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Tempi andati

2009, 15 Ottobre

Per distrarmi cerco delle variazioni musicali. In realtà cercavo un cd dei Marlene Kuntz, ma mia madre con le sue manie di ordine e pulizia l’ha nascosto bene! In compenso ho riesumato un cd dei Blonde Redhead, Melody of Certain Damaged Lemons, era il 2000. E sono tornata indietro a quel periodo, l’università, il mio fidanzato, il gruppo, il concerto, i pomeriggi sui libri a bere te e fumare sigarette. Era tutto diverso, ero più leggera, per un periodo di sucuro più sorridente, forse i sorrisi erano dovuti ai costanti cambiamenti, le evoluzioni inattese, l’incontrollabilità che non mi spaventava…

…erano bei tempi!

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Prima di partire

2009, 3 Aprile

Oggi ultimo giorno in agenzia di Giuseppe. Domenica partirà per Fano, dove starà per due mesi. La giornata a lavoro è praticamente volata tra milioni di problemi. Lui è rimasto barricato nella sua stanza quasi tutto il giorno, riemergendo solo per pranzo. Un pranzo fatto all’inpiedi al bar. Io ammutolita dalla stanzhezza, lui e Marco che tentavano di farmi sorridere. C’è riuscito solo il banconista, porgendo a Giuseppe una tazzina vuota: il suo caffè molto stretto! Il pomeriggio è volato ed io sono stata catatonica fino alle cinque, quando avevamo finito ed erano andati tutti via.

Io e Giuseppe da soli in ufficio. Lui doveva sistemare i sospesi, io gli arretrati! Siamo rimasti fino a dopo le sei del pomeriggio, poi in macchina;, ci vediamo al solito posto. Io vado avanti e scoppio a piangere in macchina. Piangevo senza perchè, o forse il perchè c’era. Il fatto che si era instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e doppi sensi che non hanno portato da nessuna parte, per fortuna, e che ci hanno fatto legare abbastanza.

Posso dire che mi conosce, che mi ha capita, che, senza leggere il mio blog, è riuscito a penetrarmi. L’ho aspettato ferma nella corsia di emergenza, i bassi che facevano rimbombare l’abitacolo della macchina, un occhio allo specchietto retrovisore, lui che arriva, abbaglia e io che riparto dietro di lui. Un paio di lacrimoni escono quasi incontrollati, mi guardo nello specchietto, gli occhi rossi, speriamo non se ne accorga, uso la sciarpetta per ascigarmi gli occhi. Per fortuna in ufficio mi ero lavata la faccia ed avevo eliminato il trucco. Sarei stata un mascherone inguardabile e lui mi avrebbe chiesto perchè avessi pianto.

Accosta. Spegne la macchina, lo guardo scendere dalla sua macchina e salire nella mia. Mi sento in imbarazzo, deve esserci puzza di sigarette, lui dice che è il mio odore, io non voglio sia così, non voglio sia questo che ricordi di me. Abbasso il finestrino. Mi guarda e resta in silenzio. Io non riesco a parlare e lotto con me stessa per sostenere il suo sguardo senza piangere.

Comprati il BMW, stasera che fai? Esci, devi uscire, non chiuderti nella solitudine; hai allentato con le tue amiche dopo che sei stata a Modica? Si vede che sei triste, e forse è questo che ti rende affascinante.

E io volevo solo piangere. Invece ho preso una sigaretta e l’ho accesa, perchè questo è l’unico modo che conosco per dissimulare e non piangere, non l’avrei potuto fare davanti a lui, l’avrei messo in imbarazzo, non avrei saputo spiegargli perchè stessi piangendo, non volevo nè comprensione nè compassione, non sarei riuscita a smettere e l’avrei messo in imbarazzo. Così sono rimasta in silenzio, non trovavo neanche le parole per dire le mie solite cazzate per sviare il discorso. In silenzio ho lasciato che continuasse a guiardarmi, ho continuato a guardarlo, perchè passeranno due mesi prima che potrò farlo ancora, prima che potrà farlo di nuovo, e mi mancherà, anche se non gliel’ho detto.

