Posts contrassegnato dai tag ‘Silenzio’

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le conclusioni dell’antefatto…

2009, 12 Novembre

C’è sempre un antefatto a tutto. Anche stavolta ce n’è uno, ma, ai miei occhi è talmente banale, che lo sorvolerò. Dirò solo che, a causa di un mio msg, neanche troppo compromettente, l’EX moglie ha fatto una scenata al tipo, e il tipo se l’è riavuta su di me, accusandomi di aver “aggiunto casini su casini“;  che pensava “avrei avuto il buon senso di non fare questa minchiata“…Tacerò anche il mio stato d’animo degli ultimi due giorni, credo che chi mi conosce almeno un pò, riesca anche ad immaginare il senso di colpa, la frustrazione e la mortificazione che ho provato, ma poco importa, perchè: udite udite: IO HO DECISO CHE VOGLIO VIVERE UGUALMENTE!

Si, perchè per quanto le sue parole mi siano ancora appiccicate addosso, per quanto mi venga difficile sorridere, per quanto io sia dispiaciuta del suo successivo silenzio e della mancata possibilità di avere un chiarimento, una spiegazione, IO VADO AVANTI!

La vita è una e prima o poi qualcosa di bello accadrà. Può essere lui, potrà essere un altro, potrà anche non essere nessuno, ma chiusa in casa non accadrà mai nulla. E comunque vada con lui il tempo mi darà solo ragione!

grazie ad un Angelo per averemelo ricordato!

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Le voci

2009, 11 Novembre

voci di amici, estranei, gente conosciuta qui sul blog, colleghi, persone mai viste mi accarezzano piano e mi fanno pensare. voci che si sedimentano nel subconscio e mi fanno riflettere sulla situazione attuale.

sono di nuovo io e un altro lui. un altro lui dalla vita abbastanza incasinata che si divide tra lavoro, trasloco, figlia, ex moglie ed ex suocero, genitori inferociti per via della separazione e poi ci sono pure io. un lui che ultimamente è responsabile dei miei AlTi&BaSsI, con apparizioni e silenzi che io non so mai come interpretare, con i suoi sbalzi d’umore che collidono con i miei fino a quando arriviamo rovinosamente ad un punto di rottura in cui prevale solo il silenzio.

dovrei mollare tutto e non riudurmi come con il lui dell’anno scorso, dovrei mantenere le distanze ed essere più distaccata. le voci degli altri hanno ragione, ma la mia voce interiore è più testarda e caparbia, la mia volontà ne viene annullata. le voci degli altri mi si poggiano addosso e poi pare scivolino via senza lascaire altro che uno strano senso di consapevolezza di stare commettendo un errore cui però non sembro essere capace di porre rimedio…

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inspiegabili conseguenze

2009, 29 Ottobre

oggi siamo rimasti in silenzio quasi per l’intera giornata, forse è meglio così, forse…mi sento un peso che mi schiaccia dentro, gli occhi mi si riempiono di lacrime ad ondate, quasi non sorrido e parlo a stento. non capisco cosa sia successo tra ieri ed oggi. ho paura di aver sbagliato ad usare le mie parole, di aver superato qualche limite invisibile. di nuovo il silenzio di qualcuno mi ferisce, perchè mi esclude e mi piomba in un limbo senza contorni, in cui si acuisce la mia solitudine.

ho sbagliato a farmi cullare troppo dalle sue parole, ho sbagliato ad ascoltare i miei sentimenti.

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Impulsi sessuali/omicidi

2009, 22 Settembre

Qualcuno si è accorto del mio silenzio degli ultimi giorni. Mi sono fermata a riflettere, ho pensato a questa storia, quanto sto bene con lui, le risate, le ore spensierate, il desiderio quasi incontenibile di vederlo pur sapendo che non sempre si può fare, telefonate a lavoro, io che bisbiglio, lui che mi dice di parlare più forte che non mi sente, gli abbracci sotto casa, la mia incapacità di staccarmi quando ci bvaciamo…insomma, sono sempre più TERRORIZZATA! E terrorizzato si dichiara anche lui…

A tutto ciò si è aggiunta una nuova costante da ieri. Oserei dire un problema, che come un tarlo mi sta martellando…ieri sera mi è venuta voglia di fare l’amore con lui!! Bel problema direi, perchè io mi strapperei pure i pantaloni e gli salterei addosso…ma sta male, le brave ragazze non lo fanno…ma intanto appena mi bacia e mi abbraccia, cazzo, io non resisto!!

