La zia

La vita finisce. La vita va avanti. La morte ci restituisce la serenità che la malattia ci aveva tolto, un misero sollievo per chi resta. La grazia della morte. Si muore, fa parte della vita, ma ogni volta è traumatico dover dire addio.

Ti porto nel cuore.

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Accordo sottoscritto e depositato. Ma l’accordo tra le parti lascia sempre qualcuno insoddisfatto e pronto, all’occasione, ad alzare la voce, recriminare, minacciare, sputare veleno davanti a chi proprio non c’entra niente, davanti ad una bambina di quasi tre anni che, avvertita la tensione, alza la voce anche lei fino ad urlare.

Certo non è questo quello che desidero per mia figlia. Io le avevo promesso che l’avrei fatta felice e invece, mio malgrado, la sottopongo a queste scenate. Quantomeno si tratta di scontri verbali rari, ma questa non è una valida giustificazione. 

Tutto per 90 euro. 90 euro per frequentare un corso di audiation, incontri settimanali che aiutano lo sviluppo del pensiero musicale. Le prime 9 lezioni le ho pagate io, le prossime dovrebbe pagarle lui, ma lui non ha soldi, lui non è d’accordo. Che sia ben chiaro: non sono 90 euro che mi cambiano la vita, ma le spese per le attività ludiche vanno ripartite a metà, come ha sottoscritto davanti al giudice, sebbene lui sostenga che io lo abbia costretto ad accettare le mie condizioni. 

Che donna tremenda che sono stata. 300 euro al mese per il mantenimento di nostra figlia, lui che ne guadagna ben mille più di me! Avrei dovuto rimettere la decisione al giudice piuttosto che assecondare il suo vittimismo, sarebbe stato il giudice a fargli un torto!!

Il problema di quest’uomo è che vive sua figlia come una mia imposizione. Io starei molto meglio senza di lui. Per lui il FIGLIO è quello morto. Lui ha fatto vincere la morte.

Io ho scelto e continuo a scegliere la vita che non ha nessun prezzo.

La bomba

Mi sento come una bomba a cui è stata tolta la sicura. Sento che ogni minima scossa potrebbe farmi esplodere.

Sono estremamente stanca. Mi manca maledettamente mia madre. In questo lungo ponte di dicembre non sono riuscita ad andare a trovarla. Non sono riuscita a comprare l’albero di natale. Non ho trovato un attimo di tempo per sedermi e stare col cervello spento. C’è sempre qualche cosa da fare, la cena da preparare, i piatti da lavare, bucato da fare, pulire, sistemare, i compiti di una mamma, si lo so, ma mi perdo in queste cose e perdo del tempo di buona qualità da trascorrere con mia figlia. Quando ho finito di fare tutto sono talmente stanca che desidero solo metterla a letto, cenare e coricarmi anche io.

Accetto l’aiuto degli altri, ma pare che la piccola voglia essere gestita solo da me. Suo padre ci segna solo di apparizioni telefoniche quando ha un attimo libero, perché per lui ha priorità la propria vita…insomma niente di nuovo su nessuno dei fronti della mia vita.

Per fortuna basta un piccolo sorriso, un abbraccio o un suo non ti preoccupare che ci sono io a far tornare la leggerezza.

L’Uomo

Lo guardo con la coda dell’occhio. Ogni tanto ci fissiamo, l’attrazione chimica continua ad essere forte, credo.

Realizzo che vorrei avere una persona cui voler bene. Un uomo in grado di apprezzare Adriana, la donna che sono, senza paragoni, senza critiche o condanne. Un uomo come quello che credevo fosse Michele.

Questa volta è un caso di omonimia e non è neanche lui il mio Uomo.

Vanità

A volte mi piace pensare di essere una bella ragazza. Una bella donna non so. 40 anni, ammiccante, rock ad altissimo volume, infradito, abbronzata come non capitava da 2 anni. Sarei davvero bella se avessi un corteggiatore?

Sono sufficienti i baci di mia figlia che mai passeranno.

Il sole cocente d’estate

Bere fino a  perdere conoscenza. Da quanto non lo facevo? Stordita, buttata a letto, il condizionatore acceso, nessun refrigerio. Il sole rovente che mi batte addosso. Musica forte che suon nelle orecchie e lacrime calde che scivolano incuranti dietro le lenti scure degli occhiali da sole.

Severità eccessiva. Eccesso di zelo. Puntiglio. Mi manca mia madre. Mi giro sull’altro fianco ma il sonno stenta a venire. Il sole brucia e lei dorme serena. mamma dove cazzo sei? Queste cazzo di lacrime non finiranno mai, come mai finirai di mancarmi.

E non c’è sollievo. Non c’è cura. Non ci sono baci che possano cancellare la perdita del tuo amore. Solo miraggi di breve durata e la realtà a volte mi butta davvero giù. 