Mi ha dato un bacio sulla guancia prima di scendere dalla macchina, ho rimesso in moto e sono andata via, liberandomi da tutta la tristezza accumulata, liberandomi di tutte le parole che avrei voluto dirgli e che ho taciuto. Gli ho mandato un messaggio quando ho svoltato per una traversa mentre lui andava dritto: Una sigaretta per non piangere davanti a te. Mi spiace che parti e so che mi mancherai. Poi ho spento il telefono, per evitare una sua chiamata, ma lui non l’ha fatta.

Persevera l’amaro in bocca, per lui che mi legge così, per me che non so reagire, per tutto quello che vorrei e per cui non so lottare

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Non è la solita sindrome premestruale

2009, 24 Febbraio

Vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere vorrei piangere

…solo che non ci riesco, così m’innervosisco, m’innervosisco talmente tanto che oggi in ufficio sono stata male, crampi allo stomaco, repentini cambi d’umore, ho trattato male tutti, digrigno i denti, fumo più del dovuto, metto le mani in bocca, sto con gli occhi bassi, perchè io non voglio guardare nessuno, non voglio parlare con nessuno, io non voglio avere contatti con nessuno, che tanto è inutile, tanto i contatti non portano da nessuna parte.

E stasera non mi vedrò con Saro come mi aveva proposto ieri. Mi ha appena dato buca, e forse è meglio così. Posso stare senza farmi una scopata, tanto non porta a niente neanche questa, tanto non vado da nessuna parte neanche così, il mio desiderio di normalità è ormai una fottutissima chimera, soprattutto finchè non riuscirò a squotermi quest’apatia di dosso.

Tutto parte da me e si conclude in me. Devo smettere di lasciar correre la mia vita, ma io sono sconfitta in partenza, perchè per ora non ci credo neanch’io, e se ci penso mi ripeto solo che non c’è niente per cui valga la pena vivere…

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Voglio un motivo

2009, 14 Febbraio

Silenziosamente ho guardato fuori dalla finestra. Macchine veloci che vanno chissà dove. Ho trattenuto il fiato e stretto i pugni per non pensare. Ho dimenticato e amato. Ho ciecamente creduto alle bugie che più mi ferivano. Ho amato e odiato. Ho irrispettosamente parlato di mio padre e della sua vita. Ho aspettato un uomo indeciso e sposato, solo perchè lo amavo. Ho messo al primo posto sempre gli altri pur proclamandomi egoista. Ho finto mentre facevo l’amore con il mio ex e con gli altri che sono venuti dopo. Ho fumato una canna solo per potermi coricare e dormire un sonno senza sogni. Ho bevuto fino ad ubbriacarmi per sentirmi libera e dire quello che pensavo davvero. Ho mentito a tutti. Ho preso un coltello e ho tagliato piano la pelle dei miei polsi per curiosità, vedere cosa accadeva, provare un dolore diverso da quello interiore. Mi sono truccata prima di andare a letto, rossetto rosso per un ultimo bacio con la sigaretta notturna. Ho mangiato le unghie per nascondere le mia mani. Ho attraversato la strada con gli occhi chiusi e le dita incrociate. Ho spento il telefono e premuto sull’accelleratore. Ho pianto senza perchè. Ho riso senza motivo per distrarmi dal resto. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Sono stata me stessa e mi sono sentita inadeguata. Ho sorriso e cantato canzoni a squarciagola. Ho la pelle d’oca e gli occhi rossi. Ho la frangia per nascondermi. Sono scappata. Mi sono persa e mi sono ritrovata. Mi nascondo per avere consapevolezza della solitudine per riapparire quando mi manca il respiro. Mi sono proclamata Crudelia, ho giurato di diventare cattiva, voglio essere cinica, voglio imparare a disprezzare, essere fredda, glaciale, fare scorrere tutto oltre, voglio essere indifferente, voglio un motivo per spiegare l’abbandono!