Ho pensato che l’unica alternativa possibile alla masturbazione, finchè non troviamo una soluzione pseudo abitativa che ci possa accogliere, sia andare a letto con un altro! In effetti potrei scopare con un altro e sfogare così questi impulsi sessuali che hanno quasi dell’omicida, tanto mi prende, ma andare a letto con un altro sarebbe forse pure peggio che strappargli i pantaloni, o no?

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2° livello nel gioco delle coppie!

2009, 3 Settembre

Che io non avevo realizzato tanto bene la sua situazione, forse. O forse mi illudevo che fosse già libero. Ho sottovalutato la sua situazione attuale. Una figlia di 13 anni. Lui e sua moglie si sono separati da poco più di 2 mesi. Nulla è ancora ufficiale. Io sono arrivata come il solito fulmine a ciel sereno, ma vengo al secondo posto dopo i doveri familiari. E’ giusto che sia così. Così deve essere. Lo scrivo e lo penso, ma poi mi comporto come una bambina capricciosa.

Lui ieri non mi ha dato notizie per il week end. Silenzio. Solo un msg di sera per dirmi che era a Modica O_o Silenzio anche stamattina. Ho taciuto anch’io. Almeno fino ad ora di pranzo, poi ho dovuto mandare una mail. Due parole per dirgli che si, insomma, c’ero rimasta di cazzo!

Lui forse era più dispiaciuto di me, ma ha degli obblighi, impegni. Cazzo la conosco la situazione, solo che adesso sono salita di livello, un pò come nei videogiochi. Peppe e Luca-il Supremo, erano il primo livello. Ora che sono alla fase 2 del gioco, mi è tutto un pò nuovo e non so come comportarmi.

Ho detto: per me non è successo nulla, magari domani vado a Palermo, ci saranno altre occasioni, altri giorni, altre sere, altri fine settimana. Mentivo, a lui e a voce alta a me stessa, sperando di convincermi che non fosse accaduto nulla, come se il contrattempo l’avessi avuto io. Solo che io so riconoscere le bugie, e non ci ho creduto neanch’io.

Sbaglio a valutare le situazioni, le persone. Sopravvaluto sempre me stessa. Vivo di illusioni e il contatto con la realtà è sempre stravolgente…Questo 2° livello del gioco è più difficile di quanto sospettassi!!

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Ipocrisia

2009, 26 Aprile

Maledetta ipocrisa familiare in cui sono intrappolata. Combatto, oggi più che mai, con l’amore e l’odio verso i miei genitori, le menzogne, il fottuto perbenismo borghese, il loro giocare a nascondino, le chiacchere, le uscite con gli amici, la nausea che mi provoca vederli seduti allo stesso tavolo, addormentati nello stesso letto, fianco a fianco, quando sanno, quando so, che è tutto falso. Cazzo ci vorrebbe solo un pò di coraggio ed ammettere il fallimento, la fine dell’amore o qualsiasi cosa sia che ci ha portati tutti a questo punto. Lotto con il desiderio di andare via e il pensiero di loro due da soli, mia madre soprattutto che, temo, sappia tutto, ma che si trincera dietro un silenzio profondo che non so scuotere, che non voglio scuotere. Volto le spalle ad entrambi, sdegnata, eppure non riesco ad odiarli, non posso, dovrei?

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Per un attimo

2009, 16 Aprile

A cena si è parlato. Vi vedevo seduti, a mangiare in silenzio. Si, come i miei genitori che non si parlano più, i miei genitori che non parlano più. Una sigaretta aspettando il primo. Chiaccere equilibrate. Un pò io, un pò lui. C’era vento al mare oggi. Ho aiutato mia sorella a sgombrare casa. Il tizio classe 63, le ragazze con le quali è stato. Giochi di parole, sorrisi. Poi musica, libri, il sesso. Una bottiglia di vino in due, una grappa per lui a fine pasto. E scivoliamo a letto, un letto che non è il mio, neanche il suo, un letto che ci ha ospitati per caso. Un letto e una casa a me estranei. Estranei come le mani che mi  hanno accarezzata, la bocca che mi ha baciata, il suo corpo e il mio uniti per un attimo.

