperabili. Nella mia stanza, Ellen Allien, Mendetz, Apparat, Bloc Party in sottofondo, non sovrastano i rumori che provengono dalla cucina, il classico focolare della famiglia borghese italiana, per questo io voglio una fottuta living room con angolo cottura!! Niente problemi a casa mia, qualora dovessi trovarla. Si, perchè se sono tutte come quella che ho visto questo pomeriggio, e cioè con la maiolica azzurrata, la carta da parati dello stesso tono e la cucina in muratura ricavata in un balcone verandato con le piastrelle color acqua marina e il bagno rosa (!), credo che opterò per l’acquisto di un BMW serie 1 ed andrò a vivere in una casa di mia madre in collina, dato che lei non si deciderà mai a lasciare mio padre.

Per ora io continuo a ballare da sola e mi sta bene così, non chiedo altro stasera!! Solo altro vino, musica, patatine, una sigaretta se voglio e ancora musica!!

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Appuntamenti mancati

2009, 13 Maggio

Avevo un appuntamento per vedere una casa questo pomeriggio. A lavoro ho costretto il mio collega a mettere il turbo per riuscire ad arrivare a Catania in orario e non dover fare mille telefonate per scusarmi del ritardo, è che ho trovato il fantomatico traffico siciliano, scusiiiiiiiiii!! Anzi, entro in città con un’ora di anticipo, passo in fondazione da mia sorella, prendiamo un caffè, rullo una sigaretta e mi dirigo al fantomatico appuntamento. In grande anticipo per i miei standard, 10 minuti non sono pochi, scendo ed aspetto. Aspetto. Si, aspetto mezz’ora! Cazzo, ma la buona educazione? Non si fanno aspettare le donne, quantomeno una telefonata, ma non fare attaccare la segreteria telefonica quando, indispettita, chiamo io per avere notizie!!

Sarà il periodo degli appuntamenti mancati, delle persone che credono di dovermi dire qualcosa e poi scompaiono, di quelle che prendono appuntamenti e se ne dimenticano, di quelli che forse dovrei cominciare ad avere meno scrupoli e trattare come trattano me!!

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Per un attimo

2009, 16 Aprile

A cena si è parlato. Vi vedevo seduti, a mangiare in silenzio. Si, come i miei genitori che non si parlano più, i miei genitori che non parlano più. Una sigaretta aspettando il primo. Chiaccere equilibrate. Un pò io, un pò lui. C’era vento al mare oggi. Ho aiutato mia sorella a sgombrare casa. Il tizio classe 63, le ragazze con le quali è stato. Giochi di parole, sorrisi. Poi musica, libri, il sesso. Una bottiglia di vino in due, una grappa per lui a fine pasto. E scivoliamo a letto, un letto che non è il mio, neanche il suo, un letto che ci ha ospitati per caso. Un letto e una casa a me estranei. Estranei come le mani che mi  hanno accarezzata, la bocca che mi ha baciata, il suo corpo e il mio uniti per un attimo.