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Mi fido di te…

2009, 9 Febbraio

Di nuovo un’altra settimana. Sono carica stamattina, non averlo visto mi ha aiutata, sono stata bene questo fine settimana e il mio ego non ha risentito dell’assenza delle sue “attenzioni“, se così vogliamo chiamarle, se così posso definirle. Ma il lunedì porta scompenso, il lunedì devo svegliarmi alle 6:30, devo rendermi presentabile, devo fare lo slalom tra le macchine, pedoni rincoglioniti, mamme con i figli, autobus, spazzini ritardatari del mattino, la sigaretta che si sposta sul sedile, l’accendino che mi finisce sotto il culo, il sole negli occhi, il tempo che corre, corre, corre veloce e io sono di nuovo in ritardo!!

Il lunedì mattina io ho poca cognizionme di me stessa e di quello che mi aspetta per le successive otto ore lavorative o giù di lì! Quindi quando arrivo in ufficio, tarpelata più che mai, finisco la mia sigaretta, entro e Giuseppe è come se non esistesse, il week end ha fatto effetto e mi sono disintossicata!!

Col cavolo…Raffaella riderà, ne sono sicura!!

Ci parliamo a stento per tutta la mattinata, va bene, va benissimo! Colgo il suo sguardo un attimo prima che chiuda la porta, andiamo a prendere il caffè dopo pranzo, io,lui e Marco. Bocca di rose in macchina, in sottofondo, Marco scende per fare una telefonata, lui mi guarda negli occhi e canta

C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
“Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

E’ di nuovo tardi. Rientriamo in macchina e per fortuna risciamo a  fuggire dall’ufficio relativamente presto, le 17:40. Soliti saluti, a domani, ma con la coda dell’occhio vedo che mi ha aspettata, di nuovo faccio strada io!! Di nuovo mi fermo all’ingersso della città. Accosta vicinissimo, lo fulmino, mica vorrà toccare lo specchietto??

Vento freddo ci costringe e parlare con i finestrini mezzo alzati, veramente il mio è tutto abbassato, lui sta col cappotto!! Non dovrei fare di tutta l’erba un fascio, sono incatenata alle famose categorie di cui ho scritto e che gli ho svelato, cosa sono disposta a perdere, come mi ha cantato per tutto il pomeriggio dopo aver letto un post ( E poi mi ha preso la mano), cosa mi aspetto da lui. Domande, domande, ma io sono sincera e so che da lui non posso aspettarmi nulla, lui è un uomo impegnato. No, io non avevo visto la fede al dito, io non cerco l’anima gemella, ci credo poco, ma certamente neanche una storia così. Mi piace, anzi, mi piacerebbe conoscere una persona, avere la possibilità di scoprirla, di essere me stessa, di innamorarmi, ma non è certo questo il caso! Lo sappiamo entrami.

Cosa vuoi da me? Chiedo, mentre mi ripeto che io non farò nulla, mi priverò di agire perchè IO PRETENDO LA QUOTIDIANITA, sono stanca del tempo rubato! Allora lasciamo le cose come stanno. va bene, rispondo impassibile. Ero impassibile? La cosa mi ha lasciata impassibile? Io non lo so, io non lo so cos’ho provato. Dopo quasi quattro ore io non lo so cosa provo, mi ripeto però che è meglio così, mentre continuo a canticchiare

forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

…perchè non riesco ad essere del tutto disfattista

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Soffoco!

2009, 4 Febbraio

Oggi siamo andati via prima dall’ufficio. Facciamo strada insieme di nuovo, ma stavolta davanti ci sto io!!