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Prima di partire

2009, 3 Aprile

Oggi ultimo giorno in agenzia di Giuseppe. Domenica partirà per Fano, dove starà per due mesi. La giornata a lavoro è praticamente volata tra milioni di problemi. Lui è rimasto barricato nella sua stanza quasi tutto il giorno, riemergendo solo per pranzo. Un pranzo fatto all’inpiedi al bar. Io ammutolita dalla stanzhezza, lui e Marco che tentavano di farmi sorridere. C’è riuscito solo il banconista, porgendo a Giuseppe una tazzina vuota: il suo caffè molto stretto! Il pomeriggio è volato ed io sono stata catatonica fino alle cinque, quando avevamo finito ed erano andati tutti via.

Io e Giuseppe da soli in ufficio. Lui doveva sistemare i sospesi, io gli arretrati! Siamo rimasti fino a dopo le sei del pomeriggio, poi in macchina;, ci vediamo al solito posto. Io vado avanti e scoppio a piangere in macchina. Piangevo senza perchè, o forse il perchè c’era. Il fatto che si era instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e doppi sensi che non hanno portato da nessuna parte, per fortuna, e che ci hanno fatto legare abbastanza.

Posso dire che mi conosce, che mi ha capita, che, senza leggere il mio blog, è riuscito a penetrarmi. L’ho aspettato ferma nella corsia di emergenza, i bassi che facevano rimbombare l’abitacolo della macchina, un occhio allo specchietto retrovisore, lui che arriva, abbaglia e io che riparto dietro di lui. Un paio di lacrimoni escono quasi incontrollati, mi guardo nello specchietto, gli occhi rossi, speriamo non se ne accorga, uso la sciarpetta per ascigarmi gli occhi. Per fortuna in ufficio mi ero lavata la faccia ed avevo eliminato il trucco. Sarei stata un mascherone inguardabile e lui mi avrebbe chiesto perchè avessi pianto.

Accosta. Spegne la macchina, lo guardo scendere dalla sua macchina e salire nella mia. Mi sento in imbarazzo, deve esserci puzza di sigarette, lui dice che è il mio odore, io non voglio sia così, non voglio sia questo che ricordi di me. Abbasso il finestrino. Mi guarda e resta in silenzio. Io non riesco a parlare e lotto con me stessa per sostenere il suo sguardo senza piangere.

Comprati il BMW, stasera che fai? Esci, devi uscire, non chiuderti nella solitudine; hai allentato con le tue amiche dopo che sei stata a Modica? Si vede che sei triste, e forse è questo che ti rende affascinante.

E io volevo solo piangere. Invece ho preso una sigaretta e l’ho accesa, perchè questo è l’unico modo che conosco per dissimulare e non piangere, non l’avrei potuto fare davanti a lui, l’avrei messo in imbarazzo, non avrei saputo spiegargli perchè stessi piangendo, non volevo nè comprensione nè compassione, non sarei riuscita a smettere e l’avrei messo in imbarazzo. Così sono rimasta in silenzio, non trovavo neanche le parole per dire le mie solite cazzate per sviare il discorso. In silenzio ho lasciato che continuasse a guiardarmi, ho continuato a guardarlo, perchè passeranno due mesi prima che potrò farlo ancora, prima che potrà farlo di nuovo, e mi mancherà, anche se non gliel’ho detto.

Mi ha dato un bacio sulla guancia prima di scendere dalla macchina, ho rimesso in moto e sono andata via, liberandomi da tutta la tristezza accumulata, liberandomi di tutte le parole che avrei voluto dirgli e che ho taciuto. Gli ho mandato un messaggio quando ho svoltato per una traversa mentre lui andava dritto: Una sigaretta per non piangere davanti a te. Mi spiace che parti e so che mi mancherai. Poi ho spento il telefono, per evitare una sua chiamata, ma lui non l’ha fatta.

Persevera l’amaro in bocca, per lui che mi legge così, per me che non so reagire, per tutto quello che vorrei e per cui non so lottare

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Com’è andata oggi?

2009, 19 Marzo

Com’è andata oggi? Com’è andato il giorno di vacanza? La passeggiata a Taormina, il pranzo al mare? Com’è andata con l’archiettto classe 63? Boh!!