La milf

La definizione di milf da Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/MILF_(slang) ecco come mi ha definita il trentenne.
Letta bene diciamo che mi sono sentita un  poco offesa. Non sono una madre da scopare, che poi lui neanche c’è riuscito! 

Ma gli uomini devono uscire fuori dalle situazioni sempre vincenti. Così non ci sono più ammiccamenti né scambi in chat. Silenzio. C’era da aspettarselo. Peccato che mi avesse fatta sentire bene con le sue attenzioni. Che si sia spaventato?  Certo, quarantenne madre single che lavora devo essere spaventosa!!

L’ingestibile dopo!

Dopo un breve rincorrerci e studiarci abbiamo preso coraggio, sfruttato l’occasione per venirci vicino.

La sua pelle sulla mia. Le sue mani sulla mia schiena. Il mio cuore che batteva all’impazzata e che temevo lui riuscisse a sentire. Un attimo di tentennamento. Mi sono voltata ed ho cercato le sue labbra, mani che ci spogliavano goffamente a vicenda, i miei umori, i suoi occhi chiusi, il divano e nient’altro. Si è fermato o ci siamo fermati contemporaneamente. C’è qualcosa che mi blocca. La moglie che è andata via pochi mesi fa e che si vede con un altro. Noi due insieme è forse un tradimento?

Ci ha riprovato, quasi volesse darsi dimostrazione di virilità. Stesso risultato. Ho pensato che fosse per causa mia. Non devo piacergli abbastanza. O forse è solo un suo problema.

È calato il silenzio e in queste situazioni penso di non sapermela cavare!

Sensi ridesti

Io andavo da sola fino alla spiaggia di Eloro e restavo tutto il giorno. Mi bastavano la mia musica, un libro, acqua e frutta.

Ora che ho una figlia al mare resto non più di due ore la mattina. Niente musica in cuffia. Solo acqua e grissini! 

Non esco quasi mai di sera. Ho qualche flirt su whatsapp. Nessun rapporto sensuale da due anni! Non sto cercando di darmi alla vita ascetica, no. Ho dei doveri verso mia figlia e devo rispettare il mio corpo. Ogni tanto però i sensi si svegliano e mi piace immaginare mani maschili sul mio corpo. Apro gli occhi e temo però di non piacere.

Rispetto ed educazione

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Gocce su gocce che si accumulano e ogni tanto il vaso straripa come in questo caso. Purtoppo non è solo la mezz’ora di ritardo che mi manda in bestia ormai, è l’aver preso coscienza di essere stata solo un oggetto col quale lui si è distratto per quattro anni.

Questa persona, che per un certo periodo qui ho appellato l’Uomo, ha agito solo con le parole. A parole diceva di amarmi, di non saper fare a meno di me, a parole raccontava bugie a sua moglie, a suo figlio, a me e a se stesso. Era più facile così. Mi ha ubriacata  e ho lasciato che lo facesse. Gli ho permesso di usare la mia vita, il mio tempo, i miei sentimenti. Non voglio dire che non mi amasse, ma era un amore sbagliato perchè intrappolato in un vicolo cieco dal quale non sapeva farlo uscire. Mentire era più facile che dire la verità o prendere delle decisioni.

Mi accusa di non averlo rispettato, ma interpretare la donna invisibile per quattro anni, mi pare abbia un sottofodo di grande rispetto della sua situazione familiare. Rispetto c’è stato da parte mia quando ho deciso di troncare per fargli vivere suo figlio. Rispetto c’è stato quando questo figlio è morto, quando il suo dolore è diventato il mio, quando l’ho riaccolto dentro di me, nella mia casa, tra le mie cose, quando l’ho acchiappato per non farlo affondare. Rispetto c’è stato quando sono rimasta incinta e di fronte alla sua indecisione, alla sua confusione, come dice lui, ho preso una scelta a prescindere da lui. Rispetto ed amore c’è stato quando è nata nostra figlia, e nonostante lui si sia prenentato a nascita avvenuta, io lo abbia accolto ed abbia acconsentito a dargli il suo cognome.

Rispetto ho avuto in questi due anni dalla nascita di nostra figlia. Non altrettanto posso dire a gran voce di lui che persevera ad atteggiarsi a  vittima, come se fossi io ad aver spinto suo figlio giù dal parapeto della nave, come se lo abbia costretto io a lasciare sua moglie in malo modo la notte in cui è nata Paola, come se la vita da single sia pesante solo per lui.

Sono punti di vista, ma se ci penso lui dovrebbe andare da un oculista, lui e tutti quelli che lo sostengono su queste posizioni scriteriate.

Per me rispetto ed educazione vanno a braccetto e se lui ne avesse un poco di più nei miei confronti, adesso che sono la madre di sua figlia, eviteremmo certi scambi…