Mi manca il respiro, mi sento soffocare, mi viene da vomitare. Abbasso tutto il finestrino, tengo fuori una mano nella speranza che mi faccia lo stesso effetto dell’acqua fredda sui polsi quando si sta per collassare, la musica a tutto volume, una sigaretta accesa, come sempre, ma io non respiro lo stesso. Vorrei accostare, scendere e vomitare, ma lui mi sta dietro, non voglio.

Guido e penso. Penso e non dovrei pensare, perchè pensare mi fa solo stare male. Si perchè penso che anche quest’altro è sposato, sposato con una donna che dice di amare. Perchè allora non mi lascia stare? Perchè non mi tratta semplicemente da collega ed evita tutte quelle battutine, gli sguardi, i sorrisi, il semplice venirmi vicino? Lo sento che c’è attrazione, da entrambe le parti, questo è innegabile, ma…ma cazzo, se è innamorato perchè non mi lascia stare?

Vorrei trovare il coraggio di dirglielo, perchè io non credo di essere sufficientemente forte per vivere di nuovo una situazione in cui lui poi torna a casa da lei, i silenzi da week end, i msg mandati di nascosto, i baci rubati, come lo sarebbero gli incontri, gli appuntamenti. Io so di non potercela fare. Già ora mi dà fastidio il fatto che alla sera si torni ad essere se stessi, almeno lui, con i suoi impegni e quant’altro.

Ancora una volta è colpa dei miei occhi…Devo essere forte, almeno stavolta…

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E poi mi ha preso la mano

2009, 3 Febbraio

A fine giornata, le sette di sera abbondantemente passate, finalmente usciamo dall’ufficio. Facciamo strada insieme? Si, ma stavolta non mi mollra…Daccordo, questa volta ti aspetto. Stronzo, allora venerdì mi hai mollata…Giuseppe si arrampica sugli specchi, ma c’è poco da fare, tanto io non c’ero rimasta neanche male. L’avevo aspettato cinque minuti, forse anche sette e poi ero rientrata a casa, facendo la strada per i fatti miei!

Oggi mi ha aspettata, anzi, l’ho aspettato io e siamo andati insieme.

In macchina fumo la prima sigaretta dopo quella fumata dopo la pausa pranzo, sono passate praticamente cinque ore!! Musica a tutto volume, il cellulare sul sedile accanto, finestrino aperto e riscaldamento acceso, mica posso congelare solo per fumare una sigaretta e non fare impuzzolire la macchina!

Poco prima di entare in città mette la freccia e accosta. Lo accosto, abbasso il finestrino, abbasso il volume della radio. Io devo andare all’aereoporto. Ah, parti? Beh, scrivi quando arrivi, anzi no, telefona, oppure mandami una cartolina!! Le macchine sono abbastanza vicine, ma non a sufficienza. Dico quindi che se fossero state più vicine mi sarei affacciata dal finestrino passeggero e gli avrei dato un bacio per augurargli buon viaggio. Potrei anche scendere dalla macchina…ma non ne ho voglia, così passo dal lato passeggero e mi affaccio. Ci prova anche lui e…sbatte la testa!! Scoppio a ridere!!

Scendo dalla macchina, deve andare a prendere sua moglie. Perchè non le compri una macchina? Lo saluto, gli porgo una guancia, ciao…mi prende la mano e sento sbattere i nostri anelli, la sua fede e l’anello che mi regalato Raffaella per natale. La cosa non mi fa nessun effetto, non salto in aria come mi accade ultimamente e non tiro indietro la mano, la cos ami lascia indifferente…indifferente?

Non proprio, perchè mi chiedo fino a dove si spingerà, lui che è un altro, sposato stavolta solo da sei mesi, che sta giocando con me e che lo lascio fare, perchè non andrà da nessuna parte, non si spingerà mai oltre certi limiti. E credo che mi vada bene così!