Lui come sempre gentile, prodigo di complimenti, cortese, galante, direi…Uno strano corteggiamento il suo, un assedio diverso dagli altri, fatto di msg carini, inviti, silenzi più o meno voluti, carezze sul viso, come se solo volesse sfiorarmi, improvvise apparizioni per andare a prendere il caffè.

Ma io non riesco ad essere naturale, a sciogliermi. E ci sono due motivi. Innanzitutto la sua famiglia. Lui e sua moglie sono separati da settembre, ma per via dei figli e del lavoro sono in buoni rapporti, e, a suo dire, il rapporto tra loro, dopo la separazione non si è sgretolato. Buon per lui, ma cosa cerca in me allora? Cos’è perchè gli ho raccontato dell’atmosfera che si vive a casa mia e gli abbia detto chiaramente come la penso riguardo il matrimonio, il tradimento e le storie finite che mi sente vicina, mi vede un pò come se fossi i suoi figli a trent’anni? Non lo so.

Quello che però mi turba di più è il fatto che lui mi abbia letta come un libro aperto. Che al primo appuntamento, praticamente senza conoscermi, mi ha descritta in pieno, il mio desiderio di innamorarmi, di essere amata, di darmi totalmente, la mia paura, la mia diffidenza, quello che sono. Tutto ciò mi turba e anzicchè farmi pensare che forse ho di fronte a me un uomo che mi ha capita, immagino qualche trucchetto nascosto che prima o poi mi farà cadere e fare male di nuovo.

Eccomi quindi sul sedile del suo BMW, tutta tesa che salto in aria non appena mi sfiora con la mano la mia, quando mi accarezza il viso, che nascosta dietro gli occhiali faccio le smorfie ai suo complimenti sei bellissima, tu mi piaci, sono contento che tui abbia acccettato il mio invito, sono stato davvero bene con te…per poi rimettere in moto e dirmi che basta, dobbiamo andare via perchè lo prendo trroppo. Io seduta in un silenzio abbastanza imbarazzato che non riesco a sentirmi del tutto a mio agio…

Mi riaccompagna a casa, gli dò un bacio sulla guancia e riprendo a respirare, perchè quando sono con lui non riesco a farlo in modo naturale.

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Accade

2009, 15 Marzo

Accade poi che per un’inezia, una parola sbagliata, la parola bugiardo, mio padre s’infuri, alzi la voce, perda il controllo, si arrabbi con mia madre e vada via.

Accade così, senza preavviso, che io debba assistere al silenzio di mia madre che, ancora una volta, non ha preso una posizione ed è rimasta muta, seduta ad ascoltare le parole che mio padre le rovescia addosso.

Accade mentre io e mia sorella siamo allibite di fronte a quest’ennesima lite familiare nata senza un vero perchè. Mute entrambe, intimorite dall’ipotesi di fare accalorare ulteriormente mio padre. C’è solo un blando tentativo, ma la sua ira è tutta rivolta a mia madre, così noi ci arrendiamo.

Accade quindi che lui vada via a fare due passi. Che se ne vada pure affanculo, penso io, può anche non tornare più, stronzo! Che se ne vada da quella grandissima puttana con cui se la fa in questo periodo, chi se ne fotte! Tanto in questa casa la sua presenza è come quela di un dittatore che tutto sa, che tutto vuole dirigere e controllare, che non accetta il confronto, che non ammette mai di sbagliare, che non chiede scusa, perchè lui ha sempre ragione!

Accade in ultima battuta che io mi volti a guardare mia madre, ancora sprofondata nel suo silenzio, che le dica che così non può andare avanti, che cazzo, non può farsi trattare così, che se lui alza la voce, altrettanto deve fare lei, che non può permettergli queste perpetue mancanze di rispetto, che…Mia madre si mette a piangere e io sento un odio grandissimo che monta dentro di me.

Accade di domenica sera. Accade che non so più se sia normale che io lo odi, accade che non posso odiare mio padre, accade che tutto mi pare inutile, accade che non trovo un motivo, una ragione che avvalori la mia vita, accade che più che mai vorrei andare via, accade che vorrei essere morta per non dover affrontare questa vita di merda, quest’atmosfera, i risvegli, le lacrime, i silenzi…

Accade che vengono meno tutte le basi e lecertezze e io sono di nuovo allo sbando.