La prima scelta

Rifletto e ricordo quello che è stata la mia vita fino all’arrivo di Paola.

Realizzo di non essere MAI stata la prima scelta di nessuno degli uomini con cui sono stata.

Realizzo che per tutti loro e per Michele soprattutto, sono stata un passatempo. Leggera. Comprensiva. Brava a scopare.

Dov’è finito l’amore? Resta l’illusione di poter essere ancora la prima scelta per qualcuno.

Vacillo.

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C’era quando

C’era quando a maggio con Ivana andavo a correre alla Villa Bellini. Cercavamo di riparare gli eccessi invernali!

C’era quando con Roberta ci intrufolavamo nel sagrato di una delle chiese di via Crociferi, bicchiere di Porto in mano e sigaretta nell’altra. Ci piaceva l’idea del mondo attorno a noi e noi nascoste a raccontarci segreti e drammi da ventenni.

C’era quando andare a letto con un ragazzo era un’avventura e l’amore era una possibilità.

C’è stato l’amore grande, gli amori veri, l’uomo del cuore, l’uomo che il cuore me l’ha infranto, l’uomo che mi ha dato una figlia e che non conosco più.

C’era mia madre e oggi solo il suo posto vuoto perché lei è nel mio cuore.

C’era quando gli odori di maggio mi svegliavano i sensi e mi sentivo più bella.

C’era la leggerezza dei vent’anni e poi dei trent’anni. Le sigarette, le telefonate, gli amori impossibili, le fughe notturne, il sesso, la musica e tanti sorrisi.

A volte ho nostalgia di quel tempo, di quella mia capacità di leggerezza. La vita è stata generosa con me. Adesso c’è un altro motivo per sorridere, il regalo più bello che la vita potesse farmi.

La zia

La vita finisce. La vita va avanti. La morte ci restituisce la serenità che la malattia ci aveva tolto, un misero sollievo per chi resta. La grazia della morte. Si muore, fa parte della vita, ma ogni volta è traumatico dover dire addio.

Ti porto nel cuore.

Money

Accordo sottoscritto e depositato. Ma l’accordo tra le parti lascia sempre qualcuno insoddisfatto e pronto, all’occasione, ad alzare la voce, recriminare, minacciare, sputare veleno davanti a chi proprio non c’entra niente, davanti ad una bambina di quasi tre anni che, avvertita la tensione, alza la voce anche lei fino ad urlare.

Certo non è questo quello che desidero per mia figlia. Io le avevo promesso che l’avrei fatta felice e invece, mio malgrado, la sottopongo a queste scenate. Quantomeno si tratta di scontri verbali rari, ma questa non è una valida giustificazione. 

Tutto per 90 euro. 90 euro per frequentare un corso di audiation, incontri settimanali che aiutano lo sviluppo del pensiero musicale. Le prime 9 lezioni le ho pagate io, le prossime dovrebbe pagarle lui, ma lui non ha soldi, lui non è d’accordo. Che sia ben chiaro: non sono 90 euro che mi cambiano la vita, ma le spese per le attività ludiche vanno ripartite a metà, come ha sottoscritto davanti al giudice, sebbene lui sostenga che io lo abbia costretto ad accettare le mie condizioni. 

Che donna tremenda che sono stata. 300 euro al mese per il mantenimento di nostra figlia, lui che ne guadagna ben mille più di me! Avrei dovuto rimettere la decisione al giudice piuttosto che assecondare il suo vittimismo, sarebbe stato il giudice a fargli un torto!!

Il problema di quest’uomo è che vive sua figlia come una mia imposizione. Io starei molto meglio senza di lui. Per lui il FIGLIO è quello morto. Lui ha fatto vincere la morte.

Io ho scelto e continuo a scegliere la vita che non ha nessun prezzo.

La bomba

Mi sento come una bomba a cui è stata tolta la sicura. Sento che ogni minima scossa potrebbe farmi esplodere.