 

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A fine giornata un aperitivo

2009, 27 Gennaio

Davvero strani questi uomini…

La mattinata a lavoro è stata una continua processione di clienti, a stento ho potuto fare una telefonatina a Raffaella per sussurrarle di Giuseppe. Non esiste la possibilità di fare pausa pipì, figuriamoci quella caffè! Si che non si va al bar, dato che abbiamo una macchinetta in uno stanzino, ma cavolo, neanche tre minuti per fare pipì?! E quando dico una processione intendo una di quelle processioni sacre, quelle dove tutti i fedeli seguono silenziosi un fercolo con il busto del santo patrono. In quest’agenzia è un continuo riciclo di clienti, per uno che esce ne entrano altri due. Certo che la mattinata vola, in più devi in qualche modo soddisfare le richieste che arrivano via telefono, via e-mail, quelle che il capo ti lasci sul tavolo senza che neanche te ne accorgi, il collega che dice io chiudo un attimo che devo fare una cosa per Matteo, telefonare a Giuseppe per chiedere un’autorizzazione, sostenere il suo sguardo, cercare di risolvere problemi, certificare dei pallosissimi corsi sulla sicurezza sul posto di lavoro…oddio sono le 16, finalmente chiudiamo al pubblico, faccio pipì. Vorrei farmi una sigaretta, ma qui non si può fumare. Prego quindi che il mio collega non sbilanci, che almeno stasera riesca a quadrare, che non mi faccia uscire di nuovo alle 18:30 passate. E stasera le mie preghiere pare proprio che vengano esaudite, ma…c’è sempre un fottutissimo MA che impone un cambio programma!!

Stasera Matteo, il capo, mi ha chiesto di siustemare alcune cose in sospeso, di rilasciare alcune carte…ma cazzo!! Chiedo delucidazioni a Giuseppe per alcune cose che non so fare, gli mando una mail tanto per cazzeggiare, ed è la fine!! Si, perchè il tono delle mail diventa, verso la fine, ingestibile. Si, sempre carino, ma un’altra avrebbe probabilmente minacciato denunce per mobbing! Quando ti passo da dietro io te lo guardo il culo (perchè avevo accennato alle prese per il suddetto!!), sei intrigante e ti spoglierei (spero intendesse della maschera…), con te prenderei una cioccolata calda, perchè è più intima. E chi mi conosce sa che non sto inventando, che io le cose le ricordo bene!!

A quest’ultima “provocazione” non ho reagito, ho spento il pc, messo la giacca, rullato la mia sigaretta e salutato…Ma no, aspettaci, dicono lui e Marco…

Usciamo insieme, prelevo dal bancomat, salutiamo Marco, scendiamo dal marciapiede, lui mi guarda, io guardo le macchine che arrivano, fa un passo avanti…lo tiro per una manica che si stava fiondando sotto una macchina che non l’aveva visto! Ti ho salvato la vita, adesso tu mi devi più di un favore!! Va bene un aperitivo?

Salgo in macchina. Due negroni, finalmente accendo la mia sigaretta. Chiaccheriamo, ma non mi sento proprio a mio agio. E’ come se mi scrutasse, come se volesse capire come sono fatta, cosa c’è da aspettarsi da me…So di non potere essere un libro aperto, so che ci sono cose che non posso dire, che non voglio più raccontare. Mi aggrappo quindi ai luoghi comuni, le categorie di uomini con cui non voglio avere più niente a che fare, il cazzeggio a lavoro, alcuni miei attegiamenti…

Le otto di sera, mi riaccompagna in macchina, il negroni faceva schifo, la miopia non va via neanche mettendo gli occhiali, la vista resta annebbiata…sarà l’alcool!! Entrati in città lo perdo di vista, troppe macchine tra di noi!! Non ho il suo numero di telefono, altrettanto lui, meglio, così eliminiamo l’imbarazzo di doverci chiamare e salutarci così!

Sarà spunto, domattina per qualche battuta, anche se ha deciso che domani dovremo ignorarci…mah!

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Primo giorno di lavoro

2009, 19 Gennaio

Primo giorno di lavoro nella nuova agenzia. Che dire?

La giornata è iniziata alle 6:28, amo puntare la sveglia qualche minuto prima per potermi girare nel letto qualche momento prima di alzarmi. Accendo il fornello con la caffettiera, pipì, rifaccio il letto, faccio colazione e sono in ritardo, cazzo!! Chiedo udienza a mia madre che con la menopausa ormai la mattina si sveglia all’alba, ma non mi caca neanche di striscio, così decido che un paio di jeans, un dolcevita smanicato e la giacca andranno benissimo per il primo giorno. Ciao, ciao, ci sentiamo dopo….

Ma dopo quando cazzo, che praticamente qui è un fiume, la gente entra senza pausa, i colleghi mi avevano avvertita e io li avevo sottovalutati, non si esce per prendere il caffè, di là c’è la macchinetta, da sfigati penso!! A pranzo restiamo in agenzia, e io mi sento morire, cazzo, praticamente dalle 8:20 alle 17 chiusa qua dentro senza fumare??? Non ce la posso fare!

Sento Raffaella e mi confida che Toti aveva espresso qualche perplessità nei miei confronti…temeva che mi sarei chiusa in bagno a piangere, Avendo il tempo forse l’avrei fatto! Ma ho solo il tempo, di tanto in tanto, per alzare lo sguardoe dare un’occhiata in sala. E’ capitato pure che mi sia voltata a guardare il collega. Che delusione non trovare Raffaella che parla al telefono, decide cosa preparare per pranzo, poterle raccontare di ieri sera con Saro, dei msg del Supremo, mandare tutti affanculo, dire tra i denti che li odiamo tutti…Certo in compenso se lui incrocia il mio sguardo mi sorride e mi fa l’occhiolino…Penso di aver fatto certe facce, tra lo sbigottito e lo schifato!!

Poi arriva il capo, mi chiama nella sua stanza. Penso, ma che cazzo c’avrà da dirmi? Dovrò essere cortese pure con questo, mentre io non voglio parlare con nessuno, voglio solo che questa cazzo di giornata finisca per tornare a casa e andare a letto, dato che ho dormito appena cinque ore! Invece no, devo sostenere il suo sguardo e dare risposte sensate, che non gli facciano pensare sin d’ora che sono una persona particolare. Lo guardo e…cazzo ha un leggero strabismo! Porca troia, quale occhio devo guardare? Merda merda merda!!! Allora abbasso gli occhi, ma mica posso stare così tutto il tempo, così guardo un pò un occhio e un pò l’altro…chissà se se n’è accorto!!

In compenso tutti questi input non mi hanno fatto pensare a lui, (cusa Vuc’s, ma aggiungo un tag con il tuo nome…). “Ti capisco quando stavi male, io sto una merda” avrei dovuto rispondergli e dirgli che lui, quando io stavo male se n’è fottuto alla grande, mi ha ignorata, mi ha preso in giro. Lui non lo sa come mi sentivo io, perchè lui mi ha bellamente ignorata…ma basta ora, è ora di andare a letto e non pensarci più!

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V per Vendetta

2009, 18 Gennaio

Quando Julia ha conosciuto Jack, lui le si era presentato con indosso la maschera del protagonista di V per Vendetta. L’aveva fatto per farla ridere, e c’era riuscito!

Giù la maschera Jack non aveva perso il suo fascino, le sue parole erano ancora più ricche di significato e profondità, perchè accompagnate dalla profondità del suo sguardo. Julia l’aveva capito sin dall’inizio che di lui avrebbe potuto fidarsi.