Sono estremamente stanca. Mi manca maledettamente mia madre. In questo lungo ponte di dicembre non sono riuscita ad andare a trovarla. Non sono riuscita a comprare l’albero di natale. Non ho trovato un attimo di tempo per sedermi e stare col cervello spento. C’è sempre qualche cosa da fare, la cena da preparare, i piatti da lavare, bucato da fare, pulire, sistemare, i compiti di una mamma, si lo so, ma mi perdo in queste cose e perdo del tempo di buona qualità da trascorrere con mia figlia. Quando ho finito di fare tutto sono talmente stanca che desidero solo metterla a letto, cenare e coricarmi anche io.

Accetto l’aiuto degli altri, ma pare che la piccola voglia essere gestita solo da me. Suo padre ci segna solo di apparizioni telefoniche quando ha un attimo libero, perché per lui ha priorità la propria vita…insomma niente di nuovo su nessuno dei fronti della mia vita.

Per fortuna basta un piccolo sorriso, un abbraccio o un suo non ti preoccupare che ci sono io a far tornare la leggerezza.

L’Uomo

Lo guardo con la coda dell’occhio. Ogni tanto ci fissiamo, l’attrazione chimica continua ad essere forte, credo.

Realizzo che vorrei avere una persona cui voler bene. Un uomo in grado di apprezzare Adriana, la donna che sono, senza paragoni, senza critiche o condanne. Un uomo come quello che credevo fosse Michele.

Questa volta è un caso di omonimia e non è neanche lui il mio Uomo.

Vanità

A volte mi piace pensare di essere una bella ragazza. Una bella donna non so. 40 anni, ammiccante, rock ad altissimo volume, infradito, abbronzata come non capitava da 2 anni. Sarei davvero bella se avessi un corteggiatore?

Sono sufficienti i baci di mia figlia che mai passeranno.

Il sole cocente d’estate

Bere fino a  perdere conoscenza. Da quanto non lo facevo? Stordita, buttata a letto, il condizionatore acceso, nessun refrigerio. Il sole rovente che mi batte addosso. Musica forte che suon nelle orecchie e lacrime calde che scivolano incuranti dietro le lenti scure degli occhiali da sole.

Severità eccessiva. Eccesso di zelo. Puntiglio. Mi manca mia madre. Mi giro sull’altro fianco ma il sonno stenta a venire. Il sole brucia e lei dorme serena. mamma dove cazzo sei? Queste cazzo di lacrime non finiranno mai, come mai finirai di mancarmi.

E non c’è sollievo. Non c’è cura. Non ci sono baci che possano cancellare la perdita del tuo amore. Solo miraggi di breve durata e la realtà a volte mi butta davvero giù. 

La milf

La definizione di milf da Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/MILF_(slang) ecco come mi ha definita il trentenne.
Letta bene diciamo che mi sono sentita un  poco offesa. Non sono una madre da scopare, che poi lui neanche c’è riuscito! 

Ma gli uomini devono uscire fuori dalle situazioni sempre vincenti. Così non ci sono più ammiccamenti né scambi in chat. Silenzio. C’era da aspettarselo. Peccato che mi avesse fatta sentire bene con le sue attenzioni. Che si sia spaventato?  Certo, quarantenne madre single che lavora devo essere spaventosa!!

L’ingestibile dopo!

Dopo un breve rincorrerci e studiarci abbiamo preso coraggio, sfruttato l’occasione per venirci vicino.

La sua pelle sulla mia. Le sue mani sulla mia schiena. Il mio cuore che batteva all’impazzata e che temevo lui riuscisse a sentire. Un attimo di tentennamento. Mi sono voltata ed ho cercato le sue labbra, mani che ci spogliavano goffamente a vicenda, i miei umori, i suoi occhi chiusi, il divano e nient’altro. Si è fermato o ci siamo fermati contemporaneamente. C’è qualcosa che mi blocca. La moglie che è andata via pochi mesi fa e che si vede con un altro. Noi due insieme è forse un tradimento?

Ci ha riprovato, quasi volesse darsi dimostrazione di virilità. Stesso risultato. Ho pensato che fosse per causa mia. Non devo piacergli abbastanza. O forse è solo un suo problema.

È calato il silenzio e in queste situazioni penso di non sapermela cavare!