Vado a prendere il te a casa di Saro, tu devi uscire?” Jack risponde affermativamente, non ci sarà tempo, più tardi, per raccontare, ma adesso, prima di uscire ce n’è per le raccomandazioni del caso, che poi non possono definirsi tali. Jack fa solo delle considerazioni sull’appuntamento di Julia, su questo incontro. In effetti Julia e Saro si vedono solo per scopare, fin’ora non c’è stato altro, solo incontri fugaci, una conoscenza a metà. Jack dice che il sesso non ti lascia niente, che lui davvero preferisce evitare, ma julia no, Julia è ferita, Julia deve dimenticare, Julia è fottutamente convinta che solo così riuscirà a cancellare i brutti ricordi, il recente passato, quello che più l’ha ferita…

Julia si reputa forte, solo una bella scopata, che le permetterà di tornare a casa e sentire il proprio istinto sazio, nessun bisogno per qualche altra settimana, la fantomatica sessoterapia…Pensa questo Julia mentre si prepara, un’altra stiratina ai capelli, trucco leggero, il bracciale nuovo Miss Sixty, mani curate…Eh si, perchè cazzo, anche se sa che non lo deve conquistrare, le piacerebbe davvero tanto avere la possibbilità di conoscerlo un pò meglio…ma poi pensa chisenefottesaràsolosesso!!

Jack e i suoi consigli da saggio Grillo parlante restano a casa stasera!!

La conversazione è piacevole, Julia si chiede perchè, cazzo perchè non si riesca ad andare oltre con lui, le dà davvero fastidio il fatto di non poter avere neanche una sola cazzo di possibilità con questa persona, perchè lui si ostina a tenerla lontana, perchè è solo sesso? Julia non sa dare una risposta, ma allontana il vuoto di queste considerazioni ricordando che a letto con saro ha sempre raggiunto dei begli orgasmi, che lui l’ha fatta godere, andrà bene così anche stasera!!

Ma non va così. Cazzo, non va così. Lui le propone un film dopo due rum alle sette del pomeriggio, mezza bottiglia di vino a cena e una canna subito dopo, seguita da altro rum. Cazzo Julia è cotta! Julia pensa a Jack, vede la cartella di V per Vendetta e scopre di desiderare dal profondo di essere con lui, vorrebbe che lui si materializzasse lì al posto di Saro, vorrebbe essere nel suo letto, niente trucco, le coperte calde, lui che l’abbraccia, lui che le vuole davvero bene, lui che non c’è stasera.

Julia decide all’unanimità che si vedrà questo film! Seduti sul divano, lei accenna a tenere la mano di Saro, ma lui non reagisce, Julia soffoca dal freddo, ma si sente in imbarazzo nell’avvicinarsi a lui, mani chiuse a pugni e nascoste nelle maniche del maglione. Il film finisce, si alzano, allora io vado che domattina devo svegliarmi presto. Lui la bacia e finiscono a letto.

Julia è sopra di lui, lo bacia, apre gli occhi per cercare una qualche espressione che indichi piacere, che le faccia capire che a lui piace. Ma lo sente distante…I baci sono assolutamente privi di passione, vuoti e quasi inutili. Lui mette su il preservativo, cambiano posizione. Julia è fredda, decisamente fredda, sarà il bracciale Miss Sixty che la trattiene ai ricordi, sarà che lui sta scopando, nient’altro, sarà che vedere la maschera di V le ha fatto venire un’assurda voglia di Jack, sarà che non è neanche bagnata, cazzo! Julia pensa che vuole andarsene a casa, che Jack aveva di nuovo ragione, che si può evitare il sesso, se non c’è neanche un pò di passione poi meglio la masturbazione, pensa Julia, mentre lui è uscito fuori. Ah, è venuto, bene, così mi rivesto che sto gelando, e torno a casa, che domani lavoro!

Ed è esattamente quello che fa. Praticamente peggio di un uomo, ma non ha alcuna voglia di parlare con Saro, solo uscire da quella casa, per tornare nella sua, il trucco un pò sfatto, una sigaretta tra le labbra, affatto sonno, un indefinibile senso di vuoto misto a insoddisfazione…

Non ci sarà una prossima volta, seguirò il consiglio di Jack…oppure la prossima volta mi ubriacherò di brutto, così alla fine, qualunque cosa accada, non ricorderò niente!!